Il piccolo prestito dell’INPDAP per i dipendenti pubblici
L’Inpdap costituisce il polo previdenziale per i pubblici dipendenti e rappresenta il secondo pilastro, dopo l’Inps, del sistema pensionistico italiano. L’attività principale consiste nella liquidazione e nel pagamento delle pensioni, dei trattamenti di fine servizio (indennità premio servizio e indennità di buonuscita) e del trattamento di fine rapporto (TFR).
L’Inpdap non è solo previdenza. L’Istituto offre servizi di carattere creditizio e sociale sia ai dipendenti in servizio sia ai pensionati, e ai loro familiari, della pubblica amministrazione. Propone varie forme di credito, vale a dire piccoli prestiti, prestiti pluriennali e mutui per i dipendenti in servizio e – in convenzione con istituti di credito – per i pensionati.
Ai giovani destina Borse e assegni di studio, soggiorni studio all’estero e vacanze in Italia, accoglienza in convitti di proprietà o in convenzione, soggiorni in Inghilterra o in Irlanda per corsi english test, soggiorni all’estero per corsi di lingua e stage aziendali, master post universitari e dottorati di ricerca. Mette a disposizione dei suoi pensionati Case albergo di proprietà e strutture residenziali convenzionate per i malati di Alzheimer.
Questa tipologia di prestazioni costituisce circa un terzo dei servizi Inpdap nel loro complesso.
Possono richiedere “Il Piccolo Prestito” tutti i dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria prestazioni creditizie e sociali che siano in attività di servizio, versino il contributo obbligatorio dello 0,35%.
Il piccolo prestito può essere richiesto in misura semplice o doppia (una o due mensilità per gli annuali, da due a quattro per i biennali, da tre a sei per i triennali e da quattro a otto per quelli quadriennali).
Non è richiesta nessuna documentazione da allegare alla domanda di piccolo prestito.
Oneri a carico del richiedente da versare all’Inpdap
a) Tasso di interesse annuo effettivo pari al 4,50% sia per i prestiti annuali che per i biennali, triennali e quadriennali;
b) Spese di amministrazione pari allo 0,50% del prestito;
c) Aliquota fondo rischi:
· annuale 0,30%;
· biennale 0,60%;
· triennale 0,90%;
· quadriennale 1,20%;
d) Interessi di preammortamento per l’anticipato pagamento relativamente al periodo che intercorre tra la data di emissione del mandato e quella di inizio dell’ammortamento del prestito che decorre dal primo giorno del secondo mese successivo ll’erogazione. (art. 30 D.P.R. 895/50)
Il costo del prestito – T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale):
· annuale 5,48%;
· biennale 5,01%;
· triennale 4,85%;
· quadriennale 4,76.
E’ possibile estinguere anticipatamente il piccolo prestito concesso mediante versamento del debito residuo, al netto della quota parte del fondo rischi non maturata.
Il rinnovo è previsto ove sia trascorsa almeno la metà del periodo di ammortamento (6, 12, 18 o 24 mesi). Il rinnovo comporta l’anticipata estinzione del prestito in essere, al netto delle quote dovute dall’interessato, che viene recuperato sull’importo del nuovo finanziamento concesso. Nessuna penale è dovuta per l’anticipata estinzione.
Cosa fornisce la prestazione
Una somma in denaro per rispondere a improvvise e urgenti necessità dell’iscritto alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali.
A chi si rivolge
Ai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali che percepiscono una retribuzione mensile fissa e continuativa o un trattamento pensionistico.
Rimborso
I prestiti devono essere rimborsati in 12, 24, 36 o 48 rate, costituite da una quota interessi e da una quota capitale (ammortamento francese).
Come si ottiene
Gli interessati devono presentare domanda in triplice copia, su apposito modello fornito dall’Istituto (consulta la sezione modulistica), all’Amministrazione dalla quale dipendono o all’Istituto che eroga il trattamento pensionistico. L’Amministrazione provvederà a inoltrarla, completa dei dati, alla Sede Inpdap competente per territorio. Non occorre alcuna documentazione di spesa, né produrre motivazioni, né presentare certificato medico.
Importi
- per i prestiti annuali si può chiedere un importo pari ad una o due mensilità di stipendio netto da restituire in 12 rate mensili;
- per i prestiti biennali, un importo da due a quattro mensilità di stipendio netto da restituire in 24 rate mensili;
- per i prestiti triennali, un importo da tre a sei mensilità dello stipendio netto da restituire in 36 rate mensili;
- per i prestiti quadriennali, un importo da quattro a otto mensilità di stipendio netto da restituire in 48 rate mensili.
