recuperare … credito

non serve regalare pesce, bisogna insegnare a pescare …

Il consolidamento debiti per cattivi pagatori in ultima istanza e in assenza di garanti

con 18 commenti

Cosa è il consolidamento debiti

Il consolidamento debiti, a cui ci si riferisce anche con i termini ristrutturazione debiti o rifinanziamento debiti, consiste essenzialmente in una operazione finalizzata a:

  1. sostituire  i diversi soggetti con cui si risulta indebitati (finanziarie e/o banche e/o società di recupero crediti e/o agenzie erariali di riscossione) con un unico creditore;
  2. accorpare tutti i debiti in quello che indicheremo, appunto, come debito consolidato, ristrutturato o rifinanziato;
  3. conseguire  un allungamento della durata del piano di ammortamento del debito consolidato rispetto al tempo massimo di rientro previsto dai finanziamenti in essere o dalle obbligazioni intervenute prima della ristrutturazione debiti;
  4. corrispondere, per il debito consolidato, un importo mensile minore della somma delle rate relative all’esposizione debitoria complessiva non ancora rifinanziata;
  5. corrispondere, per il debito consolidato, rate mensili al posto degli importi in un’unica soluzione eventualmente previsti delle obbligazioni assunte o determinatesi prima della ristrutturazione;
  6. ottenere un miglioramento delle condizioni di rifinanziamento  rispetto a quelle che caratterizzano il debito in esercizio prima della ristrutturazione;
  7. ricavare ulteriore liquidità al netto del debito consolidato residuale.

Gli strumenti disponibili per procedere al  consolidamento debiti sono:

  • il prestito personale;
  • la cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
  • il prestito cambializzato;
  • il prestito vitalizio ipotecario;
  • la delegazione di pagamento;
  • l’accensione di un mutuo finalizzata al consolidamento debiti;
  • la sostituzione del mutuo finalizzata al consolidamento debiti.

In questa sede vogliamo però occuparci dei cattivi pagatori (si faccia riferimento a questo articolo per la definizione di cattivo pagatore).

Ad un cattivo pagatore è per definizione precluso l’accesso al prestito personale. Pertanto dobbiamo necessariamente ipotizzare che sul prestito personale non sia possibile fare affidamento. Il merito creditizio, e quindi il presupposto della non iscrizione a banche dati di cattivi pagatori  è poi condizione necessaria per poter fruire anche di altre opzioni di credito quali l’accensione di un mutuo  o la sostituzione del mutuo (con erogazione di liquidità aggiuntiva) finalizzate al consolidamento debiti.

Pertanto,  se sono un cattivo pagatore, anche queste strade mi sono precluse.

Come lavoratore dipendente o pensionato, anche se cattivo pagatore, potrei chiedere allora  la cessione del quinto rispettivamente dello stipendio o della pensione. Ma nel titolo del presente articolo c’era il riferimento ad un’ultima istanza. Ed era questo il senso: vogliamo pensare ad uno scenario in cui si sia già raschiato il fondo del barile.

In pratica abbiamo già ceduto il quinto dello stipendio o della pensione. Queste sono allora risorse a cui non possiamo più attingere.

La delegazione di pagamento

Ci resta allora, sempre nell’ipotesi di essere un lavoratore dipendente e cattivo pagatore,  la delegazione di pagamento, che, come sappiamo,  è una forma di prestito complementare alla cessione del quinto dello stipendio studiata apposta per integrare una preesistente cessione del quinto ancora in corso di ammortamento (diciamo, senza inutili giri di parole,  che si tratta di una formula elusiva delle leggi che mirano ad evitare situazioni di sovraindebitamento).

Niente da fare. Se c’era la possibilità di ricorrere alla delegazione di pagamento ci siamo “sparati”, e da un pezzo, pure quella.

Ma fermiamoci un attimo per fare  il punto della situazione. Dunque, sono un lavoratore dipendente, o pensionato, e cattivo pagatore in ultima istanza. In questa ipotesi:

  • non posso ottenere prestiti personali;
  • non posso accendere un mutuo dando in garanzia la casa di proprietà che non è ipotecata;
  • non posso sostituire il mutuo esistente sulla casa di proprietà  gravata da  ipoteca iscritta per un valore molto inferiore al valore effettivo dell’immobile. Ottenendo liquidità aggiuntiva;
  • ho già fruito sia della cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
  • ho già fatto ricorso alla delegazione di pagamento.

