Archive for Ottobre 8th, 2008
Rateazione cartella esattoriale – nuovi modelli di istanza per società di persone, in contabilità semplificata ed ordinaria, e ditte individuali in contabilità ordinaria
Con la direttiva del 6 ottobre 2008 inviata da Equitalia alle 25 societa’ partecipate si semplificano i calcoli per individuare la situazione di difficolta’ temporanea, che da’ luogo alla possibilita’ di versare a rate le imposte per le domande di valore oltre 5 mila euro.
In particolare le novita’ riguardano le istanze presentate da ditte individuali in contabilita’ ordinaria, societa’ di persone, associazioni, fondazioni non bancarie, comitati ed enti ecclesiastici. Per queste societa’, che non sono obbligate a redigere un bilancio dettagliato, bastera’ determinare gli indici, che servono a individuare la temporanea situazione di difficolta’, in forma aggregata, senza il dettaglio delle singole voci che concorrono alla loro formazione.
Per le domande sotto i 5mila euro, la dilazione continuera’ a essere concessa con una semplice richiesta motivata.
Esaminiamo la nuova direttiva, il nuovo prospetto per il calcolo dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa, nonchè il nuovo modello per l’istanza di rateazione per le e società di persone, in contabilità ordinaria e semplificata, e per le ditte individuali in contabilità ordinaria.
Anche per le società di persone, in contabilità ordinaria e semplificata, e per le ditte individuali in contabilità ordinaria la determinazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa dovrà, per il futuro, avvenire in forma aggregata.
In effetti, neanche i soggetti in argomento sono sottoposti all’obbligo di redazione del bilancio nelle specifiche forme di cui agli artt. 2424 e ss. c.c., cosicché anch’essi potrebbero incontrare difficoltà a ricavare, dalle loro scritture contabili, i dati necessari a fornire una rappresentazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa equivalente a quella individuata nella citata direttiva DSR/NC/2008/017 e riformulata nella presente.
Pertanto, per tali soggetti:
- la determinazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa dovrà avvenire in forma aggregata;
- al denominatore dell’Indice Alfa dovrà essere indicato il totale valore dei ricavi e dei proventi;
- limitatamente alle richieste di rateazione di importi superiori a15.000,00 euro, la predetta determinazione dovrà essere effettuata sulla base di apposita comunicazione, sottoscritta da uno dei seguenti professionisti:
- revisori dei conti;
- consulenti del lavoro;
- studi professionali associati o società tra professionisti, a condizione che i soci siano awocati, dottori commercialisti, ragionieri e ragionieri commercialisti e siano iscritti all’albo dei revisori dei conti.
Nel caso in cui il totale valore ricavi e proventi da inserire al denominatore dell’Indice Alfa si riferisca ad un periodo infrannuale, varranno le prescrizioni formulate nella precedente direttiva n. DSR/NC/2008/025.
Da ultimo, facciamo presente che le società di persone, in regime di contabilità semplificata ed ordinaria, e le ditte individuali in contabilità ordinaria, se non hanno ancora prodotto la documentazione prevista dalla direttiva DSR/NC/2008/17, potranno avvalersi, su loro richiesta, delle semplificazioni documentali previste nel presente paragrafo anche per le istanze già presentate, che, salvo che in tale eventualità, continueranno ad essere trattate sulla base delle preesistenti istruzioni.
Tuttavia, nel caso in cui l’applicazione delle indicazioni preesistenti ai procedimenti già avviati comporti – in virtù dei valori che l’Indice di Liquidità e l’Indice Alfa assumono sulla base della documentazione già acquisita – il rigetto dell’istanza, all’interessato dovrà essere preventivamente inviata una comunicazione, nella quale lo stesso dovrà essere informato della possibilità di rideterminare, entro dieci giorni, l’Indice di Liquidità e l’Indice Alfa in conformità al prospetto di cui all’allegato n. 3.
Riepiloghiamo di seguito la documentazione che dovrà essere presentata da tali soggetti in allegato all’istanza di rateazione:
- il prospetto di cui all’allegato n. 3, contenente l’individuazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa in forma aggregata;
- una copia dell’atto costitutivo e dello statuto;
- con esclusivo riferimento agli importi superiori a 15.000,00 euro, una comunicazione relativa al valore dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa sottoscritta da uno dei seguenti professionisti:
a) revisori dei conti;
b) consulenti del lavoro;
c) studi professionali associati o società tra professionisti, a condizione che i soci siano avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e ragionieri commercialisti e siano iscritti all’albo dei
revisori dei conti.
