Hai domande su questioni legali?

Hai domande da fare su questioni legali che riguardano il contenzioso tributario (in particolare i ricorsi a cartelle esattoriali), le controversie in materia di lavoro, la tutela del consumatore, il contenzioso condominiale ecc., ma non sono ancora state trattate nel blog?
Questa pagina è quello che fa per te!
Il consulente del blog, avv. Alessandro Pedone, saprà certamente aiutarti.
Per porre una domanda usa il form in fondo alla pagina, cliccando qui.
Ricorda, fare una domanda non costa nulla, non farla a volte può costare caro!!!



























































Salve, le vorrei chiedere quanto segue: quanto tempo piu’ o meno puo’ passare ad un pignoramento di un immobile quando dietro c’e’ un fondo patrimoniale? Mi trovo in una situazione a causa della mia vecchia attivita’, che purtroppo non so chi devo ringraziare, e dopo due anni di indagini, non ne sono venuti a capo, ma ho subito un furto di ben sei autocarri e oltre questo le banche con le quali lavoravo si sono presi i bonifici delle aziende per le quali lavoravo,chiudendomi i conti, ma non solo; questa e’ solo una piccola parte. Comunque la ringrazio se riuscira’ a rispondere al mio quesito. Grazie.
claudio vincitorio
8 Novembre 2009 alle 10:28
gentile avvocato,ho la possibilita’ di comprare un’auto con le agevolazioni della legge 104/92 intestandola a mia madre.Mi hanno detto che per intestarmi l’auto ,adesso ci vogliono 2 anni .Essendo mia madre molto malata,per non incorrere ad inconvenienti che lei conosce,come si puo’aggirare l’ostacolo? Mi hanno detto che aspettando 6 mesi,l’auto viene considerata usata,e l’intestatario dell’auto ,per necessita’ economiche puo’ vendere. Grazie Raffaele
raffaele
8 Novembre 2009 alle 00:00
Buonasera, vorrei dei chiarimenti su quando riguarda le fideiussioni ass.ve di istituti privati s.p.a.
Un mio debitore mi ha saldato con una fideiussione ass.va di un istituto privato s.p.a. , cmq iscritto all’albo nazionale,e con relativo piano di rientro come appendice della stessa ed io credendomi garantito dalla stessa ho ceduto le quote societarie e il contratto di locazione dei locali.
Adesso chiedevo a lei Dott. Pedone, se il mio debitore non dovesse pagare neanche la prima rata del piano di rientro stabilito cosa succederebbe oltre alla raccomandata A/R prevista dalle condizioni generali di polizza e chi è il mio obbligato, e che tempi hanno per risarcirmi?
Sarei lieto di una sua risposta,cordili saluti.
Giuseppe
6 Novembre 2009 alle 20:10
buonasera ho ricevuto a luglio una raccomandata da recupero credito relativa ad una bolletta del 2003.ho precisato tramite fax che non era possibile in quanto avevo chiuso il contratto nel 2001 e che nel 2002 risiedevo già in un’altra città.a distanza di due mesi mi arriva una lettera della società acque potabili del pagamento di una fattura del 2001 per chiusura contratto di 119,28 euro da pagare entro il 20 novembre. A distanza di 8 anni io naturalmente non mi ritrovo più i bollettini pagati ma loro possono richiedere il pagamento dopo 8 anni, senza aver mai ricevuto un avviso in tutti questi anni?
grazie mille
francy
6 Novembre 2009 alle 13:06
buon giorno sono disperata non so piu come uscirne ho compprato una macchina da ricamo non ha mai funzionato bene ho chiamato mandato fax alla ditta mi anno mandato 3 volte 4 un loro tecnico prima che mi arrivasse le prine cambiali io glio detto che non pagavo affinchè la macchina non mi veniva sostituita il la laro risp e stata che io pagavo loro venivano a riparare io non lo pagate e giustamente o ingiustamente sono protestata adesso mi ha scritto gli atti giudiziari se io non pago eccc… ho una via di uscita con un giudice ecc grazie x aiuto franca
P.S. La macchina ha un valore di euro 13.0000 (tredicimila euro).
franca
6 Novembre 2009 alle 10:01
Buonasera Avvocato ho ricevuto una diffida dall’ inps con la quale sono stato invitato a pagare la somma di euro 1.441. per le prestazioni erogate dall’ istituto a favore di un assistito conseguente ad un infortunio sul lavoro.
E in corso una causa penale al giudice di pace per accertare come si sono svolti i fatti.
nella diffida viene richiamato l’ art 1916 codice civile , e se non pago entro untermine di 20 giorni ci sara l’ azione giudiziaria .
La ringrazio
Come posso fare ad oppormi , devo pagare quella cifra?
giulia
5 Novembre 2009 alle 17:12
Gentilissimo dott. Pedone, ho trovato questo sito mentre cercavo informazioni su regole di comportamento tra vicini e leggi condominiali. Lo scorso anno ho acquistato un appartamento in un condomino costituito da 16 appartamenti a schiera. Ora il problema. L’appartemento non era di nuova costruzione e quindi alcune cose, tipo alberi, erano già esistenti e cresciuti. Nel giardino, confinante con il vicino, c’è infatti una abete (albero di natale) bellissimo sulla cui altezza non posso essere precisa ma sarà circa un 7 metri. E’ stato piantato 24 anni fa e nessuno ha mai avuto niente da dire. Il nostro vicino ci sta rovinando la vita e la serenità trovando mille cose per rompere le scatole. L’ultima è che vuole la potatura, o forse l’abbattimento, di questo abete. In realtà, proprio per il quieto vivere, abbiamo già provveduto a tagliare i rami che potevano dargli fastidio ma potare corti i rami di un abete significa commettere un sacrilegio. Preferirei abbatterlo che vedere un albero come quello mutilato. Aggiungo che l’abete in questione non è a distanza regolamentare (3 m.) ma che noi lo abbiamo trovato già bello cresciuto per cui non ci si può addossare alcuna responsabilità. Le chiedo: come dobbiamo comportarci? Dobbiamo potare l’abete? Abbatterlo? E’molto grande e la spesa sarebbe elevata. Possiamo chiedere una compartecipazione di spesa al vicino che è il solo a cui interessa mutilare l’abete?
Grata di una sua risposta le invio cordiali saluti. Grazie
Grazia
5 Novembre 2009 alle 13:46
Buongiorno,
Le sottopongo la mia problematica,indicandoLE che ho ereditato con due fratelli un immobile, i miei fratelli hanno delle esposizioni debitorie,a fronte di ciò, Le chiedo se è possibile pignorare l’immobile o una quota di questo, nonostante la mia comproprietà.
La ringrazio anticipatamente.
Cordialità.
Marianna
5 Novembre 2009 alle 13:03
salve,siccome tra me e il datore di lavoro non corre buon sangue ho fatto la domanda per ricevere l’assegno mensile per mia figlia nata ad agosto. la domanda l’ho fatta circa 25 giorni fa tramite raccomandata ar oggi ho ricevuto la busta paga senza la voce assegno familiare. quanto tempo deve passare prima che mi accreditano la somma. grazie giuseppe
giuseppe
4 Novembre 2009 alle 21:14
Gentilissimo Avvocato. tramite raccomandata mi hanno chiesto il rientro di € 4890,00 circa di una carta revolving per decadenza beneficio. Sui pochi estratti conto che possiedo, ho notato cose strane. Premetto che non ho ne contratto di finanziamento ne dell’assicurazione ecc.
