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	<title>recuperare ... credito &#187; fatti in &#8230; debiti</title>
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	<description>non serve regalare pesce, bisogna insegnare a pescare ...</description>
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		<title>Finanziamento per un televisore nuovo? Con Neos Banca &#8220;solo&#8221; il 15.6% di interesse e ti passa la paura &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 10:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il garante dei consumatori</dc:creator>
				<category><![CDATA[credito al consumo]]></category>
		<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
		<category><![CDATA[tutela del consumatore]]></category>

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Con le mini-rate la differenza è spesso di pochi euro. Verrebbe da dire spic­cioli. Ma lo sapevate — e magari lo state fa­cendo — che per finanziare l’acquisto di un televisore nuovo si paga anche il 15,6% di in­teresse con Neos Banca?  Verrebbe da dire ec­cessivo. Facciamo un passo indietro: banche e società di prestito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=40406&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.finemiro.com/news.jsp?idList=1&amp;idPrimoLivello=8&amp;idSecondoLivello=20&amp;idNews=1000000000059" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-40414" title="pillole" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/05/pillole1.jpg?w=417&#038;h=171" alt="pillole" width="417" height="171" /></a></p>
<p><a href="http://www.neosbanca.com/nqcontent.cfm?a_id=1" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-40416" title="neos" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/05/neos.jpg?w=600&#038;h=66" alt="neos" width="600" height="66" /></a>Con le mini-rate la differenza è spesso di pochi euro. Verrebbe da dire spic­cioli. Ma lo sapevate — e magari lo state fa­cendo — che per finanziare l’acquisto di un televisore nuovo si paga anche il 15,6% di in­teresse con Neos Banca?  Verrebbe da dire ec­cessivo. Facciamo un passo indietro: banche e società di prestito al consumo devono gua­dagnare. È il loro lavoro. Non ci piove.</p>
<p>Ma il dubbio rimane lecito e in alcuni casi senza ri­sposta: come si passa dal tasso di finanzia­mento base della Banca centrale europea pari all’1%, un indicatore di quanto costi il denaro alle banche, a interessi a due cifre incassati per delle tv dagli istituti ma anche, più sem­plicemente, ai mutui sulla prima casa che su­perano il 6%? Quella dei tassi d’interesse atti­vi, cioè pagati dalle famiglie italiane per i ser­vizi, è da sempre la giungla per eccellenza.</p>
<p>Fi­no a pochi anni fa si dovevano consumare suola delle scarpe e giornate preziose per ca­pire quale fosse l’offerta migliore. Ora alme­no c’è Internet. E, certo, l’introduzione del Ta­eg, il tasso effettivo annuo che &#8217;svela&#8217; anche i costi nascosti, ha aiutato a non cadere nei tra­nelli del Tan, il tasso nominale.</p>
<p>Basta far scor­rere il dito sulle rilevazioni trimestrali dell’As­sofin, l’associazione delle finanziarie per il prestito al consumo, per rendersene conto.</p>
<p>Qualche esempio? Il Tan della Deutsche Bank Prestitempo per un prestito di 5 mila euro fi­nalizzato all’acquisto della moto nel primo tri­mestre dell’anno è del 7,83%. Il Taeg sale al 10,27%. Il 2,5% circa di differenza. Non poco.</p>
<p>Ma anche passando alle banche italiane la sto­ria non cambia: il Tan dell’Unicredit Family Financing Bank per un prestito di 700 euro per acquistare elettronica di consumo è il 9,44%. Il Taeg addirittura di 5 punti percen­tuali in più (il 14,56%) anche a causa delle spese del Rid.</p>
<p><strong> </strong>Inutile quindi sottolineare che la prima co­sa da fare è sempre pretendere con chiarezza il Taeg.</p>
<p>La legge obbliga le banche a comuni­carlo. Ma non sempre è in primo piano. Per l’acquisto dell’auto nuova i tassi tendono a scendere per effetto del maggior importo del finanziamento e della scadenza del rimborso più lunga. Per una spesa di 12 mila euro da rimborsare in 48 mesi vale la pena «consuma­re » un po’ di suola scarpinando sul web: le offerte possono variare anche di molto. Si va dal 7,92 di Taeg di B@nca 24-7 al 10,07 di Bmw Financial Services Italia. La differenza di rata è di quasi 12 euro. Non da farsi venire il mal di testa. Ma bisogna considerare che per definizione il prestito al consumo si som­ma ad altri prestiti come il mutuo.</p>
<p><strong> </strong>Insomma, anche considerando le spese del­le strutture, i costi da sostenere, i rischi per le finanziarie di inciampare nell’insolvenza del­le famiglie (un’auto si può pignorare, ma con un frigorifero o una protesi dentaria è un’al­tra cosa&#8230;) resta il dubbio che la forbice tra i tassi potrebbe essere tagliata.</p>
<p>Per i mutui il ragionamento è simile. Proprio ieri l’Euribor a tre mesi su cui vengono indicizzati i mutui per l’acquisto delle case ha toccato il nuovo minimo storico: l’1,237%. Il Taeg rilevato da Bankitalia è del 5,56% considerando fissi e va­riabili (che in questo momento sono molto bassi). Anche qui Internet.</p>
<p>Basta mettere i pa­rametri su www.mutuionline.it per ottenere un confronto di offerte immediate. Per un prestito quindicinale di 125 mila euro, prima casa, immobile del valore di 200 mila (un pu­ro esempio), si passa dal Taeg fisso di Che­Banca! (5,3%) al 6,12% di Unicredit Family.</p>
<p>D’altra parte, anche se su un piano diverso, l’ex ministro pd Pierluigi Bersani con le sue famose «lenzuolate» sulle liberalizzazioni ave­va tentato di riequilibrare tassi attivi e passivi delle banche per superare quella che in econo­mia si chiama vischiosità dei prezzi e che al­tro non è che la ritrosia di banche e aziende ad adeguare il costo dei servizi per le famiglie quando scendono i loro costi, come succede per i benzinai con il petrolio.</p>
<p>A quel tempo lo scontro si era consumato con l’Abi, l’associa­zione delle banche. E alla fine del percorso le­gislativo era rimasta ben poca cosa dello spiri­to di quel riequilibrio. «I tassi d’interesse so­no troppo alti — è tranchant come sempre Elio Lannutti, dell’Adusbef, che da ex banca­rio ora guida la battaglia dei consumatori con­tro le banche —. I banchieri sono tartarughe, non adeguano i tassi. E non è vero che quelli italiani sono i meno cari d’Europa.</p>
<p>I margini per una riduzione ci sono. Consigli? Per i mu­tui sulla la prima casa continuiamo a dire che bisogna scegliere un tasso fisso per evitare che succeda quello che è già accaduto negli ultimi anni quando le famiglie hanno firmato mutui a tasso variabile e la rata è poi esplosa mettendole in difficoltà. Certo: a fronte del­l’ 1% della Bce ci sono tassi vicini al 6% come quelli di Banca Sella. Noi non vogliamo lan­ciare accuse infondate però le banche, se vo­gliono ricostruire un rapporto di fiducia con i clienti che si è andato deteriorando, devono fare di più. La fiducia va sudata».</p>
<p>di Massimo Sideri dal Corriere della Sera</p>
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		<title>Lo shopping compulsivo &#8211; cosa è e come si guarisce da questa patologia</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/05/14/lo-shopping-compulsivo-cosa-e-come-si-guarisce/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 06:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria proietti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cominciamo bene]]></category>
		<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
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Cosa è lo shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo, come molti oggi sanno, non è il breve e piacevole momento che si vive quando compriamo qualcosa. La dipendenza dallo shopping è un comportamento disadattivo usato per evitare la realtà sgradevole. Alcuni esperti ritengono che durante l&#8217;azione compulsiva il compratore adotta una specie di auto medicazione, cioè ottiene [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=40074&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-df5c1ca2-8c36-4fc0-894c-1737d2f5bc05.html?p=0" target="_blank"><img class="size-full wp-image-40075 aligncenter" title="shopping compulsivo" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/05/shopping-compulsivo2.jpg?w=428&#038;h=330" alt="shopping compulsivo" width="428" height="330" /></a></p>
<h4 style="text-align:left;">Cosa è lo shopping compulsivo</h4>
<p style="text-align:center;">
<p>Lo shopping compulsivo, come molti oggi sanno, non è il breve e piacevole momento che si vive quando compriamo qualcosa. La dipendenza dallo shopping è un comportamento disadattivo usato per evitare la realtà sgradevole. Alcuni esperti ritengono che durante l&#8217;azione compulsiva il compratore adotta una specie di auto medicazione, cioè ottiene una variazione positiva nel proprio organismo.</p>
<p>Lo shopping compulsivo, è anche detto oniomania da dal greco onios che vuol dire  &#8220;da vendere&#8221;, cioè &#8220;mania di comprare ciò che è in vendita&#8221;; l&#8217;andare nei negozi e acquistare tutto porta ben presto ad un disastro economico. Ha inoltre un effetto limitato: tolta l&#8217;etichetta del prezzo dell&#8217;oggetto comprato scema la sensazione di benessere. Il primo a parlare di questa dipendenza fu Krapelin nel 1915.</p>
<h4>Classificazione della patologia</h4>
<p>La diatriba relativa alla classificazione di questo disturbo dipende da diversi fattori.</p>
<p>In primo luogo si nota che, a differenza delle classiche dipendenze, in questo caso non è prevista l&#8217;assunzione di sostanze esterne come nel caso dell&#8217;alcolismo o della tossicodipendenza.</p>
<p>Questo aspetto è di fondamentale importanza ed evidenzia che la mancanza del rischio oggettivo e concreto di mettere a repentaglio la propria vita (come invece accade nei nei due casi citati di dipendenza da sostanze) induce nella società una visione poco critica delle conseguenze che lo shopping compulsivo può generare nella vita dei soggetti dipendenti.</p>
<p>In secondo luogo il disturbo presenta diversi aspetti riconducibili ad altre patologie già chiaramente classificate quali la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo del controllo degli impulsi.</p>
<p>Nell&#8217;episodio compulsivo la modificazione della serotonina porta a percepire, oltre alla sensazione di benessere, la possibilità di risolvere le proprie difficoltà. Questa<br />
falsa sensazione del proprio stato è l&#8217;elemento essenziale che induce il compratore a ripetere ossessivamente l&#8217;atto al fine di trovare il proprio equilibrio ed il proprio piacere.</p>
<p>L&#8217;atto del comprare compulsivamente è spesso accompagnato da rimorso, vergogna, colpa irreparabile ed impossibilità di aiuto. Queste emozioni, associate ad una diffusa depressione, aumentano la dipendenza.</p>
<p>Le conseguenze per il compulsive shopper sono diverse: contrarre debiti abbastanza elevati, timore di essere scoperti, atti disperati per nascondere la propria colpa.</p>
<p>I soggetti colpiti da questa dipendenza possono essere portatori di altri disturbi:<br />
alcoolismo, disturbi alimentari, etc. E&#8217; ciò che viene chiamato &#8220;Comorbilità&#8221; (si nascondono le bottiglie, si nascondono i vestiti).</p>
<h4>Acquistare invece di vivere</h4>
<p>&#8220;L&#8217;emozione è comprare tanto, non comprare qualcosa&#8221; dice M., una paziente dipendente dalla shopping. &#8220;Il piacere è come quello provato per la droga, è allontanare l&#8217;angoscia del vuoto&#8221;.</p>
<p>Per molti anni M. è stata una compratrice accanita e si identificava con quello che T.<br />
Hine, uno storico del materialismo culturale, autore di &#8220;Siamo tutti dei clienti&#8221;, scriveva in proposito: &#8220;Un soggetto diventa un compulsive shopper se non può pagare gli oggetti che compra, ma finchè acquista e paga viene classificato come buon cliente&#8221;.</p>
<p>Nella nostra società questa concezione relativa alla dipendenza in oggetto ha condizionato molti compratori a diventare compulsive buyer ed a iniziare una catastrofica discesa delle proprie finanze. M., nel giro di pochi anni si era ritrovata con debiti enormi.</p>
<p>Aveva pienamente aderito al detto: &#8220;In shop we trust&#8221;, manifesto delle ragazze Shopaholic, in un blog sugli acquisti.</p>
<p>Gli episodi di shopping compulsivo hanno una frequenza media di 17 episodi mensili ed una durata che oscilla dall&#8217;ora alle sette ore per episodio.</p>
<p>Casi estremi sostengono di avvertire l&#8217;impulso a comprare ogni ora (sebbene ciò sia infrequente).</p>
<p>In media 7/8 ore la settimana sono pervase da questo impulso a comprare. I tentativi di opporsi a tale comportamento irrefrenabile vengono descritti spesso come fallimentari; circa il 74% delle volte in cui i soggetti sperimentano l&#8217;impulso a comprare esso ha come conseguenza l&#8217;acquisto.</p>
<p>E&#8217; comunque probabile che i consumatori compulsivi abbiano, fin dall&#8217;inizio, poca stima di sé, confermata e rinforzata, poi, dalle conseguenze negative del loro comportamento.</p>
<p>Faber e O&#8217;Guinn (1988) osservarono che il livello di autostima degli shopper compulsivi era significativamente più basso rispetto a quello dei normali consumatori (14,81 contro 10,66). I dati qualitativi fornirono ulteriori esempi dei sentimenti di inadeguatezza e della scarsa stima di sé che spesso provano le persone con problemi d&#8217;acquisto.</p>
<h4>Come si guarisce</h4>
<p>I primi passi per evidenziare il problema sono:</p>
<ul>
<li> ammettere di averlo</li>
<li> chiedersi perché si compra: per aumentare il senso di autostima, per unadepressione, etc.</li>
</ul>
<p>E&#8217; da rilevare che lo shopping compulsivo non è un problema unicamente femminile, anche gli uomini ne soffrono. Il punto di vista tradizionale delle donne che soffrono dell&#8217;acquisto compulsivo è probabilmente risultato dal fatto che la maggior parte degli studi fatti erano rivolti principalmente alle donne. Queste, infatti, sono più inclini ad ammettere la loro dipendenza mentre gli uomini sono restii.</p>
<p>Se lo shopping compulsivo non è stato ancora classificato formalmente come disturbo comportamentale specifico dall&#8217;American Psychiatric Association (Hanson, 1993), si può immaginare quanto poco discusse siano state le questioni riguardanti la cura e il trattamento.</p>
<p>Indagando sul trattamento del disturbo, nonostante la limitatezza delle ricerche, emerge come l&#8217;uso della psicoterapia psicodinamica o psicoanalitica, sia pur con un setting talvolta modificato, risulti molto efficace.</p>
<p>La psicoterapia psicodinamica può essere il trattamento di scelta per quei pazienti con un elevato funzionamento, in grado di tollerare le regole imposte dal setting, preferibilmente non rigido, con una buona dose d&#8217;introspezione con cui, però, non va dimenticato l&#8217;utilizzo di qualche strategia volta alla modificazione del sintomo, quale la stesura di un diario quotidiano.<br />
Come per le altre addiction, la domanda del paziente tende a essere quella di volgersi al sintomo, da risolvere il più rapidamente possibile.</p>
<p>Infatti i primi incontri con la paziente M. sono serviti a farle riconoscere la posizione dipendente-depressiva che rifiutava di accettare preferendo percepirsi come &#8220;un&#8217;ottima cliente&#8221;.</p>
<p>La terapia attraverso lo Psicodramma analitico si è rivelata un ottimo strumento per ridefinire la posizione spazio-temporale della stessa che, attraverso l&#8217;assoluta mancanza di controllo degli impulsivi, metteva in atto una profonda regressione da cui non era in grado di uscire.</p>
<p>L&#8217;incontro con l&#8217;Altro, il riconoscimento di essere soggetto e non oggetto delle pulsioni, il superamento della frustrazione nel rivivere i propri bisogni l&#8217;hanno condotta ad un&#8217;evoluzione positiva, seppur sempre controllata, del suo &#8220;essere in divenire&#8221; invece di &#8220;essere per comprare&#8221;.</p>
<p>di Stefania Tedaldi</p>
<h4>A chi rivolgersi</h4>
<p>Reti di professionisti sul territorio<br />
<a href="http://www.retenuovedipendenze.it" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.retenuovedipendenze.it" target="_blank">Rete Nuove Dipendenze Patologiche</a>, un progetto promosso da Mo.P.I. -Movimento Psicologi Indipendenti e Vertici s.r.l.<br />
Network di Psicologia e Scienze Affini. Direzione Scientifica: Dott.ssa Rosa Mininno.</p>
<p>Numeri utili<br />
Vertici s.r.l. Network di Psicologia e Scienze Affini, via Leopardi n° 14, 50121<br />
Firenze. Tel. 055 2342810 Fax 055 2477263 eMail info@vertici.com</p>
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		<title>Debitori alla gogna</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 05:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria proietti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente societa&#8217; di recupero crediti o  lunghi, e spesso inutili, ricorsi giudiziari: in Portogallo  il nome del debitore, con il relativo importo dovuto, finisce  direttamente in vetrina.
