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Finanziamento per un televisore nuovo? Con Neos Banca “solo” il 15.6% di interesse e ti passa la paura …
Con le mini-rate la differenza è spesso di pochi euro. Verrebbe da dire spiccioli. Ma lo sapevate — e magari lo state facendo — che per finanziare l’acquisto di un televisore nuovo si paga anche il 15,6% di interesse con Neos Banca? Verrebbe da dire eccessivo. Facciamo un passo indietro: banche e società di prestito al consumo devono guadagnare. È il loro lavoro. Non ci piove.
Ma il dubbio rimane lecito e in alcuni casi senza risposta: come si passa dal tasso di finanziamento base della Banca centrale europea pari all’1%, un indicatore di quanto costi il denaro alle banche, a interessi a due cifre incassati per delle tv dagli istituti ma anche, più semplicemente, ai mutui sulla prima casa che superano il 6%? Quella dei tassi d’interesse attivi, cioè pagati dalle famiglie italiane per i servizi, è da sempre la giungla per eccellenza.
Lo shopping compulsivo – cosa è e come si guarisce da questa patologia
Cosa è lo shopping compulsivo
Lo shopping compulsivo, come molti oggi sanno, non è il breve e piacevole momento che si vive quando compriamo qualcosa. La dipendenza dallo shopping è un comportamento disadattivo usato per evitare la realtà sgradevole. Alcuni esperti ritengono che durante l’azione compulsiva il compratore adotta una specie di auto medicazione, cioè ottiene una variazione positiva nel proprio organismo.
Lo shopping compulsivo, è anche detto oniomania da dal greco onios che vuol dire “da vendere”, cioè “mania di comprare ciò che è in vendita”; l’andare nei negozi e acquistare tutto porta ben presto ad un disastro economico. Ha inoltre un effetto limitato: tolta l’etichetta del prezzo dell’oggetto comprato scema la sensazione di benessere. Il primo a parlare di questa dipendenza fu Krapelin nel 1915.
Debitori alla gogna
Niente societa’ di recupero crediti o lunghi, e spesso inutili, ricorsi giudiziari: in Portogallo il nome del debitore, con il relativo importo dovuto, finisce direttamente in vetrina.
Con la crisi economica che non fa sconti a nessuno, in alcune localita’ del paese lusitano i commercianti si sono inventati un’ultima risorsa: la ‘lista della gogna’, ovvero la lista dei clienti morosi dei quali hanno perduto quasi tutte le speranze di rientrare dei crediti.
La tua vita in 30 comode rate – Un viaggio nell’Italia che vive a credito
Il debito è una ragnatela in assenza di ragno. È una ragnatela perfetta. Dopo, c’è la caduta.
Questo libro si ferma al punto in cui le persone cominciano a cadere. Questo libro è un quartiere di persone indebitate fino al collo.
È una raccolta di voci intrecciate l’una all’altra da vincoli economici e narrativi – e in mezzo, c’è il credito al consumo.
È l’immersione di uno scrittore nei luoghi in cui la curva del benessere italiano ha iniziato a incrinarsi, dove a ogni finestra e dietro ogni porta vivono debitori e creditori, uomini e donne che prestano e chiedono denaro, vivono di espedienti per ‘fregare le banche’, recuperano crediti, saldano un conto in rosso e ne aprono subito uno nuovo.
Non sanno e non vogliono rinunciare all’illusione del lusso e si offrono in pasto alla complessa divinità del denaro fantasma.
Le loro sono storie di tutti i giorni, storie di persone nascoste e insieme comuni – le nostre storie.
Di seguito pubblichiamo il capitolo ”L’Offerta” per gentile concessione degli Editori Laterza.
L’Italia in bolletta – Risparmi in fumo, debiti alle stelle: come si estingue il ceto medio
Fino a pochi anni fa, gli italiani erano un popolo di risparmiatori. Oggi non più.
Il primo colpo è arrivato, grazie alla complicità delle banche, con l’insolvenza dei bond argentini, le bancarotte di Cirio e Parmalat, l’agonia di Alitalia, che hanno «tosato» decine di migliaia di famiglie.