Mi è arrivata successivamente ad un prestito., senza nessuna richiesta.
Premetto che non so come, ma voglio pagarla, inoltre ho mandato tramite A/R richiesta di estratto cronologico, copie firmate contratti assicurazione e finanziamenti per POTER FARE PERIZIA ANATOCISTICA visto le ultime circostanze riguardo il tribunale di Trani (non ricordo bene) che ha sequestrato e bloccato le carte revolving per usura.
La domanda che le pongo è la seguente:
Sono 40 gg circa che ho inviato raccomandata è nessuna comunicazione. inoltre non mi chiama più il recupero crediti, ma è lecita la mia richiesta?
E’ un mio diritto verificare se sono stati calcolati interessi su interessi ecc
Confidando nella sua disponobilità la saluto vivamente
Buonsera vito
Vito
4 Novembre 2009 alle 20:05
salve sono un ragazzo di 28 anni,volevo sapere un informazione,riguardo un finanziamento che ho preso due anni fa.per motivi economici non sono riuscito a pagare 5 rate di un finanziamento,vivo su una casa che ci sto pagando regolarmente il mutuo,e oggi mi e arrivata una raccomandata da parte dell’agenzia finanziaria che mi ha fatto il finanziamento dicendomi che ho 10 gg di tempo per pagare le rate scadute e il rimanente del finanziamento stesso il cui totale e di circa 10 mila euro,io mi domando cosa posso fare ? io naturalmente questi soldi non li ho.a cosa vado incontro? non posso togliere da mangiare a mia figlia oppure rivolgermi AI STROZZINI. MI SAPETE DARE QUALCHE CONSIGLIO.Grazie anticipatamente.
alessandro
3 Novembre 2009 alle 22:59
Non c’è molto da fare purtroppo.
Se non paghi la finanziaria procederà al recupero del credito e al capitale si aggiungeranno ulteriori interessi e spese legali. Faresti meglio a trovare un accordo con la finanziaria per pagare ratealmente.
alpedone
4 Novembre 2009 alle 11:29
se nel mio contratto di locazione c’è scritto che le spese di registrazione del contratto sono a carico solo della parte conduttrice che devo fare?
Anonimo
3 Novembre 2009 alle 20:07
Quando il proprietario provvederà alla registrazione annuale dovrai rimborsargli le spese di registrazione.
alpedone
4 Novembre 2009 alle 11:30
Salve, avevo un quesito un po’ particolare. Lavoro per una rivista come venditore di pubblicità; il mio editore ha subito un pignoramento presso terzi (anche alcuni nostri clienti + la banca) che ha bloccato di fatto l’attività. Vorrei prendere in “affitto” la testata giornalistica e occuparmi direttamenti – insieme a 3 colleghi – della vendita della pubblicità. Esiste un contratto adatto grazie al quale io sia tutelata da eventuali richieste dei debitori del mio editore/datore di lavoro attuale? Ho letto di “comodato d’uso” o cessione di beni immateriali.
sabina
3 Novembre 2009 alle 19:07
Beh … la questione è un po’ complessa, non è possibile risolverla in due righe.
alpedone
4 Novembre 2009 alle 11:32
sono proprietaria di 3 appartamenti; il Comune mi ha inviato una sola racc. a.r. contenente un sollecito di pagamento relativo a più utente;Io ho contestato dicendo che dovevano inviarmi una racc.a.r. per ogni utenza; il Comune dice che, se le utenze riguardano lo stesso proprietario e se il sollecito riguarda lo stesso anno di morosità, si può fare.
Io ho seri dubbi…..Qualcuno mi può, cortesemente, aiutare. Grazie
daniela
3 Novembre 2009 alle 17:33
Un sollecito di pagamento non è un atto giudiziario quindi non ha formalità particolari da rispettare. Si tratta solo di un sollecito.
alpedone
4 Novembre 2009 alle 11:31
buongiorno, vorrei dei chiarimenti sulle procedure di un pignoramento.
sono dipendente della ditta individuale del mio compagno (commercio di materiali edili) e tra qualche giorno dovremmo ricevere al visita dell’ufficiale giudiziario per un pignoramento. se nel nostro deposito ci sono ancora presenti dei materiali in attesa di essere consegnati al cliente ma già regolarmente venduti con fattura e pagati (in contanti) questi possono essere pignorati?
inoltre ci sono delle attrezzature che sono di mia proprietà ma che non posso dimostrare poichè erano della mia dittà individuale ormai chiusa da anni e non ho più la contabilità;come possiamo evitare che queste vengao pignorate?
eva
3 Novembre 2009 alle 15:19
ed inoltre se abbiamo in deposito dell’attrezzatura di un terzo con regolare DDT di conto deposito come dobbiamo comportarci con l’ufficiale giudiziario e l’avvocato della contro parte che vuole essere presente?
eva
3 Novembre 2009 alle 15:23
L’ufficiale giudiziario pignora tutto quello che trova e mette a verbale le dichiarazioni del debitore il quale potrà precisare che determinati beni sono già venduti o che non sono suoi. Il pignoramento, però, verrà fatto su tutto e sarà poi onere dei terzi fare opposizione per far dichiarare al Tribunale che i beni non potevano essere pignorati. Personalmente eviterei di far trovare in magazzino beni non della ditta debitrice … altrimenti potreste rischiare di ritrovarvi tutto pignorato comunque,.
alpedone
3 Novembre 2009 alle 19:02
buongiorno.dall’99 al 2005 ho avuto un’attività intestats che però gestiva mio marito. ora ex . le tasse soo state pagate solo il primo anno poi basta. ora mi stanno arrivando tutte le cartelle esattoriali.premetto che non lavoro ,non ho niente di intestato tranne una macchina che se vale 2000 euro è tanto. attualmente convivo in una casa in affitto. cosa può succedere se non pago queste cartelle visto che non posso. possono avvalersi sullo stipendio del mio compagno? possono se il mio compagno compra casa e mi lascia alla ua morte l’usofrutto però senza intestarmela avvalersi su quella? laringrazio in anticipo
patrizia
2 Novembre 2009 alle 09:05
Ovviamente lei resterà debitrice (se verranno rispettati i termini di prescrizione e tutte le relative interruzioni). Quindi, un domani, anche l’usufrutto potrà essere oggetto di esecuzione.
alpedone
2 Novembre 2009 alle 12:25
Quanto costa istituire un fondo patrimoniale ad una coppia sposata da tempo,il costo è rapportato al valore dei beni che andranno a far parte del fondo, su quale cifra si potrebbe aggirare? Grazie
Gabriella
Anonimo
30 Ottobre 2009 alle 19:10
Deve farsi fare dei preventivi da diversi notai.
alpedone
2 Novembre 2009 alle 12:28
arrivano da circa 4 anni bollette dell’acqua intestate
ad una persona deceduta cica 30 anni fa. gli eredi de=
vono pagarle? che cosa si puo’ fare? grazie. cordialmen=
te antonio meli.
antonio meli
29 Ottobre 2009 alle 19:22
Bisognerebbe prima capire perché la bolletta è ancora intestata a quella persona. E poi domandarsi chi usa l’acqua a cui la bolletta si riferisce …
alpedone
2 Novembre 2009 alle 12:29
sono sempre io…si può vendere un immobile con una trascrizione sopra? con un pignoramento?
cinzia cinelli
28 Ottobre 2009 alle 14:16
Il pignoramento inibisce ogni vendita a terzi, a meno che l’acquirente non intenda pagare i creditori procedenti e questi nulla abbbiano ad eccepire
giusj
28 Ottobre 2009 alle 23:34
Il pignoramento non inibisce di per sé la vendita a terzi: semplicemente chi acquista sa di acquistare un bene gravato da pignoramento e che se il pignoramento non viene estinto mediante il pagamento delle somme dovute l’immobile verrà venduto all’asta. E’ evidente, quindi, che nessuna persona sana di mente acquisterà mai un immobile pignorato senza avere la certezza della sua cancellazione prima del rogito notarile.
alpedone
29 Ottobre 2009 alle 12:15
Ho ricevuto pochi giorni fa un avviso di fermo veicolo per un bollo non pagato del 1994 e notificatomi nel 1999 (come dice equitalia….perchè io non so se questa notifica sia mai arrivata a me…non la ricordo e non ho testimonianza cartacea dopo così tanti anni).Nel 1994 io ho dovuto rottamare la macchina i primi di febbraio e quindi il pagamento del bollo in oggetto si riferisce solo al primo quadrimestre dello stesso anno.Devo pagare o posso fare ricorso perchè ormai in prescrizione? GRAZIE.