Con la crisi economica che non fa sconti a nessuno, in  alcune localita&#8217; del paese lusitano i commercianti si sono  inventati un&#8217;ultima risorsa: la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=40067&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Con la crisi economica che non fa sconti a nessuno, in  alcune localita&#8217; del paese lusitano i commercianti si sono  inventati un&#8217;ultima risorsa: la &#8216;lista della gogna&#8217;, ovvero  la lista dei clienti morosi dei quali hanno perduto quasi  tutte le speranze di rientrare dei crediti.</p>
<p>E, naturalmente  la misura, citata dai media iberici, gia&#8217; adottata in citta&#8217;  come Viana do Costelo, nel nord del Paese, o anche O Fundao,  vicino Porto, fa discutere e divide cittadini e commercianti.  Anche se questi ultimi assicurano che si e&#8217; rivelato finora  il metodo piu&#8217; efficace per vedere saldati i debiti.</p>
<p>Nelle  vetrine, accanto ai manichini, sono comparse inesorabili le  liste dei crediti inesigibili con i nomi e gli indirizzi dei  rispettivi titolati, con buona pace della privacy. In molti  casi si tratta di debiti vecchi anche di 7 o 8 anni, per i  quali qualunque precedente tentativo di riscossione e&#8217; andato  a vuoto.</p>
<p>La proprietaria di un negozio di abbigliamento  Druge, a Viana do Costelo, che vuole mantenere l&#8217;anonimato,  la spiega cosi&#8217;: &#8221;Ho chiamato i debitori per telefono, gli  ho inviato le fatture, sono andata a casa loro, ma mi hanno  sempre solo riempita di scuse&#8221;. Poi, nei mesi scorsi, ha  messo in vetrina la lista dei proscritti, con i nomi, i  numeri di telefono, gli indirizzi e la quantita&#8217; di danaro  dovuta. &#8221;Dopo l&#8217;esposizione dell&#8217;elenco dei morosi tre di  loro mi hanno pagata, ma per gli altri ormai non credo possa  recuperare il denaro&#8221;, ha spiegato la donna.</p>
<p>Peggio e&#8217;  andata a una gioielleria della stessa localita&#8217; che,  nonostante l&#8217;affissione dell&#8217;elenco dei debitori, che  ammontava a 15.000 euro, non e&#8217; riuscita a evitare il  fallimento.    &#8216;Mors tua vita mea&#8217; e, pur di rientrare dei crediti  concessi, alcuni commercianti hanno adottato le liste &#8211; in  barba alle norme di protezione della privacy &#8211; come un atto  disperato, l&#8217;ultima spiaggia per non dover chiudere i  battenti.</p>
<p>Anche se c&#8217;e&#8217; chi lo ritiene utile: &#8221;E&#8217; vero che  la maggioranza dei debitori continua a non saldare il dovuto  &#8211; osserva Aires Duarte, proprietario di un negozio di  fotografie &#8211; ma devono sapere che cosi&#8217; rischiano di mandare  altra gente sul lastrico. E, poi, c&#8217;e&#8217; l&#8217;effetto positivo che  almeno tutti sanno a chi non bisogna fare credito, perche&#8217;  insolvente&#8221;. Duarte, per recuperare i suoi crediti, ha messo  in vetrina un piccolo olivo dal quale pendono, come se  fossero frutti, i biglietti con i nomi dei &#8216;caloteiros&#8217;.</p>
<p>Ma,  fra i commercianti, sono numerosi anche gli &#8216;obiettori di  coscienza&#8217;, che si oppongono all&#8217;iniziativa, definendola  &#8221;troppo radicale&#8221;. &#8221;E&#8217; vero che il commercio attraversa  tempi difficili, ma non puo&#8217; essere questa la soluzione&#8221;,  affermano alcune delle organizzazioni di categoria.    In  Portogallo, come in Spagna, c&#8217;e&#8217; chi si approfitta della  crisi finanziaria per fare affari d&#8217;oro.</p>
<p>E&#8217; &#8216;El hombre del  frac&#8217;, l&#8217;uomo in frac, che fa piu&#8217; paura del diavolo in  persona. Bombetta nera e valigetta in mano, l&#8217;esattore della  societa&#8217; di recupero crediti persegue come un&#8217;ombra la sua  vittima ovunque, all&#8217;uscita di casa, in ufficio, in palestra,  davanti scuola e perfino al cimitero, mettendo il debitore  alla pubblica gogna per esigere il danaro.</p>
<p>L&#8217;impresa del  &#8216;cobrador del frac&#8217;, che da decenni opera nella penisola  iberica, ha aumentato del 40% il suo business e parla di  cifre astronomiche di debiti &#8211; nella sola zona di Valencia 9  milioni di euro mensili &#8211; accumulati soprattutto dalle  imprese del settore delle costruzioni. Ed ora, come se non  bastasse l&#8217;esattore in frac, per la schiera sempre piu&#8217; folta  di morosi, arriva pure la pubblica gogna.</p>
<p>di Paola Del Vecchio</p>
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		<title>La tua vita in 30 comode rate &#8211; Un viaggio nell&#8217;Italia che vive a credito</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 05:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c0cc0bill</dc:creator>
				<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
		<category><![CDATA[Il debito è una ragnatela in assenza di ragno]]></category>
		<category><![CDATA[La tua vita in 30 comode rate]]></category>
		<category><![CDATA[Questo libro è un quartiere di persone indebitate fino al collo]]></category>
		<category><![CDATA[Un viaggio nell'Italia che vive a credito]]></category>

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		<description><![CDATA[Il debito è una ragnatela in assenza di ragno. È una ragnatela perfetta. Dopo, c’è la caduta.
Questo libro si ferma al punto in cui le persone cominciano a cadere. Questo libro è un quartiere di persone indebitate fino al collo.
È una raccolta di voci intrecciate l’una all’altra da vincoli economici e narrativi – e in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=40013&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Questo libro si ferma al punto in cui le persone cominciano a cadere. Questo libro è un quartiere di persone indebitate fino al collo.</p>
<p>È una raccolta di voci intrecciate l’una all’altra da vincoli economici e narrativi – e in mezzo, c’è il credito al consumo.</p>
<p>È l’immersione di uno scrittore nei luoghi in cui la curva del benessere italiano ha iniziato a incrinarsi, dove a ogni finestra e dietro ogni porta vivono debitori e creditori, uomini e donne che prestano e chiedono denaro, vivono di espedienti per ‘fregare le banche’, recuperano crediti, saldano un conto in rosso e ne aprono subito uno nuovo.</p>
<p>Non sanno e non vogliono rinunciare all’illusione del lusso e si offrono in pasto alla complessa divinità del denaro fantasma.</p>
<p>Le loro sono storie di tutti i giorni, storie di persone nascoste e insieme comuni – le nostre storie.</p>
<p>Di seguito pubblichiamo il capitolo ”L’Offerta” per gentile concessione degli Editori Laterza.</p>
<p>Questo libro è un quartiere pieno di persone indebitate fino al collo – un quartiere reale: e nel contempo un quartiere ideale, fatto di simili. Il centro di questo libro è il credito, e in particolare il credito al consumo, – la pratica, ormai comune per le nostre banche e finanziarie, di prestare soldi allo scopo esclusivo di acquistare beni poco durevoli.</p>
<p>Chiamerò il credito l’Offerta – perché ha una natura prodiga e gentilissima, squillante come una banda militare e apparentemente felice come una bandiera gialla. L’Offerta è una struttura: una serie di decisioni: una serie di persone da una parte e dall’altra. Sono i soldi prestati in Italia, nel primo decennio del Ventunesimo Secolo.</p>
<p>È il denaro che gli italiani hanno cominciato a noleggiare furiosamente – con tassi di crescita, per gli istituti e le finanziarie che li hanno finanziati, del 300 per cento, di anno in anno, in tutti i settori che, in questo particolare mercato, includono elettrodomestici, vacanze, eventi speciali, bisogni speciali. Gli eventi speciali sono i matrimoni. I bisogni speciali sono l’improvvisa necessità di cinque, dieci, quindicimila euro.</p>
<p>Ma non sono affatto speciali. Sono regolari. Il credito al consumo è un quartiere di Torino chiamato Crocetta, ma è anche un luogo intercambiabile, asportabile e impiantabile dovunque si ritenga opportuno, a Milano, a Genova, a Roma, a Bari. Basterebbe sollevarlo come il tassello di un puzzle, e inserirlo nell’ordine di altre città italiane. Farebbe lo stesso effetto. Questo luogo inizia con un corso chiamato Rosselli e finisce con un corso chiamato Vittorio Emanuele. A est e ovest, corso Mediterraneo e corso Re Umberto. Benvenuti nel quartiere dove i soldi hanno appena iniziato a smettere di trasformarsi in elementi stabili: oggetti di proprietà: muri di proprietà. Dove la curva del benessere italiano ha iniziato a incrinarsi. Dove i soldi hanno prodotto il passato dopo aver prodotto diverse parentesi di futuro, e ora hanno iniziato a produrre una linea tratteggiata di presente – un presente-altalena: l’oscillazione del debito, del credito al consumo.</p>
<p>Vivono qui i professionisti, le famiglie solide della buona borghesia, i figli dei militari d’alto rango, una parte della classe intellettuale: una consistente parte di italiani che ha cambiato un’atmosfera sociale o due nel corso di una sola vita. I protagonisti del libro hanno a che fare, fisicamente, con questo quartiere. Non è un libro sull’usura. Non si tratta di quel tipo di disperazione finanziaria. È l’abisso dei benestanti, che come in una sintesi araldica, mette in abisso la più generica disperazione di massa.</p>
<p>A un certo punto ho capito che tutte le persone che ho incontrato indagando ai confini di questo circo – il Microcredito dello Spreco, uno dei nomi possibili, quello che mi convinceva per la sua esattezza – avevano a che fare con la Crocetta. E non solo: molte di loro si sono conosciute, hanno avuto a che fare le une con le altre. E hanno calpestato il suolo di questo quartiere, in diversi momenti della giornata e della propria vita. Anch’io l’ho calpestato – almeno nella memoria, ma non solo. Anche l’io che ha messo insieme queste storie ha avuto la pesante inclinazione a sotterrarsi nei debiti normali.</p>
<p>I debiti sfiancano il paesaggio interiore, lo cacciano dentro se stesso, lo rimestano – il denaro prestato deglutisce i nostri debitori. Quello che state per leggere è la veduta dall’esterno, una ricerca di simili fatta a piedi. Una ricerca empirica messa in forma di racconto – cos’altro potrebbe essere, un libro narrativo così direttamente adagiato sulle forme di ciò che esiste per davvero, che per davvero ha un nome e che per davvero affonda in fatti realmente accaduti? Nessuno, quando parla di denaro prestato, richiesto, non restituito, a lungo inseguito, ama comparire con le proprie generalità, così i cognomi e gli indirizzi sono stati deformati.</p>
<p>Il denaro, assente o presente, è un ente parlante anche quando sembra silenzioso: come le atmosfere tra gli individui, come i ricordi non registrati, come tutto ciò che è fondamentale e impalpabile, ma in misura ben più tosta di qualsiasi fenomeno impalpabile e fondamentale, il denaro – o almeno: la sua verità – necessita di finzione. Ecco perché la raccolta di voci che avete tra le mani potrebbe facilmente assumere le sembianze di una visione.</p>
<p>Dentro la visione, proprio sotto il livello di fragilità, ci sono anch’io. Intorno ai ventidue anni ho passato un periodo in cui non riuscivo a giudicare una giornata felice senza poter spendere un po’ di denaro, e indebitarmi per averne sempre a disposizione. Eppure avevo l’apparenza di una persona sensibile, e spesso nelle tasche portavo libri di Tommaso Landolfi e Delmore Schwartz.</p>
<p>Ma avevo lo stesso tipo di tossicodipendenza da piccole somme di denaro di quelle adolescenti che si spogliano davanti a una webcam in cambio di una ricarica sul telefono cellulare. Ero malato: soffrivo di tendenza all’abuso di microcredito dello spreco. Mi sono indebitato. Non ho pagato. Qualcuno ha cercato di recuperare i soldi che dovevo restituire. La cifra prestata giungeva sul conto rapida e fosforescente.</p>
<p>Dopo qualche mese di rate non pagate mi svegliavo la notte con la cifra che non era più fosforescente ma soltanto lenta, tutto diventava complicato e schiacciante: respiro bloccato: asma: diffidenza mutuale fra l’aria che entra e quella che esce, fra le risorse immesse e quelle bruciate. Nessuno mi ha fatto del male – ho solo sentito tanta stupida paura per qualche mese, per circa un anno. Ho chiesto soldi in lire e me li hanno chiesti indietro in euro. È tutto iniziato da lì. Vivevo alla Crocetta con mio padre. Qualcuno, alla fine, ha rimesso i miei debiti.</p>
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		<title>L&#8217;Italia in bolletta &#8211; Risparmi in fumo, debiti alle stelle: come si estingue il ceto medio</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 15:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>un sovraindebitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
		<category><![CDATA[luigi furini]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a pochi anni fa, gli italiani erano un popolo di risparmiatori. Oggi non più.
Il primo colpo è arrivato, grazie alla complicità delle banche, con l’insolvenza dei bond argentini, le bancarotte di Cirio e Parmalat, l’agonia di Alitalia, che hanno «tosato» decine di migliaia di famiglie.
Un’altra botta l’hanno data i tassi d’interesse, che per un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=36340&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="spip"><a href="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/04/italia-in-bolletta.jpg"><img class="size-full wp-image-36344 alignleft" title="italia-in-bolletta" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/04/italia-in-bolletta.jpg?w=259&#038;h=377" alt="italia-in-bolletta" width="259" height="377" /></a>Fino a pochi anni fa, gli italiani erano un popolo di risparmiatori. Oggi non più.</p>
<p class="spip">Il primo colpo è arrivato, grazie alla complicità delle banche, con l’insolvenza dei bond argentini, le bancarotte di Cirio e Parmalat, l’agonia di Alitalia, che hanno «tosato» decine di migliaia di famiglie.</p>
<p class="spip">Un’altra botta l’hanno data i tassi d’interesse, che per un certo periodo hanno fatto schizzare in alto le rate dei mutui.</p>
<p class="spip">In un panorama segnato dall’inflazione (che si è impennata con il passaggio all’euro), da una pressione fiscale in costante salita, dall’aumento delle tariffe, l’affondo finale è arrivato con il grande crac dell’autunno 2008.</p>
<p class="spip">Quando tanti lavoratori sono stati licenziati o cassintegrati e molti investimenti «sicuri» (così almeno garantivano le banche e le società di rating) si sono praticamente azzerati.</p>
<p class="spip">Ma un conto è parlare di finanza e di economia in termini astratti: il Pil che sale e scende, i tassi che rimbalzano su e giù, in un balletto indecifrabile.</p>
<h2 class="spip">Un’altra cosa è vedere come l’economia e la finanza incidano sulle nostre vite: tutto questo ce lo racconta Gigi Furini, con un viaggio-inchiesta tra gli italiani ormai strozzati dai debiti. I debiti di quelli che vengono sfrattati dalle villette nelle periferie, quelli che perdono il sonno per gli interessi delle carte revolving, quelli che a novant’anni hanno fatto – su consiglio del funzionario di banca – investimenti trentennali.</h2>
<p class="spip">I debiti di quelli che sono stati mandati in cassa integrazione o semplicemente non hanno visto rinnovare i loro contratti a termine, quelli che vengono perseguitati dalle società di recupero crediti e quelli che hanno pagato il Suv a rate e adesso lo tengono chiuso in garage perché non hanno i soldi per l’assicurazione e la benzina.</p>
<p class="spip">Perché – ci fa capire Furini – questa crisi ci sta toccando tutti e di certo non bastano gli inviti all’ottimismo, i salvataggi miliardari delle grandi banche e dei banchieri (gli stessi che ci hanno portato fino a questo punto) o le sparate demagogiche a rimetterci in carreggiata.</p>
Posted in fatti in ... debiti Tagged: luigi furini <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gestcredit.wordpress.com/36340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gestcredit.wordpress.com/36340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gestcredit.wordpress.com/36340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gestcredit.wordpress.com/36340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gestcredit.wordpress.com/36340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gestcredit.wordpress.com/36340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gestcredit.wordpress.com/36340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gestcredit.wordpress.com/36340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gestcredit.wordpress.com/36340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gestcredit.wordpress.com/36340/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=36340&subd=gestcredit&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">italia-in-bolletta</media:title>
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	</item>
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		<title>La smorfia del debitore &#8211; se proprio non ce la fate a pagare i vostri debiti, allora giocateveli al lotto</title>
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		<comments>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/13/la-smorfia-del-debitore/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 13:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la smorfiosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
		<category><![CDATA[la smorfia di recuperare...credito]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<category><![CDATA[selezione consigli al debitore]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sei sommerso dai debiti e non sai come uscirne?