Naturalmente, l’agente della riscossione che riceve l’istanza, per gli importi superiori a 15.000,00 euro, dovrà controllare la rispondenza dell’importo di tali indici – esposti nel prospetto allegato all’istanza – alla comunicazione del professionista relativa a detti valori.
I modelli per la presentazione delle istanze sono i seguenti:
- per rateazione importi da 5001 euro a 15000 euro;
- per rateazione importi superiori a 15000 euro.
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Vendere tutto, finchè si è in tempo …
Non è ancora il momento del panico. Nonostante le notizie battenti sul crollo dei mercati finanziari, l’87 per cento dei risparmiatori che hanno investimenti, intervistati da Ipr Marketing, ritiene che non sia il momento giusto per vendere i propri titoli, e che sia meglio “rimanere in attesa”.
Così recitava un articolo di ieri su Repubblica. Ma sarà vero?
Forse sì, perchè i consigli dei trader, dei broker, degli agenti di borsa, dei gestori dei fondi, degli amministratori delle grandi banche e delle società di investimento sono sempre stati gli stessi, in frangenti simili.
Consigli interessati che ascoltiamo puntualmente ad ogni crisi finanziaria, ad ogni scoppio di bolla speculativa. “L’investimento azionario è un investimento a lungo termine, non lasciatevi prendere dal panico. La borsa risalirà …”.
Intanto loro, gli artefici di questo disastro, che con una speculazione finanziaria senza ritegno e mossi da una avidità priva di ogni umano limite, si sono arricchiti da fare schifo, continuano a speculare e vendono per sè stessi, per i grandi clienti, per le gestioni fiduciarie.
Perchè lo capisce anche un bambino che se mai la borsa dovesse domani risalire, nel frattempo è meglio monetizzare oggi quanto più capitale possibile per poi, magari, reinvestirlo.
E ciò è possibile ad una sola condizione: che il parco buoi, nel frattempo, non venda!
La parola d’ordine di questi pirati della finanza è una sola: “Lasciare nelle mani degli altri il cerino acceso”.
Quelli che oggi vi consigliano di non vendere, di mantenere i nervi saldi, di aspettare perchè il il panico è ingiustificato, il pessimismo eccessivo e bla, bla, bla, sono gli stessi personaggi che ieri vi dicevano:
Dominique Strauss Kahn direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI) “Il peggio è probabilmente alle spalle” Repubblica 13 giugno 2008.
Alessandro Profumo amministratore delegato di Unicredit “il peggio è alle spalle La banca è solida, non ci sarà alcun aumento di capitale” Corriere della sera 9 maggio 2008
Paul Krugman economista e professore di Economia e di Relazioni Internazionali all’Università di Princeton “mutui subprime, il peggio alle spalle” Corriere della Sera 11 maggio 2008
Henry Paulson ministro USA del tesoro “«il peggio potrebbe essere passato. Siamo più vicini alla fine che al principio della crisi finanziaria. È indubbio che oggi la situazione sia migliore, molto migliore che a marzo.” Corriere della Sera 8 maggio 2008
Giuliano Cesareo Direttore Generale di Bipiemme Private Banking Sim “il peggio sembra passato. Cauti acquisti, le prede non mancano” Corriere della Sera 5 maggio 2008
Maria Fiorini Ramirez proclamata migliore Financial Advisor del mondo e consulente della Banca del Giappone “Ora impieghi sicuri. Dall’ estate si può tornare sulle azioni, magari quelle delle banche ripulite” Corriere della Sera 25 febbraio 2008
Bob Doll alla guida degli investimenti azionari di BlackRock, il gigante statunitense del risparmio gestito “Aumentare il peso delle grandi azioni americane, non sottovalutare i mercati ad alta crescita e cavalcare le materie prime come investimenti di lungo termine” Corriere della Sera 7 luglio 2008
José Manuel Barroso presidente della Commissione Europea “La crisi in Europa sarà attenuata” Corriere della Sera 19 aprile 2008
Pietro Cirenei, direttore generale di Bipiemme Gestioni “E’ ora di tornare a Wall Street” Corriere della Sera 9 giugno 2008
Il partito del rimbalzo “Piazza Affari salirà del 6% da qui a fine anno e farà meglio dei listini europei. Ma è Wall Street la più sicura” Corriere della Sera 14 aprile 2008
