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Le coperture assicurative a garanzia del mutuo
Facciamo un po’ di chiarezza nel mondo delle “polizze-mutui”, queste sono tutte quelle polizze assicurative che vengono proposte o a volte imposte/vendute dalla banca al momento di un’erogazione di un prestito personale o un mutuo per l’acquisto della casa.
Chi vuol acquistare una casa, dovrà far i conti oltre alla ricerca e scelta dell’immobile secondo le proprie esigenze, gusti e disponibilità economiche anche di conoscenze basilari su condizioni contrattuali per l’erogazione di un mutuo e sulle coperture assicurative abbinate al prestito bancario.
Queste ultime possono essere più o meno complesse e costose ma sicuramente anche utili soprattutto al cliente, altre più che altro servono a ridurre al minimo il rischio per la banca di una situazione d’ insolvenza del cliente che dovrà pagare le rate per tanto tempo.
Vediamo queste “polizze-mutui” sotto una lente d’ingrandimento.
Acquistare casa – Guida al compromesso
Notai e consumatori stringono un’altra alleanza a garanzia dei cittadini. Questa volta l’obiettivo e’ consentire a ciascuno di acquistare una casa in sicurezza dribblando eventuali trappole grazie a una informazione chiara e minuziosa e alla possibilita’ di fare affidamento su consulenze ad hoc.
Come? Lo strumento messo a punto e’ una Guida vera e propria attraverso la cui lettura il cittadino viene condotto per mano a prendere coscienza di tutti passaggi che portano a completare un contratto di acquisto evitando di trovarsi in mezzo al percorso o nella sua fase finale in difficoltà’ che potrebbero essere evitate se informati con cura prima di compiere i vari passi necessari.
Il focus del vademecum riguarda quindi il cosiddetto compromesso, vale a dire il contratto preliminare di vendita, quel momento determinante e delicatissimo in cui venditore e acquirente si obbligano a concludere una compravendita, stabilendone modalita’ e termini in un contratto.
Mutui senza segreti
La sostenibilità del piano di rateazione
Quando abbiamo bisogno di un mutuo e ci informiamo sulla soluzione migliore per le nostre esigenze, il più delle volte ci viene proposta un prodotto e di esso ci vengono decantati i pregi e le caratteristiche che ne dovrebbero fare il finanziamento più conveniente e meno oneroso rispetto alla concorrenza.
Ma come possiamo sapere se il mutuo che ci viene proposto è veramente quello più adatto alle nostre esigenze?
Cercheremo, con questo documento, di fornire al lettore una guida efficace per poter effettuare una valutazione ponderata e consapevole finalizzata alla scelta giusta del muto casa.
Analizzeremo i tipi di tassi offerti al mercato, le tipologie di mutuo ed i piani di rimborso che meglio si adattano alle proprie esigenze e alle proprie possibilità economiche.
Cureremo, cioè, un aspetto fondamentale che deve guidare chiunque nella scelta del mutuo casa: la sostenibilità del piano di ratezione adottato.
Prima di scegliere il mutuo è importante valutare bene il tasso di interesse applicato al finanziamento, questo determinerà infatti l’entità dell’esborso aggiuntivo rispetto alla somma prestata dall’Istituto erogante.
Come diminuire la rata del tuo mutuo e vivere felici
Da più parti, replicando il nostro presidente del consiglio che è un inguaribile ottimista, si raccolgono inviti all’ottimismo. Pensando ai risparmiatori, miei interlocutori primari, mi è venuto in mente, sull’onda dell’ottimismo, il bel libro dal titolo “Come diminuire la rata del tuo mutuo e vivere felice” scritto da Alfonso Scarano, pubblicato da Aliberti e disponibile in tutte le librerie.
Nel suo libro, rivolgendosi ai mutuatari, Scarano invita all’attenta valutazione del bilancio familiare considerando, oltre alle spese correnti, le spese straordinarie alle quali, la famiglia, potrebbe trovarsi esposta. Propone, a tal fine, anche uno schema di facile uso domestico che consente di calcolare il proprio “margine di solvibilità” e, quindi, la rata di mutuo massima sostenibile.
Sviluppa il rapporto tra rata e interesse applicato distinguendo i due casi: tasso fisso e tasso variabile indicizzato all’euribor. Invitando le famiglie alla prudenza, tra l’altro osserva: “Non si pensi che eventuali effetti negativi di un aumento del tasso, possano essere recuperati integralmente con gli effetti positivi derivanti da una diminuzione del tasso”.
Per chi ama sollazzarsi con i numeri appare di particolare interesse il capitolo dedicato a capitale, interessi e montante. Il libro è alleggerito da vignette dal taglio umoristico che ritraggono le fasi di contatto e trattativa tra il cliente e la banca.
Il consiglio è quello di comprarlo; costa 15,00 euro ma molte migliaia di euro potrebbero essere risparmiate imparando a correggere la propria rata di mutuo.
di Giannina Puddu da Affari Italiani.it
Euribor Eurirs e tasso BCE – questi sconosciuti
In questi ultimi tempi, a proposito di mutui, ho sentito spesso parlare di ancoraggio all’Euribor, all’Eurirs o al tasso BCE. Potreste spiegare cosa indicano questi termini così apparentemente astrusi?