In più, oltre ad essere un cattivo pagatore in ultima istanza, aggiungiamo pure che non sono in grado di presentare, al nuovo  creditore unico, qualcuno che possa prestare garanzie adeguate a mio favore.

Bene, anzi male.  Qui le strade del lavoratore dipendente e del pensionato si dividono necessariamente. La discriminante fra le due categorie è la presunta esistenza di un capitale maturato per il Trattamento di Fine Rapporto.   E per definizione il pensionato non è più in grado di proporre questa forma di garanzia. Ma, come vedremo, ci sarà la possibilità di ultima istanza anche per il pensionato cattivo pagatore fatta salva, ovviamente, una qualche forma di congrua garanzia.

Per generalizzare la questione, possiamo adesso equiparare il lavoratore dipendente, cattivo pagatore, con l’unica garanzia rappresentata dal TFR, al lavoratore autonomo, artigiano, libero professionista o commerciante, sempre cattivo pagatore e orfano di garanti, titolare di una assicurazione vita, non pura, ma ad accumulo e restituzione di capitale minimo garantito.

Abbiamo allora completato  il profilo generalizzato di lavoratore (dipendente o autonomo e quindi libero professionista, commerciante o artigiano) cattivo pagatore (niente prestiti personali) in ultima istanza (cui è precluso l’accesso  a cessioni di quinto o a delegazioni di pagamento se dipendente, o impossibilitato ad effettuare accensione o sostituzione di mutuo ipotecario in ogni caso) e, per finire, senza garanti.

Cosa resta?

Per un lavoratore in attività, che risulti essere cattivo pagatore, senza garanti, con l’unica garanzia di TFR (se dipendente) o di assicurazione vita ad accumulo e restituzione  (se autonomo) l’ultima istanza è rappresentata dal prestito cambializzato.

PRESTITO CAMBIALIZZATO PER LAVORATORI IN ATTIVITA’

Il prestito cambializzato,  è in sintesi,  una forma di finanziamento a tasso fisso e rata costante, rimborsabile tramite cambiali a scadenza mensile.

Ma, attenzione al rischio insito nel ricorso al prestito cambializzato. Nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate  (cioè le cambiali) il creditore  non deve necessariamente chiedere  al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con  un semplice precetto.

Per illustrare la differenza fra le due diverse procedure giudiziali (decreto ingiuntivo+precetto e precetto) esaminiamo l’immagine seguente:

giudiziale-1

Tenendo conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari  tempi mediamente lunghi e comunque  non certi (oltre a spese legali non trascurabili) si capisce (o almeno si dovrebbe) qual è il rischio  rappresentato dal ricorso al prestito cambializzato, operazione indicata spesso con il termine equivalente di cambializzazione del debito.

Non rimborsare  in modo puntuale le rate del prestito cambializzato (cioè le cambiali) espone il debitore a procedure rapidissime di pignoramento del TFR o dell’assicurazione vita ad accumulo, e nel caso si disponga di beni immobili, anche di quelli. E’ proprio il caso di dire che il prestito cambializzato è uno strumento finanziario a cui far ricorso solo in ultima istanza.

PRESTITO VITALIZIO IPOTECARIO PER PENSIONATI

E per un pensionato  qual è l’ultima istanza?

Il profilo di riferimento è ancora quello di un cattivo pagatore che abbia già ceduto il quinto della pensione.

Egli non potrà pertanto accedere a:

  • prestito personale;
  • un mutuo dando in garanzia la casa di proprietà che non è ipotecata;
  • alla sostituzione del mutuo esistente sulla casa di proprietà  gravata da  ipoteca iscritta per un valore molto inferiore al valore effettivo dell’immobile. Ottenendo liquidità aggiuntiva;

Questo pensionato, cattivo pagatore, non potrà fruire di un prestito cambializzato perchè:

  • non ha, ovviamente, un TFR da offrire in garanzia;
  • non ha in essere una assicurazione vita ad accumulo di capitale;
  • non dispone di un garante.

Dobbiamo allora  ipotizzare che il pensionato abbia compiuto i 65 anni di età (non sia dunque un baby pensionato) e che risulti  proprietario di un immobile, al limite quello in cui vive, libero da ipoteche o con un piano di ammortamento giunto in uno stato avanzato.

