Archive for the ‘consigli al debitore’ Category
Samantha, agente precario di recupero crediti contro Pippo debitore per forza – Una guerra fra poveri
Le domande
Ho perso il lavoro a causa del trasferimento dell’impresa presso cui lavoravo, successivamente ho perso anche la famiglia, incluso mio figlio a causa di una tempestosa separazione giudiziale.
Mi sono quindi ritrovato in un mare di debiti, maturati da finanziamenti e rapporti bancari esclusivamente intrapresi non per divertimento ma per necessità, oltre ad altri debiti a mio nome contratti dalla mia ex moglie.
Adesso sono assalito dalle società di recupero crediti. Talune persone del settore, perseguitandomi, sono arrivate al punto di dirmi che anche i malati di tumore continuano a pagare per cui anche io dovrei farlo per loro rispetto. Altre invece si presentano con il titolo di avvocato, il cui nome però non risulta in nessun ordine professionale d’Italia.
C’è chi invece si è presentato a persone a me solo conoscenti come funzionario della Procura delle Repubblica, al solo fine di chiedere informazione sul mio conto. (Posso garantirvi che non ho mai avuto a che fare con nessun ordine di polizia).
Proprio ieri vengo a sapere che qualcuno ha telefonato presso una famiglia che abita presso lo stesso condominio in cui abitavo da sposato, esclusivamente per chiedere informazioni sulla mia reperibilità e inoltre lasciando loro il numero di telefono per poterli richiamare non appena rintracciatomi.
Il numero di telefono corrisponde all’ennesima agenzia di recupero crediti.
Considerando adesso soltanto quest’ultimo episodio, desidererei sapere:
- è legale da parte di un agenzia di recupero crediti, per altro associata alla UNIREC, chiedere informazioni personali sul conto di una persona utilizzando nello specifico tali mezzi?
- esiste un ordine di controllo al fine di valutare se realmente codeste agenzie operino nella legalità?
- dimostrando in maniera chiara di non possedere più nessun genere di bene e quindi di non poter far più fronte, almeno in tal momento, ai miei impegni economici a suo tempo assunti, com’è possibile potersi liberare da tali persecuzioni ?
Cosa vorrebbero che io facessi per pagarli …… uccidere, spacciare, rubare oppure cosa ?
Fiducioso di una Vostra risposta, porgo i miei più cordiali saluti.
La (lunga) risposta
Innanzitutto la mia simpatia e solidarietà. So per esperienza personale cosa vuol dire una separazione giudiziale e come ti cambia la vita, affettiva ed economica, da così a così.
E sono cavoli amari, non quattro salti in padella.
Proseguo con l’ammettere un mio evidente errore: in alcuni articoli ho enfatizzato troppo la distinzione fra società di recupero crediti affiliate e non in UNIREC. Sono pervenute numerose proteste da parte di chi asseriva che esistono società di recupero crediti serie ed affidabili anche non iscritte ad UNIREC. Vero, come è ormai vero che l’appartenenza ad UNIREC non è più sinonimo di professionalità e correttezza, come accadeva solo alcuni anni fa.
Alla larga dal tasso zero
Un trafiletto (veramente piccolo) su Italia Oggi di qualche tempo fa ha attirato la mia attenzione. Ve lo riporto per intero, tanto è breve.
“Una multa complessiva da 850 mila euro per pratiche commerciali scorrette. È la misura disposta dall’Antitrust nei confronti di Findomestic (credito al consumo), Mediamarket (società che gestisce il marchio Media World) e Gre (gestore del marchio Trony).
Findomestic pubblicizzava la concessione di prestiti finalizzati a tasso zero nei negozi Media World e Trony, ma in realtà richiedeva ai consumatori oneri economici aggiuntivi attraverso l’emissione, a loro insaputa, di una carta di credito revolving che comportava tassi di interesse a due cifre (Taeg al 18,02% se il rimborso avveniva tramite Rid e al 20,41% se addebitato sui bollettini postali) anche a un anno di distanza dalla richiesta di un prestito finalizzato.
Dall’istruttoria dell’Antitrust è emerso anche l’interesse economico dell’esercente nel vendere il finanziamento con carta revolving al posto di quello classico, in cambio di un compenso tre volte superiore.”
Amici, stiamo parlando di alcuni “colossi” del credito al consumo: Banca Findomestic, Media World, Trony.
“Siamo tutti debitori” – un libro di Gianpaolo Luzzi per proteggere la famiglia dai debiti e vivere economicamente sereni
Gli italiani sono sempre stati per tradizione grandi risparmiatori, ma negli ultimi dieci anni l’indebitamento delle famiglie ha registrato tassi di crescita preoccupanti.
In questo scenario, il crollo dei mercati nel 2008 ha aggravato ulteriormente la situazione economica dei nuclei familiari, ma sarebbe un grave errore attribuire la responsabilità dei nostri debiti solo alla crisi corrente che ha avuto, nonostante tutto, il merito di svelare un allarmante trend negativo: stiamo diventando un paese di sovraindebitati.
Secondo l’autore, uno dei massimi esperti italiani di gestione e recupero crediti, i motivi profondi sono da ricercarsi soprattutto all’interno della famiglia. Alla base del problema vi è spesso una scarsa o del tutto assente cultura finanziaria e creditizia, una totale mancanza di bilanci che hanno il pregio di monitorare costantemente lo stato di salute delle nostre finanze, mettendoci al riparo da investimenti incauti e fornendoci gli strumenti per reagire agli imprevisti.
