Conti dormienti estinti – cosa fare per riavere indietro i soldi
Chiedo il vostro aiuto. Sono un emigrato che ha scoperto di avere il libretto dormiente.
Mi spiego, ero andato all’ufficio postale italiano a giugno per cambiare il vecchio libretto cartaceo con quello computerizzato. Il direttore mi consegnò alcuni documenti da compilare per l’operazione e richiese il vecchio libretto che io, in quel momento, non avevo con me.
A dicembre ho consegnato libretto e i documenti compilati, ma mi è stato detto che il mio libretto é dormiente e non si può fare niente… PERCHE’ NON DIRMELO PRIMA?
Volete sapere la risposta? Il direttore non mi aveva detto niente in quanto pensava che l’operazione di accredito degli interessi sul libretto effettuata dall’ufficio nei sei anni precedenti potesse bastare a non far diventare dormiente il mio libretto…
Ora vi chiedo é vero che entro Marzo del 2009 posso richiedere i miei soldi alle poste?
Grazie per la Vostra attenzione, aspetto una gradita risposta.
Salvatore
Tra il 1° gennaio 2009 ed il 31 marzo 2009
Le banche comunicheranno al Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso la pubblicazione su un quotidiano a tiratura nazionale, l’elenco dei conti estinti (in quanto dormienti) entro il 31 dicembre del 2008.
Tra il 31 marzo 2009 ed il 31 maggio 2009
Le banche devolveranno al Fondo pubblico, finalizzato a risarcire risparmiatori vittime di crack sul mercato finanziario (Parmalat, Cirio, Lehman, Alitalia) il saldo complessivo dei conti dormienti estinti entro il 31 dicembre del 2008.
Solo a questo punto i titolari dei conti dormienti estinti (e quindi anche tu Salvatore) potranno rivolgersi al Fondo per riavere indietro il loro denaro.
La buona notizia
I titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.
La cattiva notizia
Ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto traferimento.
Noi di “Recuperare Credito” renderemo note, appena i tecnocrati del MEF lo renderanno possibile, le procedure con cui tutti coloro, che versano nella stessa situazione di Salvatore, potranno rimediare a questa “espropriazione di Stato”.
Come evitare di ritrovarsi nella situazione di Salvatore
La tabella seguente è utilissima per comprendere quali siano i rapporti interessati, e quando si verifica la condizione di dormienza.
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Bisogna poi sapere che, non appena il conto diventa dormiente le banche devono informarne i depositanti (con raccomandata A/R) allo scopo di permettere loro di risvegliarlo. Per i depositi a risparmio al portatore la comunicazione avviene mediante affissione presso le filiali dell’elenco dei depositi al portatore dormienti.
A questo punto, non resta che movimentare il conto o comunicare, entro 180 giorni, la volontà di voler proseguire il rapporto. Come illustrato dal grafico che segue.
Altrimenti la banca classifica come “dormiente estinto” il conto corrente o il libretto di risparmio in questione, dando il via alla procedura di espropriazione.
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Ma ci si può fidare della solerzia delle banche nell’inviare la dovuta comunicazione A/R o nella affidabilità delle poste e dei postini incaricati nel consegnare la raccomandata A/R?
Direi proprio di no, senza contare il fatto che l’indirizzo di residenza associato al rapporto che cade “in sonno” potrebbe essere ormai datato.
Eppoi bisogna anche considerare che per i depositi di risparmio al portatore l’unico modo di venire a conoscenza della loro “prossima estinzione” è quello di leggere gli elenchi affissi nelle filiali dove è stato formalizzato il rapporto.
E allora? L’unica strada sicura è la movimentazione dei rapporti di deposito, almeno quelli di cui siamo a conoscenza.
Errore dell’intermediario
Sulla Gazzetta Ufficale n. 44 è stata pubblicata la Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze (13 febbraio 2009, n. 11439) con la quale si sono fornite le indicazioni operative per facilitare la gestione delle richieste dei rimborsi da parte dei titolari dei cosiddetti conti dormienti.
Ciò al fine di ottenere un rimborso delle somme finite per errore in tali conti e versate da banche e Poste al fondo creato.
La Circolare precisa che l’intermediario che abbia erroneamente applicato la disciplina di riferimento, versando al fondo l’importo dei rapporti in assenza delle condizioni per la dormienza, é tenuto a soddisfare direttamente le richieste di rimborso o di ripristino delle condizioni antecedenti la data di versamento al Fondo.
di seguito la circolare del 13 febbraio 2009
Agli intermediari di cui all’art. 1, lettera a) del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2007, n. 116Il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2007, n. 116 (di seguito Regolamento») ha dettato la prima disciplina di attuazione dell’art. 1, comma 345, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che ha istituito un Fondo alimentato dall’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all’interno del sistema bancario e del comparto assicurativo e finanziario.L’art. 4 del regolamento contiene le norme per la comunicazione ed il successivo versamento al Ministero dell’economia e delle finanze (di seguito «MEF») dei rapporti qualificabili come dormienti, mentre il successivo art. 7 riguarda la disciplina transitoria.A seguito del versamento al MEF delle relative somme, e’ pervenuto a questa amministrazione un considerevole numero di richieste di rimborso inviate dai titolari di rapporti qualificati come dormienti.Di conseguenza appare opportuno fornire le seguenti indicazioni operative, per facilitare la gestione delle richieste di rimborso da parte dei titolari dei suddetti conti e loro aventi causa.
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Istruzioni applicative.