Robert Stovall della società di gestione Wood Asset Management “Wall Street quest’ anno non chiuderà in rosso, proprio perché hanno vinto i Giants, una delle squadre «originali» della National Football League. La Borsa invece va male quando vince una delle squadre entrate nella Lega dopo la sua fusione con l’ American Football League, come i Patriots” Corriere della sera 11 febbraio 2008
Pietro Giuliani, “timoniere” di Azimut “M i riempirei di azioni al 100%». So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10%». E la dico anche più grossa: andrei anche a leva, utilizzando i derivati per superare il limite del 100%. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni” Corriere della Sera 7 luglio 2008
Donald Luskin, fondatore e chief investment officer di Trend Macrolytics, una società di consulenza economica per investitori istituzionali “Macché recessione. I risparmiatori non devono farsi incantare dalla propaganda dei candidati alla Casa Bianca e devono invece cogliere le opportunità della Borsa americana che, ad eccezione del settore finanziario, è oggi molto attraente per il livello scontato delle quotazioni e le buone prospettive di crescita dei profitti” Corriere della Sera 28 aprile 2008
Nigel Bolton, responsabile del team azionario Europa di BlackRock, uno dei dei colossi americani del risparmio gestito “Sono convinto che i minimi assoluti dei listini siano stati toccati nel marzo scorso ed è molto difficile che le Borse possano scendere al di sotto delle soglie di resistenza raggiunte tre mesi fa” Corriere della Sera 30 giugno 2008
Wesbury Brian, capo economista di First trust portfolio – società di gestione di Chicago, consulente accademico della Federal Reserve Bank di Chicago e collaboratore della tv finanziaria Cnbc, “Entro la fine del 2008 l’ indice Dow Jones arriverà a 15.000 punti, perché adesso è sottovalutato del 25%, secondo il mio modello basato sui profitti aziendali e sui tassi di interesse. Anche sugli utili delle società Usa prevalgono le buone notizie: finora circa la metà dei componenti l’ indice S&P500 ha annunciato i risultati del quarto trimestre 2007 e fra le società non finanziarie ben il 73% ha battuto le aspettative. Quando la paura se ne andrà via, Wall Street si riprenderà” Corriere della Sera 4 febbraio 2008
Jeremy Siegel professore di Finanza alla Wharton business school “Le valutazioni attuali di Borsa sono molto più ragionevoli, anche rispetto al 1997. Dieci anni fa il rapporto fra prezzi delle azioni e utili aziendali, relativi ai 12 mesi precedenti, era attorno a 25-26, oggi è 17,6. Inoltre le alternative alle azioni non sono attraenti, anzi sono terribili: i titoli di Stato Usa sono carissimi e rendono pochissimo (meno del 4% lordo i decennali), le obbligazioni aziendali offrono un poco di più, ma non molto, e i prezzi delle case continuano a scendere. Credo che la parte peggiore sia passata” Corriere della Sera 26 maggio 2008
Alain Bokobza, capo della ricerca azionaria e strategist del colosso bancario francese Société Générale “Se volevate farvi prendere dal panico dovevate farlo prima, ormai è troppo tardi. Il piano di intervento per 700 miliardi di dollari allo studio del Tesoro americano per liberare le banche dai titoli in sofferenza, insieme al salvataggio di Fannie Mae e di Freddie Mac ha dato un segnale forte. La volatilità rimane molto elevata, ma i mercati mostrano segni di recupero. in atto una efficace strategia congiunta della politica monetaria e di quella fiscale. I rialzi della settima scorsa non sono frutto di euforia ingiustificata” Corriere della Sera 29 settembre 2008
Federico Mobili, gestore azionario di Bnp Paribas Am “Per il momento penso che sia più realistico ipotizzare un rialzo dell’ indice di circa il 7% entro la fine del 2008, ma anche noi siamo convinti che sia giunto il momento di impegnarsi di più sul mercato statunitense rispetto alle borse europee” Corriere della Sera 15 settembre 2008
Rick Wagoner amministratore delegato della casa automobilistica di Detroit General Motors “Per General Motors il peggio dovrebbe essere ormai passato” Corriere della Sera 13 agosto 2008
Il parere degli esperti: Piazza Affari salirà del 6% da qui a fine anno e farà meglio dei listini europei. Ma è Wall Street la più sicura!
