recuperare … credito

non serve regalare pesce, bisogna insegnare a pescare …

La indennità di disoccupazione ordinaria

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Che cosa è l’indennità di disoccupazione ordinaria

Si tratta di un’indennità, erogata dall’INPS, concessa a quei lavoratori che vengono a trovarsi senza lavoro a causa di:

  1. licenziamento;
  2. sospensione dal lavoro da parte di aziende colpite da eventi temporanei non causati né dai lavoratori né dal datore di lavoro (mancanza di lavoro, di commesse o di ordini, crisi di mercato ecc.);
  3. termine del contratto a tempo determinato;
  4. dimissioni per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modifica delle mansioni, mobbing…).

A chi spetta l’indennità di disoccupazione ordinaria

Al lavoratore che:

  1. sia assicurato all’INPS da almeno due anni;
  2. nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro abbia svolto un’attività lavorativa versando i contributi all’INPS per almeno 52 settimane.

Dove andare per l’indennità di disoccupazione ordinaria

Alla sede INPS di riferimento entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Durata dell’indennità di disoccupazione

A partire dal 1° gennaio 2008 la durata dell’indennità di disoccupazione passa da 7 a 8 mesi, che diventano 12 per coloro che hanno superato i cinquanta anni di età. Ai lavoratori sospesi spetta nel limite massimo di 90 giorni (art. 19 L. 2/2009).

Quanto spetta come indennità di disoccupazione ordinaria

L’indennità di disoccupazione in pagamento dal 1° gennaio 2008, è pari al 60% della retribuzione lorda mensile per i primi 6 mesi, al 50% per il settimo e l’ottavo mese e al 40% per i mesi successivi. Ai lavoratori sospesi è pagata nella misura del 50% della retribuzione. L’importo max dell’indennità è di euro 886,31 elevato a euro 1.065,26 per i lavoratori che hanno una retribuzione mensile lorda superiore a euro 1.917,48. Gli importi massimi mensili dei trattamenti di disoccupazione sono aggiornati annualmente

Quando cessa l’indennità di disoccupazione ordinaria

Il trattamento si interrompe quando il lavoratore:

ha percepito tutte le giornate d’indennità spettanti viene avviato ad un nuovo lavoro diventa titolare di pensione diretta viene cancellato dalle liste di disoccupazione.

La domanda per l’indennità di disoccupazione ordinaria

Dopo essersi iscritti nelle liste dei disoccupati presso il Centro per l’impiego, si può presentare la domanda di indennità di disoccupazione ordinaria agli uffici Inps più vicini al luogo di abitazione entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro utilizzando il modulo DS21 (COD. SR05) allegando le seguenti dichiarazioni reperibili presso le sedi INPS e sul sito www.inps.it alla voce “moduli”:

  1. La dichiarazione per le detrazioni d’imposta richieste;
  2. La dichiarazione di responsabilità di essere disoccupato e di aver dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro al Centro per l’Impiego competente;
  3. Dichiarazione datore di lavoro (DS22 – COD. SR37) per la disoccupazione edile
  4. Dichiarazione datore di lavoro (DS22 LD) per la disoccupazione lavoratori domestici
  5. In caso di dimissioni per giusta causa, il lavoratore dovrà corredare la domanda  con una documentazione da cui risulti la volontà a difendersi in giudizio nei confronti del datore di lavoro (allegando ad esempio  esposti, querele, citazioni in giudizio, sentenze, ecc).

Importante

Oltre all’indennità i disoccupati possono richiedere il pagamento dell’assegno per il nucleo familiare. In questo caso dovrà essere presentata la domanda di assegno per il nucleo familiare (modulo ANF/prest – COD. SR32);

Il pagamento dell’indennità di disoccupazione ordinaria

L’indennità può essere riscossa:

  • con bonifico sul proprio conto corrente bancario o postale;
  • allo sportello dell’ufficio postale che verrà indicato dall’INPS.