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L’intermediario che abbia erroneamente applicato la disciplina di riferimento, versando al fondo l’importo dei rapporti in assenza delle condizioni per la dormienza, e’ tenuto a soddisfare direttamente le richieste di rimborso o di ripristino delle condizioni antecedenti la data di versamento al Fondo. Successivamente lo stesso intermediario potrà’ avanzare al Fondo richiesta di rimborso delle somme restituite ai titolari dei rapporti o loro aventi causa.Roma, 13 febbraio 2009
Il direttore generale del Tesoro: Grilli
Il 26 novembre 2009 è “Striscia la notizia” ad occuparsi di conti dormienti
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Il 17 dicembre 2009 è ancora “Striscia la notizia” ad occuparsi di conti dormienti
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Un altro video interessante è il seguente
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Ho avuto 2 libretti di c/c bancario con banco di roma, uno dal 23/12/1966 al 1968 lasciando 1.000 lire e l’altro dal 1970 al 1974 lasciando sempre 1.000 lire. vorrei sapere che importo avevano rispettivamente i 2 c/c prima della legge del 2008, tenendo conto che la banca non ha mai inviato prima, durante e sino alla data odierna nessun tipo di comunicazione per poter permettere di valutare in quale situazione mi trovo e che fare di conseguenza e infine se sono stati accreditati gli interessi di tutti gli anni.chiedo a chi rivolgersi, dichiarando che ho i libretti “incriminati”. Grazie in anticipo e distinti saluti. AnnaLucia
anna lucia
6 Gennaio 2010 alle 16:03
ho letto attentamente tanti messaggi,ma quello giusto per togliere il “la refurtiva” al rapinatore cosa bisogna fare ancora non l’ho letto ! aiutatemi 1
Grazie.
amedeo
21 Dicembre 2009 alle 22:19
Bisogna avere un pò di pazienza. Prima o poi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il ministro Tremonti ci dirà cosa bisogna fare per rientrare in possesso dei soldi espropriati ai cittadini.
cocco bill
21 Dicembre 2009 alle 22:22
Lo stato che si appropria dei soldi dei risparmiatori
considerandoli “dormienti” è un reato,cioè una rapina senza passamontagna.!!
amedeo
21 Dicembre 2009 alle 22:08
Ecco un’altra puntata di striscia sui conti dormienti.
Per guardarla cliccare qui.
Luigi
18 Dicembre 2009 alle 08:40
Grazie Luigi per il tuo preziosissimo contributo. Abbiamo aggiornato l’articolo dopo la tua segnalazione.
c0cc0bill
18 Dicembre 2009 alle 11:27
Salve!vorrei sapere se e’ vero (questo mi e’ stato detto da un funzionario di banca) che il diritto di riscuotere le somme depositate su un libretto in questo caso al portatore si PRESCRIVE IN 25 ANNI..se cosi’ fosse non avrebbe senso la normativa sui conti dormienti per molti depositi magari riscoperti in occasioni di aperture di testamenti …e’ possibile AGIRE anche in ritardo rispetto alla scadenza di MARZO 2009?
Grazie mille della risposta
ALESSANDRO
28 Novembre 2009 alle 01:55
Io non posso dire se ciò che afferma il funzionario di banca sia vero o falso.
Se ha asserito che il diritto di riscuotere le somme depositate su un libretto al portatore si prescrive in 25 anni quel funzionario di banca avrà informazioni che io non ho.
In assenza di tali informazioni, per quanto mi riguarda, un qualsiasi credito finanziario si prescrive in 10 anni.
c0cc0bill
28 Novembre 2009 alle 10:57
Ragazzi, avete visto il servizio di ieri di Striscia? Anche io ho un libretto caduto in dormienza, ho segnalato la cosa e mi hanno subito richiamato. Scrivete perchè forse pensano di fare qualcosa per noi!
Io ho scritto a “segnalazioni@valeriostaffelli.it”, ma potete scrivere anche a “gabibbo@mediaset.it”.
Ciao.
Cristian
Cristian
27 Novembre 2009 alle 12:21
Grazie della segnalazione Cristian.
Ho provveduto ad inserire il video da te segnalato nei commenti e negli articoli.
Grazie ancora.
c0cc0bill
27 Novembre 2009 alle 13:54
Mio marito è morto a 42 anni il 4 Ottobre 2007.Dopo il contraccolpo mi sono data da fare per cercare di mettere in ordine tutto.Quando sono venuta a conoscenza che c’erano soldi investiti in fondi della CreditRas vendutigli dall’Unicredit era troppo tardi! I soldi sono infatti finiti nei fondi dello Stato. Cosa posso fare?
Maria
16 Novembre 2009 alle 15:03
Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.
Come vede, purtroppo, il dispositivo di legge è molto vago e lascia (era questa l’intenzione, del resto) ampio spazio all’espropriazione forzata dei beni.
Che questa sorta di esproprio proletario sia stato ordito dalla destra è la migliore esemplificazione del fatto, da sempre noto, che di fronte ai soldi non esiste alcuna ideologia.
Come fare per riappropriarsi dei beni illegittimamente espropriati?
Anche da questo punto di vista è evidente la volontà dello Stato di non lasciare alcuno spazio di manovra.
Sul sito web del Ministero Economia e Finanze (MEF) si legge:
“Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.
Le Banche e gli altri Intermediari hanno provveduto ad identificare i suddetti rapporti e a comunicare i relativi dati a questo Ministero. Va precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.
Per consentirne la più ampia conoscibilità, secondo quanto prescritto dalla normativa di riferimento, è resa possibile la consultazione su questo sito dell’elenco dei conti considerati dormienti, come comunicati da Banche e Intermediari.”
C’è dunque (o almeno sembra esserci) una buona notizia: i titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.
La cattiva notizia è invece che ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento.
Si dice infatti che “la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.“
Ma in che modo è possibile richiedere la restituzione delle relative somme? Quale la procedura da seguire? Provate ad inviare una e-mail di richiesta informazioni all’indirizzo indicato (dt.direzione4.ufficio1@tesoro.it) ed aspettate …
Nel frattempo può innanzitutto presentare reclamo scritto alle Poste, preannunciando ricorso all’ ABF (Arbitro Bancario Finanziario).
Qui trova, se vuole esperire un tentativo, informazioni sull’ABF e qui invece i moduli da utilizzare e gli indirizzi per inoltrare ricorso.
Infine, un’ultima annotazione sulle Associazioni dei consumatori.
Le abbiamo spesso sentito starnazzare con comunicati stampa e dichiarazioni oltranziste sulle questioni più risibili.