No, non si tratta di un articolo di oggi. E’ del 14 aprile 2008. Allora il MIBTEL quotava intorno ai 27 mila punti. Vedremo a Natale a quanto arriverà. Il “partito del rimbalzo” come titolava l’articolo, potrà sempre farcela …
Borse, vince il partito del rimbalzo
Le azioni risaliranno entro fine anno: la pensa così – o almeno dichiara di pensarla così – tre quarti del mercato. Piazza Affari recupererà il 6% entro Natale e, addirittura, ha qualche chance di fare meglio delle Borse europee. Il campanilismo, però, alla fine cede il passo a un sentire decisamente globale: Wall Street, anche con il dollaro alle corde, è un posto più interessante del Vecchio Continente per chi deve investire. Consigli per chi gioca in casa? Al riparo dall’ anemia del dollaro è meglio puntare su petroliferi e farmaceutici. Senza disdegnare le banche di casa, che vengono viste da molti a un passo dalla rivincita.
Ma il titolo simbolo per fronteggiare la crisi è un big alimentare: Nestlé. Seguito da Atlantia, Roche ed Enel (vedi altri pezzi). Eccoli qui – in posa per una foto di gruppo con i colori di un prudente ottimismo senza nessun eccesso – i 38 esperti che hanno accettato di rispondere al sondaggio di CorrierEconomia. Un test per capire l’ orientamento di chi tutti i giorni segue da vicino i mercati, compilato tra l’ 8 e il 9 aprile, in una settimana di su e giù senza particolare costrutto per i listini azionari. Ventinove hanno risposto «saliranno» alla prima domande, quella che chiedeva quale direzione prenderanno le Borse nei prossimi sei mesi. I veri pessimisti? Solo quattro. Altri quattro, salomonici, dicono che il peggio è passato, ma che da qui a sei mesi le azioni non andranno da nessuna parte: quotazioni invariate rispetto agli attuali livelli. «Rimangono forti incognite legate al rallentamento economico globale e un problema di fiducia sulla finanza – spiega Corrado Caironi, ceo italiano di BlackRock Merrill Lynch im -.
Ma le valutazioni sono così ridimensionate che entro fine anno è ragionevoli aspettarsi un rimbalzo» Divisa in due l’ anima sul destino relativo di Piazza Affari: poco più della metà (18 su 34 votanti) accredita una miglior riuscita del nostro listino rispetto al resto d’ Europa. Altri 9 la vedono comportarsi in modo analogo alle altre Piazze «sorelle» e solo sette dicono che farà peggio. I motivi del pensiero positivo? L’ eccessiva penalizzazione patita finora da molti titoli chiave, che ora potrebbero recuperare terreno. Un discorso riferito soprattutto alle nostre banche e assicurazioni, meno esposte di altri gruppi europei verso gli strumenti derivati che hanno scatenato la crisi finanziaria. «Nel corso del 2008 – ricordano i gestori del team di Eurizon capital sgr – le preoccupazioni dei mercati si sposteranno progressivamente dai rischi dei bilanci bancari al peggioramento del quadro macro economico. Per questo motivo il maggior peso delle banche nell’ S&P Mib e la minore presenza di società legate al ciclo, che sono quasi tutte piccole capitalizzazioni, potrebbe favorire il mercato azionario italiano rispetto agli altri europei». Non manca però, anche sullo sfondo delle risposte più ottimiste, la preoccupazione per la debolezza economica e politica del sistema Italia. «Il rimbalzo delle banche e il profilo difensivo delle utilities dovrebbero sostenere Piazza Affari – spiega Fabrizio De Notaris, analista di Banque Syz -.
Ma la problematica situazione economica del paese e alcuni particolari nodi contingenti, come quelli di Alitalia e Telecom, faranno da contrappeso negativo». Numeri alla mano il recupero della nostra Borsa potrebbe essere del 6% circa. I più ottimisti (una decina) si spingono addirittura a prevedere rialzi del 10-15%, che comunque non basterebbero a riportare l’ indice al livello di inizio anno. La maggioranza, che fa la media, non osa sperare altro che miglioramenti compresi tra il 4 e il 7%, mentre i super pessimisti (tre) vedono a fine anno un ulteriore perdita del 5% rispetto ad oggi. Meglio l’ Europa o Wall Street? In ventidue (il 60% circa del panel) hanno votato per i listini americani. In otto per la vecchia Europa. Altri cinque «non vedono significative differenze tra le due opzioni».