Un’altra botta l’hanno data i tassi d’interesse, che per un certo periodo hanno fatto schizzare in alto le rate dei mutui.
In un panorama segnato dall’inflazione (che si è impennata con il passaggio all’euro), da una pressione fiscale in costante salita, dall’aumento delle tariffe, l’affondo finale è arrivato con il grande crac dell’autunno 2008.
Quando tanti lavoratori sono stati licenziati o cassintegrati e molti investimenti «sicuri» (così almeno garantivano le banche e le società di rating) si sono praticamente azzerati.
Ma un conto è parlare di finanza e di economia in termini astratti: il Pil che sale e scende, i tassi che rimbalzano su e giù, in un balletto indecifrabile.
La smorfia del debitore – se proprio non ce la fate a pagare i vostri debiti, allora giocateveli al lotto
Con la separazione dei coniugi gli ex suoceri possono dire addio ai soldi che avevano dato alla figlia per contribuire all’acquisto della casa
La Cassazione ha stabilito, senza mezzi termini, che gli aiuti in denaro da parte dei genitori in occasione del matrimonio dei figli rientrano “in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito”. Dunque, se poi quell’investimento sul futuro della coppia si rivela “fallimentare”, non ne possono pretendere la restituzione.
Così i giudici della terza sezione civile della Suprema Corte, con la sentenza 8386, hanno confermato una decisione della Corte d’appello di Milano che aveva respinto la richiesta dei genitori di lei, dopo la separazione dal marito, di riavere indietro 18 milioni che negli anni ‘90 avevano rappresentato un contributo all’acquisto della casa coniugale.
Buone notizie per i debitori: far debiti fa bene alla salute! – Altrimenti si rischia la sindrome del risparmiatore, ci si ammala di iperopia e si patisce il rimorso del consumatore
In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore.
In barba alla mania dello shopping, oggi siamo tutti a rischio di incappare nel problema opposto, capace di rovinare l’umore e scatenare ansia e depressione. Almeno secondo gli psicologi americani che ‘fotografano’ il fenomeno sul ‘New York Times’.
La sindrome è stata battezzata ‘iperopia’ perché – proprio come chi soffre del disturbo della vista opposto alla miopia (meglio noto in italiano come ipermetropia) – queste persone vedono molto bene da lontano, ma hanno difficoltà con il presente.
Anche i Simpson travolti dalla crisi dei mutui subprime
I Simpson sono travolti anch’essi della crisi dei mutui subprime; e nell’ultimo episodio emesso dalla tv americana Fox, perdono la casa perche’ non riescono piu’ a pagare il mutuo sull’abitazione, a Blood Feud 94 Evergreen Terrace.
E cosi’ la parodia di un problema che riguarda migliaia di famiglie statunitensi irrompe nel piu’ caustico e divertente cartoon sul mercato. Nell’episodio trasmesso domenica, la famiglia piu’ strampalata d’America riceve una lettera che comunica la revisione dell’ipoteca a tasso variabile.
La notizia arriva il giorno dopo una gigantesca festa di carnevale finanziata con un secondo credito richiesto proprio sulla casa. Negli Stati Uniti, e’ infatti possibile ottenere un tipo di ipoteca chiamata “home equity” e che consente al proprietario di ottenere una quantita’ di denaro uguale a quella gia’ pagata alla banca per la propria casa, se si ha bisogno di denaro in contanti.
L’odissea di un finto precario alla ricerca di un prestito vero
Io voglio un prestito da 5.000 euro. Loro vogliono la mamma. Ma non la loro, la mia. Senza la sua firma, nessuna finanziaria, delle sei che ho visitato (tranne una: «bisogna vedere») mi concederà l’agognato prestito. «E se proprio non vuoi far firmare un genitore, avrai pure un fratello, un nonno, uno zio, una fidanzata, una finta fidanzata (?) che può garantire per te». Avrei un amico. «No, meglio di no. Se le cose vanno male, chi ti aiuta è la famiglia», mi dice un azzimato consulente finanziario che subito mi dà del “lei” per poi passare al paterno “tu” quando intuisce che non sono un caso facile.