Anonimo
28 Ottobre 2009 alle 13:16
Perché prima non verifica presso Equitalia le notifiche. Solo così può avere i termini per il calcolo dell’eventuale prescrizione.
alpedone
29 Ottobre 2009 alle 12:17
Salve, mi scuso per l’anomalia della richiesta ma, un creditore dell’azienda per cui lavoro ha proceduto con un pignoramento presso terzi. Detto creditore aveva raggiunto un accordo con la nostra azienda concedendo la rateizzazione delle somme dovute, senza coinvolgimento di avvocati. A seguito di pressioni della sua banca (probabilmente egli è parecchio indebitato)e in maniera concomitante con l’accettazione del piano di rientro tra le parti(che doveva essere firmato più o meno negli stessi giorni, ma non lo è stato), è stato “costretto” a rivolgersi ad un legale consigliato dalla banca stessa (probabilmente specializzato in queste cose) e a cercare di incassare il credito vantato in un lasso di tempo inferiore seguendo le procedure che la legge permette, ovviamente. Questo ha innescato un meccanismo per il quale la nostra banca ha bloccato il conto, nonostante il lavoro fosse buono. Oltre tutto il pignoramento presso terzi è stato fatto su una ventina di clienti che già hanno provveduto a saldarci prima del ricevimento dell’atto, quindi si produrrà un nulla di fatto. Gli stessi clienti però, da noi contattati in precedenza per i rinnovi contrattuali ci stanno dando tutti picche specificando che il motivo è quanto accaduto, e posso capirli. L’attività ha un grande potenziale e se noi siamo ancora qui a lavorare è perchè siamo sempre stati pagati, come tutti i fornitori attuali, e il pignoramento riguarda un contenzioso di un fornitore con il quale abbiamo interrotto i rapporti oltre un anno e mezzo fa. La mia domanda era solo per sapere, a grandi linee, se vi è il modo legale di citare in giudizio il creditore (noi e non il nostro titolare) con motivazioni valide, perchè siamo intenzionati a proteggere il nostro posto di lavoro conoscendo il nostro capo. Visto che questa cosa danneggia anche la nostra reputazione essendo un lavoro basato ESCLUSIVAMENTE sulla stima reciproca e sulla fiducia. Specifico che abbiamo documentazione cartacea di tutte le disdette.
Grazie
sabina
27 Ottobre 2009 alle 20:09
C’è poco da fare perché prima di arrivare ad un pignoramento presso terzi sarà sicuramente stato notificato un decreto ingiuntivo e un atto di precetto. Se questo accordo per la dilazione è stato raggiunto prima dell’emissione del decreto ingiuntivo avreste dovuto fare opposizione allo stesso eccependo l’intervenuto accordo. Se è intervenuto dopo la notifica del decreto ingiuntivo o del precetto ed è stato da voi rispettato potreste eventualmente valutare l’opportunità di fare una opposizione all’esecuzione.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:30
La ringrazio molto, ma volevo chiederle se possiamo noi lavoratori – siamo tutti “commerciali” con regolare mandato – chiedere un risarcimento danni per, ad esempio, danni alla professionalità per responsabilità extracontrattuale o altro, sempre nei confronti del creditore che pignora?
Grazie
sabina
28 Ottobre 2009 alle 13:29
Non vedo quale sia il danno arrecato a voi lavoratori. Sarà al limite l’azienda ad agire essendo direttamente interessata dall’eventuale danno.
alpedone
29 Ottobre 2009 alle 12:18
Lavoro per una cooperativa con c.cn.l per istituti educativi e d’istruzione.l contrato prevede che io lavori per 25 ore la settimana.Spesso le scuole iniziano dopo e io nn posso cosi’ fare le mie 25 ore.Mi chiedo se l’assegno per il nucleo familiare debba essere calcolato un po’ in base al reddito e un po’ in base alle ore che posso lavorare!!!Quindi passa da 258 euro circa a 129 euro se lavoro circa 60 ore mensili…grazie
Antonella
27 Ottobre 2009 alle 07:37
La modalità per il calcolo degli assegni familiari deve essere chiesta all’INPS competente. Io non saprei risponderle.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:31
buon giorno,
lavoro per una cooperativa con c.c..n.l degli istituti di educazione ed istruzione, contratto per 25 ore settimanali. Asettempre e in altri mesi nn riesco a fare le 25 ore settimanali per l’apertura posticipata delle scuole,.E’ possibile che mi paghino gli assegni per il nucleo familiare un po’ in base al reddito e un po’ in base alle ore lavorate…nn e’ una mia scelta lavorare solo poche ore , bensi’ della scuola!Grazie antonella
Anonimo
27 Ottobre 2009 alle 07:34
Buongiorno,
mio marito con il quale ho la separazione dei beni ha ricevuto una cartella esattoriale con una cifra esorbitante permancato pagamento IVA e Irpef per gli anni 2003,2004,2005. In detta cartella si dice che c’è stato un accertamento notificato in data 12/12/2008, cosa che nessuno in famiglia ha mai saputo niente e nessuno ha firmato o ricevuto la relativa raccomandata. Ora mio marito è titolare di una ditta individuale è lui solo l’obbligato al pagamento di tale debito? Non ha beni immobili ma solo l’usufrutto delle casa (di proprietà dei figli donata nel giugno del 2003) e di un magazzino e negozio dove esercita la sua attività artigianale (anche questo magazzino fa parte della donazione del 2003 in favore dei figli). L’usufrutto potrebbe essere pignorato? Io non ho beni, e gli immobili dei miei figli potrebbero essere pignorati ? Qualora fosse pignorato solo l’usufrutto dovremmo andarcene dalla casa e dal magazzino?
Inoltre a causa di questo debito e per precedenti debiti ho detto basta e abbiamo chiesto la separazione consensuale (non ancora omologata) nella quale ho chiesto al Tribunale che mi venga assegnato l’usufrutto della casa e ai figli maggiorenni ma privi di reddito da lavoro l’usufrutto del magazzino e del negozio. L’erario può privarci di questi usufrutti? Andiamo incontro a “grane”? E se si quali?
Mio (ex) marito vuole chiudere l’azienda entro la fine di quest’anno 2009 anche perchè per ragioni di salute non può più andare avanti nel 2010 compirà 60 anni e ha deciso di chiedere la pensione.
Può aiutarmi?
elisabetta
23 Ottobre 2009 alle 22:58
elisabetta
26 Ottobre 2009 alle 22:01
La questione è complessa.
L’usufrutto può essere certamente pignorato e venduto all’asta con tutte le conseguenze che ne seguono.