Per disegnare uno scenario congruente di riferimento, ipotizzeremo altresì che il pensionato in questione (cattivo pagatore, in ultima istanza e privo di garanti) non voglia ricorrere alla vendita della nuda proprietà  riservandosene l’usufrutto. Questo per le motivazioni più varie, ad esempio la volontà  di lasciare  una chance di recupero della proprietà agli eredi.

I vincoli imposti al problema sono molti ma  c’è una soluzione. Si chiama prestito vitalizio ipotecario.

Cosa è? Il prestito vitalizio ipotecario  è un finanziamento  a lungo termine assistito da ipoteca di primo grado su un immobile residenziale. E’ riservato a persone fisiche proprietarie dell’abitazione in cui risiedono e che abbiano compiuto 65 anni di età. Il finanziamento è ideato in modo che non  si debba effettuare alcun pagamento finché si è in vita.

Infatti non è previsto alcun piano di rimborso rateale: gli interessi e le spese che maturano sul finanziamento vengono capitalizzati annualmente e dovranno essere corrisposti in unica soluzione, di solito entro 10 mesi dalla morte del mutuatario o del mutuatario più longevo, in caso di finanziamento cointestato. Dunque tocca agli eredi (se ve ne sono) la valutazione dell’opportunità di pagare il debito  o lasciare, invece, che l’immobile venga venduto all’asta, incamerando la liquidità eventualmente eccedente.

Per quel che mi riguarda questo tipo di finanziamento vale quanto lo svolazzare di avvoltoi (o la veglia di un branco di iene, se preferite) intorno alla preda agonizzante. Ma che dire, il titolo dell’articolo parla chiaro. Solo in tale contesto mi è sembrato doveroso informare di questa (penosa) opzione.

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18 Risposte

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  1. anche io vorrei saldare le mie carte di credito rinegoziando il mutuo, ma sono segnalato in crif, come posso fare? Grazie

    vito

    13 Novembre 2009 alle 13:21

  2. Sono in una situazione molto critica e difficile.
    Gli eventi am negativi:motivi di salute ed altri mi hanno portato ad avere debiti con tre finanziarie ed una banca le cui rate mensili ammontano a circa 1500 euro.La mia pensione al netto del quinto ceduto è di euro 1300,00 circa.
    Non so cosa fare,non possiedo assolutamente niente.
    Fino ad oggi ho adempiuto ai pagamenti e mi sono aiutato con lavori di consulenza all’estero da 4 mesi,a causa della crisi economica non riesco più a lavorare e non ho come pagare le rate.
    Le chiedo: cosa può accadermi se non pago non perchè non voglio ma perchè non posso!
    Le sarei grato di Sua cortese risposta.Grazie Armando

    ARMANDO

    8 Aprile 2009 alle 11:54

  3. Angelo, ti consiglio di riproporre il quesito in questa sezione.

    weblog admin

    7 Aprile 2009 alle 11:12

  4. Mi trovo in una situazione debitoria pesante e difficile. Il mio debito ammonta a circa 110.000 euro ed è stato contratto con una banca e tre finanziarie.
    Ho in corso cessione del quinto che scade nel 2020.
    Se non pago più come mi succede considerato che non ho niente se non una macchina ormai vecchia e usurata.
    Grazie della risposta

    ARMANDO

    1 Marzo 2009 alle 14:55

    • E’ possibile avere risposta a quanto precedentemente scritto! Grazie

      ARMANDO

      7 Aprile 2009 alle 11:51

      • Caro Armando, mi scuso per l’inconveniente.

        Non l’ho avvertita che il quesito va posto al consulente debiti, dott. Antonio Iuri Donati, in questa sezione.

        Scusandomi nuovamente per l’increscioso disguido, la invito riproporre il quesito nella sezione indicata.

        weblog admin

        7 Aprile 2009 alle 12:58

  5. [...] continua Tags: consolidamento debiti, creditore di ultima istanza, garante, garanti [...]

