recuperare … credito

non serve regalare pesce, bisogna insegnare a pescare …

Archive for the ‘microcredito’ Category

Social lending – Si ferma anche BOOBER

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Questo l’avviso comparso oggi 4 agosto sul sito di social lending BOOBER:

“Al fine di consentire a Centax di approfondire alcuni aspetti relativi ad un provvedimento di Banca d’Italia che non ha nulla a che vedere con l’attività di peer-to-peer lending di Boober.it, Vi informiamo che fino al 7 Agosto 2009 sono sospese le nuove registrazioni alla piattaforma sia per utenti Richiedenti che Finanziatori.

Tutti gli utenti le cui iscrizioni sono state perfezionate entro il 27/07/2009 possono tuttavia continuare a operare pienamente, richiedendo ed erogando prestiti.

Riteniamo tale decisione doverosa e rispettosa verso l’Istituzione e l’Organo di Vigilanza a cui ci riferiamo.

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Written by il prestatore

4 Agosto 2009 alle 12:17

Pubblicato in microcredito, social lending

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Lo stop di Bankitalia al social lending – La versione di Zopa

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In data 10 luglio ci è stato notificato il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che su indicazione di Banca d’Italia, ha bloccato le attività di Zopa cancellandola dall’albo degli intermediari finanziari. Vi raccontiamo come è andata e cosa sta succedendo.

Cosa è successo?”

A seguito di una ispezione di Banca d’Italia a Zopa nell’autunno 2008, ci è stato comunicato a febbraio 2009 l’avvio di una procedura di cancellazione per aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti), a causa della giacenza temporanea sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito. La sua natura di conto terzi era esplicitata nel Mandato a Servizi di Pagamento sottoscritto dai Prestatori ed è stata ulteriormente ribadita nella Informativa 16.02.2009.

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Duro colpo al social lending – Bankitalia sospende ZOPA

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zopa

Grave battuta d’arresto per il social lending italiano. A Zopa la Banca d”Italia ha contestato di aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti) a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito.

Una comunicazione, infatti, è stata inviata in mattinata da Zopa Italia ai propri utenti: «in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata ci vediamo costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi Prestatori. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community».

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Le virtù ed i vizi del social lending

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LE VIRTU’ DEL SOCIAL LENDING

Il termine “social lending”, o in italiano prestito sociale è un ottimo prodotto di marketing: ammanta di un alone “equo e solidale” un modello di business ed una finalità che è quanto di più capitalista si possa concepire: un mercato finanziario dove ognuno possa diventare qualcosa di simile ad un banchiere, ma dove ne deve sopportare integralmente il rischio. Pedaggio necessario, temiamo, in un continente reso prospero e libero dal capitalismo, ma che non lo ha mai amato o rispettato. La funzione delle società di social lending è infatti quella di promuovere un mercato finanziario, di cui esse forniscono le infrastrutture per un efficace funzionamento.

In questo, sono simili alle Borse e alle società di custodia, più che alle banche: sono aziende che hanno costruito e gestiscono sistemi di regolamento di transazioni concordate da altri. Le società che gestiscono il social lending nel nostro Paese sono anch’esse delle società finanziarie, debitamente regolate dalla Banca d’Italia.

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Ma a chi e dove si chiede un microcredito?

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microcreditoTutti ne parlano, pochi saprebbero dire con esattezza che cosa sia. E lui, intanto, cresce.

Lo utilizzano i soggetti non bancabili (quelli con poche o  nessuna garanzia) emarginati dal credito tradizionale ed in generale dai servizi finanziari, gli studenti e gli «atipici», le donne e gli immigrati, gli over 40 «espulsi» dal mercato del lavoro. Ma anche le famiglie normali, quelle che sempre più spesso contano i giorni che mancano al fatidico 31.

Nato in Asia, dall’esperienza di Muhammad Yunus, il prestito che coinvolge e non esclude, che dà fiducia e dignità, si sta affermando anche nel «primo mondo», su tutti i livelli del mercato: dalle esperienze di base alle realtà «virtuali».

Ma poi la domanda che ci si pone è una sola: “A chi e dove chiedere un microcredito?”

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Aspetti sociali economici e psicologici del microcredito

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Uno dei punti centrali dela filosofia del microcredito è che si devono aiutare i poveri a provvedere a se stessi.  “Non concedere  l’elemosina quando un mendicante ti tende la mano, perché quello non sarebbe un aiuto, al contrario innescherebbe un circolo vizioso” è solito ripetere Muhammad Yunus.

Circa trent’anni fa, quando  cominciò a concedere  prestiti alle donne povere del Bangladesh, Muhammad Yunus si era  rivolto anche alle banche. Ma queste risposero, sprezzanti,  che non potevano erogare  prestiti a soggetti evidentemente non solvibili.

Nel 2009  un destino “cinico e baro” per i banchieri (ma equo e solidale  per chi scrive)  ha ribaltato la situazione:  il microcredito, che non si avvale di garanzie, né di avvocati, né di società di recupero crediti,  funziona benissimo in tutto il mondo con  circa 150 milioni di individui che ne fanno ricorso.  La remissione dei debiti  è elevatissima:  quasi al 100%.