Dovreste però per prima cosa verificare la legittimità dell’accertamento e delle notifiche.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:34
Grazie!
Ma se l’usufrutto che richiedo è l’assegno alimentARE o di mantenimento ,mi pare che l’assegno di mantenimento o alimentare per la moglie separata non possa essere pignorato o sbaglio? Quindi come fanno a rivalersi su questo? e in ogni caso quanto può essere appetibile un usufrutto quando il codice dice che l’usufrutto finisce comunque alla morte dell’usufruttuario( mio marito?) E quanto può valere all’asta detto usufrutto?
elisabetta
28 Ottobre 2009 alle 14:05
Probabilmente c’è qualcosa che non comprendo.
L’assegno alimentare non ha niente a che vedere con l’usufrutto di un immobile. L’assegno alimentare viene disposto dal Tribunale in caso di separazione giudiziale o consensuale dei coniugi. Non ho capito se lei e suo marito siete separati oppure se avete solo la separazione dei beni ma siete ancora sposati … le cose sono molto diverse.
alpedone
29 Ottobre 2009 alle 12:20
Siamo separati, ma non siamo stati chiamati ancora dal giudice per l’omologazione della separazione.
La separazione dei beni è in vigore da oltre 25 anni, la separazione consensuale è cosa recente.Poichè lui non ha altro che questo usufrutto e io sono senza reddito, ho chiesto nel ricorso per la separazione consensuale come assegno alimentare l’usufrutto che attualmente è suo. Una volta che avrò l’usufrutto potrò avere un redditto per esempio affittando l’immobile. E di conseguenza l’usufrutto diventerà una sorta di assegno alimentare , o sono ragionamenti inesatti? Altrimenti oltre che cornuta sarò pure mazziata poiche lui non ha possibilità di passarmi l’assegno alimentare. Cosa devo fare, aprire un agenzia di escort? (sono tanto di moda……!) o lo Stato mi mantiene?
elisabetta
29 Ottobre 2009 alle 15:15
gent. avvocato sono la mamma di un ragazzo che 14 anni fa aveva una ditta . fallita proprio quel periodo, aveva anche un piccolo alloggio al mare,ed un anno prima aveva fatto un fondo patrimoniale a favore mio è di mio marito, la cassa di risparmio poi diventata unicredito aveva provato a prendere l’alloggio ma 2 anni fa a mandato la lettera di rinuncia percio’ noi eravamo abbastanza tranquilli , 5 giorni fa arriva un atto di precetto in qui dice che l’unicredito ne 2008 a ceduto i debiti di mio figlio a una soceta’, e che entro dieci giorni deve pagare il debito vecchio di 14 anni fa, ma questo possono farlo? altrimenti mettono all’asta questa piccola casa dove noi viviamo con la pensione minima la ringrazio. la soceta’ di mio figlio era una srl. e adesso vive è lavora all’estero, la ringrazio della risposta sperando di essere stata chiara, silvana
silvana
26 Ottobre 2009 alle 18:10
Dipende dal tenore della rinuncia. Unicredit ha rinunciato solo all’azione o anche al credito? Se non avesse rinunciato al credito e lo ha ceduto, la società che lo ha acquistato può ovviamente procedere a richiedere il pagamento.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:35
ma dopo 14 anni possono rincominciare? l’unicredito a provato a prendere questa piccola casa gia una volta è hanno rinunciato (visto il fondo patrimoniale)è hanno perso tutte le cause.tengo a precisare che il debito loro lo hanno triplicato, è all’epoca si pagava il 17 per cento di interessi. ma per noi poveri mortali non va mai niente in prescrizione?poi hanno dato 10 giorni x pagare è regolare? la ringrazio anticipatamente distinti saluti silvana
silvana
28 Ottobre 2009 alle 14:35
E’ un po complesso … bisognerebbe vedere le carte per avere una risposta precisa.
alpedone
29 Ottobre 2009 alle 12:26
avv, buon giorno chiedo scusa se la sto disturbando ancora ma le chiedo ancora , l’atto di precetto a la validita’ solo di 10 giorni? grazie mille della sua gentilezza. è le auguro buon week end silvana
silvana
30 Ottobre 2009 alle 11:32
quando su una fattura, senza scadenza, è possibile chiedegrazie e il rimborso dgli ineressi e spese legali?
annamaria
26 Ottobre 2009 alle 09:51
La fattura non ha scadenza.
L’eventuale emissione di RIBA è solo un metodo di dilazione del pagamento. La fattura produce interessi moratori dalla data di emissione senza necessità di messa in mora.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:36
Gent.Avv.Alessandro Pedone,
chiedo gentilmente un consiglio per me e mia sorella.
Mio padre si è indebitato oltremisura con delle finanziarie. Noi con lui non abbiamo più rapporti da tempo ma tanti anni fa eravamo coaudiuvanti della Ditta individuale di cui lui è ancora proprietario. Noi ne siamo uscite anni fa togliendoci dalla camera di commercio e inps, ma ora mi chiedo: era il caso di fare una carta dal notaio? E se si come? Ora è anche appena stato sfrattato e usa la pensione per pagare le finanziarie. Domanda: possono venire a cercare me e mia sorella? E’ possibile tutelarsi in qualche modo?
Grazie.
aiuto
23 Ottobre 2009 alle 17:26
Direi che lei e sua sorella potete stare tranquille almeno fino a quando vostro padre è in vita.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:37
gentilissimo avv.io ho acqustato dei mobili,ho dato un anticipo ed il resto con una cambiale con data di scadenza,all’arrivo dei mobili alcuni componenti erano rovinati,una parte li hanno montati mentre per gli altri ho dovuto attendere un mese per la sostituzione,quando hanno portato gli altri,sono stati montati ma non hanno finito di montare alcuni componenti che la volta prima avevano rimasto in sospeso.il mobilificio pretende un pagamento exstra,io mi sono rifiutato.le chiedo se posso contestare ho altro ca cambiale con data di scadenza.(non perchè io non voglia pagarla)
bony
23 Ottobre 2009 alle 13:02
Purtroppo la cambiale è stata emessa e non può più essere ritirata se non con il consenso del creditore che, nel caso, deve fisicamente restituirle il titolo. Può però chiedere un risarcimento del danno per il ritardo nella consegna o per gli eventuali difetti del materiale acquistato.
alpedone
23 Ottobre 2009 alle 19:02
Ho ricevuto una diffida e messa in mora da parte della areariscossioni spa per conto della g.o.r.i s.p.a che è una società di gestione della risorse idriche in campania.Fino all’anno 2005 la gestione delle risorse idriche era in mano del comune di residenza dove abito dal 2006 in poi è passata alla g.o.r.i senza nessun avviso nessuna nota o informativa e quindi senza nessuan stipula del contratto, a loro dire che in base ad alcune leggi regionali non era obbligatorio che io ne ricevessi.
Mi sembra di aver ricevuto qualche bolletta ma non ho pagato fino a quando ad inizio anno 2009 la g.o.r.i ha messo dei contatori e dopo aver mandato regolari fatture del anno in corso mi obliga a pagare una quota relativa agli anni 2006/07/08 dandomi solo 30 giorni circa di tempo tramite la Areariscossioni con la sopracitata diffida e messa in mora.Posso inoltre dire che questa ditta ha spedito questi documenti ad altre 400 famiglie circa tra le quali alcune hanno i bollettini relativi agli anni 2006/07/08 pagati.come posso difendermi anche con la volontà di pagare e mettermi in regola solo avendo un pò di tempo in piu’
e se unendoci in una associazione con un legale rappresentante fare ricorso verso le minacce scritte in qesti documenti grazie aspetto la risposta urgentemente
Carmine
22 Ottobre 2009 alle 19:57
Purtroppo non saprei cosa consigliarle perché la questione mi sembra abbastanza complessa. L’unica possibilità è quella di contattare l’agente delle riscossioni per concordare un pagamento rateale degli importi.
alpedone
23 Ottobre 2009 alle 19:04
Salve,
mio padre ed io (viviamo insieme) x evitare i miei fratelli che fanno debiti esagerati (che abbiamo pagato in passato) abbiamo deciso di vendere tutte le sue proprietà.Poi mi ha intestato il conto corrente. Ed io gli ho fatto la delega totale. Lui ha con me solo un libretto postale con 20000 euro.