Ancora oggi si lamentano per la formulazione della legge sulla “class action” dove avrebbero potuto (e voluto) gestire milionarie cause collettive così come accade altrove.
Ed io chiedo: sull’esproprio dei conti dormienti avete letto una critica al governo? Una informazione di come il malcapitato possa muoversi per rientrare in possesso del maltolto?
Eppure riempiono i loro siti con vademecum sul come farsi assistere per risparmiare qualche euro.
Conoscete la ragione di questo comportamento così marcatamente ed apparentemente anomalo?
Bene. Il motivo è semplice. Il fondo di solidarietà per le vittime dei crack finanziari, alimentato dagli introiti dell’esproprio relativo ai conti dormienti, è co-gestito proprio dal governo e dalle Associazioni dei Consumatori.
c0cc0bill
16 Novembre 2009 alle 15:14
Buon giorno, sono Luigi da Genova, anche a me hanno dirottato verso i depositi dormienti del Ministero i fondi che avevo acquistato presso Finanza e Futuro, per l’ammontare di 40.000 euro.
Sto impazzendo per contattare il Ministero ma da Giugno non rispondono più al telefono e non hanno ancora attuato una procedura per il recupero.
Chiedo aiuto, non credo di essere l’unico in questa situazione.
Luigi
18 Novembre 2009 alle 11:08
Lei non è sicuramente l’unico cittadino a cui sono stati espropriati i depositi su conto corrente ed i libretti di risparmio.
Ma, come potrà leggere negli altri commenti le Istituzioni latitano e le associazioni dei consumatori sono state risucchiate in un conflitto di interesse grande come una casa, più evidente di quello che coinvolge il Presidente del Consiglio di cui le associazioni non perdono occasione per lamentarsi con pianti da prefiche.
In pratica il governo ha blandito Adusbef, Aduc, Adiconsum ecc., assegnando loro la gestione del fondo per le vittime dei crack finanziari alimentato proprio con parte del ricavato dell’espropriazione dei conti dormienti.
c0cc0bill
18 Novembre 2009 alle 14:27
Sono nella situazione che ormai accomuna tante persone.Aiutateci voi.
lodi andrea
1 Dicembre 2009 alle 15:18
signori io ho un libretto di deposito al portatore acceso nel 1997 per cui,purtroppo,credo che ormai faccia parte dei conti dormienti.avendo letto sopra che il MEF mi ha derubato dei pochi risparmi messi da parte anni addietro per mia figlia,io povero disabile al 100%,quanti anni dovrò attendere che Tremonti possa ridarmi i miei sudati risparmi?vi ringrazio anticipatamente per la risposta
gaetano
10 Novembre 2009 alle 17:08
Sul sito web del Ministero Economia e Finanze (MEF) si legge:
“Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.
Le Banche e gli altri Intermediari hanno provveduto ad identificare i suddetti rapporti e a comunicare i relativi dati a questo Ministero. Va precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.
Per consentirne la più ampia conoscibilità, secondo quanto prescritto dalla normativa di riferimento, è resa possibile la consultazione su questo sito dell’elenco dei conti considerati dormienti, come comunicati da Banche e Intermediari.”
C’è dunque una buona notizia: i titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.
La cattiva notizia è invece che ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento.
Si dice infatti che “la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.“
Ma in che modo è possibile richiedere la restituzione delle relative somme? Quale la procedura da seguire? Provate ad inviare una e-mail di richiesta informazioni all’indirizzo indicato (dt.direzione4.ufficio1@tesoro.it) ed aspettate …
Nel frattempo può innanzitutto presentare reclamo scritto alle Poste, preannunciando ricorso all’ ABF (Arbitro Bancario Finanziario).
Qui trova informazioni sull’ABF e qui invece i moduli da utilizzare e gli indirizzi per inoltrare ricorso.
c0cc0bill
10 Novembre 2009 alle 19:18
buongiorno nel 1997 mi era stato richiesto dal locatore del mio ufficio dome deposito cauzionale un libretto al portatore. Quest’anno avendo rinnovato il contratto ed essendo aumentato il canone mi hanno chiesto un incremento del libretto, mi sono quindi recato in banca e mi hanno detto che il mio libretto al portare è dormiente estinto…adesso il problema è mio o del portatore del libretto (ovvero il locatore) per il rimborso della somma espropriata?
sergio
6 Novembre 2009 alle 17:03
Quesito interessante.
Da sottoporre all’attenzione dell’avv. Alessandro Pedone in questo spazio web.
c0cc0bill
6 Novembre 2009 alle 17:10
nel fare un trasloco è stato rinvenuto un libretto di risparmio bancario di cui ne era stata totalmente dimenticata l’esistenza. Ultimo movimento nel 1996 con saldo attivo.
Può essere considerato dormiente questo libretto di risparmio benchè lo stesso intestatario possedesse con la stessa banca, fino a poco tempo fa, un conto corrente sul quale venivano effettuate movimentazioni regolarmente?
L’intestatario non ricorda di aver ricevuto avvisi ed iterpellata la banca ha ottenuto solo risposte vaghe.
Cosa dovrebbe fare per avere informazioni certe e precise circa la condizione del suo libretto di risprmio?
aldo
29 Ottobre 2009 alle 16:05
Aspettare di vedere se il MEF rende nota la procedura (che aveva promesso) per poter richiedere indietro i soldi.
c0cc0bill
29 Ottobre 2009 alle 16:32
Mi sembra di sognare, anzi di fare un incubo.
Alla nascita di mio figlio nel 1995, mio padre gli aprì un libretto postale nominativo in LIRE.
Con l’arrivo dell’EURO, verso il 2003 andai all’ufficio postale per fare il cambio della moneta, da lire in euro e qui mi dissero che, dato che mio figlio era minorenne bisognava aspettare il suo compimento dei 18 anni.
Dunque, il libretto diventa vincolato fino al 2013. Tranquillamente misi il libretto nell’armadio senza fare movimenti.
Quest’anno per puro caso sono venuto a conoscenza di questa normativa dei conti dormienti.
