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Cessione del quinto, prestito delega e cancellazione preventiva dal registro dei protesti – Le uniche possibilità per un protestato di ottenere credito
Il prestito può essere negato nel caso in cui il richiedente ottenga un punteggio di accettazione del credito molto basso, perché questo significa un’alta probabilità di inadempienza. Questo si verifica quando in passato sono già stati registrati inadempimenti a nome del debitore a causa del mancato rispetto del piano di ammortamento mensile.
Il credito ai protestati
Al giorno d’oggi esiste la possibilità anche per coloro che hanno subito un protesto di poter ottenere un finanziamento. In questo caso sarà più probabile che l’ente erogatore sia una società finanziaria che si basa su criteri di selezione meno rigidi rispetto a quelli applicati dalle banche.
Attenzione però, in quanto l’assumersi il rischio di concedere un credito ad un cattivo pagatore viene compensato tramite l’applicazione di tassi di interesse più elevati.
Il motivo principale per cui gli istituti creditori tendono ad andare incontro a questa categoria “a rischio” risiede nella volontà di scoraggiare il ricorso al circuito del prestito non legale e il fenomeno dell’usura.
Ci sono tre modi attraverso i quali il protestato può ottenere un nuovo finanziamento.
Il debitore che paga va immediatamente cancellato dall’elenco dei protestati
I debitori che pagano hanno tutto il diritto di essere immediatamente cancellati dal registro dei protesti. E se la Camera di Commercio rifiuta di eliminarli dall’elenco dei protestati o non risponde alla richiesta, possono chiedere al giudice di pace di sostituirsi all’ufficio amministrativo.
Con una sentenza tutta dalla parte dei consumatori, le sezioni unite della Cassazione per la prima volta consentono al giudice di “mettere le mani” nei registri della pubblica amministrazione.
L’autonomia dell’attività amministrativa è infatti rigorosamente stabilita per legge fin dal 1865. I giudici del massimo collegio della Suprema Corte hanno però precisato che “il debitore protestato che successivamente adempie alle proprie obbligazioni è titolare” di un vero e proprio “diritto soggettivo” a chiedere “al dirigente dell’ufficio protesti della Camera di Commercio competente di cancellare il proprio nome dal registro informatico dei protesti”.
La carta di credito prepagata – una soluzione percorribile per i soggetti protestati o senza requisiti
La carta prepagata è uno strumento rilasciato a fronte di un versamento anticipato di fondi effettuato all’emittente. Essa incorpora il potere d’acquisto pagato in via anticipata dal titolare della carta e viene emessa da banche, nel caso in cui la carta sia spendibile presso una molteplicità di esercenti (carta a spendibilità generalizzata), ovvero direttamente da fornitori di beni e servizi (es. pedaggi autostradali, servizi di telefonia); in questo ultimo caso, la carta può essere utilizzata esclusivamente per il pagamento di acquisti effettuati presso lo stesso emittente (carta fidelity o monouso). Per il rilascio della carta prepagata non è necessaria la titolarità di un conto corrente né viene effettuata da parte dell’emittente una valutazione di solvibilità del prenditore della carta.
Cancellazione degli assegni protestati
La normativa vigente non consente la cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti per avvenuto pagamento dell’assegno dopo il protesto.
Quindi è possibile procedere alla cancellazione solo nei seguenti casi:
- dimostrazione della illegittimità con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria o dell’errore (ad es. con dichiarazione proveniente dell’ufficiale levatore o dall’azienda di credito) nella levata del protesto;
- se sussistono particolari motivazioni che permettano di richiedere al Tribunale la sospensione della pubblicazione del protesto in base all’art. 700 del codice di procedura civile. E’ necessario l’intervento di un legale. La Camera di Commercio effettua la sospensione in seguito alla notifica del provvedimento del Tribunale;
- se sussistono le condizioni per poter ottenere dal Tribunale un decreto di riabilitazione ai sensi dell’art. 17 L. 108/1996. La Camera di Commercio effettua la cancellazione su domanda dell’interessato che deve anche fornire copia del decreto di riabilitazione.
Prestiti a protestati e cattivi pagatori
I prestiti a protestati e cattivi pagatori rappresentano un particolare segmento del mercato creditizio. Anzitutto, parlando di prestito al protestato a quale soggetto ci si riferisce ?
