Archive for the ‘mutuo tipologie’ Category
Mutui senza segreti
La sostenibilità del piano di rateazione
Quando abbiamo bisogno di un mutuo e ci informiamo sulla soluzione migliore per le nostre esigenze, il più delle volte ci viene proposta un prodotto e di esso ci vengono decantati i pregi e le caratteristiche che ne dovrebbero fare il finanziamento più conveniente e meno oneroso rispetto alla concorrenza.
Ma come possiamo sapere se il mutuo che ci viene proposto è veramente quello più adatto alle nostre esigenze?
Cercheremo, con questo documento, di fornire al lettore una guida efficace per poter effettuare una valutazione ponderata e consapevole finalizzata alla scelta giusta del muto casa.
Analizzeremo i tipi di tassi offerti al mercato, le tipologie di mutuo ed i piani di rimborso che meglio si adattano alle proprie esigenze e alle proprie possibilità economiche.
Cureremo, cioè, un aspetto fondamentale che deve guidare chiunque nella scelta del mutuo casa: la sostenibilità del piano di ratezione adottato.
Prima di scegliere il mutuo è importante valutare bene il tasso di interesse applicato al finanziamento, questo determinerà infatti l’entità dell’esborso aggiuntivo rispetto alla somma prestata dall’Istituto erogante.
Il mutuo a tasso misto
In fatto di mutui, si tende sempre a parlare di due grandi tipologie di finanziamento: a tasso variabile e a tasso fisso, a cui, però si può aggiungere un meno noto e poco sfruttato tasso misto. A ricordare l’esistenza di questo tipologia di mutuo è il Codacons che ribadisce ai consumatori quali vantaggi offra questo tipo di tasso.
In breve, per fare un distinguo, il mutuo “fisso” prevede che una volta stabilito il tasso e sottoscritto il contratto, si abbia la sicurezza della rata che resta invariata per tutta la durata del finanziamento. Quello “variabile”, invece, è composto da una parte fissa (spread contrattuale) e una variabile (Euribor) che non è possibile conoscere a priori. Ogni mese la rata da pagare viene calcolata in base all’andamento dell’Euribor che tende ad aumentare quando c’è il rischio di inflazione.
In realtà non esiste un “tasso migliore” ma esiste certamente quello più adatto ad una determinata situazione finanziaria. Per scegliere la forma di finanziamento più adatta bisogna basarsi sulla variabilità del proprio reddito e, se si ha passione, sarebbe utile conoscere i mercati e il loro andamento.
Come diminuire la rata del tuo mutuo e vivere felici
Da più parti, replicando il nostro presidente del consiglio che è un inguaribile ottimista, si raccolgono inviti all’ottimismo. Pensando ai risparmiatori, miei interlocutori primari, mi è venuto in mente, sull’onda dell’ottimismo, il bel libro dal titolo “Come diminuire la rata del tuo mutuo e vivere felice” scritto da Alfonso Scarano, pubblicato da Aliberti e disponibile in tutte le librerie.
Nel suo libro, rivolgendosi ai mutuatari, Scarano invita all’attenta valutazione del bilancio familiare considerando, oltre alle spese correnti, le spese straordinarie alle quali, la famiglia, potrebbe trovarsi esposta. Propone, a tal fine, anche uno schema di facile uso domestico che consente di calcolare il proprio “margine di solvibilità” e, quindi, la rata di mutuo massima sostenibile.
Sviluppa il rapporto tra rata e interesse applicato distinguendo i due casi: tasso fisso e tasso variabile indicizzato all’euribor. Invitando le famiglie alla prudenza, tra l’altro osserva: “Non si pensi che eventuali effetti negativi di un aumento del tasso, possano essere recuperati integralmente con gli effetti positivi derivanti da una diminuzione del tasso”.
Per chi ama sollazzarsi con i numeri appare di particolare interesse il capitolo dedicato a capitale, interessi e montante. Il libro è alleggerito da vignette dal taglio umoristico che ritraggono le fasi di contatto e trattativa tra il cliente e la banca.
Il consiglio è quello di comprarlo; costa 15,00 euro ma molte migliaia di euro potrebbero essere risparmiate imparando a correggere la propria rata di mutuo.
di Giannina Puddu da Affari Italiani.it
Euribor Eurirs e tasso BCE – questi sconosciuti
In questi ultimi tempi, a proposito di mutui, ho sentito spesso parlare di ancoraggio all’Euribor, all’Eurirs o al tasso BCE. Potreste spiegare cosa indicano questi termini così apparentemente astrusi?
Grazie, Serafino Bordì – Modena
Mutui a tasso variabile, sorpresa: il tasso può salire al cielo, ma non può scendere sotto il “pavimento”
Salve. Vorrei chiedervi un parere. In virtù del fatto che negli ultimi tempi l’Euribor è sceso ai minimi storici (venerdì scorso,infatti, la scadenza a un mese ha raggiunto quota 1,58%, quella a 3 mesi l’1,87%) ho recentemente stipulato un mutuo a tasso variabile, ritenendolo più conveniente di uno a tasso fisso.