Ora in caso di decesso i miei fratelli possono chiedere la legittima visto che mio padre ora risulta senza casa?
Se dovessi morire prima io, la delega sul mio conto permetterà a mio padre di riprendersi tutto senza che la banca faccia problemi?
Grazie.
Marco
22 Ottobre 2009 alle 19:15
Aggiungo che mio padre vive a casa mia.
Come faccio a mettergli anche l’usufrutto?
Marco
22 Ottobre 2009 alle 19:17
Certamente i suoi fratelli potranno chiedere la legittima. Dovranno però ricostruire l’asse ereditario.
alpedone
23 Ottobre 2009 alle 19:06
Ero un gestore di una stazione di servizio, per farla breve,il direttore della filiale della banca dove avevo i conti,approffitando di una truffa subita,”per ragioni sue”mi ha ritirato il blocchetto degli assegni e mi ha mandato al protesto due, ma tra i due ne ha pagato uno,ci sono due giorni di differenza tra ogni assegno che davo solo alla compagnia petrolifera.Il ritiro e´avvenuto verbalmente, la comunicazione scritta e´stata spedita solo due giorni prima all’indirizzo dei miei genitori. Il giorno dopo mi sono recato dalla mia Compagnia di bandiera per spiegare l’accaduto e dicendo che non avevo la disponibilita´,loro si sono immediatamente messi in comunicazione con l’ufficiale giudiziario per pagare ogni pendenza ma hanno ricevuto risposta che non era piu` possibile. Sono otto anni che ho fatto causa alla banca anche per anatocismo e per “sparizione”di documenti personali da parte del direttore menzionato.
Due dei tre avvocati ho avuto sono sospettati di corruzione e un giudice si e´dimostrato alquanto “di parte” ma non va avanti niente.
travan mauro
22 Ottobre 2009 alle 14:09
Mi perdoni ma non ho capito nulla … d’altra parte se ha già fatto causa e ha già cambiato tre avvocati non saprei proprio cosa poter aggiungere.
alpedone
23 Ottobre 2009 alle 19:07
Penso di aver concentrato tutto in poco spazio,le chiedo scusa ma sono molto arrabbiato e frustrato da questa giustizia dei potenti.Le chiedo e´possibile avere il ritiro degli assegni solo a parole?e´possibile che la comunicazione del tale e il mandare al protesto si mandi ad un altro indirizzo e due giorni prima?e´possibile che volendoli pagare un giorno dopo il ritiro del blocchetto non sia piu´possibile farlo?e´fattibile che mandino un’assegno al protesto,quello dopo lo paghino e il successivo di nuovo al protesto?
Spero di aver spiegato il mio quesito nello spazio piu´breve possibile, ringraziandola la saluto cordialmente
travan mauro
24 Ottobre 2009 alle 10:57
p.s.:aggiungo che ho denunciato il primo avvocato alla procura della repubblica per complicita´ con la banca, due anni e mezzo fa sono stato interrogato dalla Guardia di Finanza in merito a cio`,si sono detti disponibili in tutto e per tutto in quanto anche loro percepivano un coinvolgimento, non so ancora niente.
travan mauro
24 Ottobre 2009 alle 11:02
Non capisco cosa vuol dire “ritirare a parole” … l’assegno per essere ritirato deve essere “ritirato con i fatti” cioè deve essere restituito fisicamente. Sulla modalità di funzionamento dei protesti le consiglio di leggere la guida su questo sito che è molto chiara.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:39
Prima di tutto complimenti per il sito di grande utilita’ e chiarezza. Vorrei proporvi un quesito e ringrazio anticipatamente per la risposta.
Ho fatto disdetta all’ACEA nel settembre del 2004 in quanto ho cambiato indirizzo e nel nuovo appartamento ho intestato per comodita’ a mia moglie il nuovo contatore. Ero convinto di non avere piu’ nulla da dare all’Acea. Il primo ottobre 2010 mi arriva una RR da parte di una Societa’ di recupero crediti che con tono (secondo me) minatorio mi intimava di pagare 600 euro a fronte di fatture che andavano dal 1998 al 2005. Ho chiamato e mi e’ stato detto che la fattura era una solo ed era del 30 sett 2005 (un conguaglio Acea)pari a 250 euro e con spese che facevano arrivare il tutto a quasi 600. Vi chiedo se c’e’ una prescrizione per tale fattura oppure se spese del genere non sfiorano tassi d’interesse a dir poco illegali. Inutile dire che alla mia richiesta di un eventuale rateizzazione mi e’ stato dato un secco NO! Se debbo pagare, paghero’, ma il tono della lettera e’ veramente vessatorio e immagino anche la paura che potrebbe prendersi un povero cittadino, proprio per questo mi piacerebbe non pagarli, non tanto per il denaro.
Vi ringrazio
Maurizio
maurizio
20 Ottobre 2009 alle 19:08
Le spese delle agenzie di recupero credito non sono dovute e restano a carico del creditore che si rivolge alle stesse per il recupero del credito.
alpedone
23 Ottobre 2009 alle 19:08
Grazie Avvocato per la gentile risposta. L’Acea mi conferma che e’ una fattura del 30 settembre 2004, ma l’ importo e’ inferiore a quanto affermato dalla Societa’ di Recupero Crediti. Il fatto che la raccomandata mi e’ pervenuta il 1 ott. 2009, non potrebbe essere caduta in prescrizione anche se per solo 24 ore?
La ringrazio per il suo lavoro prezioso per chi…e’ in difficolta’
Maurizio
maurizio
23 Ottobre 2009 alle 20:06
La prescrizione dei crediti è decennale quindi non credo che sia il suo caso.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:40
gentilissimo avvocato mi chiamo achille e ho un debito totale con varie finanziarie tra cui 1 prestito di 11 mila euro e 2 carte revolving da 1000 euro l’una e non riesco piu a pagarle sono invalido civile con pensione di 260 al mese e con legge 104 e vivo con i miei a casa in affitto ho solo la mia macchina intestata e niente altro e il recupero credito mi tartassa di telefonate cosa succedera? se continuo a non pagare? grazie achille
achille
20 Ottobre 2009 alle 13:45
L’unico bene pignorabile è la macchina.
Non credo si possa ottenere di più …
alpedone
20 Ottobre 2009 alle 19:29
Gentilissimo avvocato intanto grazie per la cortese disponibilita’ il mio problema e’ il seguente:
Mio padre e’ morto nel 90 io e due miei fratelli eravamo all’epoca minori.
Considerando che mio padre aveva lasciato dei debiti, mia mamma sposata con comunione fece la rinuncia all’eredita’ relativa alla parte spettante dal marito (su questo devo vedere se mia mamma all’epoca lo fece anche per conto dei figli minori circostanza che dubito).
Il tutto fu fatto per tutelare meta’ dei sui beni in comunione.