Mi sono recato all’ufficio postale dove è stato aperto il libretto e qui, mi hanno detto che il libretto era stato estinto nel 2008 e che loro avevano avvisato i clienti (in generale) con un manifesto nei locali della posta.
Io in quell’ufficio postale non vado mai, anche perchè vivo fuori e al mio paese ci ritorno in vacanza e non mi capita mai di andare alla posta.
Ditemi voi cosa posso fare ? Aspettare che il Ministro esca una normativa per recuperare i soldi di mio figlio avuti in regalo da mio padre ? Che oggi, purtroppo non c’è nemmeno piú……
— Mi vergogno di essere italiano. —
Domenico
Domenico
4 Ottobre 2009 alle 18:37
scusate ma se il governo non definisce la procedura, e sono stati trasferiti i soldi al fondo non è possibile effettuare un’ azione civilistica di tipo ordinario?
gaetano
1 Ottobre 2009 alle 02:35
Certamente. Il problema è che l’importo da recuperare molto spesso non giustifica l’onorario di un avvocato e le spese legali da affrontare.
Poi, come ben sappiamo gli avvocati nel 99% dei casi non rilasciano fattura (o rilasciano fattura per importi parziali) e dunque non c’è nemmeno da sperare nella condanna della banca al pagamento delle spese legali.
c0cc0bill
1 Ottobre 2009 alle 05:00
sono possessore di due assegni circolari datati novembre 2005. Mi sapete dire se anche questi subiscono la procedura dei conti dormienti visto che
sono tratti sullo stesso istituto dove ho il conto corrente che tra l’altro oltre a non pagarmeli non mi ha neanche spedito nessuna comunicazione a riguardo.
isacco
21 Settembre 2009 alle 19:13
Salve,
sono il legittimo proprietario di un conto dichiarato “dormiente” e trasferito ope legis, a dicembre dello scorso anno, al ministero dell’economia e delle finanze.
Gli articoli di stampa e quelli presenti nel web riferiscono che è prevista la possibilità di reagire a questo esproprio statale inoltrando richiesta al MEF, nel termine di prescrizione di 10 anni.
Sul sito del ministero non ci trovano informazioni circa la procedura da seguire, nè gli articoli, che pure trattano abbondantemente dei conti dormienti, danno indicazioni al riguardo.
Mi resta solo la possibilità di presentare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica per appropriazione indebita perpetrata dalla Repubblica stessa? Mi sembra un pò kafkiano.
Vi sarei davvero grato se poteste fornirmi qualche suggerimento utile. E’ già passato un anno e la somma depositata non era irrilevante.
Grazie e buon lavoro.
gennaro migliaccio
18 Settembre 2009 alle 17:15
Un tesoretto di centinaia di migliaia di euro – Dopo il 6 dicembre i soldi finiranno allo Stato – Si tratta dei libretti di risparmio delle poste «dimenticati» da 10 anni
Quasi 1.400 libretti di risparmio postali «dimenticati» dagli altoatesini, un tesoretto di centinaia di migliaia di euro.
E se nessuno li reclamerà entro il 6 dicembre, andranno allo Stato.
Sono questi i numeri diffuse dalle Poste, che anche in questi giorni invitano i clienti a verificare se sono titolari di uno dei 1.345 libretti di risparmio, aperti presso le filiali postali altoatesine, che da oltre dieci anni non registrano un movimento contabile. La «dead line» è fissata per il 6 dicembre prossimo, data oltre la quale i depositi non reclamati dai legittimi proprietari finiranno nel Fondo sociale di garanzia, così come previsto dalla legge sui cosiddetti «conti dormienti».
In tutto si tratta di alcune centinaia di migliaia di euro, un tesoretto che fa gola: quasi impossibile stabilire la ciffra esatta, considerando che gran parte del materiale risale all’epoca pre-informatica. Insomma, per fare i conti si dovrebbero spulciare i vecchi libroni cartacei.
Normalmente – spiega l’ufficio stampa delle Poste – i libretti di risparmio «dormienti» non contengono che poche centinaia di euro. In alcuni casi si tratta di piccoli depositi lasciati a suo tempo proprio per non estinguere il libretto, ma poi finiti nel dimenticatoio. Insomma, sbadati sì, ma nessuno ha «abbandonato» cifre da capogiro.
La situazione per i libretti di risparmio postali è più complessa rispetto, ad esempio, ai conti correnti, che permettono alle banche di risalire facilmente al titolare o ai familiari. Gran parte dei libretti, infatti, sono al portatore e non nominali e l’unico modo per identificare il titolare è sperare che riconosca il codice identificativo diffuso dalle Poste sul proprio sito (www.poste.it).
Non è un caso che fino ad oggi non c’è stata la fila di clienti agli sportelli per reclamare il vecchio deposito.
La cifra di partenza – i 1.345 libretti – subirà una considerevole potatura nelle prossime settimane. I vari uffici postali della provincia, infatti, sono impegnati nella verifica di ogni singolo deposito per capire se rientrano nei casi che escludono l’estinzione.
Non rientrano, infatti, nella categoria dei «conti dormienti» i depositi inferiori ai 100 euro, i depositi cauzionali (ad esempio quelli per gli affitti immobiliari), i libretti intestati a persone minorenni e i libretti giudiziari.
Questi ultimi hanno una funzione cautelare: accolgono le somme derivanti da procedimenti giudiziari (pignoramenti o sequestri ad sempio) su richiesta dell’autorità giudiziaria.
Situazione analoga per quanto riguarda i conti correnti bancari. In Alto Adige quelli «dormienti» sono circa 400, ma già nei mesi scorsi i vari istituti di credito si sono mossi per comunicare ai clienti lo stato del conto e parecchi clienti si sono presenti per incassare o per rinnovare il rapporto con la banca (è sufficiente una comunicazione scritta alla propria banca per interrompere i dieci anni previsti).
La parte del leone, in questo caso, la fa la Raiffeisen, che raccoglie quasi un quarto di tutti i conti dormienti della provincia. Tra i titolari vi sono anche clienti nati alla fine dell’Ottocento.