La preferenza per gli Stati Uniti, a dispetto del cambio sfavorevole e del rallentamento, si giustifica, come sempre, con le enormi possibilità di scelta presenti sul listino americano. Ma soprattutto con l’ idea del gioco d’ anticipo: la tempesta è cominciata a Wall Street e, probabilmente, finirà prima lì, mentre in Europa l’ onda lunga della frenata deve ancora arrivare. «Gli stimoli fiscali adottati dal governo americano possono supportare l’ economia in questa fase difficile. In più il mercato statunitense è comunque più difensivo di quello europeo», argomenta Ad van Tiggelen, senior strategist di Ing Im. Titoli e settori casalinghi rispecchiano voglia di difesa, ma anche di riscatto. Prendono più voti in assoluto (15 in tutto) i titoli petroliferi, ma arrivano secondi i fin qui bistrattati finanziari (13 preferenze tra banche e assicurazioni) che collezionano addirittura più consensi dei tradizionali settori difensivi, comunque in pole position: farmaceutici (11 voti), Utilities e telecom (9 voti), alimentari (7 voti). A ciascuno la scelta. E la futura verifica per capire se erano buone profezie. O solamente speranze.
Il parere dell’esperto: “ma io vi dico è ora di buttarsi – prezzi così non si vedranno più, metterei anche il 100% in azioni”
No, non è un invito di oggi, in pieno meltdown dei mercati finanziari mondiali. L’articolo data 7 luglio 2008 … però fate sempre in tempo a seguire il consiglio di Pietro Giuliani, che non è uno qualunque. Pietro Giuliani, infatti, è un TOP MANAGER, chairman of all operational companies of the Azimut Group as well as the president and managing director of the parent company, Azimut Holding SpA, listed on the Milan Stock Exchange, come apprendiamo dal sito Azimut. Ma non perdiamo tempo in chiacchiere (ché il tempo è denaro) e leggiamo l’articolo del Corriere della Sera del 7 luglio 2008.
«Mi riempirei di azioni al 100%». Pietro Giuliani, timoniere di Azimut, una delle poche sgr italiane indipendenti e quotate in Borsa, sfida qualsiasi legge di gravità finanziaria. «So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10%». Sicuro che sia il caso di riempire fino all’ orlo il portafoglio di Borsa? «Sì, sì. E la dico anche più grossa: andrei anche a leva, utilizzando i derivati per superare il limite del 100%. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni».
Provocare gli piace, si sa. A certificare però che le sue temerarie visioni qualche volta sono profetiche c’ è un pacco di ritagli di giornale datati 2002. «Dicevo queste stesse cose allora, mentre tutto crollava. Con il senno di poi avevo ragione…». Ma gli investitori si muovono spesso nel modo opposto: «Se negli ultimi dieci anni invece di vendere azioni tutte le volte che il mercato scendeva le avessero tenute in portafoglio o meglio ancora avessero avuto il fegato di comprarne ancora in media sarebbero molto più ricchi».
Il momento è delicato, ma lui è irriducibilmente ottimista: la tattica dell’ attesa, dell’ investimento in liquidità «è solo un modo per congelare le perdite. O per tarparsi le ali, se si comincia ad investire oggi». Ma perché? «Perché chi ha perso in questi mesi scegliendo il rischio zero si condanna a non riguadagnare il terreno perduto. E chi parte ora ha davanti un lungo periodo che può essere pieno di sorprese, di mercati Emergenti che galoppano a velocità che nemmeno ci immaginiamo».
La proposta non è evidentemente potabile per chi ha una bassa propensione al rischio, ma Giuliani la argomenta bene e alcuni numeri sono dalla sua. Negli ultimi anni di terribili deflussi dal sistema dei fondi italiani Azimut ha tenuto ed è cresciuta: i 6 miliardi di patrimonio del 2002 a fine 2007 erano diventati 15. I clienti erano 97 mila, oggi sono 150 mila. Quanto soddisfatti? «L’ orgoglio della casa è aver offerto in media negli ultimi dieci anni l’ 1,7% più dei Bot, mentre il sistema nel complesso, controllato al 90% dalle banche, si è distinto per aver bruciato ricchezza, per aver offerto un rendimento pari al Bot meno un punto e mezzo».
Certo che oggi il Bot da solo viaggia oltre il 4% netto. Avere anche solo quello….E i saldi di Borsa se la frenata continua e i profitti si sgonfiano non saranno poi così allettanti. Un conto è comprare utili a prezzi bassi, un conto è scoprire che dietro quei prezzi c’ erano molti meno utili del previsto. E’ vero o no? «Macché. Non sono per nulla d’ accordo. Gli analisti devono fare il loro mestiere con la calcolatrice.