A prescindere dal fatto che siamo stati mal consigliati e gli avvocati di allora non ci hanno consigliato di fare l’accettazione dell’eredita con il beneficio se non addirittura la rinuncia dei beni !
a distanza di 19 anni !! e’ arrivata una carta a casa dove ci preannunciano un’udienza per una causa civile promossa da una banca a causa di un debito lasciato da mio padre !
Le domande sono queste :
Nella mera considerazione che siamo 3 fratelli maggiorenni e mia mamma ha fatto la rinuncia all’ eredita’ nel caso in cui mettendo la casa ereditata all’ asta non riescono a sopperire al debito in quale proporzione possono appellarsi ai 3 eredi diretti ?
Se uno o due di loro sono inimpugniabili posso rifarsi su l’unico erede ? cioe’ io?
Possono pignorarmi la mia prima casa ( io non sono sposato ) ma l ho’ acquistata al 50% con la mia fidanzata ancora paghiamo il mutuo);
Possono pignorarmi lo stipendio?
Como posso tutelarmi ?
Grazie in anticipo. ma sono proprio giu’ di morale!
Giuseppe
19 Ottobre 2009 alle 18:32
La questione è un po’ complessa e non posso dare una risposta in questa sede.
alpedone
19 Ottobre 2009 alle 18:38
Grazie mille il problema e’ che vivo al nord est ed il problema e’ a sud!! sud…
Giuseppe
19 Ottobre 2009 alle 18:54
Capisco ma non posso fare di più in questa sede se non verificare se conosco qualche avvocato della sua zona a cui indirizzarla.
alpedone
20 Ottobre 2009 alle 19:31
Rispondo all’avvocata astrea 17 Ottobre 2009 alle 20:17 Un avvocato serio nell’impattarsi col nonsense che vegeta in questi ambiti, su nu blog di magistrati, ammise che dopo 5 anni voleva cambiare mestiere. Se le può essere utile le dico che Nino (non i figli)Marazzita disse che spesso la logica e il buo senso (che non s’insegna nelle scuole a tutti i livelli) supera la legge… Specie se è svuotata di spirito e si avvale ancora di norme consumate dal tempo e magari frutto del codice Rocco (per la gioia degli attuali governanti che volentieri non lo riformeranno, visto che i tempi tornano a somigliarsi). E il codice civile non né è che l’anticamera del penale se non offre soluzioni – come si dice da sempre! – in “tempi ragionevoli” può indurre a far “perdere” la ragione a chi ne aveva da vendere e passare nel torto, nel penale. L’unico decreto ingiuntivo da me promosso in pretura risale al 93: Fattura di lavori, dopo 3 anni, tangibili, in qualità e quantità (e durata riscontrabile – a vantaggio – grazie ai tempi biblici che inter-”corrono”!)vistata dal notaio…; “regolare” opposizione del furbone con ricevute falsificate nella data (il giudice pensa ci
siano clienti che pagano prima…? e non tiene conto che il tizio – noto al pm … – era oggetto di un mio esposto in procura, separati in casa?); nel 2000 passa al giudice di pace, alla 1a udienza, alle ore 10 era già scritto il verbale di rinvio perché il “mio” avvocato non c’era, e allora? ma nemmeno dopo 3 anni(e 3 giudici!!??)quando fu lui a darmi la data dell’udienza, c’era quello avverso, arrogante da finire a carabinieri. Il 2003 un avv.-giudice firma il quadro confuso dipinto (a tinte fosche, basti dire che 2 miei testimoni vengono convocati il giorno dopo che c’era stata l’udienza, e solo 2 giorni fa ho ottenuto e letto la “sentenza”?) da altri. A un semplice invito in studio segue un decr. ing. del mio avv., che mi fatto perdere il credito, senza che ricevessi una richiesta di pagamento della “parcella”… deliberata dall’Ordine, – ? – che io non ho mai vista, dopo 2 richieste al pres.?) Ricorso contro il “mio” avv. – che nel frattempo era “fuggito” con il fascicolo (si può fare, dicono in cancelleria?) cui l’altro mio avv. mi ha incaricato di ritirare. Il giudice dimezza la “parcella” e su invito del mio avv. invio un vaglia bancario in busta con A.R. Cambio di giudice, che vado a conoscere in viso (se l’è presa, come la Mori?) visto che l’avv. mi ha sconsigliato di partecipare all’udienza finale. Silenzio tombale? 2008, Avviso dell’Agenzia dell’entrate per versare gli oneri, e così so della sentenza dopo oltre un anno e dopo 4 mesi dall’ultimo incontro (in auto, dal tribunale al comune di mia e sua residenza) col mio avv. che non ha detto nulla: forse si vergognava, visto che oltre a sfumare i 5mila richiesti al mio ex avv. se ne sono aggiunti altri… e meno male che l’avv. si è trasferito a 15mila km di distanza! O non è detto che sia finita? Ma i giornali e VOI di che parlate?
Mauro
19 Ottobre 2009 alle 12:30
salve a tutti, alla mia prima causa come avvocatessa in erba, mi trovo a difendere una proprietaria che si è vista pagare il deposito cauzionale di due mesi per una locazione 3+2,con un assegno scoperto. Io pensavo di chiedere la risoluzione del contratto insieme al rilascio dell’immobile, come vorrebbe la proprietaria, ma anche, contemporaneamente, di fare un precetto su assegno (che ora dovrebbe essere dal notaio per il protesto).Qualche collega mi dice invece che fare un precetto su assegno significherebbe ottenere l’adempimento, e che dovrei invece fare un decreto ingiuntivo su quell’assegno scoperto, se voglio mandre via l’inquilino. IO lo trovo incomprensibile…mi sento insicura per l amia inesperienza, ma che me ne faccio di un decreto ingiuntivo, se questo serve a costituire un titolo esecutivo che io ho già?La mia domanda è se quindi posso agire con un precetto su assegno, o se poi , recuperando questa somma, io veramente non posso più chiedere la risoluzione del contratto.
astrea
17 Ottobre 2009 alle 20:17
Il deposito cauzionale non può essere incassato altrimenti che deposito è? Il deposito potrà essere incassato solo a contratto concluso a titolo di risarcimento per eventuali danni all’immobile e comunque sempre con le modalità descritte nel contratto di locazione. Direi, quindi, che non c’è nessuna ragione né per chiedere la risoluzione del contratto né il pagamento dell’importo.
alpedone
19 Ottobre 2009 alle 18:36
gentile avvocato, la ringrazio ep rla disponibilità, ma mi risulta invece che, previo accordo, il deposito possa ben essere incassato, tanto che, come noto, produce interessi, e trattandosi quindi di una somma di danaro, cioì di un bene fungibile, ben possono le aprti convenire di incassare l’assegno e restituire il dovuto alla fine del rapposrto, invece che tenerlo in un cassetto per cinque anni.D’altra parte è in alternativa anche prassi aprire libretti al portatore, per queste evenienze. Ma molto comune è la diretta riscossione dell’assegno versato a titolo di deposito cauzionale, stante l’obbligo di legge, comunquel della restituzione di detta somma, ove non ricorrano i presupposti per trattenerla, alla fine del rapporto locatizio e gravata dei corrispondenti itneressi…
In ogni caso un apgamento fatto con assegno scoeprto mi pare proprio un indamempimento….
Comuqnue, a parte questo, c’è il mancato pagamento d un canone di locazione, quindi a me sembra di poter fare uno sfratto epr morosità.
IN più questa agenzia-è questo ch emi preoccupa-aveva inserito nel mandato, da lei predisposto, la dicitura molto imprecisa di un impegno, dalla stessa assunto, a procacciare un inquilino per la stipula di un contratto di locazione”più fideiussione assirex”
Così, semplicemente.