  6. salve anche io come chi mi ha preceduto sono un cattivissimo pagatore, e che non c’è la faccio più e non riesco ad accedere ad alcun tipo di credito, nonostante non abbia più ne mutuo ne ipoteca sull’immoble di mia proprieta, sono un dipendente con un anzianita di servizio di 8 anni e un tfr minimo di 3mila euro circa(la differenza uttilizzata per pagare i debiti, avrei voluto fare la cessione del quinto ma mi hanno detto dalla societa di credito che l’azienda per cui lavoro non è affidabile nonostante il mio titolare sia amministratore( è proprietario)di altre società e per risparmiare sulle tasse ha ridistribuito i beni fra loro cosi una è proprietaria degli immobili una ha in gestione i marchi e cosi via….,cosi facendo mi hanno offerto circa 5mila euro a fronte di 35mila euro richiesti per risanare la mia situazione. vorrei sapere come devo fare per poter pagare i miei debiti anche perchè la signorina del precontenzioso mi ha detto che devono fare la segnalazione alla banca d’italia e cosi mi toglieranno la carta di credito(vera fonte di salvataggio in questo periodo)e il libretto degli assegni con la conseguenza di chiudermi il conto corrente, si può fare? e veramente fattibile ciò che mi hanno minacciato? fatemi sapere per favore

    alessandro

    1 Febbraio 2009 alle 20:32

    • Meglio se la domanda la poni nella sezione “hai domande sui debiti?”, a cui si accede dalla homa page.

      Qui è difficile che il consulente ti risponda …

      c0cc0bill

      1 Febbraio 2009 alle 22:03

  7. stosoffocandolentmente.,….

    roberto

    4 Dicembre 2008 alle 18:13

  8. Salve,mi sono arrivate delle caretelle di pagamento già da tempo inviatemi,visto che riguardano una mia ditta s.n.c. con un’altro socio e tra l’altro inattiva già da 15 anni chiedo. posso chiedere alla società Equitalia che le ha inviate di poter pagare ratealmente il debito? e ancora visto che siamo in due soci e una s.n.c. posso chiedere di pagare la mia quota ossia il 50% io e il 50% farlo pagare all’altro socio? Grazie carlo.

    Carlo

    4 Dicembre 2008 alle 14:57

  9. da una condanna in solidale sono costretto a vivere alla giornata grazie ad un avvocato disonesto che mi ha fatto condannare in contumacia esiste un organizazione che aiuta per difenderti da queste situazione?

    adamo

    30 Novembre 2008 alle 12:11

  10. Buon giorno,Ho letto tutte le sue risposte e mi sono un pò rincuorato.
    Le spiego perchè:
    Lavoro in un ministero, mia moglie è in mobilità inps per tre anni, dopodichè,per 18 mesi non percipirà nessun reddito e dovrà versare i contributi volontari per giungere alla pensione.
    Io ho un reddito di 700 euro al mese, perchè lo stipendio è decurtato da tre deleghe (50 per cento) e la cessione primaria scadrà tra 10 anni.
    Ho 56 anni con 35 di contributi versati e 28 anni di servizio statale e teoricamente tra 5 anni potrei andare in pensione.
    Vivo in un appartamento in affitto intestato a me e posseggo 3 auto (la mia e quella dei miei 2 figli di cui uno sposato che valgono circa 4000 euro ognuna).
    Ho purtroppo contratto (e mi creda non me ne sono nemmeno accorto) debiti per 110.000 euro con 6 finanziamenti e 10 carte di credito e pago circa 3400 euro al mese, sempre sin ora assolti, anche perchè aiutato da mio figlio e dal prelevamento mensile dalle carte di credito oltre che da extra accessorie che percepisco tre volte l’anno ove lavoro. per circa 12000 euro per due extra e 2000 per il terzo, oltre a qulche ora di straordinario mensile.
    Chiaramente sono sempre sotto con il fido della banca ove mi versano lo stipendio ma poi recupero con gli accessori, e qualche altro piccolo finanziamento (ecco perchè sono giunto a questo baratro)
    Insomma ogni giorno devo studiare come andare avanti e mi creda non ce la faccio più!
    3500 euro al mese sono comunque troppi e ho paura che da un momento all’altro non potrò più sostenere il tutto.
    Anche perchè ho tentato di avere un grosso prestito (che potrei pagare)quale consolidamento debito di circa 50.000 euro per azzerare le carte di credito e che mi farebbe risparmiare circa 1400 euro al mese, ma purtroppo per i miei parametri stipendiali e di mia moglie mi è stato rifiutato(e poi capisco perchè una persona per bene diventi insolvente).
    Le chiedo gentilmente:
    Se inizio a non pagare, cosa può accadermi?
    Certo è, che non potrebbero rivalersi sul 5° dello stipendio perchè abbondantemente impegnato;
    ciò che percepisco come indennità accessorie verrebbero intaccate?
    La mia casa potrtebbe essere soggetta a pignoramento mobiliare?(non ho cose di valore, ma l’appartamento è dignitoso).
    …e le auto non mie ma intestate a me?
    Mi creda ormai vivo uno stato di ansia enorme che non so a cosa potrebbe portarmi….
    Grazie per l’eventuale risposta!
    Cmq ripeto oltre a ciò descritto io e mia moglie siamo totalmente nullatenenti.
    Grazie