Nel caso di accredito in conto corrente bancario o postale devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché le coordinate bancarie o postali (IBAN) e il numero di conto corrente.

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Saranno i servizi segreti a gestire i voli di stato per il trasporto del “materiale” destinato al sollazzo dell’utilizzatore finale

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Il personale che si occupa dei voli di Stato sarà trasferito alle dipendenze di­rette dell’intelligence. In parti­colare sarà inserito nell’orga­nico del Rud, l’ufficio che fa capo all’Aise — il servizio segreto mi­litare — ed è addet­to alle mansioni di vigilanza degli obiettivi.

La decisione è stata presa dal go­verno dopo la pub­blicazione delle fo­to del premier Sil­vio Berlusconi che imbarca a bordo degli aerei con la sigla «Repubblica Italiana» i suoi ospiti privati come il cantante Mariano Apicella, attori e bal­lerine.

E dopo la circostanza, emersa durante gli accerta­menti della Procura di Bari, che anche Gianpaolo Taranti­ni – indagato per induzione al­la prostituzione per aver porta­to ragazze a pagamento nelle residenze del premier – si spo­stava tra Roma e Milano a bor­do di quei velivoli.

Nella richiesta di avvio del­la procedura, già trasmessa al­l’Aeronautica Militare e alle al­tre amministrazioni da cui di­pende il personale, i trasferi­menti vengono giustificati con motivi di «sicurezza e ri­servatezza ». Finora le liste pas­seggeri e i piani di volo pote­vano essere acquisiti dall’auto­rità giudiziaria, sia pur con un provvedimento motivato.

D’ora in avanti i documenti sa­ranno invece coperti dal segre­to e dunque per poterli visio­nare si dovrà avviare un iter molto più complesso e soprat­tutto ci sarà la possibilità di opposizione alla consegna.

Un mese fa Silvio Berlusco­ni si era rivolto al garante del­la Privacy e alla magistratura romana per chiedere il seque­stro delle foto scattate dal re­porter sardo Antonello Zappa­du a Villa Certosa e all’aeropor­to di Olbia. Migliaia di scatti che riprendevano gli ospiti del­la sua residenza estiva, ma an­che quelli in arrivo o in parten­za a bordo dei velivoli. L’Au­thority ha ritenuto «illecito» ri­prendere e diffondere «imma­gini di persone all’interno di una privata dimora senza il lo­ro consenso e utilizzando tec­niche particolarmente invasi­ve », mentre ha stabilito che «sono permesse quelle riprese in luoghi pubblici», come è per esempio un aeroporto.

La Procura ha invece dispo­sto il sequestro di tutti gli scat­ti e poi ha delegato i carabinie­ri all’acquisizione dei docu­menti relativi ai voli immorta­lati dal reporter. Due settima­ne sono bastate ai magistrati per chiedere al tribunale dei ministri l’archiviazione dell’in­chiesta.

l’articolo continua qui

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Il BERLUSCONI senza trucco e senza inganno
Il BERLUSCONI ridens
Il BERLUSCONI mendax
Io non gliela do …

Written by il qualunquista

1 Luglio 2009 alle 11:21

Multe – Se il Prefetto non convoca il ricorrente che chiede di essere audito, il verbale è nullo e la sanzione inefficace

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Signori, buongiorno.

volevo sottoporvi quanto mi è capitato, chiedendo un vostro parere nel merito.

Ho proposto ricorso al Prefetto contro una multa, chiedendo di essere ascoltato insieme ad alcuni testimoni. Due settimane fa mi sono recato negli Uffici Prefettizi per acquisire informazioni sull’iter della pratica . Con mio grande stupore mi è stato riferito che il Prefetto mi aveva già convocato e,  non essendomi io presentato all’audizione,  il ricorso era da considerarsi respinto.