Leggendo più attentamente le varie clausole del contratto da me stipulato, però, ho rilevato, con grande disappunto e sommo stupore, che il tasso applicato al mutuo da me sottoscritto non potrà mai scendere al di sotto di un livello prefissato.
Tutto questo per una clausola espressamente indicata nel contratto, che tecnicamente viene definita floor (il “pavimento”, appunto) e che a volte, ma non sempre, si accompagna al cap, il limite questa volta al rialzo che l’interesse non può oltrepassare nel corso dell’ammortamento o in parte di esso.
Ora io mi chiedo: si tratta di pubblicità ingannevole? La clausola FLOOR in assenza di CAP è vessatoria? Tutto questo è legale?
Grazie per l’attenzione. Romano Spreafico, Barletta.
Il mutuo e le normative di legge: una guida definitiva
L’acquisto di una casa è per molte famiglie il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo importante. Chi non dispone per intero dell’importo necessario ad effettuare l’acquisto trova nel mutuo immobiliare uno strumento estremamente utile.
L’eterno dilemma tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile
Il calo dell’Euribor, che prosegue ormai ininterrottamente da due mesi, modifica di continuo lo scenario e le prospettive per chi deve scegliere tra tasso fisso e tasso variabile per il proprio mutuo.
I migliori tassi variabili sono, al momento, di poco superiori al 3%, ma è alquanto probabile che la BCE intervenga nuovamente sui tassi nei prossimi mesi almeno con un ulteriore taglio, quindi i tassi variabili potrebbero calare ancora come minimo di un altro 0,50%.
Al momento però anche il costo del denaro a lungo termine resta contenuto, dando la possibilità di ottenere tassi fissi fino a trenta anni sotto il 5%.
Nella scelta del tasso occorre perciò tenere innanzitutto presente che non si può sperare di scegliere un tasso che sarà sempre il più basso tra i due per tutta la durata del mutuo.
Il risparmio che si ottiene con un mutuo a tasso BCE è annullato dalle banche!
Dopo le ‘rinegoziazioni truffa’ e le ’surroghe impossibili’ per i risparmiatori si profila un nuovo motivo di delusione sul fronte dei mutui. Da quest’anno tutte le banche dovranno offrire ai loro clienti mutui indicizzati al tasso Bce. Ma quella che era attesa come un’opportunità di risparmio rischia di diventare l’ennesima occasione mancata. Non solo in diversi casi non si risparmierà nulla, ma si rischia di spendere anche di più, a causa di spread eccessivi che per alcuni prodotti arrivano a superare il 2%. E, ricorda Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, “se un variabile ha uno spread di partenza troppo elevato in un periodo di discesa dei tassi non ci si bada, però appena i tassi ricominciano a salire pesa come un macigno”. Lo spread alto, si difendono le banche, non è però una scelta arbitraria, ma riflette il costo del denaro, particolarmente alto in un momento di crisi come quello attuale: “La crisi di liquidità fa sì che per la banca il costo da pagare per approviggionarsi sul mercato sia anche superiore all’Euribor. E’ il costo del rischio, al quale poi si aggiungono i costi operativi”, spiega Luciano Ambrosone, responsabile finanziamenti privati del Gruppo Intesa SanPaolo.
Qual è la differenza tra tasso Bce e tasso Euribor?
Salve a tutti. Ho letto che una delle novità contenute nel provvedimento anti-crisi, varato dal Governo agli inizi di dicembre, prevede dal primo gennaio 2009 l’obbligo per le banche italiane di offrire mutui agganciati al tasso Bce e non all’Euribor.
Ma perché è nata l’esigenza di questo cambiamento? E, soprattutto, in che misura ciò si traduce in un vantaggio per i mutuatari?
Vorrei inoltre capire qual è la differenza tra il tasso Bce e quello Euribor.
Grazie per l’attenzione, Sergio Benvenuto – Roma
Per i mutui è più conveniente il tasso fisso
Per quasi tutto il 2008 i sottoscrittori di mutui a tasso variabile hanno sperimentato l’incubo ricorrente delle rate in rialzo. Tanto da ricorrere in massa a rinegoziazioni della rata, rottamazioni, e via di seguito (circa 50mila i clienti che hanno deciso di sfruttare le opportunità di rinegoziazione della convenzione tra il ministero dell’Economia e l’Associazione bancaria, cui vanno aggiunte le circa 130mila operazioni di rinegoziazione individuale effettuate a partire dal 2007 e le oltre 15mila operazioni di portabilità realizzate da giugno 2008). Ora la situazione è capovolta e a soffrire, per l’occasione mancata, rischia di essere chi ha sottoscritto il tasso fisso.
Negli Stati Uniti i tassi ufficiali sono praticamente a zero. In Europa la Banca centrale ha tagliato i tassi al 2,5% all’inizio di dicembre, ma secondo gli esperti potrebbe tagliarli ancora a gennaio se le aspettative di inflazione dovessero restare al di sotto del 2%. L’Euribor, il tasso preso a riferimento dalle banche per erogare i mutui variabili, sulla scadenza tre mesi (una delle più diffuse) è sceso nei giorni scorsi sotto la soglia del 3%, per la prima volta dal giugno 2006. È naturale che chi vuole sottoscrivere un mutuo oggi si trovi un po’ disorientato.