Ma un vero gestore – e noi siamo gestori – a un certo punto deve buttare i calcoli dalla finestra, andare a mettere il naso nelle aziende e decidere che hanno un valore intrinseco, anche se per un anno i profitti calano» E che cosa metterebbe nel suo portafoglio al 100% azionario? «Eviterei le azioni inglesi e spagnole, le più provate dalla crisi». Alla larga anche dai grandi retailer: le Wal Mart, tanto per intenderci. Invece sarebbe ora di selezionare i finanziari ipervenduti. E così Giuliani tanto per cominciare si è ricomprato insieme a manager e gestori il suo bastonatissimo titolo con un articolato piano di buy back. Se la fortuna aiuta gli audaci…. .
Io aggiungo semplicemente che Pietro GIULIANI ci aveva “azzeccato” (quasi) tutto: ai prezzi del 7 luglio 2008 non si comprerà per parecchi anni. Complimenti vivissimi!
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Salve, avrei bisogno di sapere se conviene adesso il passaggio da variabile a fisso , o se conviene aspettare
Salve,
avrei bisogno di sapere se, secondo l’ esperto, conviene adesso il passaggio da variabile a fisso , o se conviene aspettare.
(Si da per assunta la possibilita’, al momento, di fronteggiare la rata anche se variabile).
Ringrazio da subito per la disponibilita’
cordialmente
della rocca carloCommento di carlo della rocca | Domenica, 5 Ottobre 2008
Nell’attesa di una risposta senz’altro più qualificante, ti consiglio di guardare il video relativo alla puntata di Porta a Porta dove ministro Brunetta spiega che, nel lungo periodo, il mutuo a tasso fisso e quello a tasso variabile sono praticamente equivalenti.
Lo trovi qui
Commento di karalis | Domenica, 5 Ottobre 2008
Mi è stata notificata una multa dopo oltre 150 giorni dalla data in cui è stata commessa infrazione
Mi è stata notificata una multa dopo oltre 150 giorni dalla data in cui è stata commessa infrazione. Al Comando dei Vigili mi hanno riferito che in alcuni casi è previsto ed ammesso dalla legge il ritardo di notifica.
Vorrei sapere se è vero.
Grazie
Mariella Portanova, Caivano (NA)
E’ vero.
Tra le circostanze che giustificano il ritardo di notifica (che devono comunque essere riportate nel verbale) vi è ad esempio la necessità di accertare l’effettivo proprietario del veicolo, a seguito della comunicazione da parte di un precedente proprietario, raggiunto da una notifica precedente, della vendita del veicolo in data anteriore alla violazione; altra ipotesi è quando, a seguito di incidente, la violazione è successivamente accertata a seguito delle indagini svolte dall’organo di polizia intervenuto.
Unicredit taglia i costi – ai 300 licenziamenti già previsti nel 2008 se ne aggiungeranno altri 700 nel 2009
L’amministratore delegato Alessandro Profumo ha dichiarato che nel 2008 la banca «si concentrerà ancora di più sul taglio dei costi» e ha confessato che «ritornando a un anno fa non avrei usato il capitale in eccesso per acquisizioni al picco del ciclo». Oltre ai 300 esuberi già annunciati lo scorso giugno, UniCredit taglierà nel 2009 altri 700 posti di lavoro.
Se facciamo un raffronto con le previsioni espresse da questo signore solo un paio di mesi fa, allora c’è da non dormire la notte. I costi potrebbero essere contenuti tagliando drasticamente gli stipendi di questi “supermanager”, senza ricorrere ai licenziamenti.
Crack 2008 – Lo stupidario dei sedicenti “grandi” manager, “eccelsi” economisti, guru ed analisti finanziari – La prossima volta ci rivolgeremo al mago Otelma e, forse, andrà meglio

la profezia di Wesbury Brian del 4 febbraio 2008
Wall Street ha già in canna il rimbalzo
Wesbury Brian, capo economista di First Trust Portfolio – società di gestione di Chicago, consulente accademico della Federal Reserve Bank di Chicago e collaboratore della tv finanziaria Cnbc, “Entro la fine del 2008 l’indice Dow Jones arriverà a 15.000 punti, perché adesso è sottovalutato del 25%, secondo il mio modello basato sui profitti aziendali e sui tassi di interesse. Anche sugli utili delle società Usa prevalgono le buone notizie: finora circa la metà dei componenti l’ indice S&P500 ha annunciato i risultati del quarto trimestre 2007 e fra le società non finanziarie ben il 73% ha battuto le aspettative. Quando la paura se ne andrà via, Wall Street si riprenderà” Corriere della Sera 4 febbraio 2008
Dominique Strauss Kahn direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI) “Il peggio è probabilmente alle spalle” Repubblica 13 giugno 2008.