Chi sono i protestati
Rivestono purtroppo lo status di protestati quei debitori che non siano stati in grado, per tanti motivi, di onorare il pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale o titoli simili. In questo caso viene elevato il protesto che è un procedimento al termine del quale il debitore acquisisce la “qualità” di protestato. Grazie a tale fattispecie è nata la terminologia legata ai prestiti e finanziamenti per i protestati.
Il Registro Informatico dei Protesti
I protestati vengono inseriti, iscritti e pubblicati in uno speciale elenco o registro informatico dei protesti tenuto e curato presso tutte le camere di commercio ex legge n. 480/1995, cui chiunque può accedere pubblicamente. La iscrizione nel registro o elenco dei protestati dura 5 anni, salvo la previa cancellazione del protestato che avviene saldando l’intero debito sotteso al titolo di credito oggetto del protesto.
In base a tale logica fino a qualche tempo fa era impossibile erogare prestiti anche personali a protestati perchè all’istituto di credito bastava (e basta) una semplice visura del registro protestati per vedere la presenza o meno del richiedente il finanziamento nell’elenco dei protestati.
Chi sono i cattivi pagatori
- i soggetti morosi, vale a dire i debitori non puntuali nel corrispondere l’importo delle rate di un finanziamento (sia esso un prestito personale, un mutuo ipotecario, o un affidamento legato alla carta revolving, ecc…) secondo le scadenze previste;
- i soggetti incagliati ossia i debitori che, trovandosi in difficoltà momentanee, sono costretti a sospendere i pagamenti per un limitato periodo di tempo, manifestando la volontà, (ed essendo giudicati in grado) di soddisfare comunque il creditore;
- i soggetti inadempienti, il cui comportamento si sostanzia in pratiche dilatorie finalizzate unicamente a differire nel tempo l’attivazione delle procedure giudiziali per il recupero coattivo del credito;
- i soggetti insolventi cioè i debitori che si trovano nell’incapacità conclamata di assolvere alle obbligazioni assunte, anche attraverso azioni giudiziali di tipo coattivo (pignoramento mobiliare ed immobiliare);
- i soggetti protestati ovvero che hanno emesso assegni o cambiali che una volta presentati all’incasso si rivelano privi di copertura per la somma indicata nel titolo di credito;
- i soggetti revocati, che hanno subito, in altre parole, un provvedimento di revoca del libretto di assegni (assegni a vuoto), della carta di credito o del bancomat (utilizzo della carta senza disporre dei fondi necessari);
- i soggetti falliti che sono stati oggetto, cioè, di una sentenza di fallimento;
- i soggett pignorati, che sono stati interessati da una azione esecutiva di pignoramento mobiliare o immobiliare.
Le soluzioni per i prestiti ai protestati e ai cattivi pagatori
Oggi le cose sono cambiate in meglio. Anche i protestati ed i cattivi pagatori possono accedere a dei finanziamenti particolari, cioè creati proprio per questa categoria: i prestiti per protestati e cattivi pagatori
Il presupposto imprescindibile affinchè anche il protestato ed il cattivo pagatore possano ottenere il prestito è quello di essere lavoratore dipendente, sia pubblico che privato. Solo con la dipendenza lavorativa si può ovviare il problema del protesto o della segnalazione in CRIF e rendere possibile i prestiti anche a protestati e cattivi pagatori. Gli strumenti e regole messe a disposizione dal legislatore italiano per erogare prestiti a protestati sono essenzialmente tre:
- cessione del quinto dello stipendio;
- prestito delega;
- prestito cambializzato;
Sempre in tema di prestiti anche a protestati e cattivi pagatori bisogna trattare brevemente la categoria dei cosiddetti prestiti a protestati e cattivi pagatori senza busta paga o prestiti a protestati e cattivi pagatori autonomi o liberi professionisti.
Purtroppo per questi soggetti, in particolare per i lavoratori autonomi protestati e/o cattivi pagatori, è praticamente impossibile ottenere un prestito qualora sprovvisti di adeguate garanzie. Ma anche per i prestiti a protestati e cattivi pagatori sia autonomi che senza stipendio c’è una soluzione: o una garanzia personale (terzo garante) oppure reale (ipoteca di primo grado).