Secondo gli impiegati della Prefettura la convocazione risultava notificata per compiuta giacenza. Ho chiesto allora la relata di notifica e qui è venuto fuori l’inghippo: la comunicazione  era stata inviata ad un indirizzo diverso dal mio ed il destinatario dichiarato “sconosciuto” dal postino.

Quei delinquenti (così devo chiamarli) mi hanno allora promesso la cancellazione d’ufficio del decreto ingiuntivo. Invece due giorni dopo, il decreto ingiuntivo – con il raddoppio della sanzione pecuniaria-  mi è stato comunque notificato (e, per giunta, all’indirizzo corretto, questa volta).

Come ciliegina sulla torta, nel decreto ingiuntivo non c’era alcun riferimento all’errore commesso nella notifica di convocazione per l’audizione (ho pagato cara l’ingenuità di spiegare che la notifica era stata inviata ad altro indirizzo).

Semplicemente il rigetto veniva  motivato dalla circostanza che il ricorso non risultava “sorretto da utili elementi probatori atti a rendere verificabili le ragioni addotte”. Insomma una vera porcata!

Vi ringrazio per l’attenzione e vi sarei infinitamente grato se poteste suggerirmi una strategia efficace per il ricorso al Giudice di Pace.

Marco

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Written by weblog admin

30 Giugno 2009 alle 12:36

Michael Jackson e il pianto delle prefiche

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“Quello di Michael Jackson è un corpo stroncato dagli abusi del benessere, un corpo deformato e violato dagli eccessi della contemporaneità, un corpo sacrificato sugli altari della solitudine e dell’apparenza. In quel corpo, anzitempo invecchiato, di chi ha invano inseguito l’eterna giovinezza, in quel corpo insozzato dal vizio della  pedofilia, parla la Tragedia. La Tragedia di un’America e di un Occidente che dei corpi sanno tutto, e non possono tuttavia salvarli; come non possono salvare l’anima, di cui non sanno nulla.”

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Portabilità del mutuo – risarcimento al mutuatario per ritardi oltre i 30 giorni

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge fiscale con il pacchetto di misure anticrisi, che contiene anche provvedimenti riguardanti la portabilità del mutuo o surrogazione del mutuo.

Un articolo del decreto legge prevede infatti che, nel caso la banca ritardi la portabilità di un mutuo (cioè il passaggio del cliente ad altro istituto di credito con un altro mutuo) oltre i 30 giorni dovrà risarcire il proprio cliente in misura pari all’1% del valore del prestito per ogni mese o frazione di ritardo.

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Assegni bancari circolari e bonifici – la data di valuta e di disponibilità per il beneficiario non può superare i tre giorni lavorativi successivi alla data di versamento

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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge anti-crisi: la cosiddetta «manovrina» che prevede misure per circa 2 miliardi di euro tra tagli e nuovi prelievi.

Il decreto introduce una nuova normativa relativamente al contenimento delle commissioni bancarie.

In particolare c’è una norma secondo la quale per tutti gli assegni bancari versati in conto corrente la data di valuta e di disponibilità per il beneficiario non può superare i tre giorni lavorativi successivi alla data di versamento.

Inoltre, per tutti gli assegni circolari e i bonifici la data di valuta e di disponibilità non può superare un giorno. È nulla ogni pattuizione contraria».

Il decreto prevede, quindi, restrizioni per la data valuta, cioè il tempo che la banca richiede per l’effettiva disponibilità di un assegno versato o di un bonifico effettuato. Da ora in poi non potrà essere superiore ai tre giorni successivi alla data del versamento, mentre per quelli circolari e i bonifici non potrà superare le ventiquattrore.

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Commissione di massimo scoperto – sono nulle tutte le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto e ogni altra clausola avente il medesimo scopo o finalità

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Il 26 giugno 200  c’è stato il via libera del Consiglio dei ministri alla manovra d’estate, un decreto legge che contiene  anche misure finalizzate a contrastare la reintroduzione, sotto mentite spoglie, di clausole contrattuali per la remunerazione della controversa  commissione di massimo scoperto.