In Italia, secondo il Tesoro, sono circa un milione i conti dormienti, per una cifra complessiva che sfiora il miliardo di euro. Non proprio bluscolini.
gianfranco piccoli
18 Settembre 2009 alle 16:31
Ma se, come nel mio caso , oltre a non ricevere alcuna comunicazione per posta , non c’era nemmeno il mio nome nell’ elenco online del Mef posso rivalermi nei confronti della banca ? Anch’io come la signora sotto avevo fatto un aggiornamento dalle lire in euro nella banca dove , peraltro , riscuoto la mia pensione.
Saverio
18 Settembre 2009 alle 08:30
Signor Saverio,
cosa dovrei rispondere alla sua domanda? E’ facile dire “può rivalersi!”.
Ma è una possibilità solo teorica, perchè poi lei va da un avvocato e questi le chiede 500 euro solo per ascoltarla dieci minuti …
Le banche lo sanno questo: e si comportano con arroganza ed irresponsabilità proprio in ragione delle difficoltà che incontra il singolo cliente per ottenere giustizia.
Più realisticamente aspettiamo di vedere se almeno il MEF rende nota la procedura (che aveva promesso) per poter richiedere indietro i soldi.
c0cc0bill
18 Settembre 2009 alle 11:23
può essere considerata movimentazione di un libretto postale la richiesta e poi il successivo passaggio effettuato dalle lire in euro?
Livia
4 Settembre 2009 alle 13:48
Inutile tergiversare. C’è poco da fare se le Poste le hanno detto di no, classificando come dormiente il libretto.
Bisogna pazientemente attendere che venga resa operativa la procedura per consentire di rientrare in possesso, a chi ne faccia richiesta e ne abbia titolo, dei libretti e dei conti espropriati dal ministro Tremonti e dal governo Berlusconi.
c0cc0bill
4 Settembre 2009 alle 13:53
Voglio rispondere a chi dice che questo esproprio dei conti dormienti sia fatto dal Ministro Tremonti o dal Governo Berlusconi. Questa legge è stata fatta dall’FdT(vedi antica città greca) Prodi, che oltre ad aver fatto andare a gambe all’aria l’IRI, la Cirio ed altre industrie italiane, lo ha messo in quel posto anche alla povera gente e soprattutto agli anziani ignari di questa manovre o quegli emigrati che da anni non rientrano in Italia.
nesentotante
22 Settembre 2009 alle 06:41
La ringrazio per queste pillole di storia.
La legge che espropria i conti dormienti prevede la possibilità, entro il termine decennale di prescrizione, di rientrarne in possesso attraverso una richiesta al MEF.
Ho scritto numerose e-mail all’URP del MEF ed agli Uffici competenti per ottenere indicazioni circa la procedura da seguire. Nessuno si è degnato di rispondere o almeno pubblicare sul sito una qualche notizia in merito.
Rettifico allora e concludo, per par condicio, affermando che l’assenza di informazioni sul come rientrare in possesso dei conti espropriati da Prodi è imputabile al ministro Tremonti. Va bene così?
c0cc0bill
22 Settembre 2009 alle 06:55
buongiorno,
un nostro cliente si è rivolto al nostro studio per un trasferimento effettuato dall’ istituto di credito al ministero di circa 22000 euro.
noi stiamo valutando, in attesa di una normativa idonea al recupero, un’ azione ordinaria nei confronti del ministero.
a vostro parere, quanto tempo occorre per l’ emanazione di una normativa di riferimento?
graze
gaetano
15 Luglio 2009 alle 10:52
buongiorno, sempre riguardo ai conti dormienti volevo proporre questo caso:
sono titolare di un DT su cui ci sono Fondi comuni fermi da oltre 10 anni
ho altri rapporti con la banca mossi di recente
la SGR chiede alla banca via mail la dormienza o meno dei miei Fondi e la banca risponde alla SGR sempre via mail che i rapporti non sono da considerare dormienti, ma la SGR pretende dalla mia banca una risposta su carta intestata con l’indicazione della data di movimentazione degli altri rapporti
la banca risponde che è tenuta solamente ad una generica conferma della mancanza dei requisiti di dormienza
morale la SGR rimborsa i miei fondi e li versa al fondo
a chi mi devo rivolgere per riavere i iei soldi
grazie
mauro
15 Luglio 2009 alle 09:35
il 7 luglio 2009 ho ritrovato un libretto di risparmio nominativo postale il cui ultimo movimento risale a 04/03/1986 . mi sono recata subito all’uficio postale che l’ aveva emesso purtroppo risulta libretto dormiente. la sola cosa che il direttore e l’impiegata mi hanno detto era di rivolgermi al ministero delle finanze per vedere se c’è qualche modo per risvegliarlo. uno dei due intestatari è deceduto. come posso fare per avere i miei soldi?
Anonimo
8 Luglio 2009 alle 15:36
Sono figlia di emigrante, deceduto da un anno, residente in Canada, ho scoperto a giugno 2009 di avere un Libretto Postale, intestato a mio padre e sua madre, rientrante nella categoria dei libretti dormienti, nessuno mi saputo darmi una indicazione o procedura di come fare per prelevare i soldi….no comment…ma molto delusa e arrabbiata per aver fatto un viaggio a vuoto dal Canada senza sapere inoltre se potrò un giorno avere quei pochi risparmi lasciatemi da mio padre.
Linda
22 Giugno 2009 alle 17:45
Il ministro Tremonti ed il MEF (Ministero Economia e Finanze) non hanno ancora reso noto le procedure da seguire per rientrare in possesso dei risparmi espropriati dal governo.
