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	<title>Commenti a: Privatizzare i profitti e socializzare i debiti &#8211; e per la sospensione del pagamento delle rate del mutuo non c&#8217;erano fondi &#8230;</title>
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	<description>non serve regalare pesce, bisogna insegnare a pescare ...</description>
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		<title>Di: bamboccioni alla riscossa</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/13/privatizzare-i-profitti-e-socializzare-i-debiti-e-per-la-sospensione-del-pagamento-delle-rate-del-mutuo-non-cerano-fondi/comment-page-1/#comment-5417</link>
		<dc:creator>bamboccioni alla riscossa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 14:42:33 +0000</pubDate>
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		<description>Un post perfetto. Anzi: da applauso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un post perfetto. Anzi: da applauso.</p>
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		<title>Di: ADUSBEF</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/13/privatizzare-i-profitti-e-socializzare-i-debiti-e-per-la-sospensione-del-pagamento-delle-rate-del-mutuo-non-cerano-fondi/comment-page-1/#comment-5127</link>
		<dc:creator>ADUSBEF</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 15:56:42 +0000</pubDate>
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		<description>Il Governo dopo aver ingannato i mutuatari con la convenzione Abi - Ministero dell’Economia,che invece di portare vantaggi crea seri danni a 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile per i cattivi consigli allo sportello e rappresenta un alibi a non applicare il decreto Bersani su surroga e portabilità senza oneri,appesantisce i costi ed allunga le rate anche di 30 anni, partorisce l’ennesimo decreto salva-banche, per addossare al bilancio pubblico ed ai contribuenti i costi, senza fornire un minimo di protezione ai risparmiatori frodati dagli annosi comportamenti degli istituti di credito.

Oltre ai salvacondotti forniti ai banchieri- amici,il Governo - con una Banca d’Italia, more solito latitante e protettrice degli esclusivi interessi delle banche,non mette in campo alcun elementare controllo, volto a verificare se l’abbondante liquidità erogata al sistema bancario, venga erogato al sistema delle imprese e non utilizzata per finalità estranee.

I costi della crisi,che saranno così ancora una volta addossati alle imprese ed alle famiglie già indebitate, verso le quali il Governo non intende prestare la minima attenzione, come stanno facendo altri Stati con piani fiscali e provvidenze per far rilanciare i consumi, trovano i riflessi negativi nei soliti comportamenti delle banche che oltre ad applicare tassi e condizioni stellari,stanno richiedendo il rientro dei fidi,con un preavviso verbale di 24 ore e conseguente iscrizione alla Centrale Rischi.

A fronte di un abbattimento del costo del denaro dello 0,50%,con il tasso di riferimento BCE al 3,75%, è da perfetti «strozzini legalizzati», applicare il tasso del 15,475% sugli affidamenti (con i tassi creditori per i clienti fissati allo 0,125%), maggiorati da una commissione di massimo scoperto, immorale ed illegale dell’1% trimestrale, che doveva essere abrogata in conseguenza di sentenze di Cassazione e che invece continua a resistere.

E’ immorale ed illegale, ma reso lecito per il «sistema bancario» protetto da Bankitalia e dai Governi, richiedere da 12,50 euro fino a 95 euro per spese di liquidazioni interessi debitori (quando il tasso creditore per il cliente è pari allo 0,125%), da 10 a 79,95 euro semestrali, per i diritti di custodia del nulla (le banche custodiscono solo le scritture contabili, essendo i titolo «dematerializzati» e non più stampati), addebitare 1,75 euro per invio estratti conto (facendoci la cresta sul costo dei francobolli) ed altri immotivati balzelli usciti dalla fervida fantasia delle banche per «rapinare» (legalmente, ma letteralmente) i correntisti.

