E’ arrivata una cartella esattoriale – e adesso cosa faccio?
Quando lo Stato o un qualsiasi ente pubblico deve recuperare un credito derivante da una sanzione amministrativa oppure da imposte, tasse, contributi, canoni non pagati, multe, ecc. vi provvede attraverso la cartella esattoriale.
Accertato il debito, l’ente creditore (detto anche “ente impositore”) lo iscrive in un elenco denominato “ruolo” che contiene i nominativi dei debitori e che viene periodicamente inviato all’agente della riscossione (o ‘concessionario”) territorialmente competente, in relazione al domicilio fiscale dei contribuenti, affinché provveda alla riscossione.
Dal 1 ottobre 2006 la riscossione è attribuita alla Agenzia delle Entrate e all’lnps che, per tale attività, si avvalgono della società Equitalia Spa.
La quale a sua volta agisce direttamente o tramite partecipate che di solito sono le stesse società operanti precedentemente come “concessionarie” (ad es. la Gerit è ora diventata Equitalia Gerit, Esatri è ora Equitalia Esatri).
L’agente della riscossione, ricevuto il ruolo, emette e notifica le cartelle esattoriali contenenti le richieste di pagamento.
Ricevere una cartella esattoriale, dunque, non è una questione da prendere sottogamba. Si tratta infatti di un documento che dà la possibilità all’agente della riscossione di agire e rifarsi sui beni del debitore in caso di mancato pagamento. Come? Attraverso l’ipoteca su beni immobili, ganasce fiscali, pignoramento presso terzi e blocco dei pagamenti pubblici.
Debora Rosciani ne parla con Maurizio Caprino, giornalista de Il Sole 24Ore e Luigi Lovecchio, esperto di questioni fiscali per il Sole.
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Quando arriva sono CXXi amari, non lo spero per nessuno..
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12 Giugno 2009 alle 04:17