Noi stiamo seguendo la vicenda (disgustosa ed aberrante). Appena si muoverà qualcosa e ci saranno notizie certe le pubblicheremo sicuramente.
weblog admin
22 Giugno 2009 alle 18:08
Salve , il mio problema è questo. ho rinvenuto i documenti e il promemoria di un conto corrente intestato a mio nonno (morto trent’anni fa). l’ultimo movimento risale al luglio 1975. questo c/c non è rientrato nell’eredità perchè nessuno sapeva della sua esistenza. Essendo un conto e non un libretto non siamo sicuri che il saldo sia effettivamente quello riportato sul promemoria ma ci sono delle buone probabilità. Io lavoro nella stessa banca dove era acceso questo c/c (seppur in un altra filiale) e so che teniamo dei registri cartacei con le informazioni relative a questi rapporti non movimentati da anni. Mi chiedevo se è possibile costringere la banca a effettuare una ricerca in merito. inoltre nel caso le ricerche dessero esito positivo cosa posso fare per recuperare i soldi ( che sicuramente non sono finiti nel fondo depositi ma nell’attivo della banca)?
un’ultima cosa: nel caso dovessimo riuscire a recuperare il denaro il controvalore sarebbe quello attuale oppure si tiene conto dell’inflazione e del valore che aveva nel 1975? grazie
laura
15 Giugno 2009 alle 19:08
Le suggerisco di riproporre la questione in questa sezione, all’attenzione dell’Avv. Alessandro Pedone.
weblog admin
15 Giugno 2009 alle 19:27
Vorrei sottoporre il caso di una cliente della Banca Popolare di Novara che ha un libretto al portatore
cointestato con il marito emesso il 4.5.84 e movimentato fino al 17.1.91.
La signora ha solo lei personalmente presso la stessa Banca un c/c movimentato ove transitavano periodicamente obbligazioni emesse dall’Istituto in questione.
Poichè la Pop.Novara ha provveduto ad espletare le procedure di versamento al “Fondo” presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze del libretto al portatore ritenuto dormiente, chiedo se l’Istituto ha operato correttamente tenuto conto che la signora
intratteneva rapporti continuativi presso di loro con il suo c/c . Cosa prevede esattamente la legge? La Banca ha errato nella procedura ? Grazie per la risposta e saluti. Giampiero
Giampiero
4 Giugno 2009
Giampiero
4 Giugno 2009 alle 18:05
La banca avrebbe dovuto avvertire dell’incombente trasferimento al fondo di solidarietà per le vittime dei crack finanziari, così come previsto dalla legge.
Ma il libretto era al portatore e dunque … la signora avrebbe dovuto, pertanto, venire a conoscenza del conto dormiente in procinto di essere “espropriato” prendendo visione degli elenchi affissi in ciascuna filiale o interrogando il sito appositamente allestito dal MEF (Ministero Economia e Finanze). E avrebbe dovuto movimentare il libretto.
Insomma, la banca ha operato in modo corretto.
Come procedere adesso? La legge prevede altresì che i tecnici del MEF mettano a punto una procedura per consentire di rientrare in possesso dei libretti e dei conti espropriati ai titolari.
Ma per ora non si sa ancora nulla.
weblog admin
4 Giugno 2009 alle 18:37
Salve, il mio caso è veramente grottesco…ho un libretto di deposito a risparmio al portatore della cassa di risparmio ora carime/ubi banca.
Il mio libretto è troppo vecchio per esistere sui database della banca e comunque non posso recuperare i miei soldi perchè è ritenuto come conto dormiente..
a me è parso di capire che doveva esserci una comunicazione della banca ma questa non c’è mai stata.
Cosa posso fare?
il direttore della banca mi ha detto che volendo posso fare una richiesta e sperare di recuperare un 80% della somma versata 30 anni fa da mio nonno e sognarmi di vedere gli interessi maturati…
non è per i soldi ma per il ricordo affettivo di un nonno che ha voluto fare un regalo alla propria nipotina. Se non riuscirò a recuperare il mio libretto me lo terrò vecchio per ricordo.
Grazie per la vostra risposta
Anonimo
30 Maggio 2009 alle 11:36
Il MEF doveva approntare una procedura per consentire agli espropriati di rientrare in possesso dei propri averi. Ancora non l’ha fatto. Ironia della sorte proprio un governo anticomunista si è reso responsabile di un esproprio (che proletario non è perchè quei soldi vanno a rimediare i guati prodotti da altri eccelsi capitalisti).
E comunque può darsi che non si abbia più diritto agli interessi maturati da quando libretti e conti sono transitati nel fondo delle vittime dei crack finanziari (bond argentini, Tanzi Parmalat, lehman brothers ecc…). Cioè dall’anno scorso.
Ma non riesco a comprendere come ci si debba accontentare dell’80% del capitale rinunciando ad interessi maturati per 30 anni.
L’unica cosa certa è che proprio ai direttori di banca (servi dei banchieri e della classe politica al governo) non bisogna dare ascolto.
Per ora le consiglio di preparare la documentazione e restare in attesa. Molte associazioni di consumatori si stanno organizzando per promuovere, su questo versante, azioni giudiziarie contro le banche (che spesso, come nel suo caso, si sono ben guardate dall’avvertire i risparmiatori come previsto dalla procedura) e contro il governo autore di esproprio che neanche Stalin ha mai commesso e che, cosa più aberrante, servirà per togliere ai poveri e dare ai ricchi.
weblog admin
30 Maggio 2009 alle 15:31
Salve; vorrei sapere come mai una banca che ha trasferito l’importo di un certificato di deposito vincolato, definito conto dormiente al fondo delle vittime dei crac finanziari, a seguito di mia richiesta non vuole o non può comunicarmi un documento che attesta la transazione e l’entità del’importo devoluto? Ciò mi potrebbe essere utile al fine di avere una documentazione certa per dimostrare al MFE l’esproprio del mio danaro e quindi poter richiedere la restituzione del maltolto. Grazie per l’attenzione
vincenzo e rosa
29 Maggio 2009 alle 17:31
Le banche fanno un pò come gli pare in questo paese.
