Siete indebitati e le società di recupero crediti vi perseguitano? Ecco come comportarsi
Ci riferiremo, tanto per fissare le idee, a debiti derivanti da acquisti effettuati avvalendosi di contratti di finanziamento per il così detto credito al consumo.
La finanziaria, che non riesce a recuperare le somme erogate, non agisce direttamente contro il debitore. In genere non è organizzata, nè ha le competenze, per l’attività di esazione.
Attraverso operazioni di factoring il credito viene allora ceduto alle società di recupero crediti.
Per avere una idea del mondo sconosciuto ai più di crediti comprati e venduti e delle politiche di gestione dei crediti delle società di recupero, consigliamo di visionare i filmati, disponibili in questo blog, sulla cessione dei crediti e sulle società di recupero crediti non UNIREC.
Chiameremo il nostro ipotetico debitore protagonista Pippo.
Pippo ha comprato una cucina comprensiva di macchina del gas, frigorifero e congelatore. Con ripiani in marmo. Bene. Il tutto gli è costato 10 mila euro, ma a rate, usufruendo di un finanziamento concesso per credito al consumo. Non solo. Il pagamento inizia dopo 6 mesi a tasso zero (ma questo neanche gli interessa) e quel che più importante non ha sborsato neanche un euro di anticipo.
Pippo non paga le rate alla scadenza. Neanche la prima. Dopo un annetto la finanziaria (visto che le prescritte comunicazioni con raccomandata A/R, condite con minacce di azioni legali, pignoramenti, sequestri ecc. sono anche tornate indietro per compiuta giacenza, mai ritirate) decide di vendere il credito vantato nei confronti di Pippo (ovvero il debito di Pippo).
Cosa fa la finanziaria creditrice? Certo iscrive Pippo ad una banca dati dei cattivi pagatori. E da quel momento, sia chiaro, Pippo non potrà più accedere ad ulteriori finanziamenti.
Subito dopo vende il credito. Lo vende ad una società, che indicheremo come società A, la quale ipotizzeremo – come quasi sempre accade nella realtà – svolge la propria attività in tre stanze relegate in una periferia cittadina. Non c’è uno studio legale associato. Non esistono strutture investigative o quanto meno impiegati esperti nelle ricerche anagrafiche e/o agenti esattoriali qualificati. La forza lavoro è costituita da impiegate con partita IVA che, dovendo scegliere fra un impiego a percentuale sugli importi recuperati o una occupazione, sempre a percentuale, in una hot line telefonica, propendono per la prima (chissà perchè poi…).
Inutile dire che la società A non è così stupida da comprare il credito vantato dalla finanziaria nei confronti di Pippo (il debito di Pippo) a 10.000 euro. Diciamo che lo acquisterà, visto che è in sofferenza da solo poco più di un anno, a 1000 euro (e sto largheggiando, badate bene).
Cosa fa la società A? In gergo si dice che getta le reti o l’amo … Invia, cioè, comunicazioni di messa in mora diluite però da inviti amichevoli al debitore per una regolazione stragiudiziale del contenzioso. Con promessa di stralcio (sconto sul capitale iniziale dovuto) e di un piano di ammortamento (pagamento a rate) piuttosto vantaggioso.
Molti “abboccano”. Si tratta di persone che si sono trovate in situazione di temporenea difficoltà economica, ora superata (e pertanto non abituate a vivere con il fiato sul collo delle società di recupero crediti). O che, magari, hanno bisogno di ottenere un mutuo per l’acquisto di una casa o il finanziamento per l’acquisto di un’automobile, per ragioni di lavoro. E si son visti rifiutare l’accesso al credito perchè, probabilmente, avevano comprato a rate tempo fa, e non pagato (per dimenticanza …) un televisore del valore di 700 euro.
Ecco, costoro saranno ben lieti di contattare il call center della società di recupero crediti. Risponderà, nel 90% dei casi, una signora con i bigodini fra i capelli, dall’aria stanca ed assonnata, che terrà la cornetta del telefono stretta fra spalla e capo, con una mano prenderà appunti sui riferimenti della pratica e con l’altra continuerà a spennellarsi lo smalto sulle unghie dei piedi. Non sorridete. Nemmeno immaginate quanto si sia vicini alla realtà.
E Pippo? Pippo che non ha alcuna esigenza, per adesso, di contrarre un altro debito (la cucina va ancora bene e la camera da letto regge ancora le sue “galoppate notturne” con Pippa .. oops …no con Clarabella) prende la comunicazione amichevole pervenuta e, sempre amichevolmente la nella spazzatura, non dopo averla ridotta in mille pezzettini, giusto per prevenire eventuali furti di identità (anche se in teoria non potendo accedere ai finanziamenti i ladri di identità a Pippo potrebbero fargli solo, consentitemi il gioco di parole, una Pippa).
Passa qualche anno. Diciamo due. I crediti cominciano a diventare “anziani”. E perdono valore, si svalutano. Diminuiscono sempre più le possibilità che il debitori possano addivenire ad un accordo di stralcio. Si potrebbero fare investigazioni, visure catastali, e semmai procedere in via giudiziale. Ma ne vale la pena? Le investigazioni costano. Non esistono risorse investigative interne e poi la società A, non avendo una struttura legale, dovrebbe rivolgersi ad uno studio d’avvocato per procedere con decreto ingiuntivo.
Nella fattispecie del nostro protagonista, bisognerebbe arrischiare circa 3000 euro di ulteriori spese, dopo il costo di acquisizione della pratica (1000 euro) per cercare di incamerarne (forse) 10 mila più interessi fra una decina d’anni. E’ da pazzi. Meglio rivendere!.
Ed ecco che il debito di Pippo passa dalla società A in capo alla società B. Al prezzo, nientepopodimenoche, di 200 euro (valutazione sempre ottimistica).
A questo punto il lettore si starà chiedendo perchè la società B compra un credito, in sofferenza da tre anni. Anche se il costo è esiguo (250 euro a fronte di 10 mila euro di capitale più eventuali interessi) si tratta quasi sicuramente di 250 euro di perdita.
Proverò a spiegarlo. I contratti di factoring, vale a dire cioè quelli che regolano il passaggio dil crediti in sofferenza (non onorati dai debitori) da una società di recupero all’altra, si fanno su pacchetti di pratiche, non sulla singola pratica. La società di recupero crediti acquirente gioca sulla probabilità statistica che contattando quei debitori, alcuni di essi si trovino nella condizioni già viste in precedenza. E cioè che abbiano superato oggettive difficoltà di momentanea crisi finanziaria e siano disposti, ora, a pagare. Oppure che abbiano maturato l’esigenza di dover accedere a crediti più consistenti di quelli non onorati (un mutuo per la casa o un finanziamento cospicuo) ed abbiano pertanto tutto l’interesse ad estinguere il vecchio debito.
E bastano pochi debitori che rientrano, anche solo parzialmente, delle somme per cui sono esposti per consentire il pareggio delle spese sostenute con l’acquisto pacchetto di crediti in sofferenza.. Dopodichè ogni piano di rientro concordato rappresenta un guadagno netto…
D’altra parte coloro che saldano il debito potranno ottenere dalla società B la liberatoria, ovvero un documento da presentare alla banca dati dei cattivi pagatori per chiedere la cancellazione del proprio nominativo. E quindi poter aspirare ad ottenere nuovi finanziamenti.
Cosa fa adesso Pippo? Pippo non ha alcuna necessità, per fortuna, di accedere a nuovi finanziamenti. La registrazione nei SIC non lo distrurba più di tanto. Per lui vale, nè più nè meno, come una iscrizione al circolo della caccia.
Ma Pippo decide di contattare la società B. Per quale motivo?
Quando si è fortunati non bisogna sfidare troppo la sorte. La fortuna prima o poi potrebbe abbandonarti. Questa è l’idea di Pippo.
In effetti Pippo ha esaminato tutti gli scenari possibili prima di decidere di contattare la società B. Ha fatto, come si suol dire, i conti per l’andata, ma anche per il ritorno.
La società B potrebbe rivendere un pacchetto contenente la pratica di Pippo alla società C. E questa potrebbe essere una società UNIREC. Ed allora sarebbero guai.
Ma anche nel caso in cui la società C, iscritta all’UNIREC, non riuscisse a farsi restituire un solo euro da Pippo, questi si vedrebbe comunque preclusa qualsiasi possibilità di ottenere una liberatoria a fronte di uno stralcio. E quindi non potrebbe mai accedere, in futuro, ad ulteriori finanziamenti.
Le società UNIREC, infatti, non concedono riduzioni del capitale a debito. Al massimo rinunciano agli interessi maturati, qualora siano comprovate oggettive difficoltà nel pagamento . Nulla di più. E quindi non svendono le liberatorie.
Cosa che invece fanno le altre società di recupero crediti. Quelle, diciamo così, di seconda e terza categoria.
Pippo allora contatta il call center della società B. Stavolta risponde la moglie del titolare. Con una mano regge il cordless, con l’altra rigira il ragù che sta preparando per il marito. Immaginatela come la donnona della pubblicità Vigorsol ….
Pippo è pronto a blandire la preda: “Buon giorno signora, sono Pippo e chiamo per la pratica ics. Ho perso da poco il lavoro e la mia consorte è ricoverata in ospedale per una grave malattia. Mio suocero, che è un carabiniere in pensione ha aperto accidentalmente la vostra comunicazione diretta a me. E ci è rimasto male. Lui non ha mai avuto debiti Così si è offerto di aiutarmi a saldare il dovuto. Ma non può prestarmi più di 500 euro subito. Lo so che è una proposta oscena, ma io, pur essendo disponibile a mettermi in regola, non posso di più. Se serve vi invio la lettera di licenziamento del mio datore di lavoro e la cartella clinica di mia moglie. Potrei anticipare i 500 euro e completare il piano di rientro attraverso 12 rate mensili di 50 euro ciascuna. Soldi che mi fornirebbe sempre mio suocero, prelevandoli dalla sua misera pensione….”
La signora comincia a farsi i conti. La proposta non è cattiva. Entrerebbero 1100 euro a fronte di un investimento di 250. Giusto per non dare l’impressione all’interlocutore che, volendo, avrebbe potuto offrire anche di meno, la donna risponde. “Signor Pippo, mi dia il numero di telefono. Vedrò cosa si può fare. Dobbiamo chiedere l’autorizzazione alla nostra consociata a Boston. E non è cosa semplice. Ma la sua storia mi ha commosso e cercherò di ottenere il placet direttamente dall’amministratore delegato. Le farò sapere qualcosa …”
Essì, le sparano grosse anche loro, fra uno schizzo di sugo e l’altro: la consociata di Boston e l’amministratore delegato….
E Pippo: “Grazie signora, le sarei veramente molto grato. Sa, la vita non è stata generosa con me. Ed io non vorrei morire povero e impegolato di debiti. Comunque, nel caso, si ricordi di includere nella eventuale promessa di stralcio e piano di rientro rateale la clausola sull’obbligo di concedermi la liberatoria a fine pagamento. Così posso cancellare l’onta di essere iscritto negli elenchi dei cattivi pagatori… “
E la cuoca di rimando ” Ma senz’altro. Noi rilasciamo sempre la liberatoria ai nostri .. ehm … clienti”.
E’ fatta. Con 1100 euro, 500 subito 600 a rate mensili per un anno, Pippo ottiene risultati importanti:
- cancella un debito di 10 mila euro contratto quattro anni prima e gravato da interessi legali e moratori considerevoli;
- elimina il rischio che al prossimo passaggio si trovi a dover affrontare un contenzioso pericolosissimo con una società di recupero crediti UNIREC;
- ottiene la liberatoria con cui cancellare il proprio nominativo dagli elenchi stilati dai SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie);
- potrà adesso concedersi una nuova automobile, acquistata con un finanziamento senza anticipo, senza interessi, prima rata fra diciotto mesi …..
.
Ma attenzione
Il debito di Pippo non riguardava cartelle esattoriali e dunque crediti di origine erariale (e/o amministrativa) vantati dallo Stato (o da enti locali). Pippo non aveva a che fare con Equitalia (o una delle sue partecipate) per importi iscritti a ruolo.
Pippo è stato in qualche modo baciato dalla fortuna. Il debito originario contratto con la finanziaria è stato ceduto prima alla società A e poi da questa girato alla società B, entrambe non associate in UNIREC.
Pippo ha avuto il buon senso di capire quando interrompere il gioco. Non ha bluffato oltre misura. Il suo approccio con la società B è stato remissivo ed intelligente. Non si è posto con arroganza. Non ha minimamente fatto trasparire un messaggio del tipo “Non potete o non vi conviene procedere in via giudiziale. E dunque prendere o lasciare…”. Cosa che potrebbe indurre una società di recupero (anche di serie B) a rimetterci finanziariamente, pur di dare una lezione di vita al debitore.
Certo, Pippo è riuscito a non pagare i debiti (ne ha pagato solo una minima parte) e, forse, continuerà pure a vivere serenamente. Ma come per ogni aspetto della vita occorrono buon senso, umiltà, intelligenza ed anche tanta, tanta, tanta fortuna …..
Non basta solo la lettura di un libro. Questo è poco, ma sicuro.
Per sgombrare poi il campo da possibili equivoci ed evitare danni al lettore poco attento diciamo subito che le tematiche debitorie, qui affrontate, non sono quelle derivanti dagli importi iscritti a ruolo e notificati tramite cartelle esattoriali.