Dopo di che è stato stipulato un contratto di locazione nel quale, tra l’altro si dice che”il conduttore s’impegna a stipulare entro 90 giorni polizza a assicurativac on premio unicaìo anticipato a copertura dell’intero periodo di locazione”.
Quindi s’impegna, semplicemente, perchè non c’è una stipula contestuale.
ora che viene fuori? ma tu guarda, alla mia prima causa:che questo tizio è un pregiudicato, e non elenco i precedenti penali.
Ora, io non so se, aparte lo sfratto, posso attivarmi in qualche altro modo, anche verso l’agenzia…Può essere che questa non abbia alcuna responsabilità? Penso a questo perchè qualcosa mi dice che alla resa dei conti il lestofane risulterà insolvente, benchè l’agenzia abbia detto-a parole- alla proprietaria di avere visionato eprsonalmente un cud da sultani…
astrea
26 Ottobre 2009 alle 23:41
Come giustamente dice “previo accordo” il deposito può essere incassato. Altrimenti il deposito deve rimanere tale soprattutto se eseguito mediante assegno o libretto bancario.
Ovviamente se non vengono pagati i canoni ha tutto il diritto di chiedere lo sfratto per morosità.
alpedone
28 Ottobre 2009 alle 11:42
Reddito unico da pensione Voart sotto i 9.000 euro(moglie e figlio 37enne senza reddito), da anni rincorro il fantasma del famigerato “gratuito patrocinio” per cui tutti gli operatori giudiziari sono rituttanti. Ora, per un nonnulla rilevato nell’ottobre 2003 il c.te la stazione dei carabinieri (poi cacciato, diciamo trasferito?) per non aver ricorso al Tar e poi non essermi presentato dal Gup/Gip(?) che con il Pm ritenevo incompatibili, da “legitima suspicione” sono stato rinviato a giudizio(??). Alla 1a udienza i 2 “operanti” erano assenti, ingiustificati…all’accenno di rinvio sollevo un’obiezione (dopo che pm e avv. non hanno fiatato!), la giudice m’invita a non parlare ma io continuo e invito a recuperare i testimoni e quindi l’udienza: cosa non gradita e da punire poi con una sentenza in mia assenza e senza che alcuno me la comunicasse? Casualmente in cancelleria ne vengo a conoscenza 3 gg prima della scadenza dei termini per impugnarla, l’avv. promette ma poi apprendo che non aveva fatto nulla: sentenza irrevocabile! Istanza di rimessione in termini al presidente che manda in appello e viene rigettata. Ricorso per Cassazione… finito in VII sez., che nomina un avv. di Roma (“lo sa che va incontro a un sacco di spese…”? mah!?) d’ufficio e mi comunica che l’udienza è fissata per il 3 nov. Come tentativo estremo mi sono rivolto a un’avv., per meglio riformulare il quesito, che mi ha chiesto 3.500 euro compreso l’Iva al 20%. Domanda: come mai il Tar e la Cassazione non prevede il c.d. “patrocinio” a spese dello stato? E che dire dell’Iva che non posso scaricare mentre quando avevo la partita né avv.ti e né medici(facoltosi) si degnavano di fatturare? Rivoltarsi contro il sistema è doveroso, altro che moderare i toni. Chiedo scusa e ringrazio, comunque. Cordiali saluti Mauro
Mauro
16 Ottobre 2009 alle 13:30
Prendiamo atto dello sfogo …
alpedone
16 Ottobre 2009 alle 17:23
salve.
Avrei da porre una domanda sul contratto di locazione ad uso commerciale.
Dunque la vicenda è andata così:
il contratto è stato stipulato nel 1985 ma registrato del 2003. Da quando giuridicamente è da considerarsi valido tale contratto? Ho letto che con la finanziaria 2005 tutti i contratti non registrati sono da considerarsi nulli, ma prima del 2005?
valeria
16 Ottobre 2009 alle 11:25
Mi perdoni … ma che differenza fa se il contratto è valido o nullo?
alpedone
16 Ottobre 2009 alle 17:25
Salve. Sono proprietario di un appartamento donatomi dai miei genitori. La palazzina dove abito era di proprieta dei miei genitori, ma tutti gli appartamenti sono stati venduti. Sono passati 28 anni ed adesso si rende necessario fare il prospetto, poiche i balconi cadono a pezzi.Siamo tutti daccordo a farli tranne uno, poiche nell’atto di vendita i miei genitori hanno sottoscritto che si impegnavano a fare il prospetto.Da allora sono passati 30 anni.Questi signori hanno il diritto ancora di rivendicare che il prospetto sia fatto a spese dei miei genitori? Spero di trovare una risposta. Grazie
Giuseppe
16 Ottobre 2009 alle 09:23
Beh, direi proprio di si
alpedone
16 Ottobre 2009 alle 17:30
Salve! Se la Suprema Corte di Cassazione impiega quasi 5 anni ad emettere una sentenza, si può chiedere il risarcimento danni per una irragionevole durata del processo? Nel caso affermativo a chi va inoltrata la richiesta? Grazie.
Rosalbino
15 Ottobre 2009 alle 21:15
Chi è stato coinvolto in un processo – civile, penale, amministrativo, pensionistico, militare, etc. o, a certe condizioni, tributario – per un periodo di tempo considerato irragionevole, cioè troppo lungo, può richiedere, in base alle disposizioni della legge 24 marzo 2001, n. 89, meglio conosciuta come “legge Pinto”, una equa riparazione, che consiste solitamente in 1000-2000 euro per ogni anno di durata eccessiva del processo.
L’ammontare effettivo del risarcimento concesso dipende dalla materia del procedimento e dalla sede territoriale della Corte: di solito vengono liquidati risarcimenti più alti per questioni in materia di famiglia o status della persona, per procedimenti penali o pensionistici, nei quali casi di solito si raggiungono anche i 2000€/anno, meno per altre questioni; inoltre le corti d’appello che si trovano al Nord sono, solitamente, più di manica larga rispetto a quelle del meridione, parallelamente alla differenza del costo della vita, almeno tendenzialmente.
La durata ragionevole del processo è considerata, generalmente, di 4 anni per il primo grado, di due per il secondo, di uno per la cassazione. Il risarcimento può essere chiesto anche se il giudizio è terminato con una transazione (Cass. 8716/06, Cass. 11.03.05 n. 5398). Il risarcimento va chiesto con ricorso alla Corte d’Appello territorialmente competente, individuata in base a questa tabella, ovvero, per i processi dei giudici speciali, secondo i criteri ordinari, e deve essere deciso dalla corte entro 4 mesi dal deposito.
Il risarcimento può essere chiesto anche a processo ancora pendente. In questo caso verrà fatta una prima liquidazione e, se il processo poi non terminerà entro un tempo ragionevole, potrà presentarsi un secondo ricorso per l’ulteriore “segmento” temporale di irragionevole durata, che darà luogo ad una seconda ed ulteriore liquidazione.
alpedone
16 Ottobre 2009 alle 17:31
salve,
volevo sapere se gli stipendi dei dipendenti comunali sono pignorabili. In particolare è possibile che una banca, per un vecchio credito per cui non c’era cessione del quinto ma solo garanzia fideiussoria possa pignorare lo stipendio del dipendente della P.A.?
Grazie!
star80
15 Ottobre 2009 alle 17:58
Certamente, gli stipendi dei pubblici dipendenti sono uguali a tutti gli altri
alpedone
16 Ottobre 2009 alle 17:32
Salve, sto per firmare il compromesso per l’acquisto di una casa in costruzione.
Nel compromesso l’impresa costruttrice obbliga l’acquirente all’accollo del suo mutuo.