Alessandro Profumo amministratore delegato di Unicredit “il peggio è alle spalle La banca è solida, non ci sarà alcun aumento di capitale” Corriere della sera 9 maggio 2008
Paul Krugman economista e professore di Economia e di Relazioni Internazionali all’Università di Princeton “mutui subprime, il peggio alle spalle” Corriere della Sera 11 maggio 2008
Henry Paulson ministro USA del tesoro “«il peggio potrebbe essere passato. Siamo più vicini alla fine che al principio della crisi finanziaria. È indubbio che oggi la situazione sia migliore, molto migliore che a marzo.” Corriere della Sera 8 maggio 2008
Giuliano Cesareo Direttore Generale di Bipiemme Private Banking Sim “il peggio sembra passato. Cauti acquisti, le prede non mancano” Corriere della Sera 5 maggio 2008
Maria Fiorini Ramirez proclamata migliore Financial Advisor del mondo e consulente della Banca del Giappone “Ora impieghi sicuri. Dall’ estate si può tornare sulle azioni, magari quelle delle banche ripulite” Corriere della Sera 25 febbraio 2008
Bob Doll alla guida degli investimenti azionari di BlackRock, il gigante statunitense del risparmio gestito “Aumentare il peso delle grandi azioni americane, non sottovalutare i mercati ad alta crescita e cavalcare le materie prime come investimenti di lungo termine” Corriere della Sera 7 luglio 2008
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Robert Stovall della società di gestione Wood Asset Management “Wall Street quest’ anno non chiuderà in rosso, proprio perché hanno vinto i Giants, una delle squadre «originali» della National Football League. La Borsa invece va male quando vince una delle squadre entrate nella Lega dopo la sua fusione con l’ American Football League, come i Patriots” Corriere della sera 11 febbraio 2008
Pietro Giuliani, “timoniere” di Azimut “Mi riempirei di azioni al 100%». So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10%». E la dico anche più grossa: andrei anche a leva, utilizzando i derivati per superare il limite del 100%. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni” Corriere della Sera 7 luglio 2008
Donald Luskin, fondatore e chief investment officer di Trend Macrolytics, una società di consulenza economica per investitori istituzionali “Macché recessione. I risparmiatori non devono farsi incantare dalla propaganda dei candidati alla Casa Bianca e devono invece cogliere le opportunità della Borsa americana che, ad eccezione del settore finanziario, è oggi molto attraente per il livello scontato delle quotazioni e le buone prospettive di crescita dei profitti” Corriere della Sera 28 aprile 2008
Nigel Bolton, responsabile del team azionario Europa di BlackRock, uno dei dei colossi americani del risparmio gestito “Sono convinto che i minimi assoluti dei listini siano stati toccati nel marzo scorso ed è molto difficile che le Borse possano scendere al di sotto delle soglie di resistenza raggiunte tre mesi fa” Corriere della Sera 30 giugno 2008
Jeremy Siegel professore di Finanza alla Wharton business school “Le valutazioni attuali di Borsa sono molto più ragionevoli, anche rispetto al 1997. Dieci anni fa il rapporto fra prezzi delle azioni e utili aziendali, relativi ai 12 mesi precedenti, era attorno a 25-26, oggi è 17,6. Inoltre le alternative alle azioni non sono attraenti, anzi sono terribili: i titoli di Stato Usa sono carissimi e rendono pochissimo (meno del 4% lordo i decennali), le obbligazioni aziendali offrono un poco di più, ma non molto, e i prezzi delle case continuano a scendere. Credo che la parte peggiore sia passata” Corriere della Sera 26 maggio 2008
Alain Bokobza, capo della ricerca azionaria e strategist del colosso bancario francese Société Générale “Se volevate farvi prendere dal panico dovevate farlo prima, ormai è troppo tardi. Il piano di intervento per 700 miliardi di dollari allo studio del Tesoro americano per liberare le banche dai titoli in sofferenza, insieme al salvataggio di Fannie Mae e di Freddie Mac ha dato un segnale forte. La volatilità rimane molto elevata, ma i mercati mostrano segni di recupero. in atto una efficace strategia congiunta della politica monetaria e di quella fiscale. I rialzi della settima scorsa non sono frutto di euforia ingiustificata” Corriere della Sera 29 settembre 2008
Federico Mobili, gestore azionario di Bnp Paribas Am “Per il momento penso che sia più realistico ipotizzare un rialzo dell’ indice di circa il 7% entro la fine del 2008, ma anche noi siamo convinti che sia giunto il momento di impegnarsi di più sul mercato statunitense rispetto alle borse europee” Corriere della Sera 15 settembre 2008
Rick Wagoner amministratore delegato della casa automobilistica di Detroit General Motors “Per General Motors il peggio dovrebbe essere ormai passato” Corriere della Sera 13 agosto 2008
La vignetta di Otelma, che emula Wesbury Brian, capo economista di First trust portfolio, è stata selezionata e pubblicata dal Corriere della Sera nella rubrica “Il riso degli angeli”
Mi è stata notificata una violazione all’art. 141/3-8
Salve
Mi è stata notificata una violazione all’art. 141/3-8 (Ometteva di regolare particolarmente la velocità del veicolo nell’attraversamento degli abitati; Effettuava manovra di sorpasso di altro veicolo in movimento) e all’art 192/1-6 (Non ottemperava all’invito di fermarsi rivoltogli nelle forme di legge).