Hai chiesto consigli ai &#8220;luminari&#8221; del blog  e loro non  ti hanno dato alcuna speranza di sopravvivere ai debiti?
Sei affetto dalla sindrome da shopping compulsivo e non hai risorse nè immediate nè future?
Non riesci a resistere alle sirene  del “compra oggi e paga domani [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=35596&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-35298" title="debiti-e-numeri-al-lotto1" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/04/debiti-e-numeri-al-lotto1.jpg?w=600&#038;h=242" alt="debiti-e-numeri-al-lotto1" width="600" height="242" /></p>
<p style="text-align:justify;">Sei sommerso dai debiti e non sai come uscirne?</p>
<p>Hai chiesto consigli ai &#8220;luminari&#8221; del blog  e loro non  ti hanno dato alcuna speranza di sopravvivere ai debiti?</p>
<p style="text-align:justify;">Sei affetto dalla sindrome da shopping compulsivo e non hai risorse nè immediate nè future?</p>
<p style="text-align:justify;">Non riesci a resistere alle sirene  del “compra oggi e paga domani &#8230; comodamente a rate, la prima tra un anno &#8230;  il tutto al costo di un caffè al giorno”?</p>
<p style="text-align:justify;">Sei sovraindebitato perché imprevidente e miope, hai sovrastimato le tue risorse e sottostimato l’onere dei rimborsi?</p>
<p style="text-align:justify;">Sei quello che nei paesi anglosassoni definiscono come un &#8220;the run into debts man&#8221;?</p>
<p style="text-align:justify;">Non hai trovato un gruppo di &#8220;automutuoaiuto&#8221; vicino casa tua, nè un&#8217;associazione di &#8220;debitori anonimi&#8221;  per disintossicarti dall’uso sfrenato delle carte di credito e di quelle revolving?</p>
<h2>Non puoi fare a meno dell&#8217;ultimo modello di Iphone per collegarti ad internet quando sei al cesso o del televisore al plasma  ad alta definizione e schermo panoramico per spiare,  dal buco del catodo, cosa accade nella casa del Grande Fratello? Non riesci a rinunciare al SUV da 400 cv per girare nel quartiere dove abiti e il tempo non ti passa mai se non hai al polso un Rolex da due chili e passa  per scolpire i muscoli delle braccia?</h2>
<p>I tuoi sogni sono svaniti?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35282" title="sogni-svaniti" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2008/09/sogni-svaniti.jpg?w=560&#038;h=500" alt="sogni-svaniti" width="560" height="500" /></p>
<p>Sei iscritto come cattivo pagatore alla CRIF, al CTC, nelle liste di Experian, al CAI? Risulti censito come protestato al RIP? Danno  prestiti a tutti ma non a te e adesso non sorridi più come una volta?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35313" title="foto-ricordo" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2008/09/foto-ricordo.jpg?w=290&#038;h=399" alt="foto-ricordo" width="290" height="399" /></p>
<p>Ormai solo la finanziaria STROZUS ti dà credito?</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/13/la-smorfia-del-debitore/"><img src="http://img.youtube.com/vi/oKyFoFHeatQ/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Non darti per vinto. Questa pagina è quello che fa per te!</p>
<p>La smorfiosa saprà certamente aiutarti. Lei è la tua ultima spiaggia!</p>
<h3><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:11pt;">Riportale  pure con fiducia e dettaglio la tua esposizione debitoria clikkando <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/09/10/chiedi-alla-smorfiosa-i-numeri-da-giocare-al-lotto/#comment">qui. </a>La smorfiosa trasformerà  i tuoi debiti in consistenti vincite al lotto!!!</span></span></h3>
<h3>Se, invece, vuoi consultare  la smorfia del debitore, clicca <a href="http://gestcredit.wordpress.com/la-smorfia-del-debitore/" target="_blank">qui.</a> <span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:11pt;"><br />
</span></span></h3>
<h3>Ricorda, fare una puntata al lotto costa poco, non farla a volte può costare caro!!!</h3>
<p>Ma  per favore: se vinci, paga almeno qualche buffo &#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
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<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<h3><span style="color:#ff0000;">Per fare una domanda sulla smorfia del debitore, sui debiti e su tutti gli argomenti correlati  clicca</span><strong><span style="color:#ff0000;"> <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/09/10/hai-domande-per-il-consulente-debiti/#comment" target="_blank">qui.</a></span></strong></h3>
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<p>.</p>
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		<title>Con la separazione dei coniugi gli ex suoceri possono dire addio ai soldi che avevano dato alla figlia per contribuire all&#8217;acquisto della casa</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/09/con-la-separazione-dei-coniugi-gli-ex-suoceri-possono-dire-addio-ai-soldi-che-avevano-dato-alla-figlia-per-contribuire-allacquisto-della-casa/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 03:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c0cc0bill</dc:creator>
				<category><![CDATA[debiti]]></category>
		<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cassazione ha stabilito, senza mezzi termini, che gli aiuti in denaro da parte dei genitori in occasione del matrimonio dei figli rientrano &#8220;in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito&#8221;. Dunque, se poi quell&#8217;investimento sul futuro della coppia si rivela &#8220;fallimentare&#8221;, non ne possono pretendere la restituzione.
Così i giudici della terza sezione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=35078&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La Cassazione ha stabilito, senza mezzi termini, che gli aiuti in denaro da parte dei genitori in occasione del matrimonio dei figli rientrano &#8220;in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito&#8221;. Dunque, se poi quell&#8217;investimento sul futuro della coppia si rivela &#8220;fallimentare&#8221;, non ne possono pretendere la restituzione.</p>
<p>Così i giudici della terza sezione civile della Suprema Corte, con la sentenza 8386, hanno confermato una decisione della Corte d&#8217;appello di Milano che aveva respinto la richiesta dei genitori di lei, dopo la separazione dal marito, di riavere indietro 18 milioni che negli anni &#8216;90 avevano rappresentato un contributo all&#8217;acquisto della casa coniugale.</p>
<p>Più &#8220;salomonico&#8221; era stato, nel 2002, il tribunale lombardo che aveva invece accolto in parte la richiesta degli ex suoceri condannando l&#8217;ex marito a restituire almeno 7.000 euro.</p>
<p>Dopo la sconfitta in secondo grado i suoceri &#8220;generosi&#8221; si sono rivolti alla Cassazione ma la Corte ha precisato che &#8220;è costume diffuso, nell&#8217;attuale società, che i genitori aiutino anche finanziariamente i figli al momento del loro matrimonio, in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito&#8221;.</p>
<p>La sentenza della Cassazione tuttavia indica una &#8220;via d&#8217;uscita&#8221; , a beneficio di futuri suoceri che volessero evitare il rischio di perdere in un sol colpo denaro e genero: la restituzione sarebbe obbligatoria se ci fosse un documento dal quale risulta che si trattava di un prestito, con tanto di indicazione su tempi e modalità di restituzione.</p>
<p>Insomma, è vero che la solidarietà familiare è importante, ma qualche clausola di salvaguardia non sarebbe vietata.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Buone notizie per i debitori: far debiti fa bene alla salute! &#8211; Altrimenti si rischia la sindrome del risparmiatore, ci si ammala di iperopia e si patisce il rimorso del consumatore</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/03/26/una-buona-notizia-per-noi-debitori-far-debiti-fa-bene-alla-salute-altrimenti-si-rischia-la-sindrome-del-risparmiatore-ci-si-ammala-di-iperopia-e-ci-assale-il-rimorso-del-consumatore/</link>
		<comments>http://gestcredit.wordpress.com/2009/03/26/una-buona-notizia-per-noi-debitori-far-debiti-fa-bene-alla-salute-altrimenti-si-rischia-la-sindrome-del-risparmiatore-ci-si-ammala-di-iperopia-e-ci-assale-il-rimorso-del-consumatore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 04:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>un sovraindebitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[consigli al debitore]]></category>
		<category><![CDATA[debiti]]></category>
		<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
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		<description><![CDATA[In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore.
In barba alla mania dello shopping, oggi siamo tutti a rischio di incappare nel problema opposto, capace di rovinare l&#8217;umore e scatenare ansia e depressione. Almeno secondo gli psicologi americani che &#8216;fotografano&#8217; il fenomeno sul &#8216;New York Times&#8217;.
La sindrome è stata battezzata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=33474&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-full wp-image-33499" title="shoppingfg2" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/03/shoppingfg2.png?w=472&#038;h=369" alt="shoppingfg2" width="472" height="369" />In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore.</p>
<p>In barba alla mania dello shopping, oggi siamo tutti a rischio di incappare nel problema opposto, capace di rovinare l&#8217;umore e scatenare ansia e depressione. Almeno secondo gli psicologi americani che &#8216;fotografano&#8217; il fenomeno sul &#8216;New York Times&#8217;.</p>
<p>La sindrome è stata battezzata &#8216;iperopia&#8217; perché &#8211; proprio come chi soffre del disturbo della vista opposto alla miopia (meglio noto in italiano come ipermetropia) &#8211; queste persone vedono molto bene da lontano, ma hanno difficoltà con il presente.</p>
<h2>Risultato? Sono ossessionate dall&#8217;idea di prepararsi al futuro e non possono godersi l&#8217;oggi, finendo col privarsi di tutto. Così queste persone sono sempre tristi e depresse, e finiscono per perdere ogni opportunità di star bene e divertirsi. Bruciare soldi e carta di credito per una vacanza, un paio di stiletti fiammanti o un televisore al plasma può, in effetti, causare il &#8216;rimorso del consumatore&#8217;.</h2>
<p>Ma si tratta di un malessere solo temporaneo, assicurano Ran Kivetz della Columbia University e Anat Keinan di Harvard (Usa).  In una serie di studi questi psicologi hanno indagato sulla psiche di un gruppo di studenti alle prese con i compiti per le vacanze invernali. Scoprendo che, se con il ritorno fra i banchi molti giovani lamentavano di non aver studiato abbastanza mentre erano in vacanza, un anno dopo il rimorso era piuttosto per i viaggi e i divertimenti mancati.</p>
<p>Stesso discorso quando i ricercatori hanno tastato il polso degli ex alunni, alle prese con il ricordo degli anni all&#8217;università.  &#8220;La gente si sente colpevole nel confessare una predisposizione all&#8217;edonismo, ma via via che il tempo passa il senso di colpa scema. E a un certo punto accade il contrario: in pratica, ci si lamenta per i piaceri persi&#8221;, dice Kivetz.</p>
<p>Insomma, in barba alla favola di Esopo sulla cicala e la formica, sembra proprio che alla lunga anche la giudiziosa formichina debba riconoscere la necessità di qualche follia ogni tanto per tenere l&#8217;umore su di giri. Un dato che, secondo gli psicologi è dimostrato anche da numerosi studi effettuati su donne e uomini alle prese con premi, spese e oggetti di lusso.  Secondo Kivetz, in questa fase di recessione le formiche iperopiche stanno vivendo tempi particolarmente duri nel mettere da parte il loro denaro.</p>
<p>E anche gli economisti li spingono a uno shopping stimolante. &#8220;Non siate troppo duri con voi stessi &#8211; conclude lo psichiatra &#8211; certo occorre essere responsabili e continuare a tutelare il risparmio, ma è stato un inverno deprimente, e non c&#8217;è nulla di sbagliato &#8211; assicura &#8211; nell&#8217;essere un po&#8217; indulgenti con se stessi&#8221;.</p>
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		<title>Anche i Simpson travolti dalla crisi dei mutui subprime</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Simpson sono travolti anch’essi della crisi dei mutui subprime; e nell’ultimo episodio emesso dalla tv americana Fox, perdono la casa perche’ non riescono piu’ a pagare il mutuo sull’abitazione, a Blood Feud 94 Evergreen Terrace.
