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Salve, ho fatto un assegno superiore all’importo che avevo in posta

con 2 commenti

Salve, ho fatto un assegno superiore all’importo che avevo in posta, appena mi sono accorto dopo nemmeno una settimana ho versato mi hanno subito protestato con il protesto che risulta in data il giorno dopo il mio versamento per questo nonostante queste carte la banca non concede un mutuo a un mio dipendente. E’ normale? Non ci dovrebbe essere un termine di tollerabilità? E la posta non doveva avvertirmi prima di protestare?

La posta non è tenuta ad avvisarti per il protesto di un assegno senza totale o parziale copertura.

Se il mutuo richiesto dal dipendente è garantito da TFR, allora è possibile che non venga concesso. In questo caso, infatti, è come se fossi tu il garante del mutuo. Ma essendo tu un protestato viene a mancare, di fatto, qualsiasi garanzia per il dipendente che richiede il mutuo.

Ovviamente, Giuseppe, ti sto rispondendo perchè hai chiesto le ragioni di quanto sta accadendo.

Io non sto affermando che sia giusto così, anzi.

Le banche (e la posta) sono inflessibili con gli altri. Ma per sè stesse si concedono ogni tolleranza.

Le banche dati dei cattivi pagatori fanno il resto, per cui assistiamo alla aberrante situazione in cui un dipendente, che non ha alcun ruolo nella vicenda, viene penalizzato con il rifiuto del mutuo pur avendo una somma in deposito come TFR,

Ma le cose, purtroppo, vanno così. Ti consiglierei di attivarti alla scadenza di un anno dalla levata del protesto per ottenere la riabilitazione. Nella sezione “Protesti” del blog trovi tutte le informazioni che ti servono.

Commento di karalis | Mercoledì, 10 Settembre

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2 Risposte

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  1. Sono stato protestato e adesso avrei bisogno di aprire un conto corrente bancario o postale per far accreditare il mio stipendio. In posta ed in banca hanno rifiutato l’apertura del conto. Ma è vietato dalla legge aprire un conto ad un protestato? A chi posso rivolgermi per disporre di un c/c?

    marco lubrano

    9 Aprile 2009 alle 22:19

    • Non c’è un esplicito divieto legislativo per l’apertura di un conto corrente.

      Tuttavia quasi sempre, mer motivazioni comprensibili, banche e poste non accettano di aprire un rapporto con soggetti protestati o iscritti in un Sistema di informazione Creditizie.

      Cio’ e’ dovuto ad un aspetto formale e ad uno sostanziale. A livello formale alle banche e’ demandato l’obbligo di tutelare il risparmio. A livello sostanziale, l’accettazione di un soggetto che ha gia’ avuto problematiche con il sistema bancario o comunque non ha onorato altri titoli di credito, e’ considerato un cliente molto rischioso per cui si sceglie di non accettarlo.

      weblog admin

      9 Aprile 2009 alle 23:23


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