La cartella esattoriale, come è noto, trae origine da crediti erariali (quelli contratti con il fisco per mancato pagamento di imposte, imposte evase o maggiori imposte calcolate in seguito ad accertamenti) o da infrazioni amministrative (multe).
In questi casi consigliamo di valutare, con la dovuta attenzione, l’eventuale decisione di non pagare quanto dovuto.
La gestione del recupero degli importi iscritti a ruolo e notificati al debitore tramite cartella esattoriale è affidata a Equitallia. Equitalia è una società di proprietà dell’ INPS per ill 49% e dell’Agenzia delle ENTRATE per il 51%. Non si tratta dunque, come affermano alcune leggende metropolitane, di una società privata. Certo agisce come società privata per la riscossione degli importi iscritti a ruolo, ma è in realtà controllata dallo STATO. Equitalia è presente sul territorio nazionale, tranne la Sicilia, con 31 società partecipate, che svolgono il ruolo di agenti della riscossione per Stato ed enti locali.
In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nel termine di 60 giorni, sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora a decorrere dalla data di notifica della cartella, nonché il compenso a favore del concessionario (Equitalia o società partecipate). Trascorso tale termine, il concessionario senza necessità di ulteriori avvisi (salvo quanto previsto dalla normativa della riscossione coattiva dei tributi iscritti a ruolo) potrà avviare le azioni e le procedure per la riscossione coattiva, dell’importo indicato nella cartella esattoriale, su tutti i beni del debitore e dei suoi coobbligati.
È bene evidenziare che il procedimento di riscossione coattiva è caratterizzato da presunzioni, restrizioni e preclusioni a carico del debitore e dei terzi che sono giustificate dal fondamentale interesse pubblico alla tempestiva riscossione dei crediti tributari iscritti a ruolo con cartella esattoriale.
In altre parole, il supremo interesse dello Stato nel recupero dei crediti vantati, ha portato alla definizione di procedure per la riscossione degli importi iscritti a ruolo con regole che sono tutte a favore di una sola delle due parti: l’erario. Poche, o nulle, le possibilità di spuntarla per il povero contribuente a meno che questi non possa permettersi, come Valentino Rossi, tributaristi di fama del calibro di Vincenzo Visco o Victor Uckmar.
Va fatta una ulteriore distinzione. Il credito “in sofferenza” può essere acquistato da società iscritte all’UNIREC oppure può finire nel giro di una galassia di piccole e medie strutture, a dimensione familiare o parafamiliare, che negli ultimi anni si sono dedicate, il più delle volte improvvisando, alla lucrosa attività del recupero crediti. In pratica quelle che abbiamo indicato nell’esempio come società A e società B.
Orbene, se siete stati sfortunati e la società di recupero crediti che ha comprato il vostro debito è iscritta all’UNIREC, avete pochissime speranze di farla franca. Si tratta di organizzazioni in cui lavorano professionisti del settore: ovvero investigatori, avvocati, agenti esattoriali esterni. Per farla breve specialisti del recupero crediti.
Solo in un caso non sarete costretti ad onorare il vostro debito. Qualora, cioè, non risultiate proprietario di beni mobili ed immobili e la vostra attività lavorativa venga retribuita in nero. In caso contrario vi ritrovereste, in men che non si dica, con una ipoteca sull’abitazione, con il sequestro dell’automobile o con lo stipendio, pensione, o compenso professionale pignorato.
Quindi, prima di adottare qualsiasi strategia è bene verificare che la società di recupero che vanta il credito nei vostri confronti non faccia parte dell’UNIREC (cosa che si può agevolmente fare consultando l’elenco disponibile sul sito dell’Associazione)
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ciao a tutti!
vorrei per favore lumi sulla prescrizione dei debiti
bancari e in articolare quelli derivanti da conto
affidato in dare. io ho una bambina nata con problemi di salute e purtroppo a causa di ciò ed altri eventi
a questo concatenati mi trovai oltre 10 anni anni fa
a non poter rientrare su questo conto affidato anche
perchè ogni sforzo da parte mia nel rientrare veniva
puntualmente vanificato dall’applicazione di interessi anatocistici e spese ultralegali varie,la banca senza preavviso alcuno chiude il conto e mi manda la messa in mora(2000) poi a distanza di un anno (2001) gira il credito ad una soc.di rec.(non unirec), questi non fanno nulla (io purtroppo sono nullatenente a causa di questa situazione,spese mediche varie,impossibilità di lavorare per stare vicino alla bambina,no parenti a cui appoggiarsi ecc..viviamo con l’assistenza sociale)per 8 lunghi anni..oggi mi arriva una nuova messa in mora di altra soc.di rec. (non unirec anch’essa) la quale sostiene di aver acquistato in forma pro-soluto dalla banca creditrice:ma se la mia posizione
era già stata affidata nel 2001 ad una soc.rec.
perchè mi raccontano che l’hanno acquistata dalla banca???? può essere che essendo in difetto di documentazione (dopo quasi 9 anni) stiano raccontando
storie per farmi credere il contrario??
questo già un primo dubbio..ma la mia domanda è:
nonostante la regola generale dica che i debiti
si prscrivono dopo 10 anni,siamo sicuri che quando
nessuno si sia mai fatto vivo per reclamarti nulla
per più di 5 anni e oltre sia sufficiente una semplice racc.ta per far ricominciare il giochino
dall’inizio? (contro ogni normativa europea esistente!) ho sentito un amico avvocato il quale
mi riferisce (per aver parlato con altri avvocati
di primo piano esperti del settore) che qualsiasi tipo di debito (tutti!) se non reclamato tramite racc.o azioni legali ecc. per 3 anni (cioè silenzio assoluto)il debito al 4° anno cade in prescrizione e quindi annullato. la prima messa in mora la ricevetti
dalla 1a soc.di rec. nel 2001 poi come detto il nulla
assoluto per ben 9 anni prima dell’attuale nuova messa in mora da parte di altra soc.rec. …potrebbe quindi essere caduto tutto in prescrizione??
un’altra domanda: il debito riveniente da conto affidato è da considerarsi come “finanziamento”?
perche se fosse così sappiamo tutti che mutui
e finanziamenti vanno in prescrizione dopo 5 anni
e non 10.ed essendo la messa in mora ricevuta dalla prima soc. di rec.cred. datata 2001,dovrei ritenere
anche in questo caso tutto caduto in prescrizione…
ma mi rimetto al parere degli esperti e grazie a tutti!!
Champion
29 Ottobre 2009 alle 01:13
Champion, inutile insistere sui tempi di prescrizione. I crediti bancari si prescrivono in 10 anni.
Porrei, invece, l’attenzione su una evidente e grave contraddizione da lei colta.
Il credito veniva venduto ad una società di recupero nel 2001 come le risulta da una messa in mora. Adesso un’altra società di recupero crediti la mette in mora affermando di aver acquistato il credito dalla banca.
Hanno perso tutta la documentazione, secondo me.
E questa sarà la sua forza, inseme al fatto (non sempre negativo) di essere nullatenente.
Legga attentamente l’articolo Una guida di sopravvivenza per debitori assediati
Ed invii subito una raccomandata AR alla società di recupero che la contatta dopo nove anni per ribadire l’impossibilità da parte sua di ricostruire la filiera delle cessioni e quindi la legittima titolarità del credito vantato.
Sarà comunque istruttivo leggere tutto quanto presente nella sezione Consigli al debitore.
Servirà a trattare con i creditori con cognizione di causa, preparazione, conoscenza dei suoi diritti e senza alcuna sudditanza psicologica. E, soprattutto, le conoscenze che acquisirà le eviterà di andare incontro ad altre fregature, spesso offerte come soluzioni dalle società di recupero crediti.
Infine, voglio ricordarle quello che scriveva alcuni giorni fa Eugenio Scalfari su Repubblica:
Scalfari parlava di concordato fra aziende e creditori. Ma non c’è alcuna differenza con le famiglie. I concordati si fanno (e si son sempre fatti) anche fra famiglie e creditori.
Alla fine proporrà un concordato del 5% sull’importo nominale del debito. Non una lira di più.
c0cc0bill
29 Ottobre 2009 alle 07:10
Grazie infinite Coccobill!
Se loro non avessero documenti (o solo parzialmente)
potrei quindi già contestare la legittimità da parte loro di reclamare ciò che mi stanno chiedendo?(€.9,000)Quindi non avrebbero nemmeno strumenti
legali (ammesso di avere beni/redditi da aggredire che non ho)per perseguirmi in giudizio con precetti
e quant’altro? Infatti quella che mi è arrivata è una lettera che cita solo l’importo ma nessun accenno
a data a cui risalirebbe il debito e a come si è formato (sarebbero obbligati a dirmi l’importo di spese e interessi..giusto?)In più sò che potrei chiedere copia della lettera con cui la presunta banca cedente/creditrice ha girato a loro la mia posizione per il recupero…e anche qui nessun accenno naturalmente!Solo per sapere se ciò
sarebbe già un argomento forte di trattativa.
L’importo nominale del debito sarebbe quello che la soc.di rec. attuale (questa ultima che mi ha inviato
nuova messa in mora dopo 9 anni) sta reclamando?
Sono €.9,000 ma il debito reclamato nel 2001 da quell’altra soc.rec.era addirittura ancora espresso in Lire (L.13,000,000) e come accennato frutto
già quello di illegale applicazione (x 8 anni abbondanti) a tutti gli effetti di interessi anatocistici ed ultralegali da parte della banca creditrice/cedente cioè attuali €.6,500 circa…come dire che la mia idea di nominale sarebbe questa e non i 9,000 euro che quest’ultima reclama…a questo punto
mi sembra di capire che se offrissi 1,000 euro e per
di più a rate potrebbero accettarli ugualmente??
(io non ho reddito/no sostanze immobiliari)
Infatti dopo 9 anni e in seconda girata da altra soc.rec.e probabilmente senza doc.ne alcuna (o al massimo parziale) a quanto possono aver acquistato
il credito vantato nei miei confronti? Probabilmente
a non più di 200 euro…L’esempio di “Pippo”qui sopra
sembra proprio calzarmi a pennello…e in più dimenticavo di dirti che fermo purtroppo lo stato di nullatenenza, sono per di più residente all’estero
come dire che se pagassi la cifra sopra citata sarebbero per loro soldi trovati letteralmente per strada…o sbaglio?? Un affettuoso ringraziamento
Cocco e tutto il bene possibile!
Champion
29 Ottobre 2009 alle 12:03
Senza veder provata la legittimità della titolarità del credito, che facciamo, saldiamo il debito con il primo che bussa alla porta? Con il rischio di veder arrivare domani un altro creditore con la lettera di cessione?
E ci vuole l’estratto conto. Mica gli interessi legali, quelli di mora, le spese di esazione si quantificano così a spanne. Come riportato nella “Guida di sopravvivenza per debitori assediati”.
Il povero debitore deve controllare che gli interessi applicati non siano usurari, o no? Ed in tal caso non è suo dovere informare l’Autorità Giudiziaria per le indagini di rito, ed anche la Prefettura per l’eventuale ritiro della licenza per il recupero dei crediti?
Attenzione però a procurarsi le dovute pezze di appoggio da mostrare al giudice. Le contestazioni vanno fatte con raccomandata AR.
Anche i (presunti) creditori possono essere messi in mora … come è riportato negli articoli della sezione “Consigli al debitore”
c0cc0bill
29 Ottobre 2009 alle 12:18
Quindi Cocco..ciao anzi tutto!
Tu mi stai dicendo che la prima mossa da fare
ancor prima di iniziare una qualsiasi trattativa
sarebbe quella di chiedere comprova della doc.ne
che mi riguarda e il dettaglio di oneri int.e spese,
e in più copia della lettera della banca che loro
sostengono gli abbia girato il credito vantato nei miei confronti…corretto?
Mi confermi quindi che se dovessi addivenire a un
pagamento di 1,000 euro (e magari a rate) come saldo a stralcio (previa liberatoria di “nulla più devo” per loro sarebbero soldi “trovati in terra”? Il valore nominale del debito sono i €.9,000
che mi stanno chiedendo? Tu sostieni che un concordato
al 5% (cioè 450 euro) sarebbe già una buona offerta
giusto? Ne offrissi 1,000 quindi ancor di più…o no?
GRAZIE CARISSIMO!
Champion
29 Ottobre 2009 alle 14:31
Buongiorno : qualche anno fa ho stipulato un contratto di prestito con una società finanziaria, di un importo di 20.000 euro le ultime rate le ho pagate con un ritardo di 15gg rispetto la scadenza.Ora la società finanziaria mi chiede di pagare una mora di €250.00 minacciandomi per telefono dicendomi che se non pago subito passeranno la pratica a Equitalia. E’ legale tutto questo?
gennaro
27 Ottobre 2009 alle 14:06
Gennaro le domande sui debiti vanno inserite qui.
c0cc0bill
27 Ottobre 2009 alle 14:23
buongiorno volevo chiederle sono separato ma il 30 agosto del 2008 o fatto uno sbaglio tornando a casa dalla mia ex e comprai un televisore al plasma facendo dei bollettini ne o pagate quasi la meta’ ma adesso non riesco piu a far fronte ai pagamenti avevo detto alla mia ex continua tu a pagarli e il televisore resta con te lei mi a detto che non paga e il televisore resterà con lei a casa cosa posso fare
flavio
19 Ottobre 2009 alle 13:02
cosa vuole che le dica.
ha solo una opzione, quella di tornare a casa della sua ex-moglie e riappropriarsi del televisore.
in effetti non può citare in giudizio la sua ex perchè i debiti contratti da lei (ex marito) dopo la separazione, non sono ascrivibilI alla sua ex-moglie, neanche in quota del 50%, anche se si tratta di debiti contratti nell’interesse della (ex) famiglia.
c0cc0bill
19 Ottobre 2009 alle 13:31
vorrei consigli su come un bravo esattore inizia il dialogo per la riscossione del credito e come si pone davanti ad un debitore che non ha soldi per convincerlo ad attuare un piano di rientro fattibile
maria
15 Ottobre 2009 alle 09:51
Forse si fa prima ad indicare come non comportarsi con il debitore.