E cosi’ la parodia di un problema che riguarda migliaia di famiglie statunitensi irrompe nel piu’ caustico e divertente cartoon [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=24067&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-24066 alignright" title="casa simpson" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/03/casa-simpson1.jpg?w=284&#038;h=220" alt="casa simpson" width="284" height="220" />I Simpson sono travolti anch’essi della crisi dei mutui subprime; e nell’ultimo episodio emesso dalla tv americana Fox, perdono la casa perche’ non riescono piu’ a pagare il mutuo sull’abitazione, a Blood Feud 94 Evergreen Terrace.</p>
<p>E cosi’ la parodia di un problema che riguarda migliaia di famiglie statunitensi irrompe nel piu’ caustico e divertente cartoon sul mercato. Nell’episodio trasmesso domenica, la famiglia piu’ strampalata d’America riceve una lettera che comunica la revisione dell’ipoteca a tasso variabile.</p>
<p>La notizia arriva il giorno dopo una gigantesca festa di carnevale finanziata con un secondo credito richiesto proprio sulla casa. Negli Stati Uniti, e’ infatti possibile ottenere un tipo di ipoteca chiamata “home equity” e che consente al proprietario di ottenere una quantita’ di denaro uguale a quella gia’ pagata alla banca per la propria casa, se si ha bisogno di denaro in contanti.</p>
<p>Una pratica scellerata che ha indotto in questi anni moltissimi statunitensi a utilizzare la propria abitazione come una sorta di ‘bancomat’; ma proprio come nell’amara parodia, adesso la “festa” e’ finita e migliaia di statunitensi si trovano indebitati per un quantita’ superiore a quella richiesta inizialmente.</p>
<p>I Simpson scoprono dunque che la revisione dell’ipoteca ha ’sparato’ la quota di mutuo mensile a una cifra astronomica, impossibile da pagare; e il risultato e’ che perdono la casa in un’asta pubblica. L’acquirente e’ l’odioso vicino di sempre, Ned Flanders, che si impossessa della villetta monofamiliare per 101.001 dollari (79.200 euro) e l’affitta ai vecchi proprietari per non lasciarli in strada.</p>
<p>L’episodio e’ una parodia di un problema che riguarda migliaia di persone negli Usa dove, secondo i dati del gennaio scorso, sono state pignorate 274.399 abitazioni -una ogni 466- il 18 per cento in piu’ che nello stesso mese del 2008. (AGI)</p>
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		<title>L&#8217;odissea di un finto precario alla ricerca di un prestito vero</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 05:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
				<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti ai precari]]></category>

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		<description><![CDATA[Io voglio un prestito da 5.000 euro. Loro vogliono la mamma. Ma non la loro, la mia. Senza la sua firma, nessuna finanziaria, delle sei che ho visitato (tranne una: «bisogna vedere») mi concederà l’agognato prestito. «E se proprio non vuoi far firmare un genitore, avrai pure un fratello, un nonno, uno zio, una fidanzata, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=24023&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Io voglio un prestito da 5.000 euro. Loro vogliono la mamma. Ma non la loro, la mia. Senza la sua firma, nessuna finanziaria, delle sei che ho visitato (tranne una: «bisogna vedere») mi concederà l’agognato prestito. «E se proprio non vuoi far firmare un genitore, avrai pure un fratello, un nonno, uno zio, una fidanzata, una finta fidanzata (?) che può garantire per te». Avrei un amico. «No, meglio di no. Se le cose vanno male, chi ti aiuta è la famiglia», mi dice un azzimato consulente finanziario che subito mi dà del “lei” per poi passare al paterno “tu” quando intuisce che non sono un caso facile.</p>
<p>Finirà col tranquillizzarmi su tutto, non prima di aver cercato di indirizzare ogni mia scelta: dalla persona che mi farà da garante alla durata del prestito: esco, dopo una chiacchierata di un quarto d’ora, fingendomi seriamente interessato a quelle rate di 48 mesi a 144,50 euro l’una, «senza spese aggiuntive». Mi sembra una cifra alta, ma non ho una calcolatrice a portata di mano: appena esco dall’ufficio, faccio due conti e viene fuori che per avere 5.000 euro, nel giro di tre giorni dal momento della firma, dovrò, nei prossimi quattro anni, renderne 6.936.</p>
<p>Alla fine è solo la seconda società che elargisce prestiti in cui metto piede. Decido di passare oltre. La prima a cui ho bussato si chiama Pitagora: suono e mi sento spiato dalla piccola telecamera del videocitofono. Dopo una rampa di scale entro in un ufficio pieno di scatoloni, una macchina del caffè e una pila di depliant della finanziaria in cui campeggia la foto del comico Pino Insegno. È seduto su una sedia da regista, e dice: «Il tuo problema è come ottenere un prestito?» La risposta è “sì”. Apro l’opuscolo, e ora Pino Insegno è sdraiato sopra la scritta «Mettiti comodo, a ridarti il sorriso ci pensiamo noi». Mi chiedono se ho un appuntamento: a dire il vero me lo chiederanno tutti, senza un apparente motivo, perché mi fanno subito sedere.</p>
<p>Il promotore che si prende cura di me ha buone intenzioni, ma si irrigidisce non appena pronuncio due parole che &#8211; scoprirò &#8211; non bisogna mai pronunciare quando si è a caccia di prestiti: «lavoro con un contratto a progetto». «Guardi &#8211; mi dice senza troppi giri di parole &#8211; se avesse un contratto da apprendista o a tempo determinato non ci sarebbero problemi, 5.000 euro non è una cifra proibitiva, ma così c’è poco da fare». Gli chiedo qual è la condizione migliore per un precario: con grande gentilezza mi spiega che il contratto a tempo con un minimo d’anzianità lavorativa è un buon viatico. L’alternativa è la firma di un «parente che possa garantire» per me. E questa storia del garante, più che un semplice ritornello diventerà un tormentone.</p>
<p>Mi mostro talmente sfiduciato che non si prende nemmeno la briga di buttare giù un preventivo. Mi indica l’uscita, e con una faccia di circostanza mi augura «in bocca al lupo, in questo periodo ce n’è bisogno».</p>
<p>Attraverso la strada ed entro al civico 21, lì c’è l’ufficio di Centroprestiti: un ingresso che sembra la sala d’aspetto di un medico pieno di riviste su orologi (vai a sapere perché) e foto alle pareti della città d’un tempo. «Ha un appuntamento?» No. «Entri pure». Il consulente mi fa accomodare in un bell’ufficio con poltrone in pelle: avrà 45 anni e una parlantina svelta. Gli dico che guadagno 1.200 euro al mese e ho ancora un anno di contratto: si può fare, ma all’idea di usare come garante un fratello che ha un’attività in proprio, scuote la testa. È lui quello della «finta fidanzata». Mi spiega che chi lavora in proprio ha già i suoi casini e spesso è già esposto. Vuole un pensionato, «un settantenne però, mica un centenario». Dopo il preventivo quadriennale da quasi 7.000 euro (per averne subito 5.000) mi congeda con una stretta di mano decisa. Sembra convinto di avermi convinto.</p>
<p>La terza tappa è da Agos: mi apre una bella ragazza che vuol sapere nome cognome e data di nascita. Non mi chiede per cosa mi servono i soldi (non l’ha fatto nessuno), ma vuol sapere quanto guadagno, che tipo di contratto ho. Anche qui senza firma del garante non posso far nulla. E anche qui ci sono volti famosi sul depliant, si tratta dei Flinstones, i fumetti cavernicoli di Hanna&amp;Barbera. La ragazza che mi fa sedere parte con una serie di ipotesi chiamate “Duttilio”, “Revolving” e mi domando perchè non vada al sodo. Chiedo un preventivo, che a seconda del piano scelto può avere 100 euro in più di spese generiche. Le rate sono di 145 euro per 48 mesi. In linea con quelle di Centroprestiti. Mi dice anche che se il garante è iscritto a un sindacato o a una tale azienda c’è un piccolo sconto sulla rata.</p>
<p>Il tempo di attraversare la piazza e mi imbatto in Ducato: io ho solo 31 anni, ma per la prima volta in vita mia mi viene da dire «questo potrebbe essere mio figlio» quando un ragazzotto con i vestiti troppo larghi mi apre la porta. Penso che sia il figlio del proprietario messo lì a fare da portinaio, e invece è lui ad analizzare la mia situazione. La sparo grossa: «Ho il contratto che mi scade tra un anno. Mi servono 9.000 euro». Sarà l’età, l’inesperienza, ma mi dice subito no. Nemmeno scendere a 5.000 lo fa smuovere. «Capirà che dovremmo farle rate di 12 mesi da 800 euro l’una. Non converrebbe a noi né a lei». Lo trovo arrendevole dopo aver battagliato con quel marpione di Centroprestiti.</p>
<p>Quando arrivo da Figenpa stanno asfaltando il marciapiede. Mi sto intossicando e suono, nonostante sia in anticipo. Negli uffici c’è un bel via vai, ma si comincia alle 15 e mancano 10 minuti. Mi apre lo stesso un tipo simpatico che vuole sapere dove lavoro e quanti siamo: gli dico che ho un contratto a tempo determinato in un’agenzia marittima di dodici persone. Mi fa sedere, mi ascolta, chiama al telefono una collega per confermare la sua idea che senza garante non si può far nulla. Gli chiedo un’alternativa, che non c’è. Poi, preso da pietà umana, mi svela un “segreto”: «Roba che ascolto dai clienti». Devo cercarmi una piccola agenzia, una finanziaria che si appoggia a un’altra finanziaria. «A volte accettano anche situazioni disperate, ma la rata è più alta. Non mi chieda dove sono, anche se lo sapessi non lo direi».</p>
<p>La speranza, infine,  si accende da Sa.ro: «Dovremmo fare una valutazione dei meriti creditizi, se ad esempio ha molte uscite o un parente a carico, con un contratto a 1.200 euro la vedo dura. Ma se come mi dice non ha uscite particolari, forse si può fare. Servono un paio di giorni per le verifiche, ma potrebbe anche ottenere i soldi senza una seconda firma». Le percentuali? 50 e 50. Ringrazio, esco e mi imbatto in una pubblicità di Centroprestiti, dove c’è la foto di un tizio che esulta: o almeno così mi pare. Avrà trovato una finta fidanzata.</p>
<p>Ok, ho finto di essere un precario sedotto dalle finanziarie che promettono prestiti facili con pubblicità più o meno ammiccanti. Ma la prime domande che mi sono fatto sono state altre: non sarebbe meglio chiedere il prestito direttamente in banca? Quell’anonimato che crediamo di ottenere nei centri prestiti è un anonimato vero? E in banca come funziona?</p>
<p>A questo risponde un dipendendente di banca Carige, che mi spiega come funzionano le cosa da loro. «Ci possono essere differenze più o meno marcate, ma poi credo si decida tutti sulla base degli stessi parametri». «Il primo passo è aprire un conto. Se qualcuno si presenta è la prima cosa che gli chiediamo. Oltre a quello l’azienda si affida a noi dipendenti per fare un primo screening immediato basato sull’aspetto della persona, su quello che ci dice e su come lo dice». Una volta era il direttore della filiale o il capo area a decidere il destino di un prestito. «Si basava sulla propria esperienza per giudicare il meglio possibile il da farsi, caso per caso. Oggi è diverso». Carige ad esempio si appoggia su una propria finanziaria, Creditis, a cui vengono passate via terminale le pratiche avviate nelle filiali.</p>
<p>La chiacchierata preliminare allo sportello serve come primo filtro. Il ciente si accomoda e comincia a spiegare quanto gli serve e &#8211; se la cifra sale &#8211; per cosa. Un “dettaglio” di cui nessuno pare essere curioso nelle finanziarie in cui sono entrato. Poi che succede? «Si valutano gli aspetti personali e finanziari, e si fa un primo preventivo, tanto per dare un’idea all’interlocutore di quel che sarà. Ma la pratica, quella vera, non arriva a Genova fino a che l’interessato non ci porta un documento valido, il codice fiscale e la busta paga o il modello Unico (il 740)». Se il cliente è sprovvisto di anche solo uno dei documenti non se ne fa nulla. La banca ha bisogno di certezze. Dal momento in cui acquisisice i dati, può impiegare un massimo di tre giorni (ma di solito ne bastano due) per dire sì o no e accendere il prestito. «I tempi sono cambiati, sarà un metodo magari più freddo della chiacchierata col direttore, ma l’invio telematico dei dati e il controllo sono strumenti decisamente più affidabili».</p>
<p>L’idea che comprare un qualsiasi oggetto tangibile, una moto, un’automobile facilitasse le cose rispetto al denaro per una vacanza si rivela in parte sbagliata. «Certo, la banca può applicare un tasso più basso a fronte di certi acquisti, ma parliamo di cfire minime. La gente pensa che male che vada la banca si riprende l’auto o la moto, e così si rifà del prestito non restituito. Non sta proprio così: che se ne fa di una motocicletta? La banca preferisce sempre che la persona restituisca il denaro pattuito. Tutte le altre alternative sono un modo per non perderci, ma restano una “rottura di scatole” di cui si farebbe volentieri a meno». Se tutto va come deve andare, e il cliente si dimostra affidabile bastano 48 ore e i soldi compaiono sul conto. Poi, via con le rate, spesso &#8211; anche se meno pubblicizzate &#8211; più basse di quelle delle finanziarie.</p>
<p>tratto da un articolo di Roberto Scarcella</p>
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		<title>Storie napoletane &#8211; Una prestanome colleziona 1.419 multe delle quali 1.227 cadute in prescrizione perchè il Comune dimentica di notificarle nei 150 giorni previsti</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/03/07/storie-napoletane-una-prestanome-che-colleziona-1419-multe-delle-quali-1227-cadute-in-prescrizione-perche-il-comune-dimenticava-di-notificarle-nei-150-giorni-previsti-dal-cds/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 13:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ha visto gli uomini della polizia municipale sulla porta della sua abitazione in via della Circumvallazione nel comune di Qualiano, alla periferia di Napoli, Anna Maria Adesso, 63 anni, non ha fatto scenate. Con una smorfia a metà tra il sorriso e la rassegnazione del “lo sapevo che prima o poi sarebbe successo”, li [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23813&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Quando ha visto gli uomini della polizia municipale sulla porta della sua abitazione in via della Circumvallazione nel comune di Qualiano, alla periferia di Napoli, Anna Maria Adesso, 63 anni, non ha fatto scenate. Con una smorfia a metà tra il sorriso e la rassegnazione del “lo sapevo che prima o poi sarebbe successo”, li ha fatti accomodare in cucina. Poi, fissando sul tavolo la montagna di multe sigillate una ad una all’interno di buste verdi, ha ammesso: “Sì, sono proprio io l’intestataria di questo furgoncino ma non l’ho mai guidato. Non ho più la patente da 22 anni”.</p>
<p>La signora Adesso proprietaria del furgone più multato del capoluogo campano, non si è proprio scomposta neppure dopo che i tre ufficiali della polizia municipale di Napoli gli hanno notificato uno scatolone colmo di contravvenzioni. In sei anni, è riuscita a collezionarne 1.419 per un valore di 52 mila euro. E quasi tutte per divieto di sosta. Il suo furgoncino targato “Roma” che trasporta frutta e verdura tra un mercato rionale e un altro della città partenopea, è ormai diventato quasi un incubo tra i vigili urbani che prestano servizio per le strade del Vomero, elegante quartiere napoletano. Molti di loro ne ricordano persino la targa a memoria e sono in grado di riconoscerlo in qualsiasi zona della città lo incontrino. Un giorno sì e uno no, dal 2002 allo scorso 7 febbraio, infatti, sono stati costretti a fargli almeno una multa per sosta vietata. Se non era posteggiato davanti ad un cancello, lo sorprendevano in doppia fila oppure all’interno dei parcheggi a pagamento senza però aver mai pagato il ticket.</p>
<p>Se invece era in movimento, lo vedevano fare lo slalom tra il traffico e attraversare gli incroci puntualmente con il semaforo rosso. “Quando oltre vent’anni fa mi hanno rubato la borsa con i soldi e i documenti mi hanno rubato anche la patente di cui non ho mai più chiesto il duplicato”, spiega la maxi multata a <em>Panorama.it</em>, “da quel giorno ho smesso di guidare ed ho iniziato ad utilizzare i mezzi pubblici. Insomma, su quel furgone, io non ci sono mai neppure salita”. Il giallo su chi fosse alla guida del furgoncino lo svela dopo pochi istanti. Il mezzo più verbalizzato di Napoli, spiega Anna Maria Adesso, è in realtà di una facoltosa famiglia residente al Vomero presso la quale la donna ha lavorato per cinque anni facendo le pulizie e vendendo frutta e verdura nel magazzino di loro proprietà.</p>
<p>“Nel 2001 mi hanno chiesto di intestarmi il furgone perché loro avevano già molti mezzi, case e negozi”, si giustifica Anna Maria, “ed io ho accettato in cambio del lavoro e di qualche euro l’anno. Cerchi di capirmi, sono vedova da oltre vent’anni, ho tre figli di cui uno disoccupato con una pensione di soli 450 euro al mese e quei soldi mi facevano proprio comodo”. Poi prosegue: “Quando nel 2004 sono venuta a vivere a Qualiano, però, ho spiegato a quella famiglia che non ne volevo più sapere niente del furgone e avrei rinunciato anche al denaro. Tutte le mie preghiere a San Gennaro e Padre Pio perché il mio desiderio si realizzasse, non sono state esaudite e adesso mi ritrovo sepolta da centinaia di multe che non so come pagare”.</p>
<p>Ma la donna che mentre racconta la sua storia guarda con le mani conserte il ritratto del Santo di Pietrelcina, non sa di aver già ricevuto la grazia. I vigili di Napoli, infatti, hanno potuto notificargli solamente 192 multe (valore di 7.200 euro) perché le altre 1.227 erano tutte cadute in prescrizione. E lei, Anna Maria Adesso, non è stata la sola fortunata. Ad essere stati ‘graziati’ e non certo per l’intercessione di qualche santo, dal pagare migliaia di euro di multe, lo sono stati anche centinaia di automobilisti indisciplinati per lo più tutti residenti nella città di Napoli.</p>
<p>“Per sei anni una parte del settore legale della polizia municipale si è ‘dimenticato’ di notificare, nei 150 giorni previsti dal Codice della strada, migliaia e migliaia di verbali” spiega il generale Luigi Sementa, comandante della Polizia Municipale di Napoli “questo è avvenuto fino al settembre 2008”. Proprio il generale Sementa, insediato in via De Giaxa lo scorso autunno, durante alcune ispezioni interne ha scoperto che non erano state contestate e notificate oltre un milione e 220 mila multe per un valore di circa 106 milioni di euro. Un ‘buco’ per le casse comunali che adesso con molta probabilità, dovrà essere ripagato direttamente dai responsabili. Il record, senza dubbio, spetta ad Anna Maria ma anche Luigi, pregiudicato legato al clan camorristico Moccia di Afragola e titolare di due alberghi nel centro di Napoli, non è stato da meno; la targa della sua auto è stata trascritta su 1.166 verbali e al momento non ne ha pagato neppure uno.</p>
<p>Nella lista nera compare anche Giuseppe, 82 anni, residente in via Vittorio Veneto con 600 infrazioni al Codice della strada. Loro sono solo i primi della classifica dei 1.604 automobilisti che prossimamente vedranno notificarsi a casa decine di contravvenzioni per infrazioni commesse negli ultimi sei anni. La polizia municipale di Napoli, ha iniziato ad esaminare, uno ad uno tutti i verbali intestati a quelle persone che dal 2002 ad oggi hanno superato le cinquanta multe. Affianco ai singoli conducenti spuntano anche centoquarantanove società e aziende di tutta Italia. Tra coloro che sono stati sorpresi a attraversare gli incroci con il semaforo rosso, a percorrere strade e vicoli contromano e a posteggiare in aree vietate anche la Compagnia Napoletana d’Illuminazione, tre istituti di vigilanza privata e persino uno tra i più noti produttori di dolciumi tipici napoletani, ovvero le sfogliatelle. Il record, comunque, spetta ad una società di Fiumicino, Roma, che noleggia auto con 5 mila multe per divieto di sosta e traffico in zona ztl.</p>
<p>di Nadia Francalacci da Panorama.it</p>
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		<title>E l&#8217;oro di Napoli finisce al banco dei pegni &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi infila anche la via dell´oro e della miseria.  San Biagio dei Librai, specchio antico della città. Si scontrano due Napoli. Le botteghe comprano, i poveri vendono. Il terribile 2009 ha cambiato qualcosa? Obiettivo nascosto e un gioiello che fingiamo di offrire: che dice la strada dei pegni?