    sandro

    27 Novembre 2008 alle 14:32

  11. Buonasera,io ho avuto un problema con l’amministratore del condominio,che non pago da ca. 1 anno e mezzo,guadagnando 1000 € al mese di stipendio e pagando bollette e spese varie resta ben poco per sopravvivere,essendo famiglia monoreddito:io e mia moglie ma lei non lavora.Lo stesso insieme al suo avvocato molto di fiducia direi,hanno fatto prima un decreto ingiuntivo a mia moglie essendo lei l’intestataria dell’immobile e successivamente bloccato il conto corrente di mio suocero essendo cointestatario dell’immobile.Morale della favola da un debito di 1.394,00 € accumulatosi in un anno e mezzo,sono arrivati a pretendere da mio suocere per svincolargli il conto corrente una somma di 5.948,00 €,somma che mio suocero ha pagato e che ora giustamente vuole risarcita dal sottoscritto.Secondo voi è regolare un quadruplicamento del debito in così breve tempo accollandomi spese sopra spese che mi hanno descritto?é possibile che questi aguzzini siano autorizzati dalla legge a costringere pagamenti così esosi e mettendo delle povere famiglie al lastrico?esiste qualche associazione a difesa dei condomini in difficoltà?

    Sposto la richiesta al consulente legale. Nell’apposita area cui si accede in home page. Leggerai lì la risposta.

    c0cc0bill

    31 Ottobre 2008 alle 22:18

  12. Buonasera,io ho avuto un problema con l’amministratore del condominio,che non pago da ca. 1 anno e mezzo,guadagnando 1000 € al mese di stipendio e pagando bollette e spese varie resta ben poco per sopravvivere,essendo famiglia monoreddito:io e mia moglie ma lei non lavora.Lo stesso insieme al suo avvocato molto di fiducia direi,hanno fatto prima un decreto ingiuntivo a mia moglie essendo lei l’intestataria dell’immobile e successivamente bloccato il conto corrente di mio suocero essendo cointestatario dell’immobile.Morale della favola da un debito di 1.394,00 € accumulatosi in un anno e mezzo,sono arrivati a pretendere da mio suocere per svincolargli il conto corrente una somma di 5.948,00 €,somma che mio suocero ha pagato e che ora giustamente vuole risarcita dal sottoscritto.Secondo voi è regolare un quadruplicamento del debito in così breve tempo accollandomi spese sopra spese che mi hanno descritto?é possibile che questi aguzzini siano autorizzati dalla legge a costringere pagamenti così esosi e mettendo delle povere famiglie al lastrico?esiste qualche associazione a difesa dei condomini in difficoltà?

    GIANLUCA

    31 Ottobre 2008 alle 21:35

  13. buongiorno, io riento nella categoria sopra elencata operaia malpagatore orfana di garanti con molti debiti da pagare. sarei interessata al prestito cambializzato. mi può dire a chi dovrei rivolgermi? in attesa di una sua risposta la ringrazio.

    Commento di carolina | Martedì, 30 Settembre 2008

    Cara Carolina,

    non facciamo, di solito, pubblicità a finanziarie.
    La cosa potrebbe destare sospetti ed è l’ultima cosa che vogliamo.

    Googlando in internet troverai, forse fin troppe, società che si occupano di cambializzazione del debito.

    Non essere precipitosa nella scelta e leggi tutte le clausole del contratto prima di aderire. Ti consiglio, per questo, di non perfezionare il contratto su Internet. Cerca su Internet filiali nella tua città, recati di persona nella sede, fatti dare prima il contratto, esaminalo e poi, eventualmente, sottoscrivi.

    Se non ti danno copia del contratto per poterlo esaminare, ma richiedono una firma contestuale, scappa via…

    karalis

    30 Settembre 2008 alle 12:38

  14. buongiorno, io riento nella categoria sopra elencata operaia malpagatore orfana di garanti con molti debiti da pagare. sarei interessata al prestito cambializzato. mi può dire a chi dovrei rivolgermi? in attesa di una sua risposta la ringrazio.

    carolina

    30 Settembre 2008 alle 10:09


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