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Ricorda, fare una domanda non costa nulla, non farla a volte può costare caro!!!
La protesta dei protestati – la radio ne parla

PROTESTATO
La legge 7 marzo 1996, n. 108, detta sull’usura all’articolo 17 stabilisce che:
1. Il debitore protestato che abbia adempiuto all’obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito ulteriore protesto ha diritto ad ottenere, trascorso un anno dal levato protesto, la riabilitazione.
2. La riabilitazione è accordata con decreto del presidente del tribunale su istanza dell’interessato corredata dai documenti giustificativi.
3. Avverso il diniego di riabilitazione il debitore può proporre reclamo, entro dieci giorni dalla comunicazione, alla corte di appello che decide in camera di consiglio.
4. Il decreto di riabilitazione è pubblicato nel Bollettino dei protesti cambiari ed è reclamabile ai sensi del comma 3 da chiunque vi abbia interesse entro dieci giorni dalla pubblicazione.
5. Nelle stesse forme di cui al comma 4 è pubblicato il provvedimento della corte di appello che accoglie il reclamo.
6. Per effetto della riabilitazione il protesto si considera, a tutti gli effetti, come mai avvenuto.
CATTIVO PAGATORE
Se avete richiesto un prestito in banca o ad una finanziaria e avete avuto qualche problema nel restituirlo allora state il vostro nominativo è finito nell’elenco dei cd. “cattivi pagatori”.
Protesto di un assegno – cosa puo’ fare il creditore per recuperare il credito – opzioni concesse al debitore per limitare i danni
PROTESTO DI UN ASSEGNO
Il protesto di un assegno è il procedimento con il quale viene dichiarato pubblicamente, da parte di un notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale, il mancato pagamento della somma indicata in un assegno presentato all’incasso in tempo utile.
La funzione principale del protesto, è quella di garantire al portatore dell’assegno l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti dei debitori: quindi sia nei confronti del traente che degli eventuali giranti. Detta funzione, però, non è l’unica.
Il protesto, infatti, svolge anche una non trascurabile efficacia probatoria, quale conseguenza del fatto di essere atto pubblico che fa fede, dunque, fino a querela di falso, dell’avvenuta presentazione dell’assegno e del suo mancato pagamento.
Il registro informatico dei protesti cambiari – un servizio delle Camere di Commercio
Un importante e delicato servizio, svolto dalle Camere di commercio, certamente d’aiuto agli imprenditori, che se ne servono per evitare brutte sorprese nella scelta dei loro interlocutori d’affari, è la pubblicazione dei protesti cambiari.
Sono evidenti i riflessi di questo servizio camerale sul credito, sul buon nome commerciale, sulla fede pubblica.Non vi è istituto di credito che prima di accordare un fido o un mutuo non assuma informazioni sull’eventuale esistenza di protesti a carico del richiedente.
Cosa fare quando si è protestati – la radio ne parla

Nel caso risultiate iscritti nei registri protesti o in banche dati cattivi pagatori è possibile procedere in due modi per ottenere ulteriore credito.
a) Se siete lavoratori dipendenti è possibile richiedere un finanziamento tramite cessione del quinto stipendio o prestito delega (operazioni per le quali non vengono tenuti in considerazione eventuali disguidi di pagamento).
b) In alternativa, se siete imprenditori o liberi professionisti o disoccupati, risulta necessario procedere con una cancellazione preventiva dal registro protesti o cattivi pagatori.
In questo caso è fondamentale però aver saldato tutti i precedenti debiti, inoltre il codice di deontologia prevede alcune tempistiche minime per la riabilitazione.
Il Pubblico Registro dei Protesti e la riabilitazione dei debitori protestati
I nominativi dei soggetti insolventi vengono inseriti in un apposito elenco, denominato Cattivi pagatori, tramite la procedura del protesto. I pubblici ufficiali abilitati al protesto (notai, per esempio) sono tenuti a compilare l’atto di protesto (la cosiddetta levata di protesto) e a comunicare i dati dei cattivi pagatori alla camera di commercio.