Questo Governo «amico dei banchieri», oltre a salvare le banche addossando i costi alla collettività, che così paga due volte come correntisti e come contribuenti, avrebbe il dovere di proteggere le famiglie e gli utenti dagli scippi con destrezza praticati con il concorso del controllore (Bankitalia) e dalla bramosia illimitata delle banche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo dopo aver ingannato i mutuatari con la convenzione Abi &#8211; Ministero dell’Economia,che invece di portare vantaggi crea seri danni a 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile per i cattivi consigli allo sportello e rappresenta un alibi a non applicare il decreto Bersani su surroga e portabilità senza oneri,appesantisce i costi ed allunga le rate anche di 30 anni, partorisce l’ennesimo decreto salva-banche, per addossare al bilancio pubblico ed ai contribuenti i costi, senza fornire un minimo di protezione ai risparmiatori frodati dagli annosi comportamenti degli istituti di credito.</p>
<p>Oltre ai salvacondotti forniti ai banchieri- amici,il Governo &#8211; con una Banca d’Italia, more solito latitante e protettrice degli esclusivi interessi delle banche,non mette in campo alcun elementare controllo, volto a verificare se l’abbondante liquidità erogata al sistema bancario, venga erogato al sistema delle imprese e non utilizzata per finalità estranee.</p>
<p>I costi della crisi,che saranno così ancora una volta addossati alle imprese ed alle famiglie già indebitate, verso le quali il Governo non intende prestare la minima attenzione, come stanno facendo altri Stati con piani fiscali e provvidenze per far rilanciare i consumi, trovano i riflessi negativi nei soliti comportamenti delle banche che oltre ad applicare tassi e condizioni stellari,stanno richiedendo il rientro dei fidi,con un preavviso verbale di 24 ore e conseguente iscrizione alla Centrale Rischi.</p>
<p>A fronte di un abbattimento del costo del denaro dello 0,50%,con il tasso di riferimento BCE al 3,75%, è da perfetti «strozzini legalizzati», applicare il tasso del 15,475% sugli affidamenti (con i tassi creditori per i clienti fissati allo 0,125%), maggiorati da una commissione di massimo scoperto, immorale ed illegale dell’1% trimestrale, che doveva essere abrogata in conseguenza di sentenze di Cassazione e che invece continua a resistere.</p>
<p>E’ immorale ed illegale, ma reso lecito per il «sistema bancario» protetto da Bankitalia e dai Governi, richiedere da 12,50 euro fino a 95 euro per spese di liquidazioni interessi debitori (quando il tasso creditore per il cliente è pari allo 0,125%), da 10 a 79,95 euro semestrali, per i diritti di custodia del nulla (le banche custodiscono solo le scritture contabili, essendo i titolo «dematerializzati» e non più stampati), addebitare 1,75 euro per invio estratti conto (facendoci la cresta sul costo dei francobolli) ed altri immotivati balzelli usciti dalla fervida fantasia delle banche per «rapinare» (legalmente, ma letteralmente) i correntisti.</p>
<p>Questo Governo «amico dei banchieri», oltre a salvare le banche addossando i costi alla collettività, che così paga due volte come correntisti e come contribuenti, avrebbe il dovere di proteggere le famiglie e gli utenti dagli scippi con destrezza praticati con il concorso del controllore (Bankitalia) e dalla bramosia illimitata delle banche.</p>
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		<title>Di: redazione NYT</title>
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		<dc:creator>redazione NYT</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 07:27:21 +0000</pubDate>
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		<description>IL PRIMO ministro britannico Gordon Brown ha salvato il sistema finanziario mondiale? La domanda forse è prematura: non conosciamo le modalità precise di intervento del piano di salvataggio in Europa né di quello negli Stati Uniti, e non abbiamo nemmeno la più pallida idea se funzioneranno davvero. Sappiamo però che Brown e Alistair Darling, il Cancelliere dello Scacchiere, hanno delineato il modello di intervento di salvataggio mondiale e le altre nazioni ricche lo stanno adottando.

E&#039; una svolta a dir poco inattesa. Il governo britannico dopotutto è un partner di recente acquisizione per ciò che concerne gli affari economici mondiali. Londra è sì uno dei centri finanziari più importanti al mondo, ma l&#039;economia britannica è di gran lunga più piccola di quella statunitense, e la Banca di Inghilterra non ha nemmeno lontanamente l&#039;influenza della Fed o della Bce.

Non ci si aspetterebbe di vedere la Gran Bretagna assumere un ruolo leader. Il governo Brown ha mostrato di aver riflettuto con chiarezza e di voler agire sollecitamente in base alle conclusioni raggiunte. Nessun altro Paese, tantomeno il nostro, ha saputo abbinare chiarezza e determinazione con analogo successo.