Avete certamente bisogno di un legale serio e determinato per risolvere la questione.
weblog admin
29 Maggio 2009 alle 19:42
novità sui libretti estinti? come richiedere i soldi al ministero?
possibile nessuna novità ancora?
grazie ciao
mario
3 Maggio 2009 alle 00:59
Nessuna, purtroppo.
weblog admin
29 Maggio 2009 alle 19:43
Buonasera,
la banca mi ha comunicato che avevo dei libretti dormienti però un libretto l’ho smarrito la Banca mi ha dettodi fare la Denuncia ai Carabinieri del libretto e la richiesta al Tribunale per farmi autorizzare alla ritiro dei soldi;il Tribunale mi ha dato esito positivo(tutto questo è avvenuto nei tempi previsti) però a tutt’ora che siamo al 27 Aprile 2009 la Banca dice che non è autorizzata a darmi i soldi ma che deve essere lo stato che gli da questa autorizzazione.Come devo fare per riavere quei soldi?Qual’è la Legge che mi spiega in questi casi come muoversi? Se è lo stato che deve dare l’autorizzazione come devo procedere?In attesa di una risposta soddisfacente porgo i miei saluti
Elena
28 Aprile 2009 alle 00:18
In effetti è così.
Gli importi relativi a conti dormienti, non reclamati nei tempi, sono stati trasferiti, per legge, allo Stato.
Chi, come te, non è riuscito a rientrare, nei termini previsti, in possesso dei soldi depositati nei conti dormienti può richiedere il “maltolto”.
Ma deve farlo attraverso una procedura che, ahimé, non è stata ancora messa a punto dai tecnici del Ministero della Economia e delle Finanze.
Appena sapremo a chi bisogna fare domanda, ed in che modo, pubblicheremo le informazioni sul Blog.
weblog admin
28 Aprile 2009 alle 06:08
cercano su internet ho trovato che per risvegliare conto dormiente e nel mio caso era un libretto al portatore della Cassa di risparmio dovevo ex. fare la denuncia che come ho detto ho fatto ma in data 28 agosto 2008 che ormai i tempi erano scaduti ma c’era scritto anche questo, riporto testuali parole “Se il cliente ha più rapporti,il risveglio di uno di essi vale per tutti.”Perchè allora in questo caso la colpa non è mia dato che io ho risvegliato altri libretti al portatore ma della Banca che non conosceva bena la Legge dato che ora mi dice che questa cosa non vale per il libretto al portatore.Se ciò che ho letto vale per il mio caso mi date il nome della Legge e dove la trovo da ritornare in Banca e dire che non hanno fatto bene il loro lavoro.In risposta positiva posso rivalermi anche se i tempi sono scaduti sulla Banca o devo per forza aspettare che esca la Legge per fare domanda e riprendermi i soldi dal “Fondo dello Stato”?
Elena
28 Aprile 2009 alle 13:21
Elena, un libretto al portatore è un libretto al portatore. La banca non poteva associarlo a te e quindi “risvegliarlo” in conseguenza al fatto che ne avevi già “risvegliati” altri.
Devo dire mi sembra (e non lo faccio spesso) che la banca abbia, purtroppo, ragione.
Comunque deve essere messo a punto dai tecnici del MEF, a breve, un regolamento che indica la procedura da seguire, per rientrare in possesso dei propri soldi, a tutti i soggetti (e sono tanti) che si trovano nelle tue stesse condizioni.
Una cosa è certa: riavrai quanto è tuo. Con qualche fastidio in più, certo, e sarà necessario avere molta pazienza.
Ma, almeno non è stato ancora legalizzato l’esproprio di Stato per i c/c ….
Per avere qualche info più attendibile rispetto a quelle che posso fornirti io, puoi tentare di sottoporre il problema all’attenzione del consulente del blog, dott. Antonio Iuri Donati, riproponendo il tuo commento in questa sezione.
weblog admin
28 Aprile 2009 alle 15:59
Buonasera,
porgo il quesito all’Attenzione del Dott.Antonio Iuri Donati:io possessore di libretti al portatore della Cassa di Risparmio ho smarrito un libretto, seguendo quello che mi diceva la Banca in questione ho fatto la denuncia di smarrimento ormai troppo tardi (28 agosto 2008)dai tempi previsti dalla legge 16 agosto 2008 (fidandomi degli impiegati non molto competenti!!!)e poi la domanda al tribunale perchè mi dichiarasse che potevo procedere all’estinzione del libretto;la Banca suppongo che sapesse che ciò era inutile, dato che tutto ciò me l’ha fatto fare dopo il 16 agosto ora vengo al dunque lo so bene che ormai non posso più rivendicarmi sulla banca dato che ha già comunicato al ministero dell’Economia l’elenco dei soldi che sono finiti nel fondo pubblico ma avevo letto collegandomi a internet riferendosi all’art 1 comma 345…..testuali parole “se il cliente ha più rapporti,il risveglio di uno vale per tutti.”quindi pensavo che ciò valesse anche per il mio caso che dato che altri libretti li ho risvegliati potevo andare dalla direttrice della Banca e dimostrare che avevano fatto un errore e almeno togliermi una soddisfazione personale.In attesa di una sua risposta le porgo i miei saluti e spero che comunicherete al più presto come procedere per avviare la pratica burocratica per questi casi.
Grazie
Elena
28 Aprile 2009 alle 23:16
sono in possesso di un deposito di risparmio al portatore dichiarato estinto per dormienza malgrado abbia fatto annotare sul libretto quasi ogni anno gli interessi maturati e la conversione da Lit a Euro.
Non mi sembra coretto che venga considerato dormiente!
Devo agire contro la banca o fare ricorso al MEF?
Grazie
Giorgio
15 Aprile 2009 alle 18:31
Scusatemi, una domanda: Come è possibile reperire i soldi di una persona deceduta (essendo eredi ovviamente) depositati in Svizzera ma senza aver nulla in mano ossi nome della banca, libretto ecc.?
Luca
31 Marzo 2009 alle 10:48
Dipende di quali soldi si tratta se sono soldi di un conto deposito è difficile, perché le banche non forniscono informazioni, anche sapendo il nome e gli altri dati della persona. Se invece la persona ha lavorato in svizzera ci sono dei metodi.