In questo vero e proprio manuale di autodifesa per famiglie sull’orlo del fallimento, Gianpaolo Luzzi invita a ripensare seriamente le nostre convinzioni sul denaro e la nostra attitudine verso il consumo, ricordandoci che saper gestire i debiti, eliminarli e poter ricominciare da zero è come avere la possibilità di vivere una seconda vita.
Nelle migliori librerie oppure su www.liberidaidebiti.it
Il recupero crediti delle società telefoniche
Da diverso tempo le compagnie telefoniche passano alle agenzie recupero crediti pratiche relative ad utenti che non avrebbero pagato canoni e bollette.
E’ il nefasto risultato della “giungla telefonica” nella quale le compagnie si contendono ferocemente gli utenti considerando abbonato anche chi, contattato per telefono, ha chiesto semplicemente tempo per pensarci o l’invio di copia del contratto per esaminarlo.
Da ciò nascono tremendi pasticci amministrativi. Va rilevato che l’agenzia recupero crediti riceve dalla compagnia telefonica un semplice incarico di tentare di recuperare il presunto credito e quindi non ha alcun titolo per promuovere un’azione legale. In sostanza, non c’è la “cessione del credito” prevista dall’art. 1264 del Codice civile, in base al quale la cessione ha efficacia solo se prevista dal contratto sottoscritto (che il supposto debitore non ha sottoscritto) o se notificata tramite raccomandata AR.
La prescrizione – Quando il creditore non può più pretendere il pagamento del debito
I creditori – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati a pretendere un qualsiasi pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso. Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per prescrizione e nessuno potrà più pretenderne il pagamento.
Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei debiti e dei loro tempi di prescrizione..
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Prove di pagamento – Tempi di conservazione per documenti fiscali, ricevute, fatture e scontrini per evitare di pagare due volte
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Perché conservare la “prova” di un pagamento?
Documenti fiscali , ricevute, fatture e scontrini sono documenti che siamo tenuti a conservare per dimostrare l’avvenuto pagamento. Non farlo ci esporebbe al rischio di dover pagare una seconda volta, per giunta con l’aggravio di interessi e more.
Ma quanto a lungo dobbiamo tenere le quietanze di pagamento? Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare che esistono diverse durate dell’obbligo di conservazione, che variano a seconda del tipo di documento. I titolari di un diritto – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati apretendere il pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso. Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per “prescrizione”, e nessuno potrà più pretenderne il pagamento, soltanto a questo punto potremo disfarci della ricevuta.
Buone notizie per i debitori: far debiti fa bene alla salute! – Altrimenti si rischia la sindrome del risparmiatore, ci si ammala di iperopia e si patisce il rimorso del consumatore
In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore.
In barba alla mania dello shopping, oggi siamo tutti a rischio di incappare nel problema opposto, capace di rovinare l’umore e scatenare ansia e depressione. Almeno secondo gli psicologi americani che ‘fotografano’ il fenomeno sul ‘New York Times’.
La sindrome è stata battezzata ‘iperopia’ perché – proprio come chi soffre del disturbo della vista opposto alla miopia (meglio noto in italiano come ipermetropia) – queste persone vedono molto bene da lontano, ma hanno difficoltà con il presente.
La carta revolving ovvero lo strozzinaggio legalizzato

... a tutte le finanziarie che propongono carte revolving
Il costo del denaro è sceso ai minimi termini, e le banche stanno facendo il pieno di soldi dello Stato (ossia nostri), per aver male amministrato quelli dei clienti.
I poveri italiani si domandano se questa situazione del costo del denaro, della discesa dei costi dell’energia e del mercato meno rapace sarà compensata da una minore spesa per i servizi e per le tasse.
Albertone direbbe “manco pe’ gnente”! Anzi: frutta, verdura, alimentari freschi e benzina rincarano di nuovo, e le Banche e le Finanziarie applicano spese e tassi da usura, specialmente a quei poveracci che, non arrivando alla fine del mese, ricorrono verso gli ultimi giorni alla spesa con le carte.
La donazione dei beni può essere impugnata dai creditori quando è evidentemente finalizzata ad evitare di pagare i debiti
Mio fratello, nullatenente, ha alcuni debiti sospesi (Cartelle Esattoriali, multe, finanziamenti al consumo non pagati ecc.) e, essendo la nostra madre ormai quasi ottantenne, non vorremmo che i creditori si rifacessero sulla piccola eredità immobiliare che andrebbe a lasciare. Con il beneplacito del fratello, avremmo dunque pensato ad una donazione da fare a mio nome. Esclusa la possibilità d’impugnazione da parte del fratello, possono in qualche maniera i creditori (ivi compresa la Equitalia) chiedere l’invalidazione di detta donazione, con conseguente aggressione del 50% dell’eredità? Ringrazio (giuseppe)
Dilazione della cartella esattoriale – Tolleranza zero per il pagamento tardivo della prima rata
Il mancato tempestivo pagamento della prima rata determina la decadenza dal beneficio della rateazione del ruolo concesso e la perdita degli ulteriori vantaggi fra i quali il venir meno della qualifica di soggetto inadempiente ai sensi e per gli effetti dell’art. 48-bis del dpr 602/73 (riscossione crediti da parte di pubbliche amministrazioni).
È importante quindi, come si arguisce dalla lettura delle direttive Equitalia in materia, non incorrere in errori e procedere tempestivamente al pagamento della prima rata nei termini previsti dal provvedimento di accoglimento dell’istanza di dilazione.