A tale scopo può essere istruttivo leggere questo articolo:
Samantha, agente precario di recupero crediti contro Pippo debitore per forza – Una guerra fra poveri
e comunque tutti quelli presenti nella sezione “Consigli al debitore” e “Recupero crediti”.
c0cc0bill
19 Ottobre 2009 alle 13:33
Sono un agente di recupero crediti stragiudiziari, vorrei sapere se con queste informazioni aiutate i debitori a continuare a sbagliare a non pagare o solo una forma seppur sbagliata di far conoscere come operano le società di recupero crediti italiane.
Grazie e distinti saluti
pasquale
23 Settembre 2009 alle 13:24
Pensiamo di aiutare i debitori a difendersi dagli abusi perpetrati da alcune società di recupero crediti e da alcuni agenti esattoriali.
c0cc0bill
23 Settembre 2009 alle 13:54
Dovete sapere che per le società di recupero crediti e agenti sono finite l’ere della cuccagna dove si spaventava il debitore e lo si induceva a pagare con obbligo e paura oggi si va con i piedi di piombo per evitare denunce per violazione della privacie o comportamenti scorretti e prepotenti e poi spesso e volenieri si cerca insieme al debitore una soluzione bonaria indolore e lo si induce con gentilezza a farlo ragionare per farlo pagare e fargli cancellare le iscrizioni nelle centrali rischi, oggi siamo diventati veri e propri padri confessori cerchiamo nel nostro piccolo di ascoltare e trovare una soluzione; quindi consigliate chi ci legge a pagare perche e non a continuare a non pagare ipotesi “è un lavoratore gli si rompe la macchina è da buttare, non c’è danaro per acquistarla la macchina gli necessita per lavorare non potrà andare a fare la spesa settimanale con la mcchina con la moglie è iscritto nella centrale rischi nessuno gli concede finanziamento andrà a piedi a lvorare e a fare quello che era abituato a fare , invece non ha alcuna iscrizione centrale rischi le porte sono aperte e io continuerò ad andare a lavoro con la macchina e non sarà costretto a far girare la mente per come fare a trovare il danaro e in alcuni casi a delinquere.
Grazie
pasquale
23 Settembre 2009 alle 16:53
Ne prendo atto, caro Pasquale e mi fa molto piacere apprendere che l’ambiente delle sdr è diventato finalmente quello che tu descrivi. Per un addetto al recupero crediti è indice di vera professionalità comportarsi come “un padre confessore”.
Del resto per … ehm … par condicio, abbiamo anche una sezione interamente dedicata al recupero crediti.
Spero tu voglia visitarla: è qui
Questo blog è aperto ai contributi di chicchessia, quando siano espressi in termini pacati e civili. Quando vorrai potrai intervenire liberamente in questo forum per dire la tua.
c0cc0bill
23 Settembre 2009 alle 16:59
Pasquale, scusa se mi intrometto, ma ti sembra giusto che la sig.ra tipo samantha chiami spacciandosi per l’inps circa un’ipotetico rimborso, tra l’altro in possesso di dati personali recuperati chissa’ dove e chissa’ come solo per poterti mandare a casa “un’esattore”? Rendetevi conto che la gente con i tempi che corrono e’ gia’ esasperata per conto suo e potrebbe succedere che tra i due l’esattore non risulti essere il piu’ cattivo, e che magari il debitore abiti al quinto piano di un palazzo sprovvisto d’ascensore.
tommaso
8 Novembre 2009 alle 17:45
salve sono luigi ho 38 anni e sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.
da circa un anno non riesco più a pagare i miei debiti che ammontano a circa 70 mila euro.
da qualche tempo iniziano a chiamarmi le società di recupero crediti e qualcuno si è fatto pure vedere a casa mia.
allo stato attuale non posso pagare nulla perchè non saprei da dove iniziare e quindi volevo chiedere come posso organizzarmi per poetr ottenere una rata adeguata alla mia posizione economica?
con qualche società mi hanno fatto delle transazioni al 50%, ma io dovrei pagare tutto in 2 o 3 soluzioni e potrebbe essere allettante, ma non ho i soldi per accettare; e anche se pagassi, per le altre posizioni sarei sempre oggetto di pignoramento dello stipendio.
sono in una confusione totate vi prego di aiutarmi a capire come fare. grazie
luigi
7 Aprile 2009 alle 09:53
Luigi, per ottenereun consiglio dovresti inserire il tuo quesito in questa sezione.
weblog admin
7 Aprile 2009 alle 10:01
Salve! Ho un problema con la mia carta di credito.
Ho una carta di credito della Unicredit Banca di Roma, attualmente pagavo 300 euro al mese, lo prendevano direttamente dal mio conto corrente! Purtroppo mi ritrovo con quattro rate arretrate che non riesco a pagare per svariati motivi familiari! Mi hanno telefonato di mandargli un bonifico bancario cosa che attualmente non posso fare!
La carta revolving ha un debito residuo di circa 12000 euro! (bloccata)
Non sò come andrà a finire questa storia!
Mi hanno detto che se non pago mi chiederanno tutto il residuo della carta, cosa che per me attualmente sarebbe un vero disastro!
Datemi qualche consiglio su come risolvere questa storia. Avevo chiesto anche di abbassarmi la rata cosa che non hanno accettato! Potrei chiedere un piano di rientro di tutta la carta a lungo termine?
Grazie anticipatamente per la vostra risposta!
tonino
8 Mar 09 at 13:10
tonino
8 Marzo 2009 alle 18:43
quando interverà la società di recupero perche sicuramente verra incaricata per il rientro bonario di tutta la somma porà trovare con loro una soluzione consona alle sue possibilità
pasquale
23 Settembre 2009 alle 16:56
Salve! Ho un problema con la mia carta di credito.
Ho una carta di credito della Unicredit Banca di Roma, attualmente pagavo 300 euro al mese, lo prendevano direttamente dal mio conto corrente! Purtroppo mi ritrovo con quattro rate arretrate che non riesco a pagare per svariati motivi familiari! Mi hanno telefonato di mandargli un bonifico bancario cosa che attualmente non posso fare!
La carta revolving ha un debito residuo di circa 12000 euro! (bloccata)
Non sò come andrà a finire questa storia!
Mi hanno detto che se non pago mi chiederanno tutto il residuo della carta, cosa che per me attualmente sarebbe un vero disastro!
Datemi qualche consiglio su come risolvere questa storia. Avevo chiesto anche di abbassarmi la rata cosa che non hanno accettato! Potrei chiedere un piano di rientro di tutta la carta a lungo termine?
Grazie anticipatamente per la vostra risposta!
tonino
8 Marzo 2009 alle 13:10
Tonino, per ottenereun consiglio dovresti inserire il tuo quesito in questa sezione.
c0cc0bill
8 Marzo 2009 alle 14:32
ki ha problemi di indebbitamento per equitalia si puo rivolgere direttamente a me mandandomi una e mail scrivendomi piu o meno l motivo di perke ha avuta la multa e io cerco di risolvere il problema vi aspetto
diego
4 Marzo 2009 alle 12:48
Diego, prima potresti chiedere almeno se non ci dia fastidio questo modo di esordire in un forum.
Se vuoi, puoi rispondere con le repliche qui.
c0cc0bill
4 Marzo 2009 alle 13:32
Gentile coccobill
Ho mandato un’e-mail alla CRIF,onde capire cosa significa Eventi negativi (ossia morosità,gravi inadempimenti ,sofferenze ) non sanate-36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui e risultato mecessario l’ultimo aggiornamento(in caso di accordi successivi o altri eventi rilevanti in merito al rimborso )-
La CRIF mi ha madato la seguente risposta :
Gentile cliente il punto da lei citato significa che le posizioni chiuse in modo irregolare,ossia senza che i ritardi di pagamento siano stati sanati,verranno conservate per 36 mesi dalla data di chiusura del rapporto.-
Allora perchè la CRIF,quando chiedo,del mio nome alla banca dati,risulta sempre un debito non sanato ,di cui il rapporto e terminato nel 2002, e sono trascorsi 6 anni.il doppio del previsto..
IO la E-mail inviatomi dalla CRIF,la posso usare come prova per eventuale richiesta risarcimento del danno,per la mancata cancellazione.
Ringrazio
Ciro
ciro
26 Febbraio 2009 alle 13:48
Ciro ci vorrebbe un legale, e comunque è difficile dimostrare l’esistenza di sistemi paralleli a quelli ufficiali da cui risulti, oltre ogni ragionevole dubbio, che le informazioni rimangono nel circuito delle finanziarie anche in seguito alla cancellazione imposta dal garante dopo 36 mesi (diritto all’oblio).
L’esperienza che noi abbiamo, ricavata da interventi di lettori come te per casi come il tuo, è che, se non si sana la posizione liberatoria, nessuno concede più i finanziamenti richiesti, anche se “ufficialmnte” non si risulta iscritti a nessun elenco di cattivi pagatori.
Addirittura, anche pagando, talvolta si resta incagliati in queste liste, come potrai capire leggendo questo articolo pubblicato proprio ieri sul blog.
In ogni caso, per approfondire la questione puoi, semmai, leggere il parere di Antonio Iuri Donati, un guru nel campo delle problematiche debitorie.
Per farlo, tuttavia, dovresti inserire il tuo commento in questa sezione.
c0cc0bill
26 Febbraio 2009 alle 14:05
Grazie cOccObill Ho postato il quesito nella sezione appropriata e di gia’ ho havuto la risposta.
Grazie ancora.
Alex
Alex
19 Gennaio 2009 alle 21:48
nel 2007 volevo chiudere il conto corrente alle poste ma l’impiegato mi faceva notare che nel conto c’erano appena 35 € e per poterlo chiudere ne erano necessari 70€ non avendo altri soldi da versare son andato via.
nel 2008 mi arriva una ar. dove mi chiedevano un versamento di 70 € io nel frattempo non avevo fatto nessuna operazione ne pagamenti ne assegni. mi reco alle poste e l’impiegato mi spiega che le spese si erano mangiati le 35 € e addirittura ero sotto di 70 €
e per chiudere il conto adesso dovevo versare 150 € poi loro facevano i conteggi ed eventualmente mi mandavano a casa la differenza quindi ho dovuto versare 150 € . tutto questo e’ legale ?
Grazie
alex
19 Gennaio 2009 alle 18:07
complimenti al sito. secondo me da un ottimo servizio
a tutte quelle persone che si trovano in difficolta’
economiche, e devono stare attenti alle iene pronte a mangiarseli in tutti i modi, c’e’ sempre tempo per pagare. buon lavoro e felice anno nuovo
Alessandro
13 Gennaio 2009 alle 13:20
in riferimento alla nuova legge sulla conservazione dei dati personali da parte di crif. i dati non potrebbero essere comunque tenuti oltre i 36 mesi 0 tre anni anche in presenza di mancati pagamenti a finanziarie o banche. infatti leggendo nel vostro sito, bisogna diffidare da chi promette dietro pagamento di somme, la loro cancellazione. a me è successo che contattando il crif mi risulta una rata scaduta e non sanata con scadenza 2003. a tutt’oggi risulta questa morosita’. contattando il crif telefonicamente, l’operatore mi dice che se non pago la rata in questione naturalmante con gli dovuti interessi. anche se legalmente prescritti. risultera’ a vita. e forse anche oltre. intanto gli ho pagato la lettera di risposta loro lo chiamano contributo volontario di 7 euro cordiali saluti.
segnalazione di alessandro panebianco di tremestieri etneo ct – E.mail: alessandro.panebianco@yahoo.it
alessandro
12 Gennaio 2009 alle 17:12
buongiorno a febbraio 2008 ho chiesto un prestito di 40.000 euro ho pagato solo 3 mesi di rate….ho perso pure il lavoro come mi devo comportare….
giovanni
21 Dicembre 2008 alle 13:58
Le consiglio di postare il quesito nella sezione appropriata, a cui si accede dalla home page.
Questo spazio è riservato ai commenti dei lettori, e difficilmente i consulenti vi accederanno per risponderle.
c0cc0bill
19 Gennaio 2009 alle 18:13
http://disinformazione.it/riprendersi_anima.htm
jonny
19 Dicembre 2008 alle 16:13
salve a tutti voi, mi volevo complimentare prima di tutto con karalis per l’ottimo lavoro,e poi un messagio a tutti quelli che criticano il suo lavoro ,essi parlano solo in questo modo perche non si trovano nella situazione dei debitori ,e facile criticare quanto non ci si trova con tanti problemi finanziari e? cadeteci voi nella trappola finanziaria tesa dai serpenti bancari di tutto il mondo e poi ne potremmo riparlare!in piu vi volevo segnalare questo aritcolo su un sito internet, http://disinformazione.it/riprendersi_anima.htm,leggete gente e meditate!
jonny
19 Dicembre 2008 alle 16:12
Capisco il Signor Giuseppe, la sua difesa delle povere “Banche e Finanziare”, che studiano ai master come imbonire gli “ignoranti”, e bene che per equità, qualcuno gli insegni a fronteggiare almeno in parte gli aggressori.
bertrand
bertrand
22 Novembre 2008 alle 16:23
Salve, Sono un ragazzo di 27 anni disabile, volevo chiedere un parere riguardante la mia condizione con vari prestiti.