Grazie, Serafino Bordì – Modena
Mutui e Decreto Anticrisi – Se ne parla a Salvadanaio

Il peggio sembra essere passato per i sottoscrittori di mutui a tasso variabile. Sembrano ormai lontani i tempi delle rete insostenibili a causa del record del tasso interbancario (5,39% a ottobre). Ora che l’Euribor si è allineato al tasso Bce a quota 2%, non resta che attendere che questo beneficio si riversi sulla rata mensile. Chi dovesse comunque restare sopra il 4% può infine ricorrere all’aiuto del Governo, che nel decreto anti-crisi, ora approvato definitivamente in Parlamento, ha previsto un tetto di protezione per tutti i mutui a tasso “non fisso” sottoscritti prima del 31 ottobre 2008. Debora Rosciani ne parla con Massimo Roccia, direttore centrale dell’Abi – Associazione Bancaria Italiana e con Maximilian Cellino, giornalista di Plus 24.
Il mutuo – Quanto mi costa? Quale posso permettermi? Quali i migliori oggi sul mercato? La rata è stata calcolata correttamente? Una guida per rispondere a queste e ad altre domande …
Il mutuo è un finanziamento destinato all’acquisto o alla ristrutturazione di un immobile residenziale, concesso da un istituto finanziario e garantito da un’ipoteca sull’immobile stesso.
Il mutuo è ripagato con rate periodiche (mensili, trimestrali o semestrali) costituite da una quota capitale e da una quota interessi, calcolate applicando al capitale finanziato e non ancora rimborsato, un tasso di interesse che può essere fisso, variabile o misto.
È importante capire la differenza.
Tasso fisso
È fissato al momento della stipula del mutuo e non cambia per tutta la durata del finanziamento. In questo modo ci si salvaguarda dagli aumenti dei tassi di interesse, ma allo stesso tempo non si beneficia delle riduzioni dei tassi.
Si stabilisce al momento della firma del contratto di mutuo in base al valore dell’Eurirs (Euro Interest Rate Swap – il tasso di interesse medio al quale i principali istituti di credito europei stipulano uno strumento finanziario derivato, lo swap, una sorta di assicurazione a copertura del rischio che i tassi salgano molto nell’arco della durata del mutuo) a cui si aggiunge lo spread (il guadagno della banca) previsto dal contratto.
Tasso variabile
È un tasso di interesse ricalcolato periodicamente (in genere con la stessa periodicità della rata del mutuo) aggiungendo all’Euribor, individuato dal mercato monetario, uno spread che viene deciso dalla banca.
L’Euribor è il tasso medio a cui le banche si prestano soldi tra loro ed è quindi un tasso di riferimento (con quotazioni che possono essere a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi o 12 mesi) non contrattabile con la banca, mentre lo spread si può negoziare.
Tasso misto Consente di cambiare una o più volte nel corso del contratto di mutuo e a scadenze prestabilite la modalità di calcolo degli interessi (si può passare dal fisso al variabile o viceversa).
Negli ultimi anni a queste tipologie classiche di mutuo si sono affiancati altri prodotti come il mutuo variabile a rata costante (la rata resta uguale per tutta la durata del mutuo, ma i maggiori interessi dovuti alla crescita dell’Euribor incidono sulla durata del finanziamento) e il mutuo variabile con tetto massimo o cap (la rata non può salire oltre una certa somma stabilita, c’è una maxirata finale dove confluiscono i maggiori interessi).
Il mutuo e le normative di legge: una guida definitiva
L’acquisto di una casa è per molte famiglie il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo importante. Chi non dispone per intero dell’importo necessario ad effettuare l’acquisto trova nel mutuo immobiliare uno strumento estremamente utile.
L’eterno dilemma tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile
Il calo dell’Euribor, che prosegue ormai ininterrottamente da due mesi, modifica di continuo lo scenario e le prospettive per chi deve scegliere tra tasso fisso e tasso variabile per il proprio mutuo.
I migliori tassi variabili sono, al momento, di poco superiori al 3%, ma è alquanto probabile che la BCE intervenga nuovamente sui tassi nei prossimi mesi almeno con un ulteriore taglio, quindi i tassi variabili potrebbero calare ancora come minimo di un altro 0,50%.
Al momento però anche il costo del denaro a lungo termine resta contenuto, dando la possibilità di ottenere tassi fissi fino a trenta anni sotto il 5%.
Nella scelta del tasso occorre perciò tenere innanzitutto presente che non si può sperare di scegliere un tasso che sarà sempre il più basso tra i due per tutta la durata del mutuo.
Il risparmio che si ottiene con un mutuo a tasso BCE è annullato dalle banche!
Dopo le ‘rinegoziazioni truffa’ e le ’surroghe impossibili’ per i risparmiatori si profila un nuovo motivo di delusione sul fronte dei mutui. Da quest’anno tutte le banche dovranno offrire ai loro clienti mutui indicizzati al tasso Bce. Ma quella che era attesa come un’opportunità di risparmio rischia di diventare l’ennesima occasione mancata. Non solo in diversi casi non si risparmierà nulla, ma si rischia di spendere anche di più, a causa di spread eccessivi che per alcuni prodotti arrivano a superare il 2%. E, ricorda Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, “se un variabile ha uno spread di partenza troppo elevato in un periodo di discesa dei tassi non ci si bada, però appena i tassi ricominciano a salire pesa come un macigno”. Lo spread alto, si difendono le banche, non è però una scelta arbitraria, ma riflette il costo del denaro, particolarmente alto in un momento di crisi come quello attuale: “La crisi di liquidità fa sì che per la banca il costo da pagare per approviggionarsi sul mercato sia anche superiore all’Euribor. E’ il costo del rischio, al quale poi si aggiungono i costi operativi”, spiega Luciano Ambrosone, responsabile finanziamenti privati del Gruppo Intesa SanPaolo.