Come fare per attenuare la crisi? Gli aiuti ai proprietari di case, per quanto auspicabili, non servono a precludere forti perdite per i cattivi prestiti, e in ogni caso avranno effetto troppo lentamente per risultare utili nell&#039;attuale panico. L&#039;intervento più naturale è affrontare il problema dell&#039;inadeguatezza di capitali facendo sì che i governi forniscano agli istituti più capitali in cambio di una quota di proprietà.

Questa temporanea seminazionalizzazione è la soluzione alla crisi caldeggiata da molti economisti. Secondo alcune fonti questa era la formula segretamente preferita da Bernanke, presidente della Fed. Eppure, quando Paulson ha annunciato il programma di salvataggio ha respinto questo ovvio iter dichiarando: &quot;Ciò è quanto si fa quando si fallisce&quot;.

Egli al contrario ha esortato il governo ad acquistare pessimi titoli garantiti da prestiti ipotecari, basandosi sulla teoria che... beh, non è mai stato molto chiaro a quale teoria facesse riferimento. Nel frattempo il governo britannico è andato direttamente al nocciolo del problema e lo ha affrontato con strabiliante velocità.

Mercoledì i collaboratori di Brown hanno annunciato un piano mirante a iniettare ingenti capitali nelle banche britanniche, sostenuto dalle garanzie sul debito bancario, che dovrebbe consentire alle banche di ripristinare il sistema di prestito reciproco di denaro, parte critica del meccanismo finanziario. A distanza di cinque giorni dall&#039;annuncio arriva il primo grosso impegno di finanziamento, e le più importanti economie d&#039;Europa si dicono pronte a seguire l&#039;esempio della Gran Bretagna iniettando centinaia di miliardi nelle banche e a garantirne i debiti.

Guarda un po&#039;, dopo aver sprecato parecchie settimane preziose, anche Paulson adesso ha cambiato idea: sta meditando di comperare partecipazioni azionarie invece di nocivi titoli garantiti da prestiti ipotecari, anche se risulta che si stia muovendo con una lentezza esasperante.

Questa politica economica pare ispirata da una chiara visione di ciò che occorre fare. Il che ci porta inevitabilmente a formulare la seguente domanda: perché mai questa chiara visione è dovuta arrivare da Londra, invece che da Washington? È difficile eludere la sensazione che la reazione iniziale di Paulson sia stata distorta dall&#039;ideologia. Non dimentichiamo che Paulson lavora per un&#039;Amministrazione la cui filosofia di governo potrebbe essere sintetizzata in questi termini: &quot;Il privato è bene, il pubblico è male&quot;.