Anello ritirato in piazzetta Orefici. Prestito gratuito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23663&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-medium wp-image-23667" title="oro di napoli arturo patane" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/03/oro-di-napoli-arturo-patane.jpg?w=300&#038;h=253" alt="oro di napoli arturo patane" width="300" height="253" />La crisi infila anche la via dell´oro e della miseria.  San Biagio dei Librai, specchio antico della città. Si scontrano due Napoli. Le botteghe comprano, i poveri vendono. Il terribile 2009 ha cambiato qualcosa? Obiettivo nascosto e un gioiello che fingiamo di offrire: che dice la strada dei pegni?</p>
<p>Anello ritirato in piazzetta Orefici. Prestito gratuito per poche ore, in pegno una carta di credito American Express. Al gioielliere piace l´idea: «Andate a vedere quanti abusi». Anello da donna. Vale 700 euro, rubino centrale di 0,45 carati, brillantini di 0,19 di colore H, purezza IF (significa senza segni di inclusione), oro 5,30 grammi. È la scheda tecnica. Ma nessuno la chiederà.</p>
<p>Al numero 15 di San Biagio un ragazzo di 22 anni con orecchino a sinistra fissa l´anello come se non li avesse mai visti. «Io compro solo oro». Si insiste: un´amica ha bisogno di soldi subito. «Mi dispiace. Nessuno qui prende diamanti o pietre». E se si portasse un oggetto di solo oro? Ci pensa: «Bisogna pesare». Provi a dire una cifra, oro da 18 carati, badi bene. «Se è come dite voi, 13, massimo 14 euro al grammo, ma bisogna vedere». Ha la cassaforte vuota, con una figurina incollata della Madonna dell´Arco. «La crisi è nera anche per noi. Chi aveva oro l´ha venduto. Nessuno ha più niente, neanche gli occhi».</p>
<p>Ieri, 4 marzo, la Borsa mondiale dava l´oro a 23,310 euro il grammo. Grezzo, alta qualità. Il prezzo di quello da 18 carati scende a 18,6 euro, da aggiungere la lavorazione, da uno a 3 euro. Quindi, 21. San Biagio dei Librai compra per meno di un terzo. Al numero 18 un cartello da un metro per 60 invita: Compro oro massima valutazione. Due anziane signore, come gomitoli grigi dietro il banco. Neanche qui accettano l´anello. Non si fidano. E se fosse solo oro? «Tredici euro se è oro da rivendere», risposta prudente. Si insiste, e una delle due enuncia una oscura metafora su una bella ragazza e un figlio cieco, «se lui non la vede come fa a prendersela?». Non si capisce molto, ma la signora ride.</p>
<p>Banco dei pegni, numero 23. Niente che ricordi il film di Rod Steiger, diretto da Sidney Lumet. È del 1964, sono passati 45 anni e tante crisi a Wall Street. Giovane qui il titolare. Fabio D´Anna. Una faccia pulita. &#8220;Striscia la notizia&#8221; ha registrato offerte di cento euro per un orecchino da 1700. D´Anna dice cose diverse. Terribilmente serie. «La crisi non arricchisce le agenzie. Le chiude. Per un grammo d´oro, si anticipano 5 euro, un terzo. Conviene a chi è sicuro di riscattare il pegno. Riceve poco, restituisce poco, ma riprende il gioiello. Lo faceva prima chi andava in villeggiatura.</p>
<p>Oggi chi vende sa che non potrà mai più riprenderselo. Deve mangiare o pagare le bollette. È disperato». Cinque euro per un grammo che ne vale 21, interessi di 2,5 per cento al mese, massimo un anno. Troppo. «È crisi nera», sospira. E chi non ha niente da dare in pegno o da vendere? Una confidenza anonima. «Finisce in mano agli strozzini. Dà un assegno a un mese: 5 per cento, due mesi 10». Rapido calcolo: 60 per cento annui. La crisi è il trionfo degli usurai. Si insiste: senza un pegno? «Loro sanno come riprendere i soldi».</p>
<p>di Antonio Corbo</p>
<p>A seguire  un video di Striscia sull&#8217;argomento</p>
<p><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/02/C_35_video_8856_GroupVideo_filevideo.wmv"><img class="aligncenter size-full wp-image-23710" title="oro-di-napoli" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/03/oro-di-napoli1.jpg?w=326&#038;h=289" alt="" width="326" height="289" /></a></p>
Posted in fatti in ... debiti, multimedia, striscia la notizia Tagged: banco dei pegni <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gestcredit.wordpress.com/23663/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gestcredit.wordpress.com/23663/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gestcredit.wordpress.com/23663/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gestcredit.wordpress.com/23663/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gestcredit.wordpress.com/23663/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gestcredit.wordpress.com/23663/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gestcredit.wordpress.com/23663/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gestcredit.wordpress.com/23663/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gestcredit.wordpress.com/23663/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gestcredit.wordpress.com/23663/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23663&subd=gestcredit&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tu non paghi me? Io non pago te!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 16:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
		<category><![CDATA[sovraindebitamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Debiti &#38; più debiti: ecco come funziona quando lo Stato non paga i fornitori. Con qualche modesto consiglio, in Italia inapplicabile
In Italia moltissime aziende sono hanno  problemi di liquidità perché la P.A. impiega circa 6 mesi mediamente per pagare i propri debiti con i fornitori privati. Il problema non è limitato soltanto al sistema [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23579&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Debiti &amp; più debiti</strong>: ecco come funziona quando lo Stato non paga i fornitori. Con qualche modesto consiglio, in Italia inapplicabile</p>
<p>In Italia moltissime aziende sono hanno  problemi di liquidità perché la P.A. impiega circa 6 mesi mediamente per pagare i propri debiti con i fornitori privati. Il problema non è limitato soltanto al sistema pubblico, in quanto il  presenta spesso anche nei rapporti tra privati. Inoltre, il problema riguarda sia la P.A. centrale che i pagamenti degli enti locali: comuni, province, regioni,  etc.</p>
<p><strong>NON SCAMBI, MA IMPOSTE</strong> &#8211; Già oggi ci sono interessi moratori  abbastanza elevati nel caso di ritardi nei <span class="thickbox"><img class="alignleft" src="http://antigrillo.files.wordpress.com/2008/06/oppressi-dal-debito.jpg?w=297&#038;h=297" alt="" width="297" height="297" /></span>pagamenti, intorno al 10%.  Di fatto, i debitori possono trasformare i loro debiti a breve in un  debito a medio termine, ad un prezzo piuttosto elevato legato alla penalità.  In un contesto di credit crunchmaturity superiore, anche a costi elevati in termini di interessi, può non essere male, visto che fonti alternative di finanziamento, come le banche, sono restie a prestare. Per non far “marciare” i debitori bisognerebbe quindi far sì che la mora sia superiore agli interessi richiesti dal mercato per quel profilo di rischio.Nel caso del sistema pubblico esiste una soluzione alternativa piuttosto semplice. Infatti il sistema pubblico, a differenza di quello privato, non si finanzia con gli scambi ma con le imposte: in sostanza, i fondi arrivano non vendendo beni e servizi, ma mandando in giro la Guardia di Finanza.</p>
<p><strong>COME FUNZIONA</strong> &#8211; Per ridurre i tempi di pagamento della  P.A. si potrebbe quindi pensare di scalare automaticamente, ad esempio dopo un mese di ritardo, l’importo non pagato dalle tasse, con tanto di interessi di mora. Facciamo un esempio: l’azienda Pinco SRL fa  un contratto e ha diritto a 50,000€ di pagamento dal Comune di Pallo. Inoltre l’azienda Pinco dovrà pagare nel giro di un paio di mesi  10,000€ di ICI. In questo caso almeno il 20% del pagamento può rientrare nelle casse delle aziende subito. Questo comporterebbe un certo vantaggio in termini di liquidità per le aziende. Un altro vantaggio è di natura politica: gli enti locali possono, anticipando i pagamenti di alcune aziende e posticipando quelli di altre, favorire le prime e danneggiare le seconde. Si è parlato in passato, anche se non mi risulta che la cosa sia stata confermata, di comuni che favorivano società cooperative amiche a danno delle altre società. Il sistema proposto ridurrebbe queste eventuali pratiche arbitrarie, o comunque la possibilità stessa che vengano messe in atto.</p>
<p><strong>A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE</strong> &#8211; Si potrebbe lasciare al creditore l’opzione  di non applicare tale diritto, cioè di non ridurre i trasferimenti di tasse automaticamente: in questo modo, se il creditore vuole, può trasformare il suo credito a breve in un credito di lungo termine ad alto tasso di rendimento, dati gli interessi di mora. Ovviamente il  debitore, se non vuole pagare tali interessi, deve semplicemente pagare il dovuto. C’è un problema, e serio, nella proposta: i debiti degli enti locali. Gli enti locali hanno una potestà  tributaria piuttosto limitata, visto che di fatto tutte le tasse passano  attraverso lo Stato centrale. L’ideale sarebbe che il creditore non paghi le tasse locali se ha problemi di pagamento con gli enti locali, e non paghi le tasse nazionali se ha problemi con la P.A. centrale. In pratica ciò è difficile in quanto gli enti locali normalmente spendono (rectius, sprecano) soldi senza bisogno di dover passare il conto ai propri cittadini (il che provoca moral hazard, e quindi irresponsabilità). In un paese serio gli enti locali sarebbero  finanziati esclusivamente dalle tasse <span class="thickbox"><img class="alignright" src="http://i41.tinypic.com/2604tid.jpg" alt="" width="278" height="340" /></span>locali, in modo da dare ai cittadini  informazioni sui costi dei servizi, ma l’Italia non funziona così,  e di certo ilnon intende promuovere la responsabilità fiscale degli enti locali introducendo una riforma tanto eroica. L’unica parziale soluzione al problema &#8211; se non si vuole trasformare lo pseudo-federalismo che si profila, o la situazione attuale, in un federalismo minimamente credibile &#8211; è che le tasse statali non pagate da chi ha crediti con gli enti locali si trasformino immediatamente e automaticamente  in tagli ai trasferimenti verso il basso. Se una regione, ritardando i pagamenti, causa una riduzione  del gettito dello Stato di un milione di euro, i trasferimenti dello  Stato a questa regione diminuiscono automaticamente della stessa cifra. Governo Berlusconi</p>
<p><strong>LA CRUDA VERITA’ </strong>- Una tale idea implicherebbe serietà  dello Stato centrale quando si tratta di elargire fondi dall’alto, ma essendo poco seria di per sé l’idea stessa di pagare centralmente ciò che è speso localmente, non ci si può aspettare grande serietà dallo Stato Italiano. L’ideale sarebbe appunto che ogni spesa locale sia pagata con tasse locali, in modo che almeno in media ogni contratto corrisponda ad una tassa (ovviamente ci sono effetti redistributivi delle tasse che non possono essere compensati così: in un ente locale senza tasse sulle imprese non ci sarebbero tasse da non pagare in caso di mancato pagamento, ad esempio. Al limite si può permettere alle aziende di vendere il diritto di sconto fiscale ai contribuenti, ma, insomma, è un po’ fantascientifico, anche se perfettamente logico).</p>
<p><strong>PS</strong> Sebbene ovviamente non responsabile  dei miei errori, l’articolo deve moltissimo ai commenti di <a href="http://retoricaelogica.blogspot.com/" target="_blank">Retore</a> ad una mia prima bozza estremamente  superficiale.</p>
<p>di Pietro Di Giorgio (<a title="Visita il sito web Libertyfirst" rel="external" href="http://2909.splinder.com/">Libertyfirst</a>) da<a href="http://www.giornalettismo.com/" target="_blank"> Giornalettismo.com</a><span class="autore"><br />
</span></p>
Posted in debiti, fatti in ... debiti Tagged: debiti, sovraindebitamento <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gestcredit.wordpress.com/23579/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gestcredit.wordpress.com/23579/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gestcredit.wordpress.com/23579/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gestcredit.wordpress.com/23579/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gestcredit.wordpress.com/23579/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gestcredit.wordpress.com/23579/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gestcredit.wordpress.com/23579/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gestcredit.wordpress.com/23579/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gestcredit.wordpress.com/23579/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gestcredit.wordpress.com/23579/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23579&subd=gestcredit&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Anche i ricchi piangono &#8211; Michael Jackson mette all&#8217;asta i tesori di Neverland</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 11:58:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il guanto-icona, bianco e tempestato di cristalli Swarovski, la limousine personalizzata con decorazioni in oro massiccio, la testa “robotica” utilizzata per il film “Moonwalker” nel 1988 e altri 2000 oggetti personali, ricordi, pezzi da collezione: sarà una parte importante della vita &#8211; e del patrimonio &#8211; di Michael Jackson ad andare all’asta nell’aprile prossimo, con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23408&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il guanto-icona, bianco e tempestato di cristalli Swarovski, la limousine personalizzata con decorazioni in oro massiccio, la testa “robotica” utilizzata per il film “Moonwalker” nel 1988 e altri 2000 oggetti personali, ricordi, pezzi da collezione: sarà una parte importante della vita &#8211; e del patrimonio &#8211; di Michael Jackson ad andare all’asta nell’aprile prossimo, con una vendita che la dice lunga sullo stato delle finanze dell’ex re del pop.</p>
<p>Gli oggetti, che saranno disponibili all’acquisto per cinque giorni, dal 22 al 25 aprile, all’hotel Beverly Hilton di Los Angeles, provengono da Neverland, il ranch di Santa Barbara, in California, in cui Jacko aveva tentato di costruire, dal 1988, il proprio mondo delle favole e che rischiava il pignoramento: la varietà degli oggetti che saranno battuti all’incanto parla della ricchezza del ranch, ma anche delle costose ossessioni del cantante.</p>
<p>“Michael Jackson era un collezionista di qualsiasi cosa”, racconta Darren Julien, presidente di Julien’s Auctions, la casa d’aste che condurrà la vendita, “Non abbiamo mai visto una collezione così ampia ed eccentrica”: fra le curiosità, una serie di oggetti &#8211; armature e corone, un trono e un mantello di ermellino &#8211; in perfetta linea con l’amore di Jackson per quanto simboleggia ricchezza, potere e autocelebrazione di sè. Emblematico anche il ritratto del cantante nelle vesti di un re d’epoca elisabettiana, con tanto di costume in stile e corona appoggiata su un cuscino: si prevede che il quadro, contenuto in un’elaborata cornice dorata, sarà valutato fra i 4000 e i 6000 dollari.</p>
<p>Previsioni di vendita fra i 10mila e i 15mila dollari, invece, per il guanto bianco utilizzato nelle performance di “Billie Jean”, spesso considerata la canzone che ha proiettato Jacko in un successo planetario, ma è la Rolls-Royce Silver Seraph acquistata dal cantante nel 1999 a detenere il primato delle valutazioni: arricchita all’interno con arredamenti in pelle e radica pregiata e decorazioni simil-barocche in oro, l’auto potrebbe essere venduta per una cifra compresa fra i 140mila e i 160mila dollari.</p>