Fino a sei mesi fa non avevo problemi poichè avevo uno stipendio ed avendo anche la pensione e accompagnamento potevo permettermi di onorare tutti i debiti che avevo contratto.
purtoppo ho perso il lavoro e ho iniziato ad accumulare debiti nn pagando alcune rate, altre le ho dovute pagare facendo salti mortali poichè come garante mio padre e automaticamente i creditori avrebbero richiesto di saldo debito a lui.
per svariati problemi gravi accaduti successivi alla perdita del lavoro. non ho pagato alcune rate di una carta di credito revolving e di un prestito personale, la Consumit (gruppo monte dei paschi – che ha rilasciato la carta) mi ha scritto che devo provvedere al pagamento dell’intera somma pari a 2031,91 entro 15 gg dalla ricezione della lettera. Ora nn so dove prendere quei soldi e non saprei come agire. Dicono di avermi contattato ma nn ho mai avuto ne messaggi in segreteria ne tantomeno chiamate perse sul cellulare. Ad oggi solo loro hanno fatto questa cosa. Gli altri debiti in un modo o nell’altro riesco a sistemarli.
Come potrei agire?
C’è scritto nella lettera che se nn pago entro 15 gg verrà dato corso allr opportune azioni legali per il recupero dei crediti con ulteriore aggravio delle spese a mio carico.
Vivo in affitto come entroito mensile ho solo la pensione.
Ringrazio in anticipo per la disponibilità a darmi una mano
F
me
11 Novembre 2008 alle 05:50
…. E per rispondere ad Egiziana “Salve, volevo farvi alcune domande strane: le finanziarie che decidono comunque di concederti un prestito consapevoli di provocare un sovraindebitamento(es. ti concedono prestiti anche se sanno che ne hai altri cinque e un solo stipendio),hanno diritto alla riscossione del credito?…
Rispondo che chi non puo’ pagare per un indebitamento gia’ esistente dovrebbe evitare di entrare nei negozi per fare shopping!!!!
Giuseppe
23 Ottobre 2008 alle 13:37
Buongiorno a tutti i lettori,
mi e’ sembrato di capire che alla fine della storia il sig. PIPPO e’ un eroe… che al giorno d’oggi si puo’ tranquillamente truffare banche e finanziarie…Penso sarebbe opportuno da parte di chi scrive su questo sito distinguere tra chi i debiti non puo’ pagarli per difficolta’ oggettive e chi li fa certo che non li paghera’…. e ce ne sono tanti miei cari signori.
Dare addosso ad una categoria di lavoratori (perche’ malgrado quello che si possa pensare si tratta di una categoria di professionisti), non e’ una cosa corretta. Gente preparata professionalmente, aggiornata in continuazione su tutto il mondo bancario/antiriciclaggio/privacy/ecc, che esce la mattina e rientra la sera con un bagaglio di esperienze tra la gente piu’ disparata, che si fa portavoce di molteplici problemi da riversare alle varie societa’ creditrici per trovare la soluzione (spesso in tempi brevissimi), con il rischio di esser rapinato (con il consegnente rimborso di quanto sottrattogli), ed altro che non sto qui a specificarVi. Sara’ anche vero’ che esistono anche piccole societa’ che svolgono questo tipo di attivita’, ma arrivare a raccontare di gente che si spennella le unghie o che sta preparando il ragu’ mi sembra eccessivo. Vi ricordo che l’UNIREC e’ un ente che annovera le societa’ che operano nel settore, iscrizione al momento non obbligatoria (e peraltro con costi non indifferenti di iscrizione). Parecchie societa’ non iscritte a questo ente, gestiscono i crediti quando sono ancora freschi e non ancora ceduti (prendono il mandato direttamente dalla finanziaria) quindi possono essere la prima risoluzione delle varie iscrizioni (CRIF ecc ecc) e per consentire al debitore con poche rate arretrate, di ripianare il proprio debito e far effettuare la cancellazione della segnalazione.
Ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia ma preferisco fermarmi qui.
Buona giornata a tutti
Giuseppe
23 Ottobre 2008 alle 13:34
Mi hai commosso.
tommaso
8 Novembre 2009 alle 17:54
Sono perfettamente d’accordo.
E profondamente convinta che, quando si concedono prestiti a chi ne ha altri quattro, le finanziarie non lo facciano per nobili scopi filantropici, bensì per pura avidità.
E’ questa la ragione per cui non ho alcuna remora, su questo blog, a fornire indicazioni utili a chi non è più in grado di pagare.
Molte critiche nei commenti dei lettori sono state mosse a questa scelta: è eticamente e moralmente scorretto, ci è stato scritto, incoraggiare il debitore a non pagare i propri debiti.
E figuriamoci. Se il credito è erogato dall’amico, dal familiare, dal conoscente per consentire al debitore di risolvere problematiche importanti (lavoro, famiglia, studio, malattia, imprevisti della vita) in un contesto sociale caratterizzato da solidarietà e partecipazione (tipico di quello che oggi si definisce microcredito) sarò la prima a stigmatizzare e censurare comportamenti elusivi del debitore rispetto all’obbligo di onorare l’impegno assunto e cioè la restituzione del dovuto.
Ma quando entro in un negozio per un acquisto e mi si dice che per ottenere uno sconto sul prezzo l’unica possibilità è quella di stipulare un contratto di prestito con una finanziaria, allora, se ancora ne avessi, cadono tutti i condizionamenti di ordine etico morale che, altrimenti, mi avrebbero impedito di scrivere ciò che ho scritto in questo blog.
karalis
4 Ottobre 2008 alle 06:09
Salve, volevo farvi alcune domande strane: le finanziarie che decidono comunque di concederti un prestito consapevoli di provocare un sovraindebitamento(es. ti concedono prestiti anche se sanno che ne hai altri cinque e un solo stipendio),hanno diritto alla riscossione del credito? e in che misura? non crede che abbiano delle responsabilità anche loro se un individuo non riesce più a pagare i debiti?Grazie infinite x il vostro aiuto siamo tutti un pò disperati.saluti
EGIZIANA
3 Ottobre 2008 alle 22:59
Trovo la descrizione che viene fatta del recupero crediti, davvero offensiva per tutte le persone che lavorano in questo settore. Anche io ci lavoro e sono un’avvocato che di certo non si mette lo smalto mentre lavora o tantomento si presente in ufficio con i bodigoni. Penso che la persona che ha scritto qusto articolo dovrebbe farsi un bel bagno di umiltà e magari visitare gli uffici che tanto si è permesso di criticare.
Maria
29 Settembre 2008 alle 22:49
Semplicemente scrivendo ai creditori.
Ripetendo la descrizione qui fatta sulla vostra situazione ed annunciando una interruzione dei pagamenti.
Se i quinti dei due stipendi sono già impegnati per finanziamenti di credito al consumo, potranno al massimo pignorarvi un altro quinto ciascuno.
Dopodichè gli altri creditori potranno solo accodarsi.
Se proprio volete, aggiungete che vi farete vivi per concordare un piano di rientro a saldo e stralcio se e quando la situazione economica dovesse migliorare.
Pregando tutti di astenersi da telefonate e/o visite non concordate presso il domicilio.
Non c’è niente altro da fare.
karalis
23 Settembre 2008 alle 16:21
buon giorno, innanzitutto complimenti per il sito e per tutte le informazioni. ho bisogno di un consiglio …sposata con 3 figli minorenni, mio marito ed io siamo dipendenti pubblici,con un sovraindebitamento tale da fare ogni mese salti mortali. abbiamo sempre pagato a tutti regolarmente a volte ricorrendo a nuovi debiti per evitare di pagare in ritardo o di non pagare proprio. ora ci troviamo nella situazione di non poter pagare più in quanto lavoriamo tanto paghiamo a tutti, e alla fine viviamo solo con 300 euro per tutto il mese. abbiamo chiesto un consolidamento ma non è stato accettato perchè non abbiamo la casa di proprietà, i due stipendi hanno già i quinti impegnati, possediamo una sola macchina, abitiamo in affitto paghiamo tra l’altro 600 euro e per raggiungere il luogo di lavoro consumiamo circa 15 euro di benzina al giorno. cosa posso fare. grazie.
gary
23 Settembre 2008 alle 15:29
Le spese sono spese e devono essere anticipate: vanno agli avvocati, ai periti, allo Stato (per quelle di giustizia solo una minima parte sono poste, alla fine del procedimento, a carico del debitore), agli impiegati che lavorano la pratica.
Il creditore rischia già il capitale. E’ davvero così conveniente anticipare spese per perdere anche quelle se il debitore si rivela poi insolvente e non ha beni nella sua disponibilità che possano essere convenientemente aggrediti?
Se il debitore ha da perdere, non arriva certo alla fase giudiziale (almeno se non vi è costretto dall’impossibilità materiale di onorare il debito). Ma, in questo caso parliamo di grosse cifre e di beni immobiliari, non certo di auto candidate allo scasso o di stipendiucci da fame per rapporti di lavoro che possono essere interrotti di punto in bianco (per cui si arriva al pignoramento del quinto ma il debitore non lavora più lì ed ha ritirato anche l’eventuale liquidazione).
Comunque tue deduzioni meritano tutto il rispetto ad esse dovute. Ne prendo atto.
karalis
22 Settembre 2008 alle 10:41
una cosa che mi sono sempre chiesto è:
A ha un debito con la finanziaria B; A non vuole/non può pagare; la finanziaria B procede legalmente contro A. le spese processuali saranno a carico di A???
grazie per l’attenzione
Commento di Giuliano | Domenica, 21 Settembre 2008
Di solito è così.
ALLORA A QUESTO PUNTO CADE TUTTO IL SIGNIFICATO DEL POST. SI ERA DETTO CHE ALLE SOCIETA’ RECUPERO CREDITI NON CONVIENE ANDARE IN FASE GIUDIZIALE PER POCHE MIGLIAIA DI EURO E QUINDI è POSSIBILE UNA TRATTATIVA. MA SE I COSTI GIUDIZIALI SONO POI A CARICO DEL DEBITORE, IL CREDITORE HA IN OGNI CASO CONVENIENZA A MUOVERE AZIONE LEGALE PER RECUPERARE IL PROPRIO CREDITO. O NO?
Giuliano
22 Settembre 2008 alle 09:56
Di solito è così.
c0cc0bill
21 Settembre 2008 alle 20:58
I debiti contratti quando il regime era di condivisione dei beni restano in regime di condivisione. Cioè, per quei debiti, marito e moglie restano coobbligati.
Ed il fisco può rivalersi su uno dei due, a propria scelta.
Per tutti i debiti, invece, che hanno origine in epoca successiva alla data in cui è stato effettuato il cambio di regime, resterà obbligata solo tua moglie.
c0cc0bill
21 Settembre 2008 alle 20:57
una cosa che mi sono sempre chiesto è:
A ha un debito con la finanziaria B; A non vuole/non può pagare; la finanziaria B procede legalmente contro A. le spese processuali saranno a carico di A???
grazie per l’attenzione
Giuliano
21 Settembre 2008 alle 17:30
ho praticamente ripianato le spettanze col fisco,(anche quelle non dovutogli)ho la divisione dei beni con mia moglie che adesso non possiede più niente, in quanto ha venduto una attività con i soldi che gli ho prestato e che naturalmente ho preteso indietro anche se purtroppo non tutti, il fisco dopo anni sembra che mi abbia lasciato in pace mentre per mia moglie è iniziata la trafila sperando che tutto sia a posto. dovessero arrivare richieste dal fisco a cui mia moglie non può far fronte in quanto non possiede nulla se non un automobile che vale si e no 100 €. avendo la divisione dei beni, non potendo pagare cosa le richiedono cosa succede dopo tanti anni?
valerio
15 Settembre 2008 alle 11:37
Con l’ausilio della forza pubblica e di qualche artigiano le sfondano la porta.
Comunque la procedura per il pignoramento di un immobile non è immediata.
Tanto più che l’immobile deve essere poi venduto all’asta.
L’iter prevede molti punti in cui volendo (ma sempre con aggravio di ulteriori spese) è possibile evitare il prosieguo della procedura.
karalis
12 Settembre 2008 alle 20:39
Ti ringrazio per le informazioni, il fatto è che M.J. è capace di non aprire agli ufficiali giudiziari che verranno da lei per il pignoramento facendo finta di non essere in casa… in tal caso cosa può accadere?
Cercherò di farla ragionare anche se mi sembra impossibile visto che l’ultima volta ci siamo insultati e non mi parla più…
Grazie ancora per le informazioni
m.l
12 Settembre 2008 alle 19:42
La tua ex-ragazza è messa malissimo. Fossi in lei vedrei subito come pagare il debito con il fisco.
Le scritture private davanti al notaio obbligano lei a non vendere.