Vorrei alcuni chiarimenti sul significato di “sorpassava veicolo in movimento” perchè com’è scritto non prevede che ci fosse un divieto di sorpasso, e quindi perchè mai andrebbe sanzionato. Anche la notifica di non regolazione della velocità è fine a se stessa perchè non c’è nessun documento di autovelox o affini.
Premesso quindi che c’è stato un mancato ALT, gli accertatori mi chiedono chi ci fosse alla giuda per potergli decurtare i punti. Io mi trovavo in tutt’altra regione con tanto di testimoni. Posso formalizzare un documento che certifichi questo? Sarei comunque sanzionato come da art. 126-bis? Come verrebbe decisa la sanzione pecuniaria?
Grazie
Gabriele
Commento di Ggior | Venerdì, 5 Settembre 2008
Per quanto riguarda la decurtazione dei punti dalla patente, la legge prevede l’obbligo, a carico del proprietario del veicolo o di altro soggetto solidale a cui venga notificato il verbale, di comunicare i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica del verbale.
Questa comunicazione, obbligatoria sempre (anche quando si ha un valido motivo per giustificare l’impossibilita’ di dare un nome) consente all’ente accertatore di applicare la decurtazione dei punti all’effettivo responsabile dell’infrazione. In caso di mancata comunicazione viene applicata una sanzione aggiuntiva variabile da 250 a 1.000 euro.
Per quanto riguarda l’eccesso di velocità ed il sorpasso, mi spiace Gabriele, ma mi trovi alquanto impreparata.
Commento di karalis | Venerdì, 5 Settembre 2008
A ottobre 2005 mi è stata notificata una multa per eccesso di velocità risalente ad agosto dello stesso anno.
Salve,
vorrei che mi aiutaste a capire come risolvere il mio problema.
A ottobre 2005 mi è stata notificata una multa per eccesso di velocità risalente ad agosto dello stesso anno. Ho subito fatto ricorso al Giudice di Pace competente dato che esistevano gli elementi per richiederlo.
Ecco il mio problema: ad oggi non ho ricevuto aluna risposta dal Giudice di pace e non so davvero come poter verificare la situazione attuale della mia cartella esattoriale. Reduce da diversi problemi con le agenzie di riscossione, preferirei controllare lo stato attuale della mia cartella esattoriale ed eventualmente estinguere il debito prima che lieviti esponenzialmente! Il problema è che non so come fare e a chi rivolgermi dato che il comando della polizia e il giudice di pace in questione si trovano ben lontani da casa mia!
Grazie in anticipo per ogni prezioso aiutoCommento di Adele | Mercoledì, 3 Settembre 2008
L’opposizione sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato. Per cui non esiste ancora una cartella esattoriale che origini dal provvedimento contro cui è stato proposto ricorso, a meno che il ricorso non sia stato respinto.
Ma l’esito del ricorso al GdP ti deve essere notificato.
Gli unici problemi possono sorgere dalla mancata comunicazione in cancelleria di un eventuale cambio di residenza avvenuto dopo la presentazione del ricorso al GdP.
Commento di karalis | Mercoledì, 3 Settembre 2008