<p>In totale, si prevede che l’intera asta frutterà fra il milione e mezzo e i 3 milioni di dollari: una boccata d’aria per il 50enne cantante, che ha evitato per un soffio il pignoramento di Neverland, ma la cui fortuna si è erosa per le difficili vicende giudiziarie e con l’allontanarsi dei successi discografici. Julien sostiene, però, che l’asta non sia motivata da necessità economiche impellenti: “Abbiamo lavorato insieme a questo progetto per cinque mesi e vi assicuro che (jackson) ha la situazione sotto controllo”, assicura il direttore, “E’ qualcosa che Michael sta facendo di sua spontanea volontà: non è stato obbligato dalle circostanze a questa vendita”.</p>
<h2 style="text-align:center;">Articolo correlato</h2>
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		<title>Le famiglie indebitate e il business del recupero crediti</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 17:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I bollettini si cumulano, qualcuno si perde fra altre carte. E a una scadenza se ne aggiunge un&#8217;altra. E un&#8217;altra. Fino a perdere il conto. La crisi si misura anche così: a rate mensili per saldare una spesa, che alimentano nuove rate per pagare un nuovo prestito necessario a coprire la spesa della spesa. In [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=23010&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I bollettini si cumulano, qualcuno si perde fra altre carte. E a una scadenza se ne aggiunge un&#8217;altra. E un&#8217;altra. Fino a perdere il conto. La crisi si misura anche così: a rate mensili per saldare una spesa, che alimentano nuove rate per pagare un nuovo prestito necessario a coprire la spesa della spesa. In gergo la chiamano “la staffetta dei debiti”. Un circolo vizioso. Una spirale drammatica in cui circa un milione di famiglie italiane si trova a vivere.</p>
<p>Famiglie normali, con due redditi in media, e spesso un mutuo per la casa. Primo onere da adempiere, cui si sommano però molti altri, voluttuari o necessari. Le spese aumentano, e a un certo punto il ricorso al credito è l&#8217;unico bancomat possibile. «Assistiamo a un&#8217;organizzazione a grappolo del debito familiare &#8211; spiega Maurizio Fiasco, Consulta Nazionale antiusura &#8211; per cui si contraggono debiti con le finanziarie quando non si riesce più a pagare la rata del mutuo o si deve far fronte alle spese impreviste provocate dalla malattia di un familiare o dalla perdita del lavoro e dalla cassa integrazione». Rischio frequente in tempi di crisi. Secondo una stima della Consulta, elaborata a partire da una precedente ricerca, già nel 2006 le famiglie a rischio erano oltre 900 mila.</p>
<p>Le origini del fenomeno potrebbero essere ricercate nell&#8217;eccesso di consumi, e nell&#8217;inseguimento compulsivo di uno standard di vita che non contempla alcuna rinuncia. Ma secondo la Consulta il problema non nasce dall&#8217;iperconsumismo. «La maggior parte delle famiglie italiane – dichiara l&#8217;esperto della Consulta &#8211; non si rivolge alle società di credito al consumo per acquistare una vacanza o cambiare la macchina. Occorre sfatare il mito dell&#8217;iperconsumismo: chi chiede un finanziamento lo fa per salvare un investimento fondamentale, come la casa». Il problema sono i tassi d&#8217;interesse applicati dalle finanziarie: tassi più alti rispetto a quelli stabiliti, dal ministero del Tesoro come soglia per gli investimenti immobiliari, perché fanno riferimento a una categoria di operazioni diversa. «Il tasso soglia per i mutui con garanzia ipotecaria stabilito dal ministero per il trimestre in corso è dell&#8217;8 per cento – spiega Fiasco &#8211; mentre quello per crediti personali è del 14,8 per cento. Di fatto, chi chiede l&#8217;aiuto di una finanziaria per pagare le rate del mutuo, stipula un contratto molto più oneroso rispetto a quello originario». Non solo. Quando a un certo punto si cominciano a cumulare le rate, si paga in ritardo, e scattano gli interessi di mora, in tal caso il debito cresce senza controllo.</p>
<p>«La legge regolamenta gli interessi per le operazioni tipiche, ma non gli interessi di mora – osserva ancora Fiasco – c&#8217;è un vuoto normativo al riguardo che finisce per favorire le società di credito, e portare i cittadini a un indebitamento progressivo e drammatico».</p>
<p>È in questo scenario che si fa largo inoltre il business delle società di recupero crediti. «Queste società hanno iniziato a diffondersi negli ultimi cinque anni: le banche, anche per adeguarsi alle normative, hanno iniziato a vendere le loro posizioni di credito ad altri operatori – spiegano dalla Consulta – e questi operatori non si fanno scrupoli: agiscono con metodi aggressivi, telefonano con insistenza a casa, cercano di parlare con i figli piccoli per mettere a disagio i genitori, si presentano sui pianerottoli dei condomini e parlano a voce alta del debito o bussano alla porta dei vicini per far crescere vergogna e imbarazzo nelle loro &#8220;vittime&#8221;». Senza contare lettere e telegrammi. Attraverso un preciso percorso psicologico e di comunicazione lavorano dunque per esercitare una pressione fortissima sulle famiglie.</p>
<p>«Almeno il 50 per cento delle persone che si rivolgono a noi raccontano di aver subito fortissime pressioni da agenti di società di recupero crediti -racconta Luciano Gualzetti, presidente della Fondazione San Bernardino, presente in Lombardia &#8211; Noi cerchiamo di contattare queste società per tutelare i nostri utenti e qualche volta riusciamo a ottenere dei risultati, ma con grande fatica». Negli ultimi la Fondazione, che ha l&#8217;obiettivo di assistere e sostenere chi si trova a rischio usura, ha registrato un&#8217;affluenza crescente: centinaia le famiglie che si sono rivolte ai centri di ascolto sparsi nel territorio per chiedere consiglio e aiuto. «È un fenomeno che sta stravolgendo la vita di molte persone -commenta Gualzetti- è necessario creare una nuova rete del credito, a livello nazionale, una rete monitorata però, che si occupi anche dell&#8217;educazione finanziaria. Le famiglie devono essere supportate non solo quando già debitrici, ma molto prima di diventarlo».</p>
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		<title>Dopo le cartelle esattoriale mute e quelle nulle arrivano le cartelle esattoriali false &#8211; Le riscuote a Roma un sedicente agente esattoriale di Equitalia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 09:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il qualunquista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Cercasi finto agente delle tasse, per metterlo in manette: da tre giorni si dà da fare tra Appio e Tuscolano, prende di mira i commercianti e riscuote gabelle inesistenti con la stessa faccia tosta con cui Totò vendeva la fontana di Trevi. Ieri mattina ci ha provato con una gioielleria: «Si è presentato dicendo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=22864&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- fine FIRMA --> <!-- inizio TESTO -->Cercasi finto agente delle tasse, per metterlo in manette: da tre giorni si dà da fare tra Appio e Tuscolano, prende di mira i commercianti e riscuote gabelle inesistenti con la stessa faccia tosta con cui Totò vendeva la fontana di Trevi. Ieri mattina ci ha provato con una gioielleria: «Si è presentato dicendo che era un messo di Equitalia Roma Spa, che non esiste per niente», spiega Equitalia-Gerit, la società incaricata delle riscossioni a Roma.</p>
<p>Il metodo è semplice: si presenta con un foglio in mano, un &#8220;estratto di ruolo&#8221; falso, artefatto apposta per giustificare la riscossione, mostrando codici di tributo inesistenti e confidando nella inevitabile confusione con una cartella esattoriale vera, in cui comunque ci vuole molta pazienza e buona volontà per capirci qualcosa.</p>
<p>In buona parodia della realtà, sfoggiando un perfetto burocratese puro ha provato a convincere il gioielliere a versare seduta stante i duecento euro di una fantomatica tassa, ma gli è andata male. Annusata l´irritualità della situazione, il gioielliere si è fidato dell´intuito e ha preso tempo, senza versare nulla. Poco dopo, congedato il finto &#8220;messo&#8221; ha chiamato il call center di Equitalia, chiedendo spiegazioni e scoprendo di aver subito un tentativo di truffa.</p>
<p>Non è la prima volta: martedì il call center aveva ricevuto un´altra segnalazione, la prima, proveniente da un esercizio commerciale. Stesse modalità, spiega Gerit: «Entrambe le volte una persona si è presentata dicendo che era un messo &#8211; spiega la società pubblica delle riscossioni &#8211; e doveva riscuotere tributi per conto di questa Equitalia Roma Spa che non esiste. I negozianti ci hanno contattato perché si sono accorti che qualcosa che non andava. Per esempio non era stato esibito alcun cartellino. In entrambi i casi pretendeva circa 200 euro per vari tributi giustificati da un estratto di ruolo falso.</p>
<p>Il &#8220;messo&#8221; è «un giovane in borghese», e potrebbe già aver riempito di tasse molti negozianti romani meno scrupolosi nel difendersi. «Pur con un apparente linguaggio burocratico &#8211; avvisa Equitalia-Gerit in una nota &#8211; la richiesta di pagamento è sicuramente identificabile come tentativo di truffa, in quanto non esiste Equitalia Roma Spa, e l´agente autorizzato alla riscossione dei tributi nella provincia di Roma è Equitalia-Gerit».</p>
<p>Una ben labile traccia per accorgersi della fregatura. Più semplice confidare in un´altra risorsa: «In nessun caso gli agenti della riscossione &#8211; spiega ancora Gerit &#8211; inviano messi notificatori per il pagamento di tributi. Il loro esclusivo compito è notificare la cartella di pagamento. Inoltre, il personale è munito di tesserino di riconoscimento, che va esibito». In caso di dubbio, meglio chiamare la polizia.</p>
<p>di Paolo G. Brera</p>
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		<title>Come garante puoi anche saldare il debito del debitore principale: resti comunque un cattivo pagatore</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere così dalla sua banca ha pensato ad uno sbaglio di persona. «Io sulla lista dei cattivi pagatori? Stiamo scherzando?» Un’omonimia, un banalissimo errore, sarebbe bastato un accertamento per chiarire l’equivoco, cui sarebbero seguite le relative scuse. «Ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=22742&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span class="testoArticoloG">Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere così dalla sua banca ha pensato ad uno sbaglio di persona. «Io sulla lista dei cattivi pagatori? Stiamo scherzando?» Un’omonimia, un banalissimo errore, sarebbe bastato un accertamento per chiarire l’equivoco, cui sarebbero seguite le relative scuse. «Ci mancherebbe, verificare la credibilità dei clienti è il vostro lavoro», lui avrebbe risposto. E tutto sarebbe finito lì.</span></p>
<p>Invece no.<strong> </strong>A sua insaputa il signor Nicola G.,  è finito sulla lista nera. Non risulta tra i protestati. Non è affetto da shopping compulsivo. Non ha difetti della personalità tali da perdere il controllo delle proprie finanze.</p>
<p>Il mutuo per l’acquisto della prima casa non gli è stato concesso.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto è cominciato quando suo figlio per approfondire «le conoscenze in ambito bancario» decise di iscriversi a un corso di specializzazione che la Captha di Milano teneva a Roma. All’epoca il figlio lavorava saltuariamente. Senza una busta paga chiese al padre di farsi «da garante per un prestito presso una finanziaria che la stessa scuola ci aveva indicato, la Agos Spa».</p>
<p>Qualche mese dopo il corso terminò e il figlio del signor Nicola conseguì il suo master. Tutto bene? No, perché nel frattempo il figlio aveva perso quel lavoro fittizio che aveva. «Tengo a precisare che mio figlio non vive con me &#8211; prosegue Nicola &#8211; ma lui riuscì comunque, senza dirmi mai niente, a pagare alcune rate del finanziamento». Le altre restarono scoperte.</p>
<p><strong></strong>Passarono altri mesi. E di quel prestito non si parlò più. Finché un giorno «per puro caso presi una telefonata di una non meglio identificata agenzia di recupero crediti. Cercavano mio figlio».</p>
<p>Dopo non poche insistenze il signor Nicola riuscì a sapere dall’interlocutrice, tenuta alla privacy, che da tempo suo figlio aveva smesso di pagare le rate. Cadde dalle nuvole. «Mi feci spiegare tutto quello che andava fatto per risolvere la questione, non solo avevo intenzione di saldare le rate insolute ma anche l&#8217;intero importo che rimaneva a nome di mio figlio». È quello che fece: un bonifico alla Agos per il saldo e lo stralcio di ogni pendenza.</p>
<p><strong></strong>Negli Usa il prestito per motivi di studio è abbastanza diffuso. Ci sono ex studenti, ormai professionisti affermati, che ancora pagano la loro rata da universitari. In Italia paga papà. E a volte non basta neanche questo. Il signor Nicola è finito tra gli insolventi, «pur non essendo il contraente principale e non informato minimamente di quello che stava succedendo». A nulla è valso «saldare senza battere ciglio». Da qui la domanda: «Il compito di un garante qual è? Non è forse assolvere alle manchevolezze di chi si è garantito? Io l&#8217;ho fatto, anzi ho fatto di più, ho saldato tutto».</p>
<p>Il prestito personale è un prodotto che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso in genere fisso, e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. In Italia il credito a consumo è meno diffuso che in altri Paesi europei. Lo scorso anno sono state registrate 7 milioni di operazioni.</p>
<p>«Chi ha avuto un rapporto scorretto è suo figlio e non la finanziaria &#8211; sostiene Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin  l’Associazione che e rappresenta i principali operatori finanziari tra cui Agos. -Ma la normativa prevede l’obbligo di preavvertire prima di iscrivere qualcuno nella cosiddetta lista dei cattivi».</p>
<p>Nel caso del signor Nicola non è successo? Perché? Com’è possibile che si finisca sulla “lista nera” senza saperlo?</p>
<p><strong></strong> Nulla da eccepire invece sul resto. Obbligato principale e coobbliglato, (beneficiario del prestito e garante), sono entrambi tenuti a saldare le rate. L’allarme dipende dall’entità delle cifre ma può scattare in teoria già dopo due rate “saltate”.</p>
<p>«Ma finire in quella lista &#8211; aggiunge Piano Mortari &#8211; non vuol dire però finire alla Caienna. Dopo un periodo che varia da caso a caso si viene cancellati». Ogni cittadino ha il suo scoring, il suo profilo di rischio certificato da un censimento in base al reddito e alle verifiche sociodemografiche.</p>
<p>Compreso Nicola che non lo sapeva.</p>
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		<title>I love shopping &#8211; Trasposizione cinematografica della sindrome da shopping compulsivo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 04:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è una Robecca Bloomwood nascosta in ogni ragazza media dei paesi occidentali. Basta saperlo e non s’incorrerà in disastri finanziari a più zeri. Perché l’allegra protagonista di libri e film è una spendacciona compulsiva, capace di collezionare le carte di credito nel portafoglio e i vestiti nell’armadio fino a degenerare. Dodici carte magiche riescono a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=22524&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/i_love_shopping.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-22523" title="i_love_shopping" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/i_love_shopping.jpg?w=211&#038;h=302" alt="i_love_shopping" width="211" height="302" /></a>C’è una Robecca Bloomwood nascosta in ogni ragazza media dei paesi occidentali. Basta saperlo e non s’incorrerà in disastri finanziari a più zeri. Perché l’allegra protagonista di libri e film è una spendacciona compulsiva, capace di collezionare le carte di credito nel portafoglio e i vestiti nell’armadio fino a degenerare. Dodici carte magiche riescono a soddisfare tutti i suoi bisogni perché i “negozi sono meglio degli uomini”. Gli estratti conto si accumulano, abilmente nascosti sotto il letto e gli impiegati del recupero crediti diventano una fobia costante. Serviranno una rivista monotematica sul risparmio e un capo bello e intelligente per riportarla sulla retta via.</p>