Per il fisco quella scrittura privata è meno che carta straccia. Equitalia pignora la casa, la vende per quattro soldi giusto quelli necessari a pagare l’ipoteca e soddisfare il proprio credito comprensivo di interessi e spese. Se resta qualche spicciolo lo prende la tua ex.
Non ho capito la cosa di volere subentrare. Basta prestare i soldi alla tua ex e subentri. Equitalia formalmente non ti conosce, nè vorrà mai farlo.
Per il resto, opposizioni al pignoramento … lascia stare. La caricano sul cellulare (non il telefonino eh) e la portano in commissariato.
I tempi della procedura giudiziale sono descritti qui.
Altre info su pignoramenti e roba simile stanno qua
karalis
12 Settembre 2008 alle 17:35
buonasera, inanzitutto volevo farvi i miei complimenti per il vostro sito nel quale ho trovato informazioni utilissime più volte in passato, ora vorrei porvi un quesito riguardante una mia ex ragazza.
M.J. non ha mai pagato le multe che le arrivavano e l’erario l’ha finalmente raggiunta nella sua nuova casa comperatale dal padre ma intestata a lei.
Esiste un contratto privato tra lei e suo padre firmato davanti ad un notaio nel quale le si impedisce la vendita di tale casa fino a che il padre sarà in vita ( scusate ma non so essere più preciso a tale riguardo in quanto ho solo il racconto di tale ragazza e non ho visto il suddetto documento).
Equitalia ha mandato più volte sollecito di pagamento proponendo tre rateizzazioni per un totale di 5000 euro circa. nell terzo avviso visto che lei non aveva ancora pagato la prima rata che risulta così già scaduta si faceva presente che avrebbero proceduto al fermo amministrativo e credo al sequestro del suo mezzo (che non valeva ormai più di 500-1000 euro e che credo essere già stato effettuato perchè non ho più visto la sua auto) al pignoramento dei suoi beni e, se non fosse stato sufficente o possibile procedere in tale senso, all’ipoteca dell’abitazione a lei intestata. Attualmente la ragazza in questione lavora part-time (in nero credo) per una società che si occupa di marketing telefonico guadagnando circa 7-800 euro al mese.
Volevo sapere:
a) quali sono i tempi per il tentativo di pignoramento dei beni.
b) se la ragazza in questione rifiutasse di aprire la porta agli agenti che si occupano della riscossione, in generale di accettare il pignoramento dei propri beni, cosa accadrebbe?
c) dopo quale periodo dal terzo avviso scatta l’ipoteca sull’immobile (il valore dell’immobile è di circa 120000 euro e non è gravato da mutuo)
d) tale ipoteca in che modalità viene affettuata, chi ne è il beneficiario ed entro quanto tempo il propietario dell’immobile la deve estinguere prima che ci siano conseguenze, quali sono le possibili conseguenze di tale ipoteca?
e) nonostante i pessimi rapporti che ora mi legano a lei, mi ha chiesto di aiutarla senza dirmi il motivo per cui le servivano quei soldi, io l’ho scoperto per altre vie e vorrei aiutarla evitandole l’ipoteca e successivi guai ma non rimetterci.
Potrei subentrare ad equitalia nella riscossione del debito? in tal caso io non avrei fretta a riavere quei soldi, esisterebbe qualche scadenza oltre la quale il mio eventuale credito cesserebbe di avere valore legale? potrei subentrare eventualmente nell’ipoteca per avere una qualche copertura se lei decidesse di non restituirmi i soldi vista la situazione tra noi comunque molto tesa?
Vi ringrazio per l’attenzione
M.L.
M.L.
12 Settembre 2008 alle 16:48
Ringrazio tanto per le risposte che mi sono state date.
Credo proprio che mi procurerò una ghigliottina!
Donna arrbbiata
1 Settembre 2008 alle 01:31
Aspetta che entri il signore del recupero crediti, poi lo ghigliottini
Alfonso
31 Agosto 2008 alle 23:24
No , l’estratto conto non ha alcuna valenza, potendo io prelevare una somma equivalente all’importo del bollettino da pagare senza poi effettuare il versamento.
Qui l’errore è stato quello di fornire informazioni non dovute ad interlocutori telefonici non meglio identificati.
L’unica cosa da fare adesso è chiedere, in occasione del prossimo contatto telefonico, di inviare una lettera raccomandata con il dettaglio degli addebiti che vengono contestati. Senza fornire, via telefono ulteriori informazioni.
Poi si vedrà.
karalis
31 Agosto 2008 alle 07:36
Buonasera.
4 anni fa chiesi un prestito per l’ acquisto di una cucina e di una cameretta e ho sempre pagato puntualmente tutte le rate, spesso anche in anticipo. Nel mese di marzo di quest’ anno, giunge una telefonata a mia figlia, intervenuta come garante, con la quale comunicano che non è loro pervenuta l’ ultima rata di contratto scadente il 15 febbraio 2008 e da me pagata molto anticipatamente. Mia figlia risponde che abbiamo il bollettino attestante il pagamento e, su loro richiesta, lo inviamo varie volte a mezzo fax ed infine anche a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. Trascorse circa due settimane veniamo ricontattate, sempre tramite mia figlia (sebbene loro abbiano anche il mio recapito) e ci chiedono di inviare copia di tutti i bollettini. Purtroppo non riesco a trovare la ricevuta di un bollettino che non è relativo alla rata da loro inizialmente contestata e, sicura di averla pagata, abbiamo richiesto copia di un estratto conto che ci è stato consegnato a mezzo fax dopo insistenze. Da questo estratto conto la rata di cui non ho la ricevuta, ma ripeto non da loro contestata, risulta pagata e non risulta quella scadente nel febbraio 2008, ma della quale, come detto, ho la ricevuta che ho loro inviato. Nonostante ciò abbiamo ricevuto ancora numerose telefonate anonime e condite di mistero dal momento che improvvisamente, sempre contattando mia figlia, non volevano più parlare con lei, ma le chiedevano di parlare esclusivamente con me. Da notare che siamo state contattate anche in orari differenti da quelli d’ ufficio e di sabato pomeriggio da una sedicente avvocato. Inoltre negli ultimi contatti telefonici, questi personaggi, improvvisamente, non sapevano più quale fosse la rata loro mancante. Infine ci è giunta comunicazione scritta (non raccomandata A.R., ma semplice posta prioritaria) da parte di una società di recupero crediti che, da quanto ho visto dall’ elenco qui gentilmente fornito, fa parte dell’ UNIREC.
Come comportarmi?
L’ estratto conto può avere valenza legale a dimostrazione dell’ avvenuto pagamento della rata di cui non trovo la ricevuta?
Ringraziando per l’ attenzione prestata e per l’ eventuale risposta, auguro un buon proseguimento di serata.
Donna arrabbiata
31 Agosto 2008 alle 02:20
ne scrivi di stupidaggini.io ho una piccola struttura, non acquisto crediti al 10%,non ho persone che rispondono al telefono con i bigodini,ho solo dei professionisti che fanno il proprio lavoro,un avvocato che mi segue nel recupero giudiziale dove naturalmente conviene.un decreto ingiuntivo costa meno di 150 euro non 3000 per chi fa di questo un lavoro.di grilli parlanti non abbiamo bisogno. un onesto lavoratore in giacca non iscritto alla unirec che non è sicuramente un marchio di garanzia:per esere iscritti basta pagare.
riccardo
29 Agosto 2008 alle 18:58
Fiona, il consiglio del sig. Guerra è senz’altro condivisibile.
Magari dopo aver fatto richiesta, appunto, della documentazione.
Anche io sono sicura che non abbiano nulla.Al massimo solo un foglio con la somma dovuta. Ma senza una documentazione dettagliata e probante delle somme a capitale e degli interessi applicati (che qui sono al 99% usurari) nessun giudice concederebbe un decreto ingiuntivo.
Questo ovvio, vale per il futuro. Nel caso in cui, con un pò di fortuna, riesci a ristabilire la tua situazione economica.
E, giusto, difficile che nel 91 abbiano potuto iscriverti ad una banca dati di cattivi pagatori. Semmai per esserne certi potresti chiedere un accesso ai dati.
Le informazioni necessarie sono disponibili nella sezione “CATTIVI PAGATORI”
karalis
29 Agosto 2008 alle 16:43
Io ti consiglierei di non pagare nulla, sei sicuro di essere iscritto nella banca dati dei cattivi pagatori? nel 91′ ancora non esisteva.
Se poi la tua pratica è di quarta mano ancora meglio, sicuramente via via…. da una cessione all’altra.. hanno smarrito parte della documentazione.
Per poter procedere con un decreto ingiuntivo devono produrre tutti gli estratti conto ( pensare che ne siano provvisti è come credere agli asini che volano).
Pierpaolo Guerra
29 Agosto 2008 alle 16:29
Per quanto siano passati 17 anni, sarebbe curioso conoscere che tipo e quali percentuali di tasso di interesse siano stati applicati. Secondo me, hanno oltrepassato, spesso e volentieri, il tasso di usura.
Proprio per far comprendere che forse sarebbe meglio addiveneire ad un accordo equo e conveniente per entrambe le parti, io richiederei un estratto conto con documentazione dettagliata delle modalità di calcolo degli interessi.
E’ importante conservarlo a futura memoria. Non si sa mai: le tue condizioni economiche in futuro potrebbero migliorare e questi sarebbero capaci, fra qualche anno, di presentarti una richiesta di 50 mila euro per nemmeno 1000 euro di debito del ‘91.
E’ un diritto del debitore essere messo al corrente di come si siano formati i 18 mila euro di debito. La richiesta, ovviamente, va inoltrata tramite raccomandata A.R.
Per l’accordo va richiesto anche l’impegno a rilasciare, a pagamento concluso, la liberatoria finalizzata a poter ottenere la cancellazione dalla banca dati dei cattivi pagatori.
Dopodichè procederei ad inviare alla società di recupero, che ha in cessione il tuo credito, una relazione scritta della situazione economica attuale. Praticamente le cose cui hai fatto riferimento in questo commento. Aggiungendo, alla fine, una proposta di saldo e stralcio per 1200 euro, con piano di rateazione di 100 euro mensili.
A me sembra una proposta ragionevole.
Un debito di quasi mille euro del 91, con debitore pressochè irreperibile, lo si compra a non più di 10 euro.
Togliendo le spese per qualche raccomandata di messa in mora, una decina di minuti di ricerca anagrafica, un quarto d’ora di phone collection, l’affitto dello spazio necessario per tenere archiviato il faldone della tua pratica, restano oltre 1000 euro di guadagno netto per la società di recupero.
Io sono convinta che accetteranno. Non immediatamente, forse, ma solo per salvare la faccia. Ma basta insistere e far capire che non c’è trippa per gatti…
karalis
29 Agosto 2008 alle 04:11
Innanzi tutto vorrei ringraziarti per essere cosí disponibile ed aiutare tante persone che altrimenti non potremmo accedere ad un prezioso consiglio.
Mi hai risposto: “Fare nulla è l’ultima cosa da fare!!!” perció ho telefonate alla societá recupero crediti ed effettivamente devo dichiararmi in colpa…successe nel 91 che comprai attraverso un credito inunnegozio uno stereo hi-fi per 1,9 milione di Lit; ho pagato 3 rate e poi sono emigrato trascurando il resto delle rate. Perció ‘mea culpa’. Adesso i 1,9 mil. (meno de 1000 Euro) sono diventati 18mila Euro… e purtroppo non avendo beni di nessun tipo, né risparmi non posso far fronte al pagamento. La societá recupero mi ha detto che un’unica soluzione di 10mila Euro andrebbe benissimo oppure un piano di rientro per 15mila Euro rateale. Ho risposto che per me é assolutamente impossibile!! Sono scesi fino agli 8000 mila ma neanche lí, realisticamente parlando, potrei far fronte. Ho detto che vedró quello che posso fare e che avrei richiamato. Purtroppo peró tutto ció che posso offrire sono 100 Euro al mese per un anno finché sono in Spagna con la borsa di studio, poi dopo ritorneró in Sudamerica e saró sicuramente senza lavoro e non so se riusciró a far fronte ai quei 100 Euro mensili e non vorrei iniziare un piano di rientro che non so se potró compiere. Lei crede che sia realistico offrire 12 rate da 100 Euro oppure mi rideranno in faccia?. Nella prima comunicazione mi sono dimenticato di dirLe que la Cassa di Risparmio ha venduto la mia pratica ad una societá che la ha a sua volta venduta ad un’altra che successivamente l’ha rivenduta a quest’ultima societá che mi ha rintracciato. Mamma mia che casotto…le cose che si fanno a diciott’anni !!! Mille grazie.
Fiona
29 Agosto 2008 alle 02:42
La pubblicità dell’atto notarile serve proprio a questo: evitare la potenziale giungla di contratti privati per stabilire la proprietà di un bene.
Ai fini di una eventuale procedura esecutiva l’unica rilevanza è data dalla scrittura pubblica.
Dunque la tua quota societaria verrebbe comunque aggredita, con in più una eventuale azione legale e risarcitoria da parte di quelli che sarebbero i possessori delle quote in base alla scrittura privata da te sottoscritta.
Pertanto, non credo proprio valga la pena affidarsi ad un escamotage simile.
L’unica strada percorribile è un accordo a saldo e stralcio nel momento in cui sarai rintracciato dal creditore.
Del resto se non risulti irreperibile, se l’AIRE dell’ultima località di residenza conosce il tuo indirizzo, la finanziaria non può dar luogo ad azioni esecutive senza prima notificartele.