Sviss
1 Aprile 2009 alle 00:35
sapete se il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto traferimento?
grazie
mario
22 Marzo 2009 alle 19:42
Non si sa ancora nullla Mario.
weblog admin
22 Marzo 2009 alle 21:32
avete novità sui libretti postali e bancari estinti?
come recuperare? entro il 31 marzo?
come? grazie dell’aiuto
Mario
9 Marzo 2009 alle 20:20
Nessuna novità ancora.
c0cc0bill
9 Marzo 2009 alle 21:13
Sono l’ex revisore della Centrale del latte di Roma fatto passare come uno “stravagante”.
Oggi mi ascolterete probabilmente ma mi sono reso conto che la presa in giro della povera gente persevera sotto ogni governo e bandiera.Sono esterefatto del tasso di sopportazione della popolazione .
Vi voglio bene a tutti.
Luca Bufalini
Luca Bufalini
28 Maggio 2009 alle 16:15
Salve,
anch’io mi sono ritrovato nella stessa situazione di Salvatore, e devo dire che molti direttori di uffici postali, ci hanno marciato sulla questione dei libretti postali dormienti. Io prima di tutto, augurerei che all’intelligentone che ha avuto l’idea di fare questa norma, possa soffrire le peggiori pene del mondo. Poi spero che questi risparmi, siano restituiti ai leggittimi proprietari e non che vengano rubati.
Scusate lo sfogo, ma purtroppo quando girano, girano.
Un saluto
Aldo
14 Febbraio 2009 alle 00:47
avete novità sul come richiedere i propri soldi al ministero riguardo ai conti e libretti “dormienti estinti?”
grazie
betty
13 Febbraio 2009 alle 15:02
Non ancora, purtroppo
c0cc0bill
13 Febbraio 2009 alle 18:33
Mel mese di gennaio 2009 mi sono portato presos l’ufficio PP.TT ove avevo acceso il libretto di risparmio con una considerevole somma, di diverse migliaia di euro, sentendomi dire che il libretto era dormiente, in realzione che l’ultima operaizone allo sportello era stata fatta il 17.11.1998, cioè da oltre dieci anni.A nulla sono valse le mie rimostranze che nel maggio 2003, portandomi presso l’ufficio postale, ove ho consegnato il libretto , richidevo a tale ufficio, la conversione da lire ad euro del libretto ed ho fatto caricare gli interessi dal 1998 al 2001 compreso ben riportati nel libretto stesso con timbri-datario dell’ufficio e firma dell’impiegato.
Ora ho scritto una lettera di proteste all’ufficio PP.TT. ove è acceso il libretto, altra lo inviata alle Poste Provinciali di Salerno ed altra alle POste DEirezione Risparmi Postali, richiedendo per i motivi di cui sopra, l’immediata attivazione del libretto, la restituzione del danaro, e la mia vlonta a volere proseguire nel rapporto. Cosa debbo fare ancora per una simile ingiustizia ? E pensare che dicono che i libretti sono garantiti dallo Stato Italiano.
Franca
5 Febbraio 2009 alle 21:08
anch’io, a dicembre 2008, quando ho scoperto di essere titolare di un libretto postale non movimentato da 12 anni, ho scritto alle poste italiane, sede centrale di roma e agenzia presso la quale era stato aperto il rapporto,lamentandomi di non essere stata avvisata e chiedendo la restituzione della somma presso di loro depositata, ma, laconicamente, mi è stato risposto che l’agenzia aveva provveduto ad avvertire tutti mediante affissione di un avviso nello stesso ufficio postale e che per il momento non conoscevano la procedura affinchè io potessi rientrare in possesso dei miei soldi.non mi sono rassegnata a perderli, se avete notizia su come fare per riaverli, vi prego comunicatelo,io, farò lo stesso con voi.grazie e buona fortuna a tutti.
dacos
27 Marzo 2009 alle 13:11
Le consiglio di rivolgersi al consulente debiti in questa sezione.
weblog admin
27 Marzo 2009 alle 16:08
grazie gentilissimi
Salvatore
1 Febbraio 2009 alle 20:01
Certo Salvatore,
in ogni caso adesso bisogna risolvere il problema.
In queste pagine pubblicheremo certamente la procedura per rientrare in possesso dei tuoi soldi, appena essa sarà stata definita.
Così alla prima occasione di ritorno in Italia potrai avviare la pratica.
c0cc0bill
1 Febbraio 2009 alle 19:52
Sono Salvatore proprietario del libretto:
una precisione il libretto é rimasto all’ufficio postale, i documenti li ho portati a settembre lasciandoli insieme al libretto (non dimenticate che vivo in svizzera)… a dicembre ho chiesto se l’operazione era avvenuta così ho trovato la sorpresa… il mio libretto é sempre rimasto al direttore…
grazie per la Vostra attenzione
Salvatore
1 Febbraio 2009 alle 19:44
Salvatore non aveva con sè il libretto e non ha compilato i moduli a giugno. Dunque non ha espresso la volontà a voler mantenere il rapporto, perchè l’operazione di variazione non è stata effettuata.
Ha tentato di fare l’operazione di conversione a dicembre, ma ormai era troppo tardi!
Rifarsi sul direttore? E come? Con una causa civile? Così passano anche i 10 anni per poter chiedere la restituzione al Fondo per le vittime dei crack finanziari, dove sono confluiti i suoi soldi.
Eppoi tu te lo immagini il direttore che ammette che è colpa sua? Io, più realisticamente, vedo il direttore che dice: “E chi lo ha mai visto questo Salvatore ….”
c0cc0bill
1 Febbraio 2009 alle 18:37
una domanda sul caso di Salvatore:
Salvatore andando a Giugno all’ufficio postale e chiedeno di variare, giustamente, il libretto in quanto ormai cartaceo ha espresso anche la volontà a voler mantenere il rapporto con le poste, quindi ciò non può esere considerata movimentazione in quanto ha espresso una volontà? inoltre non si può rifare sul direttore? a chi rivolgersi?
grazie
betty
1 Febbraio 2009 alle 17:16