Da tutto il ramo esecutivo sono stati allontanati i professionisti esperti e competenti e può anche darsi che al Tesoro non sia rimasto nessuno con la levatura e il background necessari a dire a Paulson che ciò che stava facendo non aveva senso. Per buona sorte dell&#039;economia mondiale, Gordon Brown e il suo staff hanno preso una decisione sensata e opportuna. Forse ci hanno indicato come uscire da questa crisi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL PRIMO ministro britannico Gordon Brown ha salvato il sistema finanziario mondiale? La domanda forse è prematura: non conosciamo le modalità precise di intervento del piano di salvataggio in Europa né di quello negli Stati Uniti, e non abbiamo nemmeno la più pallida idea se funzioneranno davvero. Sappiamo però che Brown e Alistair Darling, il Cancelliere dello Scacchiere, hanno delineato il modello di intervento di salvataggio mondiale e le altre nazioni ricche lo stanno adottando.</p>
<p>E&#8217; una svolta a dir poco inattesa. Il governo britannico dopotutto è un partner di recente acquisizione per ciò che concerne gli affari economici mondiali. Londra è sì uno dei centri finanziari più importanti al mondo, ma l&#8217;economia britannica è di gran lunga più piccola di quella statunitense, e la Banca di Inghilterra non ha nemmeno lontanamente l&#8217;influenza della Fed o della Bce.</p>
<p>Non ci si aspetterebbe di vedere la Gran Bretagna assumere un ruolo leader. Il governo Brown ha mostrato di aver riflettuto con chiarezza e di voler agire sollecitamente in base alle conclusioni raggiunte. Nessun altro Paese, tantomeno il nostro, ha saputo abbinare chiarezza e determinazione con analogo successo.</p>
<p>Come fare per attenuare la crisi? Gli aiuti ai proprietari di case, per quanto auspicabili, non servono a precludere forti perdite per i cattivi prestiti, e in ogni caso avranno effetto troppo lentamente per risultare utili nell&#8217;attuale panico. L&#8217;intervento più naturale è affrontare il problema dell&#8217;inadeguatezza di capitali facendo sì che i governi forniscano agli istituti più capitali in cambio di una quota di proprietà.</p>
<p>Questa temporanea seminazionalizzazione è la soluzione alla crisi caldeggiata da molti economisti. Secondo alcune fonti questa era la formula segretamente preferita da Bernanke, presidente della Fed. Eppure, quando Paulson ha annunciato il programma di salvataggio ha respinto questo ovvio iter dichiarando: &#8220;Ciò è quanto si fa quando si fallisce&#8221;.</p>
<p>Egli al contrario ha esortato il governo ad acquistare pessimi titoli garantiti da prestiti ipotecari, basandosi sulla teoria che&#8230; beh, non è mai stato molto chiaro a quale teoria facesse riferimento. Nel frattempo il governo britannico è andato direttamente al nocciolo del problema e lo ha affrontato con strabiliante velocità.</p>
<p>Mercoledì i collaboratori di Brown hanno annunciato un piano mirante a iniettare ingenti capitali nelle banche britanniche, sostenuto dalle garanzie sul debito bancario, che dovrebbe consentire alle banche di ripristinare il sistema di prestito reciproco di denaro, parte critica del meccanismo finanziario. A distanza di cinque giorni dall&#8217;annuncio arriva il primo grosso impegno di finanziamento, e le più importanti economie d&#8217;Europa si dicono pronte a seguire l&#8217;esempio della Gran Bretagna iniettando centinaia di miliardi nelle banche e a garantirne i debiti.</p>
<p>Guarda un po&#8217;, dopo aver sprecato parecchie settimane preziose, anche Paulson adesso ha cambiato idea: sta meditando di comperare partecipazioni azionarie invece di nocivi titoli garantiti da prestiti ipotecari, anche se risulta che si stia muovendo con una lentezza esasperante.</p>
<p>Questa politica economica pare ispirata da una chiara visione di ciò che occorre fare. Il che ci porta inevitabilmente a formulare la seguente domanda: perché mai questa chiara visione è dovuta arrivare da Londra, invece che da Washington? È difficile eludere la sensazione che la reazione iniziale di Paulson sia stata distorta dall&#8217;ideologia. Non dimentichiamo che Paulson lavora per un&#8217;Amministrazione la cui filosofia di governo potrebbe essere sintetizzata in questi termini: &#8220;Il privato è bene, il pubblico è male&#8221;.</p>
<p>Da tutto il ramo esecutivo sono stati allontanati i professionisti esperti e competenti e può anche darsi che al Tesoro non sia rimasto nessuno con la levatura e il background necessari a dire a Paulson che ciò che stava facendo non aveva senso. Per buona sorte dell&#8217;economia mondiale, Gordon Brown e il suo staff hanno preso una decisione sensata e opportuna. Forse ci hanno indicato come uscire da questa crisi.</p>
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		<title>Di: karalis</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/13/privatizzare-i-profitti-e-socializzare-i-debiti-e-per-la-sospensione-del-pagamento-delle-rate-del-mutuo-non-cerano-fondi/comment-page-1/#comment-5066</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 15:38:11 +0000</pubDate>
