Archive for the ‘debiti’ Category
Il rapporto debiti/reddito delle famiglie italiane è schizzato ad un preoccupante 57% alla fine del 1° semestre 2009
Sempre più alta per le famiglie italiane la percentuale del reddito destinata al pagamento dei debiti.
Notoriamente l’Italia ha un elevato debito pubblico (104% del PIL) ma un basso livello di indebitamento generale delle famiglie, arrivato nel 2009 (secondo Uniocamere) al 34,2% del PIL, contro il 50% della Francia, l’83,6% della Spagna e neppure paragonabile alla situazione di UK e Usa dove supera di slancio il 100% del PIL.
Mentre il debito delle famiglie italiane rispetto al reddito (secondo il bollettino di luglio 2009 della Banca d’Italia) è invece pari al 57%, contro la media dell’area euro del 93%.
Io personalmente credo che uno di questi giorni aprirò il rubinetto del gas e buonanotte a tutti
Ciao a tutti, questa lettera rimane semplicemente un tentativo, l’ennesimo, di ricevere ascolto da qualcuno che possa sinceramente aiutare una persona in difficoltà. Partiamo dal problema.
La prima cosa che mi viene in mente è: problema soldi. Insomma anche questo mese non ho pagato l’affitto e chiaramente il proprietario vuole sbattermi fuori. Nulla di più normale direte voi, chissà quante persone hanno la stessa difficoltà. In questa casa non vivo da solo, ma con la mia compagna e un figlio di tre anni.
Ad oggi non ho un lavoro e da quando ho perso il posto due mesi fa non ho ricevuto alcuna offerta, ma proprio nessuna. Sono iscritto al collocamento, ho consegnato curricula ovunque, ma nulla.
Premetto che non pretendo di diventare direttore generale di Telecom o della Fiat, voglio solo lavorare. Ho trenta anni, una moglie e un figlio e non uno straccio di lavoro. Mia moglie lavora e guadagna circa 800 euro al mese… beh bastano solo per fare la spesa di un mese, pagare le bollette, mettere benzina.
Alla larga dal tasso zero
Un trafiletto (veramente piccolo) su Italia Oggi di qualche tempo fa ha attirato la mia attenzione. Ve lo riporto per intero, tanto è breve.
“Una multa complessiva da 850 mila euro per pratiche commerciali scorrette. È la misura disposta dall’Antitrust nei confronti di Findomestic (credito al consumo), Mediamarket (società che gestisce il marchio Media World) e Gre (gestore del marchio Trony).
Findomestic pubblicizzava la concessione di prestiti finalizzati a tasso zero nei negozi Media World e Trony, ma in realtà richiedeva ai consumatori oneri economici aggiuntivi attraverso l’emissione, a loro insaputa, di una carta di credito revolving che comportava tassi di interesse a due cifre (Taeg al 18,02% se il rimborso avveniva tramite Rid e al 20,41% se addebitato sui bollettini postali) anche a un anno di distanza dalla richiesta di un prestito finalizzato.
Dall’istruttoria dell’Antitrust è emerso anche l’interesse economico dell’esercente nel vendere il finanziamento con carta revolving al posto di quello classico, in cambio di un compenso tre volte superiore.”
Amici, stiamo parlando di alcuni “colossi” del credito al consumo: Banca Findomestic, Media World, Trony.
“Siamo tutti debitori” – un libro di Gianpaolo Luzzi per proteggere la famiglia dai debiti e vivere economicamente sereni
Gli italiani sono sempre stati per tradizione grandi risparmiatori, ma negli ultimi dieci anni l’indebitamento delle famiglie ha registrato tassi di crescita preoccupanti.
In questo scenario, il crollo dei mercati nel 2008 ha aggravato ulteriormente la situazione economica dei nuclei familiari, ma sarebbe un grave errore attribuire la responsabilità dei nostri debiti solo alla crisi corrente che ha avuto, nonostante tutto, il merito di svelare un allarmante trend negativo: stiamo diventando un paese di sovraindebitati.
Secondo l’autore, uno dei massimi esperti italiani di gestione e recupero crediti, i motivi profondi sono da ricercarsi soprattutto all’interno della famiglia. Alla base del problema vi è spesso una scarsa o del tutto assente cultura finanziaria e creditizia, una totale mancanza di bilanci che hanno il pregio di monitorare costantemente lo stato di salute delle nostre finanze, mettendoci al riparo da investimenti incauti e fornendoci gli strumenti per reagire agli imprevisti.
In questo vero e proprio manuale di autodifesa per famiglie sull’orlo del fallimento, Gianpaolo Luzzi invita a ripensare seriamente le nostre convinzioni sul denaro e la nostra attitudine verso il consumo, ricordandoci che saper gestire i debiti, eliminarli e poter ricominciare da zero è come avere la possibilità di vivere una seconda vita.
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Sovraindebitamento e fallimento delle persone fisiche – Le modifiche alla legge 108/96 sull’usura
Il 1° aprile 2009 il Senato ha approvato la modifica della L. 108/96 sull’usura, semplificando molte delle procedure esistenti ed introducendo la procedura del concordato per le famiglie sovraindebitate. Il provvedimento è ora all’esame della Camera e, molto probabilmente verrà approvato in tempi brevissimi (e senza modifiche rilevanti) per rispondere a tutte quelle famiglie che da anni ormai sono alle prese con una riduzione del reddito reale ed ora con le conseguenze della crisi finanziaria mondiale.