E, credimi, dinanzi alla possibilità di un accordo di compromesso, penalizzante per entrambe le parti in quanto tale, il buon senso e la convenienza economica sconsigliano sempre le azioni legali.
Ti resta la possibilità di essere comproprietario della società senza possedere quote … ma non so quanto ti convenga.
karalis
28 Agosto 2008 alle 09:18
Grazie per l’attenzione e per le risposte, e se non sono invadente ne chiedo qualcun’altra:al fine unico di sottrarre,nell’eventualità che venissi rintracciato,il bene societario al pignoramento,è fattibile una scrittura privata,controfirmata dalle parti e da testimoni,in cui la cessione delle quote della società,che farei ufficialmente ad un socio,fosse in realtà ritenuta nulla o qualcosa di simile? Fermo restando la cessione delle quote per non creare ulteriori “casini”,e siccome vorrei onorare comunque il debito,se avessi uno stipendio,per quanto modesto ed in valuta locale,ha un senso proporre alla finanziaria già ora la cessione del 5° di questo stipendio,ovvero proporlo nel momento in cui fossi rintracciato dal recupero crediti?
Ancora grazie, mi siete di grande aiuto a chiarirmi le idee.
Gc.
Giancarlo
28 Agosto 2008 alle 08:40
Conviene scrivere. Parlare di quanto accaduto, ribadire la propria volontà di onorare il debito e l’impegno assunto e richiedere il ripristino dell’accordo a saldo e stralcio dei debiti pregressi allo stesso importo ma con rate di 100 euro al mese. “Senza aggravio di ulteriori interessi, perchè altrimenti il debito diverrebbe insostenibile per le mie possibilità economiche attuali e future…”
Non credo sia percorribile l’opzione di chiedere un ulteriore sconto. Sembrerebbe un gioco al ribasso preordinato il tuo e condurrebbe, quasi sicuramente, alla bocciatura della proposta.
karalis
28 Agosto 2008 alle 08:02
Salve, vorrei un consiglio se è possibile…
nel 2006 ho ricevuto dalla società CITIFIN un prestito di
€ 3500,00. Dopo aver pagato quasi regolarmente € 115 al mese per circa 15 mesi, mi sono trovato purtroppo da circa 1 anno a non poter piu’ far fronte al pagamento mensile della rata.
Dopo varie lettere ricevute dall’ufficio contenzioso CITICORP ad Aprile 2008 ho ricevuto una raccomandata dalla CONSULTING CREDIT invitandomi ad effettuare una offerta transitiva di € 1800,00 da versare in unica soluzione entro 30 giorni. Credendo di poter ricevere i soldi in prestito da mio nonno e valutando l’offerta positiva, ho provveduto ad effettuare la proposta per iscritto e mi è stata accettata.
Purtroppo alla scadenza dei 30 giorn ( 30 giugno ) mio nonno non ha potuto prestarmi i soldi, e non lo potrà fare.
Ho ricevuto dalla CONSULTING altre telefonate con preavviso di azioni di pignoramento..
purtroppo ora sono senza lavoro ma a ottobre inizierò un partime.
Cosa posso fare … cosa posso scrivere alle 2 società…?
posso fare un offerta piu’ bassa e dilazionata?
Grazie per l’attenzione
Alessandro
Alessandro
27 Agosto 2008 alle 23:31
karalis
27 Agosto 2008 alle 13:04
La finanziaria e Santander Consume Banc loro anno ga mandao un recupero creddito solo che volevno o 17.000.00 euro in effetti bancari di 250.00 euro o pure straccio saldo co 8.500.00 euro. Io non ho accettato nessuna delle 2 possibilita’ perche’ non potevo entrane le possibilita’ allora loro anno passato la pratica a uno studio legale che si trova a Roma. L’altro giorno mi anno contattato dicendomi che loro volevano accordare per risanare il debito bancario , io dato le mie possibilita’ economiche o detto che potevo dare 100.00 euro al mese perche lavoro tramite un agenzia quindi un lavoro precario e che comunque o anche una moglie e un bimbo di non appena 15 mesi e che vivo con i miei suoceri. Loro mi anno detto di fare al momento un vaglia postale di 100.00 euro e poi mi facevano sapere se la finanziaria mi poteva accettare la mia proposta mensile.. arrivati a questo punto vorrei sapere avendo una macchina utilitaria intestata a me, potevano farmi qualcosa per bloccarmela potrei passare qualche altro guaio..In caso di protesto per quanto dura il protesto per saputo mi riferivano che da quando non pagavo il protesto mi sarebbe durato per 5 anni e che per tanto non potevo accedere in nessuna banca , ma dopo i 5 anni anche non pagando per una legge anti usura tornavo di nuovo una persona ch potevo accedere in banca.. vero o bugia ..GRAZIE Franceco.
francesco
27 Agosto 2008 alle 11:49
L’AIRE è l’unico anello di congiunzione fra ultimo comune italiano di residenza e il nuovo domicilio del debitore all’estero.
Le società di recupero crediti, pertanto, contattano l’anagrafe della residenza registrata sui moduli di richiesta prestito.
Risalgono via via ai comuni dove il debitore si è eventualmente trasferito nel frattempo. Giunti all’ultimo comune di residenza italiano ottengono il domicilio all’estero.
Non esiste privacy su questi aspetti. Al costo di una marca da bollo le società di recupero crediti possono richiedere il certificato di residenza di chiunque.
E veniamo al problema della Cassa di Risparmio. Fare nulla è l’ultima cosa da fare!!!
Alla società di recupero crediti che ti ha contattato (quella che ha acquistato i crediti presunti vantati nei tuoi confronti dalla cassa di Risparmio), bisogna richiedere l’invio della seguente documentazione:
1) copia del modulo di richiesta del prestito originario di 14 milioni;
2) copia della comunicazione della Cassa di Risparmio di concessione del prestito;
3) copia della lettera di cessione del credito da Cassa di Risparmio a società di recupero crediti;
4) Comunicazioni di messa in mora al domicilio che avevi nel 1991, effettuate dalla Cassa di Risparmio;
5) estratto dettagliato di importi a capitale ed importi ad interessi che ti vengono richiesti.
Purtroppo io credo che, a differenza di quanto sembrerebbe, i tuoi debiti non siano caduti in prescrizione. Uno degli errori che spesso il debitore commette è quello di cambiare indirizzo sperando che ciò basti a far perdere le proprie tracce.
In questo caso una raccomandata A.R. al domicilio denunciato nell’apertura del conto corrente o nel modulo di richiesta prestito vale ad interromper i tempi di prescrizione, essendo obbligo del debitore comunicare al creditore tutte le variazioni di domicilio e/o residenza.
Ciò detto bisogna fare una ricognizione dei debiti presunti che ti vengono attribuiti. Il prestito che dici di non aver mai richiesto potrebbe essere stato erogato in seguito ad una frode creditizia, come il furto di identità. Qualcuno che sapeva che ti eri trasferita all’estero…
Quando avremo notizie più certe sui tuoi obblighi, vedremo quali sono prescritti, quali dovuti, quelli che eventualmente derivano da frode (ed in questo caso bisognerà anche denunciare la cosa all’Autorità giudiziaria).
Esamineremo le tue disponibilità in beni mobili, immobili e stipendi.
E solo a questo punto sarà possibile decidere il da farsi: aprire un contenzioso su eventuali somme non dovute oppure fare un accorso a saldo e stralcio con un eventuale piano di rientro o anche comunicare la situazione economica per la quale non è possibile onorare i debiti contratti (e riconosciuti).
karalis
26 Agosto 2008 alle 05:40
Buongiorno. Prima di tutto complimenti per la pagina…é davvero interessantissima. Vorrei, se possibile, ricevere un consiglio sul da farsi. Nell’anno 1991 (sí! 17 anni fa) aprii un conto in una Cassa di Risparmio. L’anno successivo mi trasferii all’estero, esattamente nel Venezuela, e da due anni, cioé Aprile 2006 in Spagna. Oggi mi é stata recapitata una raccomanadata A/R inviatami da una societá recupero crediti (non nella lista UNIREC) dove mi si richiede il bonifico di un credito richiesto di 14 milioni di lire (pressapoco 7.300 Eur) piú 11.000 Eur di interessi. Prima di tutto non ho mai richiesto un credito alla Cassa di Risparmio, e poi leggo in calce che oltre al credito mi richiedono anche lo scoperto del mio conto corrente che aprii nel 91. Effettivamente prima dell’espatrio non chiusi il conto corrente presso la Cassa; ma é possibile che dopo 17 anni mi richiedano “scoperto sul conto” e un Credito che non ho mai ricevuto? E poi possibile che le liste AIRE siano pubbliche? Cioé la Societá Crediti é riuscita ad arrivare a me attraverso le liste AIRE consolari (l’unica forma con cui possano avermi rintracciato)…e la privacy? Come devo comportarmi adesso? Devo telefonare a questa societá recupero, oppure non faccio nulla?
Ringrazio !
Fiona
Fiona
26 Agosto 2008 alle 03:36
Buonasera,
complimenti per il sito e per tutte le informazioni utili che si possono raccogliere,io credo che chi richiede un prestito lo faccia per necessità e non per capriccio(tv lcd x esempio)come qualcuno ha scritto,e tantomeno una persona “normale”parte col presupposto di non restituire i soldi che ha chiesto.Comunque quello che a me personalmente pesa è il sistema che queste persone usano per recuperare i soldi,vagonate di telefonate e raccomandate a volte con dei toni intimidatori,qualcuno manda addirittura a casa un esattore,splendido,con la sua borsetta in pelle piena di moduli che ti pressa con le sue richieste e tutte le soluzioni che ha trovato per risolvere tutto in via bonaria.Altri moduli da compilare e firmare se si vuole guardacaso ha pure delle cambiali!!Tutto questo è cos’è accaduto realmente a me.Spero che in futuro non dovrò fare altri finanziamenti perchè mi mette l’ansia solo il pensiero.Il prestito (700€) l’ho fatto per avere un’auto per recarmi al lavoro la mia l’ho lasciata alla mia ex e oltre che a sclerare per arrivare al 15 con il mantenimento, l’affitto e spese varie,ho vissuto con l’incubo della casseta della posta e delle chiamate da numero privato fino a poco tempo fà.Comunque anche se ora ho sanato il mio debito per due rate pagate in ritardo per i prossimi tre anni se xcaso dovessi fare altre richieste io risulto un cattivo pagatore e non se ne fà più niente.Un saluto a tutti Ivan
ivan
25 Agosto 2008 alle 22:29
Si esce da questa situazione solo pagando, almeno in parte, i debiti contratti.
Per il momento rischi nulla.
Non potrai, ovviamente accedere ad ulteriori finanziamenti.
Per evitare continue lettere e/o telefonate da parte dei creditori consigliamo sempre di non evitarli. Anzi conviene spiegare ai funzionari di sdr e/o finanziarie la situazione com’è. Anche mettendola per iscritto e corredandola con documentazione, quando possibile. Almeno ti lasciano tranquillo per un pò.
L’auto è pignorabile, ma per il suo valore difficilmente le società di recupero crediti procedono in via esecutiva.
Se però i tuoi debiti sono con l’Erario, allora rischi il Fermo Amministrativo in men che non si dica.
Anche per il pignoramento dello stipendio puoi stare tranquillo almeno fino a quando sarai un precario.
Se dovessi ottenere un posto a tempo indeterminato, rischi di vedere il quinto del tuo stipendio pignorato dai creditori.
Questo è quanto …
karalis
25 Agosto 2008 alle 21:07
Salve vorrei sapere cosa mi potrebbe succedere?Praticamente devo restituire diciassettemilaeuro solo che non lavoro. da poco lavoro con un contratto determinato da poco solo che o una famiglia e vivo con i miei suoceri o solo la macchina intestata a me , cosa mi potrebbero fare e come mi dovrei comportare… grazie aspetto una risposta per come uscirmene al piu’ meglio da questa situazione…
francesco
25 Agosto 2008 alle 20:47
@Silvia
sicuramente verrai iscritta nella banca dati dei cattivi pagatori, non potrai più accedere a nessun tipo di finanziamento.
Con molta probabilità nel caso riuscissi a trovare un nuovo lavoro ti verrà pignorato 1/5 dello stipendio
karalis
25 Agosto 2008 alle 20:06
@Monika
L’unico consiglio che posso darti è quello di non scappare quando vieni contattata dalle finanziarie.
Parla col funzionario spiega la tua impossibilità economica producendo tutta la documentazione che lo attesti
karalis
25 Agosto 2008 alle 19:56
Salve, grazie dei preziosi consigli! Sito davvero utile se non ci si può permettere un legale….Anch’io come Monika ho sempre pagato i miei debiti ma purtroppo dal giugno del 2007 sono rimasta senza lavoro e ho difficoltà a trovarne visto che non sono più giovane, ho 48 anni! Per pagare affitto e debiti ho dato ormai fondo ai miei risparmi e da 3 mesi non ho potuto più fare fronte alle rate e all’affitto. Non ho beni, solo qualche mobile e quadro, cosa mi succederà in futuro? E se dovessi trovare un lavoro mi verrebbe decurtato il 5°dello stipendio? Grazie in anticipo del vostro aiuto.