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		<description>Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per altre misure per la stabilita&#039; dei mercati. Il decreto, spiega Tremonti, contiene &#039;due articoli&#039; ed e&#039; &#039;perfettamente complementare con il precedente provvedimento ed in linea con quanto deciso in sede europea&#039; nella riunione dell&#039;Ecofin e ieri. Quanto alle risorse, il ministro dell&#039;Economia ha detto che si mettera&#039; a disposizione &#039;quanto sara&#039; necessario&#039;. In base ai provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare la crisi dei mercati, ha aggiunto, &#039;il Tesoro e&#039; autorizzato a rilasciare la garanzia dello Stato in favore dei depositanti delle banche italiane per un periodo di 36 mesi integrando quanto gia&#039; previsto dai preesistenti sistemi di garanzia dei depositi&#039;. Inoltre, per fornire titoli di stato come &#039;garanzia per il finanziamento delle banche presso la Bce, il ministero dell&#039;Economia e&#039; autorizzato ad effettuare operazioni di scambio temporanee tra titoli di Stato e strumenti di debito delle banche italiane&#039;. &#039;Gli oneri a carico delle banche per tali operazioni sono stabiliti sulla base delle prevalenti condizioni di mercato&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per altre misure per la stabilita&#8217; dei mercati. Il decreto, spiega Tremonti, contiene &#8216;due articoli&#8217; ed e&#8217; &#8216;perfettamente complementare con il precedente provvedimento ed in linea con quanto deciso in sede europea&#8217; nella riunione dell&#8217;Ecofin e ieri. Quanto alle risorse, il ministro dell&#8217;Economia ha detto che si mettera&#8217; a disposizione &#8216;quanto sara&#8217; necessario&#8217;. In base ai provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare la crisi dei mercati, ha aggiunto, &#8216;il Tesoro e&#8217; autorizzato a rilasciare la garanzia dello Stato in favore dei depositanti delle banche italiane per un periodo di 36 mesi integrando quanto gia&#8217; previsto dai preesistenti sistemi di garanzia dei depositi&#8217;. Inoltre, per fornire titoli di stato come &#8216;garanzia per il finanziamento delle banche presso la Bce, il ministero dell&#8217;Economia e&#8217; autorizzato ad effettuare operazioni di scambio temporanee tra titoli di Stato e strumenti di debito delle banche italiane&#8217;. &#8216;Gli oneri a carico delle banche per tali operazioni sono stabiliti sulla base delle prevalenti condizioni di mercato&#8217;.</p>
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	<item>
		<title>Di: karalis</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/13/privatizzare-i-profitti-e-socializzare-i-debiti-e-per-la-sospensione-del-pagamento-delle-rate-del-mutuo-non-cerano-fondi/comment-page-1/#comment-5065</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 13:39:16 +0000</pubDate>
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		<description>In Germania, il lancio del piano da 480 miliardi a sostegno delle banche mette in forse l&#039;obiettivo di raggiungere l&#039;equilibrio di budget nel 2011. Lo ha annunciato il cancelliere Merkel, sottolineando che i presupposti economici alla base dei target potranno essere rivisti. Merkel ha aggiunto tuttavia che non ci sarà bisogno di ulteriori pacchetti di stimolo all&#039;economia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In Germania, il lancio del piano da 480 miliardi a sostegno delle banche mette in forse l&#8217;obiettivo di raggiungere l&#8217;equilibrio di budget nel 2011. Lo ha annunciato il cancelliere Merkel, sottolineando che i presupposti economici alla base dei target potranno essere rivisti. Merkel ha aggiunto tuttavia che non ci sarà bisogno di ulteriori pacchetti di stimolo all&#8217;economia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: karalis</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/13/privatizzare-i-profitti-e-socializzare-i-debiti-e-per-la-sospensione-del-pagamento-delle-rate-del-mutuo-non-cerano-fondi/comment-page-1/#comment-5063</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 11:57:29 +0000</pubDate>
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		<description>Assisteremo inevitabilmente a un deterioramento delle finanze pubbliche in Europa&quot;. Così la portavoce del commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia. 

Il peggioramento è una conseguenza dei costi della crisi finanziaria, del calo delle entrate e dell&#039;aumento della spesa pubblica soprattutto nei paesi in cui aumenta la disoccupazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Assisteremo inevitabilmente a un deterioramento delle finanze pubbliche in Europa&#8221;. Così la portavoce del commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia. </p>
<p>Il peggioramento è una conseguenza dei costi della crisi finanziaria, del calo delle entrate e dell&#8217;aumento della spesa pubblica soprattutto nei paesi in cui aumenta la disoccupazione.</p>
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