I canali di credito tradizionale, invece,  arrancano in una condizione di stallo e di stretta creditizia. Ricevono immensi fondi statali che non sono in grado di reinserire  nel circuito  economico. Sono le grandi banche, quelle che richiedono grandi garanzie, quelle che si avvalgono dei migliori avvocati, che concedono finanziamenti miliardari  ai “paperoni” del globo, sono queste le banche che non riescono a farsi restituire  i crediti erogati.

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Genova – Il Comune offre prestiti senza interesse fino a cinquemila euro

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L’assessore al bilancio Francesca Balzani, più che ‘finanza creativa’ preferisce definirla ‘finanza di fiducia’, per cercare di dare un po’ di serenità alle famiglie genovesi colpite dalla crisi economica.

Così il Comune ha deciso di offrire ai cittadini residenti a Genova che possiedono un reddito massimo di 25.000 euro netti all’anno la possibilità di ottenere un  prestito fino 5.000 euro da restituite nel giro di tre anni senza alcun interesse. Il denaro potrà essere utilizzato come meglio si crede.

Si ritiene che i genovesi interessati saranno circa 3500. A breve partirà una gara per definire il partner bancario di un’operazione che ha anche una forte valenza antiusura e che dovrebbe diventare operativa fin da giugno, resa possibile dal vincolo di tre milioni di euro che avranno l’effetto di liberarne fino a dieci di finanziamenti. Per ottenere il prestito i cittadini dovranno recarsi nella banca prescelta e il percorso sarà quello di un ordinario mutuo. Ma questa volta, senza alcun interesse.

Qui troverete ulteriori informazioni.

Written by cocco bill

19 Marzo 2009 alle 14:16

I banchieri di casa nostra adesso fanno a gara per incontrare Muhammad Yunus – Ieri lo snobbavano, ma i tempi cambiano ed ogni occasione è buona per ritoccare un’immagine ormai compromessa …

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«Relegheremo la povertà nei musei. Ce ne sarà uno in ogni Paese, ci porteremo i bambini in visita: resteranno orripilati scoprendo la condizione infame che così tanti essere umani hanno dovuto sopportare per così lungo tempo e condanneranno i loro progenitori che hanno permesso tutto ciò». E’ questo il primo dei «sogni a occhi aperti» di una lunga lista che Muhammad Yunus ha messo nero su bianco nel suo ultimo libro, «Un mondo senza povertà». Desideri che l’economista del Bangladesh e premio Nobel per la Pace 2006 vuole veder realizzati nei prossimi 40 anni. Tra questi ce ne uno che sembra già a portata di mano, è l’idea che a quanto pare sta conquistando imprenditori, multinazionali e filantropi in tutto il mondo: curare il capitalismo malato con dosi massicce di iniziativa economica con finalità sociali.

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Written by il prestatore

2 Marzo 2009 alle 10:31

Prestiti istantanei, banco dei pegni, prestiti fra familiari e amici – Fioriscono i siti on line attivi nel microcredito

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Il primo sito novità che presentiamo si chiama Wonga, opera solo online ed offre un servizio di piccoli prestiti istantanei (tra 50 e 200 sterline) da ripagare entro massimo 30 giorni.

Attraverso un pannello di ricerca molto intuitivo, gli utenti inseriscono la cifra che vogliono chiedere in prestito e il numero di giorni della durata del prestito, visualizzando immediatamente gli interessi dovuti e la cifra totale da restituire. Una volta accettata la transazione, il denaro viene accreditato sul conto del clienti entro i successivi 60 minuti.

Il meccanismo del sito si avvale anche di un sistema di rating, sul modello di quello di eBay, in cui gli utenti sono valutati in base alla loro affidabilità dimostrata nelle transazioni passate. Più un cliente si sarà dimostrato affidabile e migliori saranno le condizioni del prestito.

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Written by il prestatore

24 Febbraio 2009 alle 19:04

Il banchiere dei poveri: Muhammad Yunus, il microcredito e la Grameen Bank

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Chi l’ha detto che l’economia e la solidarietà sociale siano un binomio inconciliabile? Muhammad Yunus, Nobel 2006 per la Pace, ha rivoluzionato in maniera epocale le tradizionali logiche di sostegno ai paesi poveri, coniando il nuovo termine di “imprenditore sociale”.“La povertà si batte con la pace”, ha dichiarato il pioniere del microcredito del Bangladesh durante il ritiro del prestigioso premio, sottolineando come anche “i più poveri tra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo”.

Prima di lui un altro illustre predecessore – di cui molti ignorano l’esistenza -, nato centocinquant’anni fa, portò avanti la propria “rivoluzione silenziosa” contro l’usura e la povertà: Friederich Wilhelm Raiffeisen.

Il Nobel per la Pace a Yunus non è stato privo di polemiche e commenti, e ora tutto il mondo si chiede: il confine che separa l’economia dalla solidarietà sociale esiste veramente?

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Written by il prestatore

9 Febbraio 2009 alle 06:03

Pubblicato in microcredito