<p>A John Goodman è affidata al battuta più bella che rivolge alla figlia in riva al lago: “Se gli Stati Uniti possono sopravvivere con il debito che hanno, puoi farlo anche tu”.</p>
<p>Pellicola brillante, lunghetta (dura quasi due ore) senza problemi, che riesce perfino a sfiorare le tematiche attuali della crisi economica. Osservando il tutto attraverso un paio di occhiali da sole con le lenti rosa, ovviamente.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/24/i-love-shopping-trasposizione-cinematografica-della-sindrome-da-shopping-compulsivo/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hghdj5yDzEY/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Ma cosa è, in realtà,  lo shopping compulsivo?</p>
<p><a href="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/01/shopping-compulsivo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18913" title="shopping compulsivo" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/01/shopping-compulsivo.jpg?w=394&#038;h=548" alt="shopping compulsivo" width="394" height="548" /></a></p>
<p>E&#8217; un disturbo caratterizzato dall&#8217;impulso irrefrenabile e immediato all&#8217;acquisto, da una tensione crescente alleviata solo comprando. Ogni stato emotivo negativo viene invertito nella spinta incontrollabile ed irrefrenabile ad effettuare un acquisto nonostante la compromissione delle sfere finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica.</p>
<p>La Dipendenza dagli Acquisti, detta anche Shopping Compulsivo, viene descritta per la prima volta da Kraepelin nel 1915 come &#8220;mania di comprare&#8221; o &#8220;oniomania&#8221;. In seguito Bleuler (1924) la elenca tra gli &#8220;impulsi reattivi&#8221;.</p>
<p>Nonostante lo shopping compulsivo sia stato descritto già all&#8217;inizio del secolo come un profondo disagio psichico da autori eminenti quali Kraeplin e Bleuler la sua classificazione nei principali manuali diagnostici dei disturbi mentali è tutt&#8217;ora controversa.</p>
<p>La diatriba relativa alla classificazione di questo disturbo dipende da diversi fattori. In primo luogo si nota che a differenza delle classiche dipendenze, in questo caso non è prevista l&#8217;assunzione di sostanze esterne come nel caso dell&#8217;alcolismo o della tossicodipendenza. Questo aspetto è di fondamentale importanza ed evidenzia che la mancanza del rischio oggettivo e concreto di mettere a repentaglio la propria vita, come nei due casi di dipendenza, induce nella società una visione poco critica delle conseguenze che lo shopping compulsivo può generare nella vita dei soggetti dipendenti. In secondo luogo il disturbo presenta diversi aspetti riconducibili ad altre patologie già chiaramente classificate quali la Depressione, il Disturbo Ossessivo Compulsivo e il Disturbo del Controllo degli Impulsi.</p>
<p>DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO<br />
Il Compulsive Buying può rappresentare una variazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). Prima di spiegare la relazione tra il disturbo ossessivo compulsivo e la dipendenza da shopping è d&#8217;obbligo chiarire il concetto di &#8220;compulsione&#8221;.<br />
La compulsione è un comportamento ripetitivo (lavarsi continuamente le mani, riordinare o controllare) o un&#8217;azione mentale (ad esempio contare, ripetere mentalmente delle parole), una coercizione psichica, un atto che non si può fare a meno di compiere, il cui obiettivo è la riduzione dell&#8217;ansia o il disagio e non quello di fornire una gratificazione. La spinta dalla quale nasce la compulsione non è il desiderio di provare piacere, ma l&#8217;intento di proteggersi da una determinata paura con un rito propiziatorio. Ad esempio dietro la mania, quasi sempre femminile, di comprare vestiti ci potrebbe essere il timore di apparire poco desiderabili, attraenti. (Debora Pasca, psicologa. www.harrrdito.it).<br />
I soggetti affetti da questa patologia sostengono di essere assaliti dall&#8217;urgenza di comprare, come in preda ad un&#8217;ossessione che li costringe a mettere in atto il comportamento. Molti di loro descrivono questo impulso irrefrenabile come intrusivo (Christenson et al., 1994). Inoltre secondo McElroy e coll. (1994), tale disturbo presenta caratteristiche sia di tipo egosintonico, poiché genera sollievo e piacere dopo l&#8217;acquisto, sia di tipo egodistonico, in quanto crea stress, conseguenze negative e sentimenti di colpa. Per questo motivo non è da escludersi l&#8217;ipotesi che lo shopping compulsivo possa rientrare nella categoria generale dei Disturbi Ossessivi Compulsivi.</p>
<p>DEPRESSIONE<br />
Esistono diversi motivi per poter pensare che il Compulsive Buying possa rappresentare una strategia messa in atto per alleviare uno stato depressivo sottostante. Innanzitutto si è visto che sentimenti negativi come tristezza, solitudine, frustrazione o rabbia incrementano la tendenza a fare acquisti, mentre lo shopping stesso è associato ad emozioni piacevoli quali felicità, senso di potere e competenza (Lejoyeux et al., 1996). Inoltre, secondo la ricerca della McElroy e coll., l&#8217;impulso si manifesta soprattutto durante gli episodi depressivi meno gravi, mentre è assente negli episodi severi o maniacali. Il fatto che gli oggetti acquistati siano molto spesso inutili e che il più delle volte vengano messi da parte o regalati (Alonso-Fernandez, 1999), ci fa capire che essi servono solo a riempire un vuoto di sentimenti positivi e di autostima nel soggetto. Proprio l&#8217;autostima potrebbe costituire il legame tra depressione e shopping patologico, infatti, da una ricerca di Faber e O&#8217;Guinn (1992) risulta che i compulsive buyers hanno punteggi di autostima molto più bassi rispetto ai normali consumatori. Per questi soggetti patologici fare acquisti potrebbe essere un modo per innalzare la propria autostima e combattere frustrazione ed umore depresso.<br />
Infine, è da segnalare che nove soggetti su tredici pazienti trattati con antidepressivi nello studio di McElroy et al. (1994), mostrano una completa o parziale remissione dei sintomi caratteristici del Compulsive Buying.</p>
<p>DIPENDENZA<br />
Molto interessante è però anche l&#8217;accostamento con la dipendenza. Come abbiamo visto, lo shopping a livelli patologici si associa spesso ad altri tipi di dipendenza da comportamenti o da sostanze. Similmente ad esse possiede le caratteristiche della tolleranza, che porta i soggetti ad incrementare progressivamente tempo e denaro speso negli acquisti e del craving, l&#8217;incapacità di controllare l&#8217;impulso di mettere in atto il comportamento. In questo modo il soggetto affetto da tale disturbo cerca immediata gratificazione, agendo nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative a cui andrà incontro. In seguito all&#8217;acquisto egli sperimenta un senso di riduzione delle tensione che funziona da rinforzo per il successivo ripetersi del comportamento disfunzionale.</p>
<p>DISTURBO DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI<br />
L&#8217;evidente presenza di una componente d&#8217;impulsività nella dipendenza dallo shopping e la sua frequente associazione con il Disturbo del Controllo degli Impulsi, rende probabile l&#8217;ipotesi dell&#8217; origine comune delle due patologie.<br />
Alcune caratteristiche che le accomunano sono: la tensione che precede la messa in atto del comportamento, la ricerca di immediata gratificazione, e l&#8217;incapacità di sopportare la frustrazione derivante dall&#8217;astenersi dall&#8217;agire.</p>
<p>CRITERI DIAGNOSTICI PER LA DIPENDENZA DA SHOPPING<br />
Secondo il dr. Lorrin Koran, direttore della Stanford University, lo shopping si configura come un disturbo del comportamento quando si verificano queste condizioni:</p>
<ol>
<li>quando il denaro investito per lo shopping è eccessivo rispetto alle proprie possibilità economiche;</li>
<li>quando gli acquisti si ripetono più volte in una settimana;</li>
<li>quando gli acquisti perdono la loro ragione d&#8217;essere: non importa che cosa si compri, se abiti , CD, profumi, lampade o prosciutti; ciò che conta è comprare, soddisfare un bisogno inderogabile e imprescindibile che spinge a entrare in un negozio e uscirne carichi di pacchi;</li>
<li>quando lo shopping risponde a un bisogno che non può essere soddisfatto, per cui il mancato acquisto crea pesanti crisi di ansia e frustrazione;</li>
<li>quando la dedizione agli acquisti compare come qualcosa di nuovo rispetto alle abitudini precedenti.</li>
</ol>
<p>Al primo posto tra gli oggetti della &#8220;febbre da acquisto&#8221;, per quanto riguarda le donne, ci sono i capi d&#8217;abbigliamento, seguiti da cosmetici, scarpe e gioielli: tutti elementi riconducibili all&#8217;immagine. L&#8217;uomo, invece, predilige simboli di potere e prestigio come telefonini, computer portatili e attrezzi sportivi.</p>
<p>Lo shopping compulsivo causa problemi significativi quali stress, interferenze con il funzionamento sociale e lavorativo, disagi familiari e coniugali e gravi problemi finanziari. Inoltre, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna in seguito all&#8217;acquisto di oggetti che, il più delle volte, vengono nascosti al resto della famiglia oppure messi da parte, regalati o buttati via.</p>
<p>L&#8217;identikit dei compulsive buyers (Shopper) fornisce preziose informazioni sulle caratteristiche sociali e culturali di quanti manifestano questo disagio: il 90% dei soggetti è rappresentato da donne che appartengono a una fascia sociale media: molte sono casalinghe, segretarie, impiegate e con un&#8217;età media di 40 anni. In merito a quest&#8217;ultimo punto va detto che avvisaglie e sintomi di questa difficolta rispetto agli acquisti si avvertono in questi soggetti già nell&#8217;adolescenza. Secondo Lane Benson, una terapista-editore che ha pubblicato un libro dal titolo eloquente di &#8220;I shop, therefore I am&#8221; (Compro, dunque sono), il problema è &#8220;l&#8217;accondiscendenza della società di fronte al compratore sfrenato&#8221;.<br />
Inoltre solo una minoranza di loro non presenta altri problemi di interesse psichiatrico: è molto frequente, per esempio, che ci sia o ci sia stato in passato un rapporto difficile con il cibo (anoressia o bulimia), in particolare, il più delle volte si tratta di donne bulimiche; in alcuni casi sono stati associati allo shopping compulsivo i disturbi dell&#8217;umore (depressione), disordini legati all&#8217;ansia (fobie, panico, disturbo ossessivo compulsivo), abuso di sostanze (in particolare alcol), discontrollo degli impulsi.<br />
La logica conseguenza della presenza di un così alto grado di comorbilità con altre patologie psichiatriche ha portato ad ipotizzare diverse possibili cause nell&#8217;eziologia della dipendenza dagli acquisti.</p>
<p>BASE BIOLOGICA<br />
Secondo alcuni psichiatri lo shopping compulsivo non sarebbe altro che una delle possibili manifestazioni di quelle malattie causate da un cattivo funzionamento dell&#8217;attività della Serotonina, una sostanza prodotta dal cervello. I disturbi legati a questa alterazione chimica cerebrale determinano tra le altre cose un mancato controllo dell&#8217;impulsività, per cui si è spinti a soddisfare immediatamente un bisogno irresistibile. In pratica, l&#8217;acquisto sfrenato potrebbe indurre esperienze emotive simili a quelle di chi fa uso di droghe. Si sentono euforici quando comprano o spendono ma, esaurita questa attività crollano. Per recuperare la felicità perduta devono uscire di nuovo e comprare.</p>
<p>Possiamo, volendo, fare un <a href="http://www.siipac.it/newaddictions/testshopping.htm" target="_blank">test</a> per valutare il nostro livello di propensione per lo shopping compulsivo.</p>
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		<title>Promozioni auto &#8211; Meglio del bonus rottamazione</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il prestatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mercato non accenna a riprendersi. Per questo le Case continuano la politica delle promozioni senza ritocchi significativi sui listini, e in alcuni casi arricchendo gli sconti. Ecco una panoramica delle principali offerte valide fino alla fine di novembre. Ricordiamo che in alcuni casi le promozioni valgono solo per le vetture direttamente disponibili in rete e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=22220&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il mercato non accenna a riprendersi. Per questo le Case continuano la politica delle promozioni senza ritocchi significativi sui listini, e in alcuni casi arricchendo gli sconti. Ecco una panoramica delle principali offerte valide fino alla fine di novembre. Ricordiamo che in alcuni casi le promozioni valgono solo per le vetture direttamente disponibili in rete e da parte dei concessionari che aderiscono all&#8217;iniziativa della Casa.</p>
<p style="text-align:center;">
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Esempio di finanziamento comprensivo di 2 anni di assicurazione furto e incendio totale e prima rata dopo 6 mesi: Lacetti TCDi da 12.950 euro più 180 euro di spese istruttoria pratica, importo finanziato 13.130 euro; prime 24 rate da 129,50 euro e successive 56 rate da 255 euro. Tan 6,89%, Taeg 7,49%.<br />
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Esempio di finanziamento: Nubira TCDi da 13.950 euro più 180 euro di spese istruttoria pratica, totale da finanziare 14.130 euro; prime 24 rate da 139,50 euro e successive 56 rate da 274,50 euro. Tan 6,91%, Taeg 7,48%. Taeg max 7,54%.<br />
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Esempio Fiat 500 1.3 MJT 16V 75 CV Lounge – Prezzo di listino 14.850 euro (chiavi in mano, Ipt esclusa) – Anticipo 7.500 euro – durata 24 mesi – Nessuna rata intermedia – Rata finale al 24° mese 9.803,50 euro (rate comprensive di copertura Prestito Protetto, Antifurto Identicar e del servizio &#8220;500 Free&#8221; per due anni) – Spese di gestione pratica 250 euro + bolli – Tan 7,95% &#8211; Taeg 9,73%.<br />
2) finanziamento 500 cets,anticipo zero, 5 euro al giorno per 24 mesi, con successivo finanziamento flessibile da 48 a 72 mesi.<br />
Esempio Fiat 500 1.3 MJT 16V 75 CV Lounge: prezzo di listino 14.850 euro (chiavi in mano, Ipt esclusa) – Anticipo 1.850 euro – durata 60 mesi – prime 24 rate da 167,34 euro &#8211; successive 36 rate da 377,43 euro (rate comprensive di copertura Prestito Protetto, Antifurto Identicar e del servizio &#8220;500 Free&#8221; per cinque anni) – Spese di gestione pratica 250 euro + bolli – Tan 6,95% &#8211; Taeg 7,81%.<br />
<strong>Grande Punto</strong><br />
In promozione a partire da 9.900 euro.<br />
Grande Punto 1.2 Active 3p con clima, prezzo promozionale di vendita 9.900 euro (chiavi in mano Ipt esclusa), al netto dello sconto rottamazione Fiat e dell&#8217;incentivo statale per rottamazioni di vetture.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 1.214,62 euro, durata 72 mesi, 72 rate mensili da 136,68 euro comprensive di coperture prestito protetto e antifurto Identicar per un importo di 840,96 euro, spese gestione pratica 300 euro; importo massimo finanziabile 9.000 euro – Tan 0% &#8211; Taeg 1,66%.<br />
<strong>Grande Punto Natural Power (metano)</strong><br />
In promozione a partire da 12.300 euro<br />
Grande Punto 1.4 77 CV Active Natural Power 3p, prezzo promozionale di vendita 12.300 euro (chiavi in mano Ipt esclusa), al netto dello sconto rottamazione Fiat e dell&#8217;incentivo statale per rottamazione.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 3.614,62 euro, durata 72 mesi, 72 rate mensili da 136,68 euro comprensive di coperture prestito protetto e antifurto Identicar per un importo di 840,96 euro, spese gestione pratica 300 euro; importo massimo finanziabile 9000 euro – Tan 0% &#8211; Taeg 1,66%.</p>
