Saranno i servizi segreti a gestire i voli di stato per il trasporto del “materiale” destinato al sollazzo dell’utilizzatore finale

Il personale che si occupa dei voli di Stato sarà trasferito alle dipendenze dirette dell’intelligence. In particolare sarà inserito nell’organico del Rud, l’ufficio che fa capo all’Aise — il servizio segreto militare — ed è addetto alle mansioni di vigilanza degli obiettivi.
La decisione è stata presa dal governo dopo la pubblicazione delle foto del premier Silvio Berlusconi che imbarca a bordo degli aerei con la sigla «Repubblica Italiana» i suoi ospiti privati come il cantante Mariano Apicella, attori e ballerine.
E dopo la circostanza, emersa durante gli accertamenti della Procura di Bari, che anche Gianpaolo Tarantini – indagato per induzione alla prostituzione per aver portato ragazze a pagamento nelle residenze del premier – si spostava tra Roma e Milano a bordo di quei velivoli.
Nella richiesta di avvio della procedura, già trasmessa all’Aeronautica Militare e alle altre amministrazioni da cui dipende il personale, i trasferimenti vengono giustificati con motivi di «sicurezza e riservatezza ». Finora le liste passeggeri e i piani di volo potevano essere acquisiti dall’autorità giudiziaria, sia pur con un provvedimento motivato.
D’ora in avanti i documenti saranno invece coperti dal segreto e dunque per poterli visionare si dovrà avviare un iter molto più complesso e soprattutto ci sarà la possibilità di opposizione alla consegna.
Un mese fa Silvio Berlusconi si era rivolto al garante della Privacy e alla magistratura romana per chiedere il sequestro delle foto scattate dal reporter sardo Antonello Zappadu a Villa Certosa e all’aeroporto di Olbia. Migliaia di scatti che riprendevano gli ospiti della sua residenza estiva, ma anche quelli in arrivo o in partenza a bordo dei velivoli. L’Authority ha ritenuto «illecito» riprendere e diffondere «immagini di persone all’interno di una privata dimora senza il loro consenso e utilizzando tecniche particolarmente invasive », mentre ha stabilito che «sono permesse quelle riprese in luoghi pubblici», come è per esempio un aeroporto.
La Procura ha invece disposto il sequestro di tutti gli scatti e poi ha delegato i carabinieri all’acquisizione dei documenti relativi ai voli immortalati dal reporter. Due settimane sono bastate ai magistrati per chiedere al tribunale dei ministri l’archiviazione dell’inchiesta.
Il TRUMAN SHOW alla vaccinara
L’“utilizzatore finale” è il vero protagonista di questo Grande Fratello a reti unificate che colpisce a destra e a manca. Chi “va a puttane” (ma non solo) dovrà, d’ora in avanti, prendere, oltre alle consuete, anche altre precauzioni. L’alcova dovrà essere bonificata, bisognerà che ci si accerti che non ci siano telefonini in circolazione: registrano voci e immagini, suoni e luci, la polvere sui mobili, zumano sul particolare. Ci vorrà un check in che sveli eventuali presenze tecnologiche.
Il Grande Fratello che comincia domani sera, con il campionario sempre più variato e avariato di concorrenti, è un film dei telefoni bianchi al confronto. Non c’è tetta che tenga: vuoi mettere il reality vero che è la realtà dei video scabrosi e non la finzione che ci viene teleservita?
Il manuale Cencelli, che era quello che distribuiva cariche, incarichi e prebende con il bilancino del potere delle correnti democristiane (tiempe belle e’ ’na vota…), è tenuto in gran conto da chi fa il casting per le televisioni ma anche da chi lo fa per i videofonini.
La ragazza con la sesta misura, la donna che è diventata uomo, il forse gay, il commendatorino da macchietta teatrale, il borgataro di pasoliniana caricatura, padre e figlia, tutto il caravanserraglio del Grande Fratello televisivo è da sbadiglio al confronto del Potere.
L’ultimo casting? Un Presidente del Consiglio, un Presidente di Regione? Vuoi mettere Palazzo Grazioli o Via Gradoli, strada che evoca covi brigatisti e sedute spiritiche, al confronto con “la Casa” dove si rinchiudono, come in una gabbia dello zoo, animali domestici che incontriamo tutti i giorni e che spesso ci somigliano tanto con i nostri pregi e difetti, forze e debolezze esposti per un po’ di popolarità, qualche successiva comparsata e serata a gettone, la realizzazione che viene proposta come modello di vita?
Il videofonino ci racconta la favola del re nudo. Il quale re non solo è nudo, ma ci viene mostrato pure nella sua versione di “utilizzatore finale”: che pena.
Ora tutti rischiamo di essere un re nudo, tutti possiamo essere filmati in una situazione o in un’altra e se all’opinione pubblica in generale di noi non gliene importa niente, all’opinione privata, la poca o tanta gente che ci circonda, sì. A ciascuno di noi pure.
Il telefonino è diventato un’arma impropria: il tuo, se dimentichi di spegnerlo, può squillare nelle circostanze meno adatte e comunque, anche se “irraggiungibile”, può far ricostruire a posteriori ogni tuo movimento, perfino il più intimo; quello altrui può, se ti distrai, riprendere tutto. E’ vita, questa? Il personal computer può raccontare tutto di te, ogni tuo clic.
Siamo tutti involontariamente in questo casting e in ogni momento possono aspettarci dieci domande o quattro mele marce, tra le lenzuola e non solo: è molto inquietante il Truman show alla vaccinara, anche se si vive in odore di santità.
piero mei
25 Ottobre 2009 alle 13:58
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Saranno i servizi segreti a gestire i voli di stato per il trasporto del “materiale” destinato al sollazzo dell’utilizzatore finale
6 Luglio 2009 alle 13:54