L’elemento di novità è senza dubbio dato dalle misure in materia bancaria. L’art. 2 del decreto, infatti, disporrebbe infatti che “sono nulle tutte le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto ed ogni altra clausola avente il medesimo scopo o finalità”.

Utilizziamo il condizionale perchè pare che, in realtà,  il balzello tanto odiato dai correntisti sia stato modificato attraverso l’inserimento di un “tetto” dal decreto estivo approvato la scorsa settimana e non cancellato come previsto inizialmente.

In seguito al dl anticrisi che sei mesi fa aveva messo al bando la commissione dichiarandola nulla sotto alcune condizioni, le banche si erano attrezzate di fatto reintroducendo il massimo scoperto con una veste nuova: recupero spese per ogni sospeso, commissione per istruttoria urgente e onere per passaggio a debito nel trimestre. Debora Rosciani ne parla a Salvadanaio con l’avv. Gloria Gatti, esperta di questioni legali per Il Sole 24 Ore e Fabio Picciolini, segretario nazionale di Adiconsum.

La clausola di massimo scoperto era stata messa sotto accusa dall’Antitrust come elemento discriminante e poco trasparente nel rapporto tra istituti di credito e clienti.

Già nelle “lenzuolate” di Bersani era prevista la sua abolizione, mai realizzata però dalle banche.

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Un prete coraggioso contro la CEI ed il cardinale Angelo Bagnasco

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di don PAOLO FARINELLA

Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

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Written by il qualunquista

24 Giugno 2009 alle 17:29

Quando il ministro Mara Carfagna ed il premier Silvio Berlusconi presentarono il disegno di legge contro la prostituzione …

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berlusconi e le puttane

Il discorso di Silvio Berlusconi in occasione della conferenza stampa per la presentazione del disegno di legge finalizzato alla lotta contro la prostituzione (13 febbraio 2009).  Come si evince dal discorso, nel  d.d.l. saranno previste misure severissime anche contro gli “utilizzatori finali”.

“Poi voglio ricordare il disegno di legge che, per la prima volta, dopo cinquant’anni, è intervenuto a modificare la disciplina normativa sul fenomeno della prostituzione. E questo perchè è un fenomeno  che sta dilagando:  si calcola, ma  i dati non sono certi  perchè, per molti versi, si tratta di  un fenomeno sommerso, che sono in  70 mila (c’è chi valuta addirittura in 90 mila)  le donne che si danno alla prostituzione in Italia.

Di quelle che vanno sulle strade sono circa 50 mila, si teme che verso le 20 mila siano le persone che lo fanno contro la propria volontà, ridotte in condizioni di schiavitù, attirate in Italia con lo specchietto del lavoro nella moda, o nel cinema o nella televisione. Poi costrette in appartamenti, private dei loro passaporti e dei loro documenti, utilizzate e poi minacciate di morte nel caso rivelassero a chiunque di questa loro condizione di schiavitù. E siccome c’è sempre la possibilità hce  tra i clienti che si approcciano  ce ne sia uno mandato apposta per sapere se fanno queste cose, queste sono veramente delle proprie e vere schiave che patiscono questa condizione intollerabile. Leggi il seguito di questo post »

Tetto sugli interessi dei mutui a tasso variabile, sospensione del pagamento delle rate del mutuo, restituzione dei conti dormienti ai legittimi proprietari e bonus vacanze – Le ultime quattro “bufale” del governo

con 7 commenti

Esaminiamo la situazione relativa a quattro provvedimenti varati dal governo e non compiutamente attuati:  l’ effettiva applicazione del tetto (4%)  sugli interessi dei mutui a tasso variabile; la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per cassaintegrati, licenziati e famiglie in difficoltà; l’esproprio dei conti “dormienti” per quanto riguarda la possibilità di restituzione ai legittimi proprietari che ne facessero richiesta; i “buoni vacanza”.

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