<p><strong>Ford<br />
</strong><br />
<strong>Fiesta Clever 1.2 16V 75 CV</strong><br />
offerta a 8950 euro (1.4 TDCi a 9950)<br />
<strong>Focus 5 porte 1.6 TDCi 90 CV e GPL<br />
</strong>offerta a 14.950 euro<br />
<strong>Fusion 1.4 TDCi</strong><br />
offerta a 12.450 euro<br />
<strong>C-Max GPL e TDCi</strong><br />
offerta a 16.750</p>
<p><strong>Hyundai</strong></p>
<p><strong>Atos Prime</strong><br />
sconto incondizionato 1450 euro senza permuta usato<br />
<strong>Getz benzina</strong><br />
sconto incondizionato 1800 euro per 1.1 e 2100 euro per 1.4 senza permuta usato<br />
<strong>Getz diesel</strong><br />
sconto incondizionato 2500 euro senza permuta usato<br />
<strong>Accent</strong><br />
sconto incondizionato 2000 euro senza permuta usato<br />
<strong>i30 benzina</strong><br />
sconto incondizionato 1700 euro senza permuta usato<br />
<strong>i30 diesel</strong><br />
sconto incondizionato 1600 euro senza permuta usato<br />
<strong>Matrix benzina e diesel</strong><br />
sconto incondizionato 3100 euro senza permuta usato<br />
<strong>Coupe</strong><br />
sconto incondizionato 1500 euro senza permuta usato<br />
<strong>Tucson</strong><br />
sconto incondizionato 4000 euro senza permuta usato</p>
<p><strong>Kia</strong></p>
<p><strong>Picanto benzina</strong><br />
sconto incondizionato 1000 euro<br />
<strong>Picanto diesel</strong><br />
sconto incondizionato 1500 euro<br />
<strong>Picanto Gpl<br />
</strong>sconto incondizionato 700 euro<br />
<strong>cee&#8217;d / pro_cee&#8217;d</strong><br />
sconto incondizionato 1300 euro<br />
<strong>cee&#8217;d / pro_cee&#8217;d Gpl</strong><br />
sconto incondizionato 1000 euro<br />
<strong>Carens benzina</strong><br />
sconto incondizionato 2400 euro<br />
<strong>Carens diesel</strong><br />
sconto incondizionato 6000 euro<br />
<strong>Carnival</strong><br />
sconto incondizionato 8000 euro<br />
<strong>Sportage</strong><br />
sconto incondizionato 3600 euro<br />
<strong>Sportage Gpl<br />
</strong>sconto incondizionato 2450 euro<br />
<strong>Sorento</strong><br />
sconto incondizionato 5600 euro<br />
Finanziamenti<br />
durata 72 mesi con prima rata dopo 180 giorni, le prime 24 o 36 rate corrispondono all&#8217;1% del finanziato, le successive 36 o 48 rate con importo variabile a secondo del finanziato, Tan medio 6,95-7,95% e con Kia Credit card (circuito Mastercard).</p>
<p><strong>Mitsubishi</strong></p>
<p><strong>Colt<br />
</strong>sconto rottamazione a partire da 8950 euro e finanziamento senza anticipo, prima rata dopo sei mesi, minirata a partire da 92 euro al mese.<br />
Esempio Colt Inform 1.1 3p: prezzo 8.950 euro, 200 euro spese istruzione pratica, importo finanziato 9.150 euro, zero anticipo, prima rata 6 mesi dopo l&#8217;acquisto, prima fase dell&#8217;operazione 36 rate mensili da 92 euro, seconda fase 48 rate mensili da 190,10 euro Tan 6,96% Taeg 7,74%.<br />
<strong>Outlander</strong><br />
con finanziamento prima rata dopo tre mesi.<br />
Esempio Outlander Instyle 2.2 DI-D: prezzo 29.900 euro chiavi in mano esclusa Ipt comprensivo di 3.600 euro di sconto Mitsubishi con il contributo dei concessionari che aderiscono all&#8217;iniziativa. Spese istruzione pratica 200 euro, acconto 9.000 euro, importo finanziato 21.100 euro, prima rata tre mesi dopo l&#8217;acquisto, prima fase dell&#8217;operazione 60 rate mensili da 275 euro, Tan 6,89% Taeg 7,41 % più maxirata di 10.550 euro eventualmente rifinanziabile in 23 rate mensili da 496,10 euro Tan 7,95 Taeg max 8,26%.<br />
<strong>Pajero</strong><br />
con finanziamento prima rata dopo due mesi.<br />
Esempio Pajero Instyle 3p A/T 3.2 DI-D: prezzo 38.890 euro chiavi in mano esclusa Ipt, comprensivo di sconto Mitsubishi, con il contributo dei concessionari che aderiscono all&#8217;iniziativa. Spese istruzione pratica 200 euro, acconto 12.200 euro, importo finanziato 26.890 euro, prima rata tre mesi dopo l&#8217;acquisto, prima fase dell&#8217;operazione 60 rate mensili da 350 euro, Tan 6,89% Taeg 7,35 % più maxirata di 13.445 euro eventualmente rifinanziabile in 23 rate mensili da 632,20 euro Tan 7,95 Taeg max 8,26%.</p>
<p><strong>Nissan</strong></p>
<p><strong>Micra</strong><br />
versione Gpl fino a 3400 euro di vantaggi finali per il cliente e finanziamenti a tasso zero.<br />
Nissan Eco Micra RDS 1.2 3p a 11.050 euro, prezzo chiavi in mano, Ipt esclusa. Nel prezzo sono inclusi 1.200 euro di riduzione del prezzo di listino applicati da Nissan, 700 euro di incentivi statali alla rottamazione e 1.500 euro di incentivi statali per impianto Gpl di serie. Esempio di finanziamento: anticipo 1.050 euro, importo finanziato 10.000 euro, 24 rate da 424,67 euro. Tan 0%, Taeg 2,95%. Spese di gestione pratica 250 euro.<br />
<strong>Note</strong><br />
versione Gpl fino a 3450 euro di vantaggi finali per il cliente e finanziamenti a tasso zero. Nissan Eco Note 1.4 16V Jive a 13.520 euro, prezzo chiavi in mano, Ipt esclusa. Nel prezzo sono inclusi 1.250 euro di riduzione del prezzo di listino Nissan, 700 euro di incentivi statali alla rottamazione e 1.500 euro per impianto Gpl di serie. Esempio di finanziamento: anticipo 4.520 euro, importo finanziato 9000 euro, 60 rate da 157,20 euro. Tan 0%, Taeg 1,65%. Spese di gestione pratica 250 euro.</p>
<p><strong>Opel</strong></p>
<p><strong>Corsa</strong><br />
a partire da 9500 euro<br />
Esempio di finanziamento: Corsa Club 3p 1.0 60 CV con clima 9.500 euro, Ipt esclusa. Prezzo comprensivo di incentivi Opel e statali per rottamazione. Anticipo 500 euro, importo finanziato 9000 euro, prime 24 rate mensili da 90 euro, successive 48 rate mensili da 218 euro. Spese pratica 250 euro &#8211; Tan 7,96% &#8211; Taeg 9,12%.<br />
<strong>Astra</strong><br />
Promozione: diesel al prezzo del benzina<br />
Versione 1.7 CDTI a partire da 14.900 euro con sconto rottamazione<br />
Esempio di finanziamento: Enjoy 1.7 CDTI 101 CV o 1.6 VVT 115 CV 5p o GTC, 14.900 euro Ipt esclusa. Anticipo 2900 euro, importo finanziato 12.000 euro, prime 24 rate mensili 120 euro, successive 48 rate mensili 288 euro. Spese pratica 250 euro. Tan 7,95%, Taeg 8,89%.<br />
<strong>Agila</strong><br />
a partire da 9.500 euro con sconto rottamazione e finanziamenti<br />
Esempio di finanziamento: 1.0 12V 65 CV, anticipo 2500 euro, prime 24 rate mensili da 70 euro, successive 48 rate da 171 euro, Tan 7,93% Taeg 9,33%; spese pratica 250 euro<br />
<strong>Zafira</strong><br />
versione 1.6 VVT Enjoy a partire da 18.550 euro<br />
Antara Edition 2.0 CDTI<br />
a partire da 27.300 euro</p>
<p><strong>Peugeot</strong></p>
<p><strong>107<br />
</strong>offerta a partire da 7950 con climatizzatore comprensivi di eventuali incentivi statali.<br />
<strong>207</strong><br />
offerta in promozione versione 1.4 8V 75 CV Energie Sport a partire da 11.800 euro<br />
(sconto 3000 euro incluso contributo rottamazione Peugeot di 1000 euro)<br />
<strong>308</strong><br />
offerta in promozione versione 1.6 HDi 90 CV FAP Premium a partire da 15.990 euro<br />
(sconto 3160 euro con rottamazione e contributo concessionari)<br />
<strong>407 SW</strong><br />
offerta in promozione versione 2.0 HDi 140 CV FAP a partire da 23.500 euro (sconto 4530 euro)</p>
<p><strong>Renault</strong></p>
<p><strong>Twingo</strong><br />
offerta con sconto rottamazione da 9350 euro e finanziamenti a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: Twingo 1.2 8V 60 CV anticipo 3342 euro, importo finanziato 6000 euro, 84 rate da 76,20 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,23%. Spese pratica 250 euro.<br />
<strong>Nuova Clio</strong><br />
offerta con sconto rottamazione da 9200 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: Clio 1.2 65 CV 3p, anticipo 3680 euro, importo finanziato 6000 euro, 84 rate da 76,20 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,23%. Spese pratica 250 euro.<br />
<strong>Mégane</strong><br />
offerta con sconto rottamazione versione SW 1.5 dCi 105 CV Extreme da 15.600 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 10.246 euro, importo finanziato 6000 euro, 84 rate da 76,2 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,23%. Spese pratica 250 euro. <strong>Laguna</strong><br />
offerta versione SW 2.0 dCi 150 CV Dynamique Techno Plus a partire da 24.000 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 15.829 euro, importo finanziato 9000 euro, 48 rate da 195 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,06%. Spese pratica 250 euro. <strong>Modus</strong><br />
offerta con sconto rottamazione da 10.850 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: Modus Grazia 1.2 16V, anticipo 5347 euro, importo finanziato 6000 euro, 84 rate da 76,20 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,23%. Spese pratica 250 euro.<br />
<strong>Kangoo</strong><br />
offerta in promozione versione 1.6 16V 105CV a partire da 15.000 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 9497 euro, importo finanziato 6000 euro, 84 rate da 76,20 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,23%. Spese pratica 250 euro. <strong>Scénic</strong><br />
offerta versione 1.5 dCi 105 CV da 17.950 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 9707 euro, importo finanziato 9000 euro, 48 rate da 195 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,06%. Spese pratica 250 euro. <strong>Espace</strong><br />
offerta versione 2.0 dCi 130 CV Style da 25.900 euro e finanziamento a tasso zero.<br />
Esempio di finanziamento: anticipo 17.888 euro, importo finanziato 9000 euro, 48 rate da 195 euro, comprensive di 1° anno di assicurazione furto e incendio Renassic e finanziamento protetto; Tan 0%; Taeg 2,06%. Spese pratica 250 euro.</p>
<p><strong>Volkswagen</strong></p>
<p><strong>Polo Gpl</strong><br />
offerta allo stesso prezzo dell&#8217;analoga versione a benzina.<br />
<strong>Golf Plus Gpl</strong><br />
offerta allo stesso prezzo dell&#8217;analoga versione a benzina.<br />
<strong>Jetta</strong><br />
con finanziamento a tasso zero per i primi 12 mesi e supervalutazione dell&#8217;usato.<br />
Esempio: Jetta United 1.6 75/102 CV a 18.050 euro Ipt esclusa, anticipo 3050 euro.<br />
Importo finanziato 15.000 euro in 12 rate da 155,25 euro Tan 0% + 60 rate da 264,06 euro, Tan 5,99%. Spese istruttoria pratica 250 euro. Taeg 5,02%. Supervalutazione dell&#8217;usato per un importo massimo di 1000 euro.<br />
<strong>Passat</strong><br />
con finanziamenti a tasso zero o leasing finanziario.<br />
Esempio di finanziamento: Passat 1.6 Trendline da 23.300 euro escluso Ipt. Anticipo 6050 euro importo finanziato 17.250 euro in 12 rate da 178,54 euro Tan 0% + 60 rate da 303,67 euro Tan 5,99%, Taeg 4,92. Spese Istruttoria pratica 250 euro. Rate comprensive di polizza assicurativa Alter Ego.<br />
In alternativa leasing finanziario: anticipo 10.485 euro ivato, riscatto 6990 euro ivato in 47 canoni da 258,29 euro ivato. Tan 7,05%. Taeg 8,86%. Spese istruttoria 360 euro.<br />
<strong>Touran</strong><br />
con finanziamento a tasso zero per i primi 12 mesi.<br />
Esempio di finanziamento: Touran 1.6 Conceptline 102 CV 20.500 euro (esclusa Ipt). Anticipo 6500 euro. Importo finanziato 14.000 euro in 12 rate da 144,90 euro. Tan 0% + 60 rate da 246,45 euro Tan 5,99%. Spese pratica 250 euro. Taeg 5,08%.<br />
<strong>Sharan</strong><br />
con finanziamento a tasso zero per i primi 12 mesi.<br />
Esempio: Sharan United 2.0 115 CV, 26.125 euro Ipt esclusa. Anticipo 11.375 euro. Importo finanziato 14.750 euro in 12 rate da 152,66 euro, Tan 0% + 60 rate da 259,66 euro, Tan 5,99%, Taeg 5,04. Spese istruttoria pratica 250 euro.</p>
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			<media:title type="html">ilprestatore</media:title>
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	</item>
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		<title>USA, culla di civiltà o di barbarie? Ecco come avviene un pignoramento per insolvenza fra gli yankee</title>
		<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/14/usa-culla-di-civilta-o-di-barbarie-ecco-come-avviene-un-pignoramento-per-insolvenza-fra-gli-yankee/</link>
		<comments>http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/14/usa-culla-di-civilta-o-di-barbarie-ecco-come-avviene-un-pignoramento-per-insolvenza-fra-gli-yankee/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 03:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>un agente esattoriale</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità e politica]]></category>
		<category><![CDATA[fatti in ... debiti]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il fotografo statunitense Anthony Suau ha vinto l&#8217;edizione 2009 del World Press Photo con uno scatto che ritrae un poliziotto che tra le macerie di una casa sgomberata nell&#8217;Ohio verifica, pistola alla mano, che non ci siano persone o armi tra le macerie dell&#8217;abitazione.
Lo sgombero è avvenuto per insolvenza del mutuo.
Il fotografo di Time Magazine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=21479&subd=gestcredit&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_21482" class="wp-caption alignleft" style="width: 320px"><img class="size-full wp-image-21482" title="pignoramento" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/pignoramento.jpg?w=310&#038;h=231" alt="pignoramento negli USA" width="310" height="231" /><p class="wp-caption-text">pignoramento negli USA</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il fotografo statunitense Anthony Suau ha vinto l&#8217;edizione 2009 del World Press Photo con uno scatto che ritrae un poliziotto che tra le macerie di una casa sgomberata nell&#8217;Ohio verifica, pistola alla mano, che non ci siano persone o armi tra le macerie dell&#8217;abitazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo sgombero è avvenuto per insolvenza del mutuo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il fotografo di Time Magazine ha scattato l&#8217;immagine premiata il 26 marzo 2008 a Cleveland e MaryAnne Golon, responsabile del WPP, spiega che &#8220;la forza dell&#8217;immagine è negli opposti. Ora la guerra nel senso classico è entrata nelle case di persone che non riescono più a pagare il mutuo&#8221;.</p>
<div class="ynw-article-body mod" style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Un altro membro della giuria, Akinbode Akinbiyi, ha commentato: &#8220;In tutto il mondo la gente penserà: questo è quel che sta succedendo anche a noi&#8221;.</p>
</div>
Posted in attualità e politica, fatti in ... debiti, mutuo e normative, recupero crediti Tagged: attualità, cronaca, mutui, mutuo, news, noizie, pignoramento <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gestcredit.wordpress.com/21479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gestcredit.wordpress.com/21479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gestcredit.wordpress.com/21479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gestcredit.wordpress.com/21479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gestcredit.wordpress.com/21479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gestcredit.wordpress.com/21479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gestcredit.wordpress.com/21479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gestcredit.wordpress.com/21479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gestcredit.wordpress.com/21479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gestcredit.wordpress.com/21479/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gestcredit.wordpress.com&blog=2079046&post=21479&subd=gestcredit&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/14/usa-culla-di-civilta-o-di-barbarie-ecco-come-avviene-un-pignoramento-per-insolvenza-fra-gli-yankee/feed/</wfw:commentRss>
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		<media:content url="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/pignoramento.jpg" medium="image">
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