Silvia
25 Agosto 2008 alle 18:56
Fino ora ho pagato sempre miei debiti (sono molti)ma ora non lavoro piu e non potro piu pagarli ,sono in affito ,di mio non ho niente ,come comportalmi.Grazie
Monika
25 Agosto 2008 alle 17:06
Grazie per l’attenzione e per le risposte, e se non sono invadente ne chiedo qualcun’altra:al fine unico di sottrarre,nell’eventualità che venissi rintracciato,il bene societario al pignoramento,è fattibile una scrittura privata,controfirmata dalle parti e da testimoni,in cui la cessione delle quote della società,che farei ufficialmente ad un socio,fosse in realtà ritenuta nulla o qualcosa di simile? Fermo restando la cessione delle quote per non creare ulteriori “casini”,e siccome vorrei onorare comunque il debito,se avessi uno stipendio,per quanto modesto ed in valuta locale,ha un senso proporre alla finanziaria già ora la cessione del 5° di questo stipendio,ovvero proporlo nel momento in cui fossi rintracciato dal recupero crediti?
Ancora grazie, mi siete di grande aiuto a chiarirmi le idee.
Gc.
Giancarlo
25 Agosto 2008 alle 12:54
Ti riferisci probabilmente ad Equitalia o ad una delle sue consociate territoriali.
Non si tratta di una società privata, ma di una società a totale partecipazione pubblica, il cui scopo è quello di effettuare la riscossione delle imposte evase o comunque non pagate dai contribuenti.
Anche qui in Italia, con il regime fiscale detto FORFETTONE, si paga un’imposta totale del 20% sui guadagni.
Anche qui in Italia sta partendo la riforma per l’avvio di attività in tempi minimi. Il progetto si chiama “L’impresa in un giorno”
Prima di partire per la Slovenia ti invito a dare uno sguardo a queste sezioni:
Forfettone
Avvio Attività
Con particolare riguardo al seguente articolo:
► Avviare una attività – la comunicazione unica – contributo video FISCONEWS
In ogni caso, ti auguro Buona Fortuna
karalis
25 Agosto 2008 alle 12:05
Chiedo probabilmente una cosa obsoleta:
la riscossione tributi arriva da un ente privato che ha anticipato allo stato il denaro che la mia azienda non ha versato.
Ma è lecito che qualcuno si prenda la briga di pagare i debiti altrui, calcolando interessi passivi oltre misura, versando allo stato somme occulte?
Sono di Trieste e come tanti sposto P.I., sede legale e tutti quelli che conosco in Slovenia:
-un’imprenditore lì vive in un paradiso fiscale (20% tassazione completa)- (inteso che non ci sono altri 200++ tributi che arrotondano la pressione fiscale ad oltre il 70%)
-qualsiasi persona italiana può aprire p.i. o azienda in Slovenia, senza dovere affrontare particolari pratiche legali
-in due settimane e cento euro, l’azienda-società esiste, la burocrazia è dinamica
In poche parole, lì è sempre Europa ed un Italiano che vede come funzionano sia la contabilità che le leggi in uno stato più matematico,… prende vergogna di venir superato da chi l’economia la conosce da 10 anni o poco più.
Forse il 10% delle somme che deponiamo vengono spese per opere a bene pubblico, il resto viene sbrandellato da politici-industriali-esercito, una borgia di lussuriosi che l’Italiani dovrebbero mettere a tacere con le cattive.
Cordiali saluti,
om.ar
25 Agosto 2008 alle 11:22
@ sat
teoricamente si,però bisogna tener presente che si corre il rischio, in caso di accertamento da parte dell’anagrafe di residenza, di essere cancellati per irreperibilità.
L’iscrizione AIRE è obbligatoria per i cittadini che intendono trasferire la propria residenza da un comune italiano all’estero, per un periodo superiore ad un anno.
karalis
25 Agosto 2008 alle 11:01
Scusa Karalis, ma questo cosa vuol dire?
Se Giancarlo non fa richiesta all’Ufficio Consolare per l’iscrizione all’AIRE, quando una società di recupero crediti tenta un rintraccio anagrafico presso il comune dell’ultima residenza anagrafica, non sanno dove è emigrato? E dunque risulta irreperibile?
Ho interpretato male?
Cioè la non iscrizione all’AIRE equivale a far perdere le proprie tracce?
Ma l’iscrizione all’AIRE è obbligatoria?
Lo chiedo perchè la cosa interessa anche me.
sat
25 Agosto 2008 alle 10:22
@ Giancarlo
Di prassi per l’iscrizione A.I.R.E si dovrebbe fare richiesta all’Ufficio Consolare della Circoscrizione di Emigrazione entro 90 giorni dalla data di espatrio che a sua volta trasmette il nuovo indirizzo all’ultimo comune di residenza.
I nuovi cessionari in teoria potrebbero procedere con un decreto ingiuntivo ma le problematiche rimangono quelle che ti ho elencato nella risposta precedente.
Nel caso ti rintracciassero, potresti sempre concordare un piano di rientro.
Se ti ritrovassi nella possibilità di estinguere il debito ti dovresti mettere in contatto con la finanziaria originale che ti comunicherà il nome della società cui è stato ceduto il credito.
karalis
25 Agosto 2008 alle 10:13
Vi ringrazio per la risposta che ,però mi ha fatto sorgere altre domande…se posso?L’accenno che è stato fatto sull’AIRE:se per esempio non mi/ci iscrivessimo all’anagrafe dei residenti all’estero?E comunque mi sembra di capire che la finanziaria cedendo il credito mi pone,comunque,nella condizione di veder pignorata la mia quota societaria,sia di capitale che di patrimonio una volta costituito,nel caso in cui la società di recupero crediti ci si mettesse di “buzzo buono” e mi rintracciasse? Interpretazione corretta o sbagliata? Un eventuale rientro in Italia,anche solo per un periodo limitato di tempo può avere qualche conseguenza?Se per fortuna o per capacità, dopo un anno o due fossi in grado di estinguere il mio debito come mi dovrei comportare?
Vi ringrazio ancora per la vostra disponibilità e professionalità.
Gc
Giancarlo
25 Agosto 2008 alle 09:41
Il passaggio di proprietà andrebbe effettuato prima dell’iscrizione di eventuali ipoteche. Ad Equitalia, trattandosi di debiti erariali, sono consentite procedure molto semplici per l’iscrizione di ipoteche a garanzia dei debiti da escutere.
Il pignoramento del quinto della pensione mi sembra quasi impossibile evitarlo. E’ una delle prime azioni esecutive a cui Equitalia si affida.
I familiari possono rispondere dei debiti di un loro congiunto solo in seguito ad accettazione dell’eredità.
Una delle possibili soluzioni è la rateizzazione del debito da richiedere ad Equitalia.
Sia gli aspetti ereditari che di rateizzazione delle cartelle sono ampiamente trattati.
Ti consiglio di attivare i bottoni verdi che trovi nella colonna sinistra. In particolare “cartella esattoriale” per la rateizzazione e “recupero crediti” per debiti ed eredità”
karalis
24 Agosto 2008 alle 19:20
Ho scoperto da poco il vostro sito,cercando delle soluzioni per mio padre, lo trovo molto utile e ben fatto. Voglio chiedere delle informazioni, prima di andare da un avvocato per chiedere consigli e spendere soldi per capire qualcosa in tutta questa burrocrazia e visto che siete persone molto professionali e ben disposte vi chiedo delle informazioni.
Mio padre è pensionato dal 2005 e ha dei debiti con l’erario eb l’inps, sono arrivate cartelle di pagamento dall’esatri e visto che vive con una pensione da 750 euro e noi figli abbiamo contratti precari vorrei vedere se vi sono possibilità per “aggirare” il pagamento. Mio padre è propietario con mia madre di casa, del 50%. Vi chiedo se queste info che ho io sono esatte e se realmente possono essere usate. Se mio padre risultasse nullatenente, passasse tutto a mia madre o ad uno dei figli, cosa potrebbe fare l’inps o L’agenzia delle entrate per debiti residui? risulterebbe nulla tenente e quindi potrebbe al massimo pignorare lo stipendio?!! Il pignoramento dello stipendio è automatico o potrebbe non avvenire.?! Se mio padre intestando la propietà e risultasse nullatenente lo stato, quindi inps e agenzia entrate può rifarsi sui familiari?! Vanno in prescrizione le cartelle esattoriali dell’inps e delle entrate? Ci sono altri modi per far capire che in questo momento non ci sono possibilità di pagare e chiedere prestiti vorrebbe dire indebitarsi e far vivere male delle persone anziane!?
Grazie di cuore se qualcuno potesse darmi delle delucidazioni.
In fede daniele
Daniele
24 Agosto 2008 alle 18:57
@Giancarlo
Per procedere per un eventuale pignoramento la finanziaria dovrebbe fare una visura camerale rivolgendosi ad agenzie d’informazioni commerciali con corrispondenti nel paese dove ha trasferito la sua nuova residenza, ed eventualmente procedere con un decreto ingiuntivo con rogatoria (con costi e tempo non indifferenti.)
Normalmente le finanziarie preferiscono procedere in tempi brevi e quindi, in casi simili, per questioni di bilancio, preferiscono cedere il credito.
La sua ex moglie e i suoi figli non possono essere chiamati a far fronte al suo debito se non in caso di accettazione di una sua eventuale eredità.
karalis
24 Agosto 2008 alle 13:49
No Giancarlo, devi solo avere un pò di pazienza. Non ti si è risposto perchè si valutavano alcuni aspetti di fattibilità riguardo l’AIRE.
Il tuo quesito è alla nostra attenzione.
karalis
23 Agosto 2008 alle 10:10
Buonasera Fabrizio,
riscrivo,un po’ perchè non ho trovato chi abbia potuto darmi un consiglio nel forum,un po’ perchè le sue considerazioni,per quanto ho potuto leggere,sono sì corrette, ma decisamente generalistiche e lapalissiane.Non è sempre tutto buono o tutto cattivo,tutto semplice e consequenziale,anzi.Nella bella ed onesta società che lei vagheggia,ove buonsenso e correttezza si debbono riscontrare in ognuno di noi,qualunque ruolo abbia,non si dovrebbe essere costretti ad indebitarsi per potersi curare”in tempo”!Da noi ci sono cure e mezzi per assistere chi ne ha bisogno,ma molto spesso non con i tempi della malattia ma con quelli della incapacità gestionale,della burocrazia,del vantaggio di categoria etc etc,ed allora si passa alla fase debitoria,perchè ciò per cui hai già abbondantemente pagato non ti viene fornito.Non sono solo televisioni al plasma e vacanze quelle che vengono acquistate con il credito di terzi! E mi meraviglio che lei si meravigli(permetta il gioco di parole)se esistono tante persone che cercano l’escamotage dopo che sono state “costrette” da decenni di pubblicità a volere quello che non si possono permettere;se esistono persone che dopo decenni di “furbetti” di ogni genere non provano anche loro a fare la loro piccola o grande “furbata”.Sembra quasi che il “consumismo” e il danno culturale che ha prodotto facciano,per lei,parte di un universo parallelo e non di quello in cui vive.Sì,decisamente il suo discorso mi pare troppo semplicistico,ma mi auguro e lo auguro anche a lei, che sia invece di semplice onestà.
Giancarlo
23 Agosto 2008 alle 09:59
@ fabrizio
E’ un ragionamento che non fa una piega il tuo, dal punto di vista del creditore.
Per il quale c’è qui una sezione apposita, che forse non hai avuto modo di esaminare, si chiama “recupero crediti” condotta da chi nel punto di vista del creditore si immedesima.
Consigliare in modalità “border line” il debitore nel rapporto con le società di recupero crediti?
Incasso. Ma ribatto subito.
A quel punto il creditore non è più quello che tu descrivi. E’ uno speculatore. Ormai non c’è più società di recupero che lavori pro solvendo, cioè recuperando a favore del creditore. Che offra, cioè, un servizio al creditore.
Si tratta di società che acquistano stock di debiti in sofferenza e cercano di tirar dentro il massimo. Per loro, mica per il creditore. Voglio dire, il termine recupero crediti non ha più senso. Sono società di incasso debiti.
Capisco che chi non ha lavorato nel campo, non possa avere la percezione corretta del mondo a cui mi sto riferendo.
Ma se hai tempo e voglia, c’è una galleria di filmati di striscia su questo mondo contro il quale diamo qualche dritta al debitore. E, ti sembrerà strano, non mi sento assolutamente in colpa con la mia coscienza, per questo. Poca cosa, considerando il fatto che spesso il creditore le dritte se le fa dare da avvocati e consulenti che son fior fiore di professionisti rispetto a me. Non c’è quasi gara.
Fiducia, ecco, appunto a quella mi riferivo. Hai centrato il problema.
Io ho perso completamente fiducia nella classe politica. La mia personale deriva è già iniziata da un pezzo… non mi resta che ammetterlo.
karalis
22 Agosto 2008 alle 16:29
Encomiabile il sito e il lavoro che ci sta dietro, per fornire informazioni agli utenti. Le informazioni e gli spunti di riflessione sono davvero tanti e utili.
Quella che non ne esce bene, però, è l’immagine che viene data del debitore.
Mi spiego: l’mpostazione di fondo che viene data dall’articolo è la tutela ad oltranza del debitore insolvente, fornendo dritte e consigli su come non restituire ciò che gli è stato prestato, con il preciso scopo di danneggiare chi quelle somme gliele ha prestate.
Il consiglio da dare, sarebbe di restituire i prestiti ricevuti, e farlo con puntualità!