Nella proposta di acquisto ho fatto modificare tale clausola, riservandomi la possibilità di scegliere anche un altro mutuo.
Ora l’impresa mi ha detto che preferisce non modificare il testo standard del compromesso e che lo stesso giorno della firma del compromesso mi farà firmare un documento in cui si impegna a lasciarmi libertà di scelta del mutuo.
Mi posso fidare?
Ci sono delle condizioni necessarie da far inserire nel secondo documento?
Quale accordo prevale?
Grazie, Antonio
antonio
14 Ottobre 2009 alle 13:01
Direi che non può essere obbligato ad accollarsi il debito di nessuno. La clausola quindi deve essere eliminata e deve esserle data la libertà di decidere come meglio finanziare il pagamento dell’importo anche se, solitamente, i mutui concessi alle imprese sono a condizioni migliori di quelli concessi ai privati. Quindi, si informi bene sulle condizioni prima di dire di no all’accollo del mutuo.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:36
Ho 29 anni e i miei genitori mi hanno mi hanno detto che vogliono controlarmi il conto corrente con l’aiuto di un legale,è possibile anche senza una giusta causa?,grazie
Alberto
12 Ottobre 2009 alle 20:12
Direi proprio di no a meno che non ci sia un intervento dell’autorità giudiziaria in tal senso.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:36
Attraverso i legali del sindacato dei lavoratori dipendenti è stso presesntato e approvato il decreto ingiuntivo per recuperare tre mensilità di lavoro.L’azienda, al di fuori del decreto aggiuntivo ha pagato una delle 3 mensilità dovute.Ora lo studio legale deve rifare i conteggi e mi chiedo come può lo studio legale modificare tali somme se il decreto è già stato presentato. Si sommeranno altre spese legali? Grazie.
LUANA
12 Ottobre 2009 alle 18:07
Dipende: se il decreto è già stato depositato, emesso e notificato non ci sono problemi perché l’eventuale pagamento parziale viene calcolato sul totale ingiunto. In ogni caso, se l’azienda intende versare gli importi un accordo potrà sicuramente essere individuato.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:38
Mia moglie ha stipulato un compromesso per acquisto immobile dal costruttore che prevede il pagamento a stato avanzamento lavori (regolarmenti pagati alla scadenza) nonchè il saldo di 190.000 con l’accollo della relativa quota di mutuo, al suo valore nominale, garantito da iscrizione ipotecaria, mutuo che la società promittente, curerà , su espresso mandato dal promittente-acquirente, di richiedere ad istituto bancario di sua scelta, alle condizioni che verranno stabilite in sede di stipula dell’atto definitivo di mutuo.
Sono a carico dell’acquirente tutte le spese pro quota per l’istrutturia, quitanze delle anticipazioni a saldo, frazionamenti… , nonchè gli interesi di preammortamento sulle somme erogate alla società promittente dall’istituto in conto mutuo, interessi di ammortamento e capitale ed altro.. affinchè il mutuo sia in perfetta regola per procedere all’accollo.
Abbiamo pagato fatture per captale ed interessi ad oggi per complessivi circa 40.000 euro.
Sono a chiedere:
E’ giusto che siano gli acquirenti apagare gli interessi sul mutuo (in quota) accesso dal costruttore per sue necessità finanziarie?
Ma il rimborso del mutuo non decorre dal rogito ( non ancora effettuato).
Gli interressi pagati non sono detraibili!!!!
Se non accetto l’accollo, a cosa vado incontro.
Grazie
Salvatore
12 Ottobre 2009 alle 16:08
Se avete già sottoscritto il compromesso a queste condizioni non credo ci sia molto altro da fare. Bisognava forse pensarci prima di firmare.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:40
Salve, vorrei sapere per cortesia come si contesta una
messa in mora, fatta da una soc.recupero crediti.
la ringrazio anticipatamente.
davide
davide
11 Ottobre 2009 alle 14:25
In che senso?
Può contestare quello che vuole scrivendo direttamente al credito e non all’agenzia di recupero crediti che non ha alcun potere né tanto meno può richiedere il pagamento delle spese per il suo intervento. Il debitore, infatti, è tenuto al pagamento del capitale, interessi e spese legali (nel caso di intervento di un legale) ma di nessuna altra somma. Se il creditore decide di rivolgersi ad una agenzia di recupero crediti le spese resteranno a suo carico.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:42
siamo 4 fratelli dovevamo fare il rogito della vendita della casa dei miei genitori il giorno prima del rogito ce lanno bloccato ipoteca sul immobile uno dei miei fratelli deve doldi allo stato la casa e in parti uguali cosa dobbiamo fare noi non centriamo niente ci dica cosa fare subito abbiamo tempo fino al 10 novembre grazie
franco
11 Ottobre 2009 alle 09:06
Non potete fare nulla se non pagare il debito ed estinguere l’ipoteca. In caso contrario l’immobile verrà venduto all’asta per la quota di debito e il ricavato dalla vendita distribuito tra tutti.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:43
Egregio Avvocato,
Io ho un problema simile, l’Acea mi chiede tramite Esattoria Riscossioni di Roma a copertura del mancato pagamento di una bolletta del 2004(mai pervenuta dell’importo di 147,52€)la cifra di 366,95€.
Cosa fare?
Grazie
simonetta
28 Ottobre 2009 alle 16:19
scusate vorrei sapere come fare per recuperare il credito di circa 50000 euro da una sentenza del tribunale vinta in doppia istanza ma il mio avvocato dopo tre anni ancora non ha nemeno avviato nessuna pratica con mio ramarico ho chiesto piu volte la soluzione del 5 dello stipendio ma tentena sempre non so piu che fare cosa mi consigliate un pignoramento o cambiare avvocato grazie
paolo tol
10 Ottobre 2009 alle 09:15
Cambiare avvocato … direi … con sentenza esecutiva e conoscenza del posto di lavoro il pignoramento può essere eseguito in tempi rapidissimi.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:44
cosa poso fare per non perdere la casa che mi ano ipotecato il fisco. sono un a ditta individuale
alfredo
9 Ottobre 2009 alle 20:10
Direi nulla: come ditta individuale risponde personalmente di tutti i debiti della società e quindi anche con la casa.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:45
Buongiorno, vorrei da voi un’informazione in merito al mio licenziamento. Sono dipendente di un’agenzia viaggi con contratto a tempo indeterminato da 5 anni. Rientrata dal viaggio di nozze le mie titolari mi hanno comunicato il mio licenziamento causa chiusura della filiale dove lavoro come unica dipendente. Il mio problema fondamentale è che ho alte probabilità di aspettare un bambino. All’inizio pensavo che la mia situazione fosse tutelata ma non sembra essere così perchè a causa di “cessata attività aziendale” loro possono comunque lasciarmi a casa. C’è però da sottolineare il fatto che la società è proprietaria di altre 3 filiali (oltre quella dove lavoro) tutte sotto la medesima ragione sociale e partita iva. Queste agenzie non saranno chiuse e continueranno l’attività: inoltre dopo di me sono state assunte altre persone con livelli più bassi del mio.
Ci terrei ad avere una risposta per capire se intraprendere un’azione legale e impugnare il licenziamento o se sono solo soldi e tempo sprecato.
Grazie
Erika
9 Ottobre 2009 alle 17:43
Cessata attività aziendale e chiusura di una filiale non sono la stessa cosa. Direi che la vertenza è comunque da farsi a prescindere da tutto perché è in ogni caso il datore di lavoro a dover dimostrare la correttezza del licenziamento.
alpedone
15 Ottobre 2009 alle 12:46