Viene così introdotto, nel nostro ordinamento, uno strumento già diffuso in altri paesi.
Il pignoramento mobiliare
Cosa è il pignoramento mobiliare
Pignoramento mobiliare significa il pignoramento di cose mobili in proprietà del debitore.
Attenzione: quando si presenta a casa l’ufficiale giudiziario il debitore ha l’ultima possibilità di impedire il pignoramento, pagando a mani dell‘ufficiale giudiziario il debito e le spese dovute.
Se ciò non avviene, l’ufficiale giudiziario inizia il pignoramento mobiliare. Munito del titolo esecutivo e del precetto compare di norma in modo del tutto inaspettato a casa del debitore o sul suo posto di lavoro (ad es. per pignorare l’automobile). Può ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore, negli altri luoghi di appartenenza dello stesso o sulla persona del debitore osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.
Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l’esecuzione del pignoramento, l’ufficiale giudiziario può richiedere anche l’assistenza della forza pubblica.
Nel caso in cui i beni pignorabili si trovino presso terzi (ad es. l‘auto del debitore è parcheggiata nel garage di un parente) l‘ufficiale giudiziario è munito dalla legge del potere di ispezionare anche locali altrui.
L’ufficiale giudiziario stima e valuta – anche con l’aiuto di esperti – i beni pignorabili. Contestualmente avverte il debitore che lo stesso deve astenersi da qualsiasi atto di disposizione dei beni sottoposti a pignoramento, in quanto destinati a soddisfare il credito indicato nell‘atto di pignoramento.
Il sovraindebitamento
Cosa è il sovraindebitamento
Per sovraindebitamento, insolvenza o indebitamento eccessivo si intende l’impossibilità di pagare un debito scaduto entro un termine congruo. Ciò si verifica quando vi è una sproporzione tra i mezzi a disposizione del debitore e la sua situazione di indebitamento. I mezzi del debitore sono principalmente lo stipendio, il patrimonio e la sua affidabilità economica.
E’ indispensabile avere una visione complessiva dei propri debiti per non finire in questa situazione di indebitamento. A tal fine si può predisporre una “lista dei creditori” nella quale menzionare anche tutti gli obblighi periodici. Disporre di un quadro complessivo della situazione permette di agire in maniera finalizzata ed aiuta ad evitare i problemi.
I debiti
Cosa è un debito
Debito è un termine che può assumere i significati più diversi: scoperto di conto corrente, apertura di credito in conto corrente, rata di leasing, affitto arretrato, interessi di mora, contributo al mantenimento arretrato, pena pecuniaria, pagamenti supplementari di tasse, contributi sociali maturati, bollette dell‘energia elettrica e del gas non pagate, premio assicurativo maturato, anticipo sullo stipendio, ritenuta sullo stipendio, mutuo ipotecario. Queste e tante altre ancora sono le denominazioni riconducibili alla parola “debito”.
In generale “contrarre debiti” comporta, per il soggetto che si è indebitato, l’obbligo di fornire una determinata prestazione in denaro. Nel diritto civile indica l’obbligo di fornire una prestazione certa; normalmente quest’ultima consiste nel pagamento di una somma di denaro che si è precedentemente ottenuta in prestito (mutuo o apertura di credito in conto corrente). I debitori possono essere persone fisiche, imprese private o lo Stato (debiti dello Stato).
Il pignoramento presso terzi
Secondo la legge italiana possono essere pignorati i crediti del debitore verso terzi. Crediti del debitore possono essere stipendi, pensioni, crediti bancari, utili aziendali del libero professionista, provvigioni.
Possono essere pignorate anche cose del debitore che sono conservate o utilizzate da terzi. Il principio è che i crediti possono essere interamente pignorati, ma il legislatore ha stabilito alcuni limiti per il pignoramento di stipendi/salari.
Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio/salario o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento (TFR), possono essere pignorate entro il limite della misura di un quinto (20%) e comunque, in base alla legge 311/04 (finanziaria 2005) solo per debiti di natura esattoriale (contributi pensionistici, tasse, bolli auto, sanzioni amministrative).
Con la separazione dei coniugi gli ex suoceri possono dire addio ai soldi che avevano dato alla figlia per contribuire all’acquisto della casa
La Cassazione ha stabilito, senza mezzi termini, che gli aiuti in denaro da parte dei genitori in occasione del matrimonio dei figli rientrano “in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito”. Dunque, se poi quell’investimento sul futuro della coppia si rivela “fallimentare”, non ne possono pretendere la restituzione.
Così i giudici della terza sezione civile della Suprema Corte, con la sentenza 8386, hanno confermato una decisione della Corte d’appello di Milano che aveva respinto la richiesta dei genitori di lei, dopo la separazione dal marito, di riavere indietro 18 milioni che negli anni ‘90 avevano rappresentato un contributo all’acquisto della casa coniugale.