Sulla prestazione si applicano un tasso di interesse a scalare, un’aliquota per spese di amministrazione e una per fondo rischi, secondo i seguenti valori:
per i piccoli prestiti annuali
- tasso annuo effettivo: 4,50%
- spese di amministrazione: 0,50%
- premio fondo rischi: 0,30%
Il TAEG, al netto del premio fondo rischi, è pari al 5,48%
per i piccoli prestiti biennali
- tasso annuo effettivo: 4,50%
- spese di amministrazione: 0,50%
- premio fondo rischi: 0,60% (0,30% annuo)
Il TAEG, al netto del premio fondo rischi, è pari al 5,01%
per i piccoli prestiti triennali
- tasso annuo effettivo: 4,50%
- spese di amministrazione: 0,50%
- premio fondo rischi: 0,90% (0,30% annuo)
Il TAEG, al netto del premio fondo rischi, è pari al 4,85%.
per i piccoli prestiti quadriennali
- tasso annuo effettivo: 4,50%
- spese di amministrazione: 0,50%
- premio fondo rischi: 1.20% (0,30% annuo)
Il TAEG, al netto del premio fondo rischi, è pari al 4,76%.
Sulla prestazione erogata ai pensionati, fermi restando i valori del tasso di interesse e delle spese di amministrazione, l’aliquota per fondo rischi varia in funzione dell’età del richiedente, come riportato nella tabella:
| Tipo di prestito | Pensionati 18-65 | Pensionati over 65-80 | Pensionati over 80 |
|---|---|---|---|
| Quadriennali | 1,20% | 3,47% | 16,17% |
| Triennali | 0,90% | 2,82% | 13,28% |
| Biennali | 0,60% | 2,05% | 9,86% |
| Annuali | 0,30% | 1,13% | 5,56% |
È utile sapere
Per importi fino a 4.648,11 euro, il pagamento della prestazione avviene o in contanti presso la banca cassiera dell’Istituto o con spedizione al domicilio del richiedente di assegno bancario circolare non trasferibile o con accredito sul c/c postale o bancario indicato dal richiedente.
Per importi superiori a 4.648,11 euro, il pagamento avviene o in contanti presso la banca cassiera dell’Istituto o con accredito sul c/c postale o bancario indicato dal richiedente.
Nel caso in cui il richiedente abbia in corso di ammortamento un prestito pluriennale diretto o garantito, il piccolo prestito annuale non potrà superare la singola mensilità, il biennale le due mensilità, il triennale le tre mensilità e il piccolo prestito quadriennale le quattro mensilità.
In presenza di un piccolo prestito annuale in doppia mensilità, biennale in quattro mensilità, triennale in sei mensilità e quadriennale in otto mensilità, la concessione di un prestito pluriennale diretto o garantito è condizionata al recupero della metà del debito rimanente del piccolo prestito in corso.
La prima rata di ammortamento viene trattenuta a decorrere dal secondo mese successivo a quello in cui viene effettuata l’erogazione della somma.
E’ possibile il rinnovo del piccolo prestito dopo che sia trascorso il periodo minimo di ammortamento, rispettivamente di:
- 6 mesi per i prestiti annuali;
- 12 mesi per i prestiti biennali;
- 18 mesi per i prestiti triennali;
- 24 mesi per i prestiti quadriennali.
In caso di morte del mutuatario o sopravvenuta invalidità assoluta o permanente del dipendente, contratta in servizio e/o per causa di servizio, non si procede al recupero del debito rimanente.
Nel caso il dipendente passi alle dipendenze di diversa Amministrazione, l’Ufficio che ha provveduto alle ritenute mensili comunicherà al nuovo , ai fini della prosecuzione della ritenuta mensile, i dati del prestito, il conto delle ritenute eseguite e dei versamenti effettuati all’Inpdap.
presentando allo sportello la richiesta di un piccolo prestito sono stata trattata malissimo, non mi è stato fornito alcun chiarimento sul valore che mi puo’ essere concesso, la quota da trattenere sullo stipendio, il tasso effettivo d’interesse applicato ed il periodo almeno approssimativo di evasione della mia richiesta. Trovo tale trattamento umiliante per il dipendente che si rivolge all’Ente. scusate e grazie cmq
anna de cillis
16 Settembre 2009 alle 12:15
ho 28 anni di servizio e otto mesi sono attualmente sospeso dal servizio per una faccenda giudiziaria percepisco 1.165.00 euro al mese come assegno alimentare ,devo operare mia figlia per iperplasia tirodea ,posso chiedere un piccolo prestito.
antonio
19 Giugno 2009 alle 12:21
Meglio se chiede qui. Le risponderà il consulente prestiti del blog
weblog admin
19 Giugno 2009 alle 13:05