Perchè qui la conseguenza di questi consigli è di procurare un danno a terzi, presupponendo che i debitori siano i buoni e i creditori i cattivi, ai quali si può legittimamente non restituire i prestiti: questa sì mi sembra un’ottica semplicistica.
Sta all’intelligenza e al buon senso di ciascuno non prendersi impegni più grandi di quelli che si possono rispettare, non crearsi debiti superiori alle proprie possibilità. Qui parliamo di buon senso e onestà. Concetti abbastanza semplici, non semplicistici.
Ma che discorso è :”chiedo soldi in prestito, tanto se poi sono in difficoltà non li restituisco, e siamo tutti contenti”, “oppure restituisco un decimo di quello che dovevo, tanto il debito è stato ceduto e così ho la liberatoria e sono pronto a chiedere nuovi prestiti per dare in giro nuovi bidoni”. E’ un comportamento disonesto e vergognoso: non si scaricano “scientificamente” sugli altri le proprie mancanze e le proprie incapacità!
E da ultimo, cosa c’entra la classe politica, come pretesto per giustificare la furbizia e la disonestà di ciascuno?
In una società di questo tipo, in cui si incrina la fiducia, la deriva è molto pericolosa, perchè dove si troverà ancora qualcuno disposto a prestare denaro a qualcun’altro?
E’ un ragionamento troppo semplicistico, o troppo onesto?
fabrizio
22 Agosto 2008 alle 16:07
@ fabrizio
Rispetto, ovviamente, il tuo punto di vista.
L’unica critica che mi sento di fare è che, forse, hai una visione troppo semplicistica e schematica delle motivazioni per le quali si arriva a non onorare un debito.
Un debitore inadempiente non può, io credo, essere associato, per definizione, ad un disonesto o ad un furbetto.
L’etica la lascerei poi da parte: siamo in un paese dove la classe politica tutta, e quella al governo in primis, non può essere considerata, obiettivamente, un esempio di eticità.
karalis
22 Agosto 2008 alle 12:33
Trovo eticamente discutibile confondere i torti con le ragioni: giuastificare chi si fa prestare dei soldini (a volte soldoni) e poi non li restituisce. Non puoi permetterti di comprare la cucina da 10.000 euro? E allora non la compri! Stessa cosa per la TV al plasma da 50 pollici ! Perchè dobbiamo sempre essere il Paese dei disonesti? I debiti si onorano! Altrimenti non si fanno. Altr che giustificare i furbetti, consigliarli e incoraggiarli!
fabrizio
22 Agosto 2008 alle 12:04
Buondì,
sto per affrontare un trasferimento all’estero,in una nazione che ha rapporti bilaterali con il nostro Belpaese,dove assieme aa altri 2 soci abbiamo costituito una società a r.l. per svolgere attività agricola.Ho investito tutto il poco denaro che ho in questo progetto(30000 euro),ancora sto lavorando come co.co.co ed ho un finanziamento in corso di 30000 euro in 72 rate,di cui le prime 23 onorate regolarmente.Il debito fu contratto circa 2 anni fa per poter operare rapidamente la mia compagna(nullatenente e casalinga)per un grave male che l’affliggeva.La domanda diventa la seguente:tra poco più di 6 mesi io e la mia compagna ci trasferiremo nel paese di cui sopra;non avrò il denaro per chiudere il finanziamento restante;cosa potrebbe accadermi a livello della mia partecipazione societaria(19% di un capitale sociale pari a 5000 $)e ancora nessun immobile o bene strumentale? (Il terreno su cui si svolgerà l’attività è di proprietà dello Stato che lo concede in fruizione/affitto a fronte di un progetto e del relativo investimento).Sono separato,ero in separazione dei beni,e ho 2 figli minorenni;potrebbero essere chiamati loro(ex moglie e figli)a far fronte al mio debito residuo? Vi ringrazio anticipatamente per le risposte/consigli che vorrete darmi.
P.S. Uno dei motivi che mi spinge a lasciare questo..paese..è dato dal fatto che se si vuole proteggere la salute dei propri cari, si sia costretti ad indebitarsi! Preferisco sapere che dove andrò magari potranno far poco,ma quel poco lo fanno immediatamente e con tutto il poco che hanno.
Giancarlo
21 Agosto 2008 alle 10:35
Per evitare di essere tartassati da chi spera di chiudere un piano di rientro ed incassare una buona percentuale, l’unica cosa da fare è scrivere una lettera alla società di recupero illustrando quale sia la situazione.
Bisogna far capire che non c’è trippa per gatti. :-( Documentando il tutto, quando possibile.
Vedrai che non ti scocceranno più.
Attenzione: se ti hanno chiamato al lavoro, potrebbero tentare il pignoramento del quinto dello stipendio.
Pertanto nella lettera non dimenticare di scrivere che lo stipendio è già pignorato da un’altra finanziaria.
Inventatene una, tanto tranquillo che non vanno a controllare … ;-)
karalis
12 Agosto 2008 alle 15:38
buona sera, io avrei un problema ho debiti per trenta mila euro il lavoro e calato e non riesco piu a far fronte alle rate mi stanno tenpestando di chiamate anche al lavoro. il fatto piu grave e che minacciano mio padre che mi e stato da garante ad un sequestro giudiziario. mio padre ha anche lui i suoi debiti e non potrebbe pagare anche i miei. come posso fare aiutatemi sono disperato.
michele
12 Agosto 2008 alle 14:20
Lo Stato, come qualsiasi altro creditore, cerca di rivalersi sugli eredi.
Se ve ne sono. Qualsiasi soggetto dell’asse ereditario può infatti esercitare l’opzione di rinuncia all’eredità.
Per questo aspetto ti consiglio di dare una lettura alla sezione “recupero crediti” ed in particolare all’articolo “debiti ed eredità”.
karalis
5 Agosto 2008 alle 03:13
Buonasera,
complimenti per il sito e per tutte le informazioni utili che si possono raccogliere in questo sito, come potete immaginare non mi trovo a caso in questo sito, oggi giorno le difficoltà economiche causano sempre più spesso l’esigenza di rivolgersi alle società di credito e spesso sai quando si comincia ma mai quando finiscono.
Ad ogni modo ho una domanda da fare, che è la seguente: in caso di decesso del debitore di una cartella esattoriale, il debito si estingue o lo stato si rivale sui figli.
Grazie.
Max
massimiliano
4 Agosto 2008 alle 21:45
@marino
prova a leggere qui
antonello
27 Luglio 2008 alle 23:25
Nulla.
karalis
27 Luglio 2008 alle 21:04
cosa potete dirmi di Logos finanziaria?Grazie
marino
27 Luglio 2008 alle 14:12
Buonasera, inanzittutto i complimenti per le ottime risposte date,per la competenza e per la cortesia.
Se possibile ne usufrirei anche io:
sono socio di una SNC (sigh sigh consigliata da commercialista) da un paio di anni. La mia socia attualmente nullatenente e nullafacente tra l’altro mia cugina, è scappata in non so quale città e mi ha lasciato tutti i debiti che ammontano: creditori 50000€ leasing 30000€ banche 30000€. Ho pagato fino a qualche settimana fa alcune rate concordate con i creditori più ostici (lettere avvocati, ingiunzioni, ecc.) ma ora non posso più. Attualmente sono dipendente 1100 € mensili. Ho una macchina privata in comproprietà valore attuale 15000€ e una quota di un appartamento ove vive mio padre vedovo 80 anni con diritto di usufrutto (1/6) di mia sorella (già pignorato da una banca) e 1/6 mio.
Help per favore, dormo una media di tre ore a notte e ho perso 11 kg. Ho 40 anni e sono i primi debiti della mia vita
Grazie
Andrea
Andrea
26 Luglio 2008 alle 19:13
L’intervento è graditissimo Marco.
La necessità di essere divulgativi si paga con qualche generalizzazione, che però non ha altri scopi.
Devo quindi convenire che la tua precisazione è più che corretta.
L’appartenenza ad UNIREC fornisce qualche garanzia in più per le sdr e per gli agenti esattoriali che vi lavorano (compresi gli addetti alla phone collection).
Tuttavia, come afferma Marco, ciò non esclude che le società non iscritte ad UNIREC e le persone che vi lavorano siano caratterizzate da profili di elevata professionalità e correttezza.
Io stessa, negli ultimi due anni. ho lavorato in una 106 non iscritta ad UNIREC.
Grazie Marco.
karalis
20 Giugno 2008 alle 23:42
Visito questo sito per la prima volta, complimenti, ci sono tante informazioni, è veramente molto ricco di contenuti. Su questa cosa specifica del recupero, temo però che si siano dette cose non del tutto esatte. Le sdr (società di recupero) agiscono per conto terzi in forza di un’autorizzazione di polizia (ex art. 115 TULPS del 1931). Chi acquista i crediti in maniera abituale e professionale (non occasionalmente, una tantum), deve invece agire ex art. 106 TULB del 1992. In soldoni, i primi posso agire in qualsiasi forma giuridica e sottostanno all’autorità di PS. I secondi possono agire solo in forma di società di capitali, con un cap. sociale minimo di 600.000 € e dal gennaio 2008 sotto l’autorità della Banca d’Italia. I secondi si avvalgono spesso dei servizi dei primi.
Scusate se sono stato un po’ “precisino” e forse noioso, ma lavoro nell’ufficio contenzioso di una banca e ho a che fare con gli uni e gli altri soggetti. La bontà del sito mi ha indotto a credere che questo intervento potesse essere gradito.
Cordiali saluti Marco
PS
Non so se lei Karalis aderisce a Unirec, ma tutta questa sicurezza nella bontà delle aziende che vi aderiscono mi lascia perplesso… Per la ns. banca utilizzo 8 service di recupero, di cui solo 3 aderenti a unirec. Le assicuro che gli altri 5 sono professionali e molto corretti.
marco
20 Giugno 2008 alle 23:27
Salve a tutti, vorrei raccontarvi la mia esperienza fatta col recupero crediti, anni fa ho acceso una finanziaria per l’acquisto di un’automobile, il lavoro andava alla grande e potevo tranquillamente pagare la rata mensile, ma si sa non sempre fila tutto liscio… nel giro di tre mesi la mia situazione finanziaria si è capovolta avevo già un figlio sono arrivati due gemelli e neanche a farlo apposta la ditta dove lavoravo ha chiuso di punto in bianco.
Sono iniziati ad arrivare i primi solleciti per il pagamento delle rate, li è iniziato il mio calvario, non ritiravo più le raccomandate quasi quasi sperando che alla fine si sarebbero scordati di me….
Devo essere sincero mi sentivo alla stregua di un bandito datosi alla macchia, ma si sa…purtroppo è la legge della sopravvivenza… l’ultima richiesta era stata di ben 20.000 euro ed io col mio nuovo misero stipendio non potevo far fronte a una cifra del genere.
Un giorno ho ricevuto una telefonata da un recupero crediti che aveva acquistato la mia pratica, la sig.ra era molto gentile e anche molto paziente, un po’ avvilito ho spiegato qual era la mia situazione economica, ho prodotto tutta la documentazione che lo attestava (dichiarazione dei redditi, stato di famiglia, contratto d’affitto ecc…).
Un giorno la sig.ra mi ha telefonato facendomi una proposta: 3.000 euro in un’unica soluzione e il mio debito sarebbe stato estinto per sempre.
Sono riuscito a racimolare i soldi tramite parenti ed amici, mi è stata data la liberatoria, oggi ho più paura quando bussano alla mia porta ne quando arrivano le raccomandate.
un consiglio, non perdete la speranza di poter saldare un debito! a volte accadono i miracoli!!!!
Riccardo
Riccardo Caruso
12 Giugno 2008 alle 15:14
Caro Francesco i tuoi giudizi sul sito sono molto lusinghieri e ti ringrazio per questo.
Ma, temo che tu abbia sovrastimato la mia capacità di fornire consulenza. E questo invece mi dispiace: io sono solo un semplice agente esattoriale.
Ad ogni modo se posso esserti utile su qualche aspetto particolare e comunque ben definito e circoscritto, puoi contattarmi all’indirizzo gestcredit@gmail.com.
Ciao
karalis
11 Giugno 2008 alle 21:50
Buonasera,
è la prima volta che visito il vostro sito,vedo che può esistere una speranza per sopravvivere,avrei bisogno di una più profonda consulenza ,vi prego aiutatemi a trovare una soluzione per pianificare il futuro mio e dei miei figli.
Francesco 338-3366880 e-mail zapp.fran@libero.it
Grazie per avermi dato una speranza Distinti saluti
francesco
11 Giugno 2008 alle 16:41
Sarebbe interessante conoscere la percentuale delle pratiche passate dalle società UNIREC che riesci a chiudere.
Per quel che riguarda le società Z della provincia di Napoli caro Pippo, qui si parlava di recupero crediti non di camorra, nè di estorsioni.
karalis
27 Maggio 2008 alle 23:52
Posso solo direche io facendo recupero crediti mi vengono cedute pratiche proprio da chi è associato all’UNIREC! domani, vado dal notaio e posso aprire anch’io una associazione delle imprese del recupero crediti! Quante balle che leggo… poi manca da dire che se beccate le società di recupero crediti non A o B ma Z magari della provincia d Napoli, ance se non avete nulla di intestato e non è dell’Unirec vi conviene pagare e lasiare la mancia.
pippo
27 Maggio 2008 alle 23:20